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Catanzaro. L’assessore Vincenzo Costantino chiama a raccolta i giovani per il bando nazionale “CiviCo25”

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Un’opportunità per coinvolgere i giovani di Catanzaro in un bando di respiro nazionale e favorire delle azioni concrete per la crescita della comunità. L’assessore alle politiche giovanili, Vincenzo Costantino, chiama a raccolta gli under 29 della città per un momento di confronto e di informazione sulle opportunità offerte dal bando  “CiviCo25”, promosso da Fondazione Finanza Etica e Ashoka Italia e dedicato all’innovazione civica e alla cittadinanza attiva. L’iniziativa premierà le idee progettuali candidate, per l’appunto, da imprese sociali, enti del terzo settore, e gruppi, anche senza riconoscimento giuridico, gestiti interamente da persone under 29. Le iniziative che verranno selezionate potranno beneficiare di un supporto finanziario e di attività di accompagnamento e formazione negli strumenti di progettazione sociale. Lo stesso assessore Costantino ha voluto organizzare un incontro conoscitivo per martedì 11 marzo, alle ore  17.30, nella biblioteca comunale “De Nobili”, dove interverrà, in collegamento, Barbara Setti di Fondazione Finanza Etica per illustrare il bando e rispondere alle domande dei presenti. “L’obiettivo è quello di costruire una rete, insieme a tutti coloro che vogliono farsi parte attiva, in grado di elaborare una proposta che dovrà essere tradotta in un video motivazionale di pochi minuti in cui si spiega l’azione concreta da mettere in campo, il target di riferimento e l’impatto positivo e misurabile sulla comunità. In particolare, il bando assegnerà una premialità se almeno il 60% del team che si andrà a candidare è under 25 e rispetta un buon equilibrio di genere. Auspico, dunque, che anche i giovani di Catanzaro vogliano mettersi in gioco e cogliere questa piccola sfida, dimostrando le proprie qualità e talenti anche in chiave nazionale”.

Catanzaro. La vicesindaca Giusy Iemma alla scuola di via Molise per la donazione di defibrillatori agli istituti

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Un gesto di solidarietà e impegno civico ha visto protagoniste le mamme degli studenti della scuola di via Molise, che, con la loro creatività e dedizione, hanno realizzato e venduto borse artigianali per raccogliere fondi destinati all’acquisto di due defibrillatori. Uno dei dispositivi salvavita è stato donato alla stessa scuola di via Molise, mentre il secondo è stato destinato al plesso di via Emilia. Un’iniziativa che ha unito la comunità scolastica in nome della sicurezza e della prevenzione, dimostrando come il lavoro di squadra e l’ingegno possano tradursi in un contributo concreto per la collettività. All’incontro, che ha rappresentato il momento culminante del progetto, ha partecipato anche la vicesindaca di Catanzaro, Giusy Iemma, che ha espresso il suo plauso per l’iniziativa e ha sottolineato l’importanza della sensibilizzazione alla salute e alla sicurezza nelle scuole. “Questa è una bellissima dimostrazione di come la collaborazione tra scuola e famiglie possa generare benefici tangibili per la comunità. La donazione dei defibrillatori è un atto di grande valore che può fare la differenza nella tutela della vita”, ha dichiarato la vicesindaca. Durante l’evento, è stato proiettato un video che ha ripercorso le fasi della lavorazione delle borse, testimoniando l’impegno delle mamme coinvolte nel progetto. La giornata si è conclusa con la consegna ufficiale dei defibrillatori, alla presenza della dirigente scolastica e della presidente del consiglio d’istituto. L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di partecipazione attiva, in cui la scuola diventa luogo di crescita non solo per gli studenti, ma anche per l’intera comunità che la circonda.
 
