Pizzo. Domenica 27 Ottobre "Prenditi cura di te"
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Il comune di Vibo Valentia avvisa la cittadinanza' che in occasione delle festività di Ognissanti il calendario della raccolta rifiuti subira' delle variazioni. Venerdì 1 Novembre non verra' effettuata la raccolta differenziata sia per la zona A che per la zona B. Sabato 2 Novembre si provvederà al ritiro della frazione plastica ed alluminio per la zona A e la zona B, mentre lunedì 4 Novembre si ritirera' la frazione organica ed il vetro. Da martedì 5 Novembre le attività di raccolta dei rifiuti seguiranno il calendario ufficiale.
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Dopo l’implementazione del servizio di collegamento bus con la stazione di Vibo-Pizzo, l’amministrazione comunale di Vibo Valentia spinge ancora per rafforzare un settore considerato strategico dall’esecutivo Romeo, che è quello del trasporto pubblico locale. A fornire ulteriori novità sull’argomento è il vicesindaco e assessore con apposita delega, Loredana Pilegi, la quale dichiara: “Stiamo lavorando per migliorare e rendere più efficiente il sistema di trasporto urbano della città di Vibo Valentia, non solo razionalizzando orari e collegamenti, ma anche pensando a rendere decorose le fermate, alleviando i disagi degli utenti, spesso costretti a fare i conti con le intemperie. Al riguardo - annuncia l’assessore Pilegi - grazie ad un contributo regionale, inserito nell’assestamento di Bilancio di previsione della Regione Calabria e ottenuto sulla base dell’interessamento del consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, il Comune di Vibo Valentia avrà la possibilità di realizzare ben otto nuove pensiline da posizionare alle fermate che oggi ne sono sprovviste lungo la rete del trasporto pubblico urbano. Interverremo così a colmare una carenza che nel corso degli anni è stata ripetutamente segnalata in quanto fonte di innegabili disagi per gli utenti (per lo più studenti, lavoratori, anziani) costretti ad attendere i mezzi senza un riparo dalle intemperie invernali o dalla calura estiva. Tale intervento, per il quale ringrazio il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, si inserisce a pieno titolo nel piano di rilancio del sistema di trasporto pubblico della città come da chiaro indirizzo del sindaco Enzo Romeo, sistema da poco implementato grazie ai collegamenti con la stazione di Vibo Valentia-Pizzo. Un sistema che presto si strutturerà in maniera più completa ed efficiente con importanti novità. Siamo costantemente al lavoro per migliorare il livello della qualità della vita nella nostra città e i servizi di mobilità, così come quelli ad essi correlati - conclude l’assessore all’Urbanistica - rappresentano certamente una voce primaria in questa costante azione che come amministrazione comunale ci siamo prefissati di perseguire”.
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Si è più volte detto che le risorse del PNRR avrebbero potuto consentire di ridisegnare contorni e caratteristiche della nostra scuola nella direzione di un radicale rinnovamento; che avrebbe potuto condurla al superamento delle disuguaglianze che la caratterizzano. Disuguaglianze evidenti non solo – o non tanto - per risultati di anacronistici test standardizzati, ma per i diversi “tessuti sociali”, strutture, pratiche didattiche e disomogeneità di ambienti di apprendimento consoni ai tempi che viviamo. Ciclicamente ad ogni inizio anno scolastico, sin dalla Legge 820 del 1971, la proposta di estensione del tempo pieno puntualmente si ripresenta; ed a certe condizioni si tratterebbe indubbiamente di una scelta giusta. Lo sarebbe se fossimo consapevoli che il tempo pieno non si realizza con il semplice raddoppio del tempo scuola, né in assenza di idonei spazi e neanche senza avere il coraggio, creandone prima le condizioni, di rovesciare il paradigma didattico in uso. Un serio tempo pieno, attuato in primis per la crescita dei nostri allievi e solo dopo orientato a permettere un maggiore – dovuto - tempo lavorativo per i genitori, presuppone un consistente monte ore di compresenza, gruppi di lavoro, laboratori attrezzati e quotidianamente utilizzati, spazi liberi di incontro, palestre, biblioteche, servizio mensa di qualità e, soprattutto, un consistente aumento della dotazione organica docente e ata che vada al di là della semplice “copertura delle ore di lezione”. Attualmente nelle “classi a tempo pieno” spesso ci