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De …iustitia, la questione giustizia in Italia ed il suo rapporto con la politica. Una Riflessione del dirigente A. Capria

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" Una riflessione scevra da pur legittime appartenenze e convinzioni, magari associata a linguaggio consono ed a corrette posture istituzionali, facilmente giungerebbe ad una conclusione: la questione giustizia in Italia ed il suo rapporto con la politica - con le scontate implicazioni costituzionali, civili e sociali - è in una fase avanzata di degenerazione, nonostante continui ed inascoltati appelli del Presidente della Repubblica. Quella che viene definita “macchina della giustizia”, non funziona come dovrebbe; lunghezza dei tre gradi di giudizio (al termine dei quali – e solo e soltanto allora - si può essere considerati colpevoli), frammistioni di compiti, protagonismo imperante, ed il numero spropositato di leggi e norme (circa 111.000 in Italia a fronte di 7.000 in Francia, 6.000 in Germania) non aiutano. Autorevoli costituzionalisti hanno individuato nella “inflazione legislativa” e nella “moltiplicazione delle fattispecie di reato” i fattori principali dell’attuale condizione d’inadeguatezza degli uffici giudiziari. Questo status quo incentiva, senza giustificazione, un diffuso senso di sfiducia. Il problema in questione è affrontabile soltanto con riforme attentamente pensate, di respiro comunitario e che oltrepassino logiche di legislatura e di schieramento; anche perchè quando si toccano temi complessi, una visione globale della questione -  incastonata in un ambito comunitario – è obbligatoria. Se si parla di Scuola, Welfare, Costituzione e Giustizia, si discute dei pilastri di una democrazia come la nostra. Ricondurre perciò gli interventi a calcolo politico, significa quantomeno ridurre la portata degli approfondimenti e degli auspicabili provvedimenti. La questione giustizia non è assolutamente riducibile aritmeticamente al consenso, pur legittimamente ampio, di una maggioranza. Sarebbe infatti disastroso se, in una democrazia dell’alternanza, si dovesse affermare il principio in base al quale ogni maggioranza abbia il diritto di modificare a proprio piacimento le regole del vivere civile; a meno che non ci si ispiri – tradendo principi, tradizioni e storia del nostro Paese -- a nuovi cowboy o …redivivi zar. E’ certamente non più differibile una riforma radicale, ponderata e il più possibile condivisa dell’apparato giudiziario, ancorata al contesto comunitario, che va ripensato sotto l’aspetto organizzativo, procedurale, ordinamentale e delle responsabilità. La giustizia deve possedere serenità di indagine e di giudizio, necessaria responsabilità ancorata al “potere” esercitato, risposta in tempi certi e rapidi; ben altro che  separazione delle carriere. Tenendo comunque presente che la Costituzione, assegnando alla “politica” due poteri su tre (legislativo ed esecutivo), di fatto ne sancisce il primato. Ciascuno faccia il suo: il giudice che si voglia sostituire al Governo o al Parlamento, assume un’atteggiamento devastante per la democrazia; esattamente come il Parlamento o il Governo che voglia sostituirsi alla Magistratura. Una democrazia compiuta infatti, poggia le sue solide basi su un vecchio adagio di reminiscenza liceale:  lex facit regem – e non – rex facit legem!"

Alberto Capria

 

Innovazione digitale. La Provincia di Vibo ottiene dalla Presidenza del Consiglio dei ministri un finanziamento di 931mila euro