 
 

Olivadi. Enorme Incendio distrugge un magazzino: un ferito

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Si è concluso nel cuore della notte l’intervento dei vigili del fuoco per spegnere il violento incendio divampato nel primo pomeriggio di ieri in un magazzino/garage nel comune di Olivadi, nel catanzarese. All’interno del locale era parcheggiato un furgone, due moto, fusti utilizzati per contenere liquidi infiammabili e un quantitativo di legna non precisato. L’incendio si è immediatamente propagato al piano terra di uno stabile adiacente di tre piani. Una persona ha riportato ustioni su diverse parti del corpo: è stata affidata al personale sanitario del Suem118 per il trasferimento all’ospedale di Catanzaro. Sul posto hanno operato squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro sede centrale, distaccamento di Soverato e distaccamento di Chiaravalle Centrale per un totale di 15 uomini e 5 automezzi. A causa delle altissime temperature, i locali interessati dal rogo hanno riportato danni al solaio con rottura delle pignatte. Al termine delle operazioni di spegnimento, in via precauzionale è stato interdetto l’accesso allo stabile in attesa di ulteriori verifiche tecniche finalizzate a valutare le condizioni di sicurezza dell’immobile. Sono in corso accertamenti per stabilire l’origine del rogo e al momento nessuna ipotesi viene esclusa. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e il Sindaco di Olivadi Nicola Malta per gli adempimenti di competenza.

Catanzaro. Sanità, sei consiglieri per il mantenimento della sede attuale del "Pugliese" ed apertura di un pronto soccorso a Germaneto

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Riceviamo e pubblichiamo Nota dei consiglieri comunali, Antonio Corsi, Rosario Lostumbo, Rosario Mancuso, Francesco Scarpino, Raffaele Serò, Stefano Veraldi.
 
Dopo l’impegnativa sessione di Consiglio comunale, ci siamo dedicati alla rilettura sia della nota del dipartimento regionale della Salute sulle prestazioni cardiologiche, sia (seppur sommariamente, ma tanto è bastato) dell'Accordo di programma sulla costruzione del nuovo ospedale di Catanzaro. Ora, a parte il fastidioso silenzio  a qualsiasi livello politico fino alla nostra prima nota di denuncia, ci sembra assurdo che anche l'opposizione regionale sia genuflessa verso lo strapotere del commissario alla Sanità. Ed è stupefacente come si voglia nascondere la polvere sotto al tappeto trincerandosi dietro pseudo campanilismi, che in realtà non ci sono! Nessun becero campanilismo ma una lotta che almeno noi abbiamo il coraggio di portare avanti nell'interesse dell'area centrale della Calabria. La nota del dipartimento Salute è quantomeno aleatoria. L'incertezza manifestata nella risposta la dice lunga sulla incapacità (voluta) di spiegare alla città di Catanzaro strategie sanitarie risibili che confermano la volontà (poco celata) di ridimensionare le strutture presenti nel capoluogo. È del tutto pleonastico far passare il mantenimento della Emodinamica del "Pugliese" come se fosse un favore fatto alla città, quando tutti sono a conoscenza di quanta richiesta di prestazioni cardiologiche vanta il nosocomio e quante ne riesce a soddisfare. Tutte scuse che lasciano il tempo che trovano. I Ministeri, infatti, danno sì indirizzi e anche prescrizioni da almeno vent’anni ma sta alla politica Regionale dimostrare, con atti concreti, la capacità di approntare una pianificazione sanitaria del territorio a misura di cittadino. In questo senso, un esempio del passato è il decreto dell’allora commissario Massimo Scura (DCA 64 del 2016), per la riorganizzazione della rete ospedaliera in Calabria, dove le due emodinamiche sono ben presenti a Catanzaro. E non eravamo pure allora in piano di rientro? Non eravamo anche allora in pieno commissariamento? Alla fine la responsabilità programmatoria spetta alla Regione, quindi la pezza giustificativa non regge per niente in quanto con i ministeri sì è sempre e comunque dialogato ed è proprio su quei tavoli che la Regione dimostra la capacità strategica o meno di programmazione in relazione alle esigenze e alle richieste dei bisogni di salute. Come mai allora il dipartimento Salute, dopo vari titoloni apparsi sulla cardiochirurgia a Cosenza, scrive che nulla è stato ancora deciso? Come mai il dipartimento (che fa finta di non sapere) non parla della figuraccia che è stata fatta con il decreto farsa di blocco dell'accreditamento al S. Anna Hospital? Si è forse trattato di un atto confezionato ad arte per revocare l'accreditamento stesso e aprire la strada per Cosenza? Noi non siamo contrari ad una eventuale quarta cardiochirurgia in quella città; noi chiediamo solo certezze e che venga applicato il dispositivo giuridico che mantiene l'accreditamento al S. Anna Hospital. E giusto per chiudere dicendola tutta: che fine hanno fatto i budget destinati alla cardiochirurgia accreditata di Catanzaro? Forse sono stati già distribuiti ad altre strutture, tanto da poter dire che i fondi sono ormai limitati e impedire di fatto la riapertura del S. Anna a Catanzaro? Ancora aspettiamo risposte! Altra questione scottante è la costruzione del nuovo ospedale di Catanzaro, cui è legata la vicenda del secondo pronto soccorso, che una testata giornalistica regionale definisce oggi precipitata nelle sabbie mobili della burocrazia della Cittadella. Noi pensiamo che la soluzione ideale sia quella di garantire equità nell’accesso al pronto soccorso o ad altro reparto su tutte le porzioni di territorio comunale. Ma con profonda meraviglia abbiamo letto che probabilmente il nuovo ospedale andrebbe costruito in località Germaneto a fianco dell'attuale policlinico. Siamo veramente al ridicolo. Vorremmo sapere chi è stata la mente eccelsa che ha pianificato il tutto! E vorremmo sapere tutti i milioni di euro spesi per ristrutturare, giustamente, i vari reparti del "Pugliese" a cosa siano serviti. Chi ha concepito il piano, si è chiesto o no quali conseguenze avrebbe avuto nei confronti di realtà territoriali e di quartiere che subirebbero enormi danni in termini di salute che in termini economici e sociali? Noi però non dimentichiamo che il Pugliese era considerato uno dei migliori del Mezzogiorno d'Italia e aggiungiamo che la nascita dell’AUO Dulbecco non possa in alcun modo ridimensionarne ruolo e buona fama. Noi siamo convinti che la realtà "Pugliese" debba necessariamente essere  mantenuta, secondo quanto stabilito nel 2016 dal Consiglio comunale e anzi completamente avviata a ristrutturazione e utilizzata insieme all'area dell'Ospedale Ciaccio per creare quella completezza dipartimentale corretta ed esaustiva di risposte ai cittadini. Bando alle scuse di creazione di una Casa della salute che rappresenta ben altra cosa. Si pensi piuttosto a tirare fuori dalle sabbie mobili il secondo pronto soccorso per togliere il presidio Mater Domini dalla imbarazzante situazione di ospedale a mezzo servizio. Rimarremo attenti e fermi sulle nostre posizioni. Nessuna spoliazione del “Pugliese-Ciaccio”, sperando che la politica nella sua interezza e a tutti i livelli possa comprendere, una volta per tutte, che assecondando indiscriminatamente il manovratore, non si va da nessuna parte e si crea solo confusione nei cittadini, che peraltro sarebbero i soli a subire i danni. Riteniamo che sia arrivato il momento di prendere posizione per il bene della Città, altrimenti il rischio di essere coinvolti nella disfatta non risparmierà nessuno.
 