si si limita a replicare, a tempo raddoppiato, le modalità didattiche e relazionali del tempo “normale”: bambini sempre in aula, didattica quasi esclusivamente trasmissiva, sporadica frequentazione dei laboratori se ci sono, rare uscite sul territorio. Servirebbero scuole strutturalmente adeguate, studiate nella configurazione delle aule, degli spazi e delle funzionalità. Servirebbe un tempo pieno svincolato dalle classi, dai docenti di classe e da orari di lezione inalterabili. Sarebbe necessario imparare a ragionare in un’ottica di flessibilità e responsabilità pedagogica, abolendo definitivamente e finalmente arrugginite routine didattiche e metodologiche. Occorrerebbero servizi, strutture sociali e culturali territoriali organizzati in interazione con la scuola e con logiche di corresponsabilità di enti ed istituzioni rispetto ai processi educativi. Ancora una volta occorre ribadire che la scuola - ed alcuni suoi modelli didattici come il tempo pieno - sono elementi di un sistema: ed un sistema funziona se tutti i suoi elementi sinergicamente interagiscono. In assenza di strutture adatte, di ambienti di apprendimento e spazi di interazione all’interno delle singole scuole, di una maggiore dotazione organica, di innovazione didattica con conseguente abbandono di obsolete pratiche, di sinergia inter-istituzionale sul territorio, il tempo pieno non c’è: sic et simpliciter. Occorre ripensarlo (rifondalo?) con gli essenziali presupposti precedentemente citati, pensando anche alle mense, ma non solo ad esse; occorre valorizzare al massimo creatività, flessibilità, consapevolezza pedagogica. Stiamo parlando di un itinerario di forte cambiamento che riguarda l’organizzazione del setting formativo, l’idea di classe come comunità, l’apertura al territorio, il ripensamento globale del momento didattico. Tutto ciò distingue il tempo pieno da un tempo normale raddoppiato.
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Una delegazione dell’amministrazione comunale di Vibo Valentia, rappresentata dal sindaco Enzo Romeo, dall’assessore Salvatore Monteleone e dai dirigenti Lorena Callisti e Andrea Nocita, ha incontrato questa mattina i vertici del Dipartimento di Protezione civile della Regione Calabria per un primo briefing sugli interventi da attuare sul fronte del dissesto idrogeologico. La riunione fa seguito alla comunicazione con cui la Regione Calabria dava atto del finanziamento da 22,5 milioni di euro per il Comune di Vibo Valentia, che sarà soggetto attuatore di 13 dei 14 interventi previsti su fossi e torrenti ricadenti in territorio comunale e su alcuni sottopassi ferroviari. “L’amministrazione comunale - afferma il sindaco all’esito dell’incontro - si è prontamente attivata per prendere contezza sul da farsi. Siamo convinti che un tema come quello della messa in sicurezza del territorio vada in cima alle priorità, e ci stiamo muovendo di conseguenza. Abbiamo fatto presente alla Regione Calabria la totale disponibilità del Comune a farsi carico di tutto quanto di nostra competenza, ed anzi di più: abbiamo chiesto la convocazione di tavoli tecnici con tutti gli enti interessati, in maniera tale da poter velocizzare le pratiche tecniche e burocratiche e fare in modo di procedere in maniera spedita su tutti i fronti. Ringrazio quindi il dirigente generale della Protezione civile, Domenico Costarella, ed il dirigente di settore, Antonio Augruso, per la disponibilità mostrata nei nostri confronti”. Il prossimo passo sarà la firma delle convenzioni tra Regione e Comune, che avverrà entro la fine dell’anno. Nel frattempo, il Comune ha già richiesto alla Provincia e alla Regione di avere i progetti degli interventi già realizzati o di quelli in programma, così da avere un quadro definito del complesso delle opere da attuare per la mitigazione del rischio idraulico dei corsi d’acqua e dei sottopassi ferroviari interessati. Il Comune di Vibo Valentia, nel corso della riunione odierna, ha inoltre richiesto di poter acquisire altri fondi per interventi al momento non ricompresi tra quelli finanziati.
INTERVENTI E IMPORTI
Torrente Trainiti € 1.000.000
Fosso Porto Salvo € 4.000.000
Fosso Tomarchiello € 2.000.000
Vasca Sant’Anna € 800.000
Fosso Cutura € 3.000.000
Fosso Sant’Andrea € 500.000
Fosso Suriani € 2.000.000
SOTTOPASSI FERROVIARI
Fosso Calzona (Ente attuatore Provincia) € 4.270.000
Fosso Galera-Antonucci € 1.000.000
Fosso Cutura-Badessa € 2.000.000
Fosso Trainiti € 930.000
Fosso Sant’Anna € 1.000.000