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La Provincia di Vibo Valentia, guidata dal presidente Corrado Antonio L’Andolina, si appresta a fare un significativo passo in avanti nel percorso di innovazione digitale avviato da mesi, grazie al finanziamento di 931mila euro erogato dal “Dipartimento per la Trasformazione Digitale” della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’istanza a valere sull’avviso pubblico denominato “Abilitazione al Cloud delle  Province e Città metropolitane” ha visto l’Ente intermedio del Vibonese posizionarsi ventiduesimo e aggiudicarsi, come accennato, 931mila euro. “Questo ulteriore finanziamento nazionale ottenuto consentirà di compiere un notevole passo in avanti in quella che è la nostra pianificazione di migrazione al cloud - ha dichiarato, al riguardo, il presidente L’Andolina. Una programmazione attinente alla transizione digitale degli enti territoriali che include, appunto, una serie di attività di valutazione, migrazione e completamento dell’innovativo processo di passaggio alle dinamiche amministrative digitali”. “L’intento cardine del percorso di modernizzazione dell’ente che abbiamo avviato ormai da mesi  - ha chiosato, infine, il segretario generale, Domenico Arena - è quello di cogliere appieno tutte le opportunità di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza amministrativa legate ai moderni processi innovativi della PA”.

Digitalizzazione, il Comune di Vibo Valentia ottiene un altro finanziamento: 19mila euro per la georeferenziazione dei numeri civici

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Il Comune di Vibo Valentia centra un altro obiettivo della complessiva strategia di digitalizzazione portata avanti con sempre più vigore negli ultimi anni. Attraverso un Avviso pubblico bandito dal Dipartimento per la trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri, infatti, l’ente ha ottenuto un finanziamento di quasi 19mila euro per la georeferenziazione dei numeri civici. Si tratta di un’iniziativa importante per allineare anche Vibo Valentia a tutti i Comuni italiani già presenti nell’Archivio nazionale dei numeri civici e delle strade urbane (Anncsu), nel solco delle attività intensificate grazie alla recente istituzione dell’Ufficio toponomastica, che nei mesi scorsi ha completato la mappatura ed assegnazione di tutti i numeri civici nei quartieri di Moderata Durant, Bitonto e Feudotto, e non solo. Il finanziamento, intercettato dall’ufficio PNRR (dirigente Domenico Libero Scuglia, funzionario Onofrio Maragò), consentirà quindi di raccogliere e standardizzare le informazioni relative alla toponomastica e ai numeri civici che finiranno nell’archivio gestito congiuntamente da Istat e Agenzia delle entrate. Un archivio che può essere un punto di riferimento strategico per l’amministrazione, le aziende e i professionisti che operano nei settori della logistica, delle telecomunicazioni e della pianificazione urbana in quanto potrebbe consentire di migliorare la qualità dei servizi e delle infrastrutture su tutto il territorio. “Aggiungiamo un altro importante tassello all’attività di digitalizzazione del nostro Comune - commenta l’assessore all’Innovazione tecnologica, Luisa Santoro - con l’obiettivo di fornire servizi sempre di più al passo con i tempi e le esigenze dell’utenza e del mondo professionale”.

Memoria e legalità: la Sala Conferenze del Talent Hub intitolata a Francesco Vangeli da Associazione Valentia e Vibo Center

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Lunedì 28 luglio alle ore 11:00, presso il Talent Hub all’interno del Centro Commerciale Vibo Center, si terrà la Cerimonia di intitolazione della Sala Conferenze a “Francesco Vangeli”, giovane la cui storia ha profondamente segnato la comunità vibonese e calabrese. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Valentia, in collaborazione con il Centro Commerciale Vibo Center. Durante la cerimonia verrà svelata una targa commemorativa dedicata a Francesco Vangeli e, a seguire, si terrà una breve conferenza con la partecipazione della famiglia Vangeli, delle istituzioni locali e dei rappresentanti delle associazioni locali. Sarà un momento di riflessione collettiva, volto a ribadire l’importanza della memoria come strumento di crescita civile e di impegno costante per la legalità. Il motto scelto per l’iniziativa – “Perché nessuno dimentichi, e la memoria si trasformi in impegno” – sintetizza il senso dell’evento: custodire il ricordo delle vittime e trasformarlo in un’azione concreta di responsabilità e partecipazione attiva. “Intitolare questa sala a Francesco Vangeli – dichiara Anthony Lo Bianco, Presidente di Associazione Valentia – significa lanciare un messaggio chiaro: la nostra comunità non intende piegarsi alla violenza e all’indifferenza. La memoria di Francesco deve diventare un faro per i giovani e un richiamo all’azione per tutti: essere cittadini consapevoli, costruire spazi di dialogo e contribuire al cambiamento della nostra terra. Questa sala sarà un presidio di impegno civile e di confronto aperto a chiunque voglia contribuire a un futuro migliore.” La cerimonia si terrà lunedì 28 luglio 2025, a partire dalle ore 11:00, presso il Talent Hub, situato all’interno del Centro Commerciale Vibo Center, a Vibo Valentia. Sarà un’occasione aperta a tutta la comunità per condividere un momento di riflessione e partecipazione. L’Associazione Valentia invita calorosamente i cittadini, le istituzioni, le associazioni e in particolare i giovani a prendere parte a questo appuntamento: un gesto semplice ma significativo per dimostrare che la memoria non si spegne e che l’impegno per la legalità e il bene comune può e deve nascere da ognuno di noi.
 