San Pietro Lametino. Incendiato mezzo per la raccolta rifiuti

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Un incendio ha completamente distrutto un camion cassonato di proprietà di una ditta operante nel settore dei rifiuti parcheggiato nella zona industriale di San Pietro Lametino del comune di Lamezia Terme. I vigili del fuoco, con il supporto di un’autobotte, sono intervenuti nella notte in località Prato, sulla SP113. Sono riusciti ad estinguere completamente il rogo evitando che le fiamme si propagassero ai mezzi parcheggiati nelle vicinanze e a mettere in sicurezza del sito. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme e la polizia scientifica per gli adempimenti di competenza. Non si registrano danni a persone. Ulteriori accertamenti sono in corso circa l’origine del rogo e al momento nessuna ipotesi viene esclusa.

Catanzaro. La solidarietà di Fiorita al sindaco di Serra San Bruno

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Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha espresso solidarietà e vicinanza al primo cittadino di Serra San Bruno, a seguito dell’incendio che ha distrutto la sua auto nella scorsa notte. “La probabile origine dolosa e intimidatoria dell’episodio conferma, purtroppo, quanto gli amministratori locali in Calabria siano sempre più esposti a rischio. Quanto successo al collega Bruno rappresenta un ulteriore campanello di allarme su cui è necessario alzare la soglia di attenzione da parte degli investigatori e delle forze dell’Ordine. Al sindaco di Serra San Bruno rivolgo il mio sostegno, anche a nome di tutta la città, nella certezza che non si tirerà indietro e continuerà a svolgere il proprio ruolo con fermezza”.