 
 
 
 

Al via oggi il festival di Stand-Up Comedy "Chi c***u t'arridi?" a Vibo Marina.

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Al via questa sera, 24 luglio, a Vibo Marina il festival di stand-up comedy dal titolo che non lascia spazio ad interpretazioni: “Chi c***u t’arridi?”. Tre spettacoli e cinque comedian in scena per il primo evento di questo genere a Vibo Valentia. La stand-up comedy che ben si è imposta in tutta Italia grazie anche alle piattaforme social, infatti, non era ancora mai sbarcata nel Vibonese e lo fa ora grazie all’impegno di un appassionato gruppo di volontari che animano la neo costituita associazione “Altrove”, e che l’amministrazione comunale ha voluto sostenere in maniera convinta anche per valorizzare il dinamismo e le capacità dei giovani vibonesi. Si inizia questa sera con Sandro Cappai, cagliaritano, classe 1993, già conosciutissimo sui social che ha registrato il sold-out in oltre 80 repliche con il suo spettacolo “Non si muore così facilmente”. Arriva a “Chi c***u t’arridi?” con il suo nuovo show “C’è un po’ di tensione”. Si continua poi con Chiara Becchimanzi, venerdì 25 luglio, e il suo “Terapia di gruppo”, anch’esso già applaudito in tutta Italia: un flusso di coscienza esilarante per esplorare stereotipi, paure e condizionamenti di tutti, pubblico compreso. Il festival si concluderà il 26 luglio, con Daniele Fabbri preceduto dall’imprevedibile Matteo Nicoletta. Daniele Fabbri è attore, sceneggiatore, fumettista, podcaster e naturalmente stand-up comedian tra i veterani della scena italiana. Conduce le tre serate Sandro Canori, rapper e comedian irresistibile. La risposta del pubblico, fa sapere l’organizzazione, è stata positiva oltre ogni aspettativa ma è ancora disponibile qualche posto a sedere per le tre serate ad un passo dal sold-out. Il festival è realizzato con il contributo ed il patrocinio del Comune di Vibo Valentia e di un appassionato gruppo di pmi locali, ed in collaborazione con Altra Scena e The Comedy Club.

Consiglio della Provincia di Vibo. Chieste ufficialmente dai gruppi di centrodestra le dimissioni del presidente L’Andolina che replica: "Le nostre strade si sono divise. Non ho ancora maturato una decisione sul mio futuro"

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Una seduta del Consiglio della Provincia di Vibo Valentia che ha approvato atti importanti come il “Rendiconto per l’esercizio 2024”, “L’avvio dell’iter d’approvazione del Bilancio di previsione 2025-2027”, e “Il Piano di dimensionamento scolastico provinciale 2026/2027”, ma che alla fine è stata caratterizzata da dinamiche più di natura politica che amministrativa. A connaturare politicamente l’assise sono state le richieste ufficiali di dimissioni al presidente Corrado Antonio L’Andolina da parte del gruppo consiliare “Centro Destra per Vibo”, composto da Carmine Franzè, Serena Loschiavo e Vincenzo Pagnotta, e dallo schieramento “Vibo al Centro Unica e legata nella concretezza”, formato da Cosimo Nicola Papa, Alessandro Lacquaniti e Giampiero Calafati, compagini politiche, quest’ultime, che avevano entrambe sostenuto politicamente L’Andolina alle ultime elezioni provinciali. «Proseguire su questa strada significherebbe volere il male del nostro territorio. Riteniamo inevitabile, quindi, chiudere questa stagione politica. La fiducia che da sempre le abbiamo accordato è stata irrimediabilmente compromessa. In questo contesto l’unico atto dignitoso e risolutivo rimasto è quello delle sue dimissioni immediate. La Provincia di Vibo non può più essere ostaggio di un protagonismo sterile e autoreferenziale che danneggia non solo l’operatività dell’Ente ma anche il tessuto democratico che lo sostiene», - ha evidenziato il capogruppo di Centro Destra per Vibo, Vincenzo Pagnotta, sottolineando altresì che «il riferimento politico del gruppo consiliare che guida è Forza Italia».   Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni del gruppo “Vibo al Centro Unica e legata nella concretezza”. «Le strade provinciali affondano, gli interventi strutturali e infrastrutturali sono inesistenti, la programmazione nelle materie di competenza provinciale è di fatto un copia incolla degli anni precedenti. In due anni il presidente L’Andolina è passato da una maggioranza di centro destra, a cui appartiene almeno formalmente, ad una maggioranza sostenuta da parte del centrosinistra, creando confusione e irritazione tra i cittadini», - questo uno dei passaggi cruciali dell’intervento del capogruppo Alessandro Lacquaniti che, nella chiosa finale del suo intervento, ha quindi chiesto al presidente L’Andolina a nome della compagine che rappresenta di «rassegnare le dimissioni». Nel contempo però «per il bene dell’Ente e del territorio e della comunità provinciale» entrambi i gruppi hanno dichiarato, nelle fasi iniziali del Consiglio, che «voteranno responsabilmente il Bilancio e il Rendiconto finanziario».  Il presidente L’Andolina ha così  replicato: «Ho imparato a mie spese che la politica non è il luogo delle gratificazioni, ma quello dove si paga il prezzo delle proprie convinzioni. E l’unico metro che ho sempre adottato è stato il rispetto per l’Istituzione e per chi, ogni giorno, attende risposte concrete. Non nego che il comunicato di Forza Italia mi abbia colpito, più sul piano personale che su quello politico. Ho provato sconforto e anche dolore ma accetto la decisione. Le nostre strade si sono divise. Non ho ancora maturato una decisione sul mio futuro istituzionale. Porterò a termine l’iter del bilancio perché l’interesse dell’Ente e della comunità lo richiede. Poi, con serenità e rispetto verso tutti, sceglierò la strada che riterrò più giusta. Il bilancio va approvato perché senza l’Ente rischia un danno irreversibile.  Ho letto di accuse di ingratitudine. Chi mi conosce sa che non ho mai agito con cinismo ma sempre con il metro delle responsabilità, dell’equilibrio e del rispetto per le istituzioni. Ho sempre cercato di onorare il mio ruolo senza distinzioni di colore politico, di territorio, di appartenenza. Ho lavorato per i comuni montani e per quelli costieri, per la maggioranza e per le opposizioni. Ho lavorato per tutti. A tempo debito illustreremo gli interventi realizzati, le incompiute finalmente concluse, le nuove iniziative volontariamente assunte dall’ente. Grande merito va dato agli uffici e ai dipendenti. Il mio compito non è difendere me stesso, né inseguire un destino personale o politico. Il mio compito è garantire risposte ai cittadini, creare le condizioni perché queste risposte arrivino e assicurare continuità all’ente. Questo è stato e resta il mio unico orizzonte. Poi ogni strada ha il suo tempo. E ognuno, prima o poi, capisce quando è il momento di cambiare passo o fermarsi. Ognuno di noi, nei propri ruoli, possa però continuare a coltivare, ogni giorno, quel bene fragile e immenso che si chiama libertà».