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RENDE. ALL’UNICAL “EDUCAZIONE E DISINFORMAZIONE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS” CON IL PROF. CALIGIURI

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RENDE (6.5.2020) – Si è concluso il corso “Educazione e disinformazione ai tempi del coronavirus” tenuto dalla cattedra di pedagogia della comunicazione all’interno del corso di laurea magistrale in Scienze Pedagogiche del Dipartimento Culture Educazione e Società dell’Università della Calabria. Mario Caligiuri, titolare della cattedra di pedagogia della comunicazione, ha ricordato che ad ottobre 2019 all’inizio dell’anno accademico era stato individuato come tema dell’insegnamento la società della disinformazione, della quale adesso l’interpretazione e la comunicazione del coronavirus ne può essere considerata l’espressione più piena. Infatti, per il docente “l’eccesso ingestibile delle informazioni che ogni giorno ci investono unitamente al basso livello di istruzione e di competenze tecniche crea un corto circuito cognitivo che impedisce la comprensione della realtà. Appunto per questo, la chiave della pedagogia è più fondamentale che mai, in quanto questa necessaria e doverosa trasmigrazione forzata all’insegnamento on line indebolirà ulteriormente le competenze,soprattutto nelle scuole di base. L’emergenza del coronavirus ci è sembrata un’occasione per approfondire i temi centrali della disinformazione e dell’educazione, che sono strettamente collegati. In questo percorso formativo ci siamo immersi nell’acqua che scorre per capire dove sta andando la corrente. Che è capiremo quando approderemo alla riva”. L’insegnamento è stato impostato come sperimentazione, integrando lezioni, seminari, approfondimenti individuali e condivisione costante dei materiali di studio su una lista wathsapp appositamente predisposta.Inoltre, si è partecipato alla ricerca “Mutamenti sociali in atto COVID 19” del Consiglio Nazionale delle Ricerche, tendente a rilevare le ricadute psicologiche e sociali sul distanziamento sociale. Questo studio è stata l’occasione per avviare un’ulteriore ricerca effettuata su tutti gli studenti del corso, in cui si è sperimentato l’approccio del “sondaggio deliberativo” ideato dal James S. Fishkin. Infatti, è stato dapprima somministrato un questionario sull’impatto del coronavirus, poi ci sono stati approfondimenti sul tema, e alla fine del corso è stato di nuovo somministrato per verificare gli spostamenti di opinione e riflettere sulle ricadute educative delle lezioni a distanza. I seminari sono stati tenuti da Giulio Tarro, virologo di fama internazionale candidato per due volte al Nobel, per approfondirel’origine, gli effetti e le conseguenze mediche del virus; Piero Dominici, fellow della World Academy of Art & Science degli Stati Uniti e direttore scientifico del “Complexity Education Project” dell’Università di Perugia, per esaminare il funzionamento del sistema mediatico e sul necessario ripensamento dell’educazione; Luigi Giungato, dottore di ricerca dell’Università del Salento e ricercatore della Società Italiana di Intelligence, per ricostruire in modo accurato la narrazione del coronavirus sui social in Italia che hanno determinato un’autentica “pandemia informativa”; Giuseppe De Bartolo, già preside della Facoltà di economia dell’Università della Calabria, per definire l’importanza della statistica in una corretta interpretazione dei numeri del coronavirus, che lungi dal far comprendere quello che realmente accade possono occultare la realtà; Manuel Scarso, Responsabile della comunicazione del Comando Generale dei  Carabinieri, per  illustrare la comunicazione istituzionale dell’Arma in questa fase convulsa della vita nazionale. Particolare attenzione è stata riservata alla preparazione dell’elaborazione delle tesine individuali per accentuare il livello del pensiero critico, sviluppando la capacità di selezionare le informazioni rilevanti. Tra i diversi temi su cui gli studenti si eserciteranno da qui all’esame, emergono le differente percezione del fenomeno tra e le ricadute tra Nord e Sud del paese, il ruolo della disinformazione, i vari approcci educativi nella storia difronte alle emergenza sanitarie come la peste e la spagnola, la rilevazione degli indicatori positivi e negativi dell’insegnamento a distanza, la figura dell’untore dal punto di vista letterario attraverso i libri di Giovanni Boccaccio, Alessandro Manzoni, Albert Camus e Gesualdo Bufalino oltre che le vicende calabresi della strage dei pettinai di Santa Caterina Albanese del 1848 e dell’eccidio di Verbicaro del 1911. La documentazione prodotta verrà resa consultabile on line sul sito dell’Università della Calabria.

Il coronavirus non ferma il Peperoncino Festival

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NOTA STAMPA
La Mostra mercato “Mangiare Mediterraneo” fiore all’occhiello del
Peperoncino Festival diventa online e la Lotteria del peperoncino, invece
della tradizionale autovettura, mette in palio diecimila euro di specialità
tipiche di Calabria. “Non sappiamo come andranno le cose nei prossimi mesi, dice il
presidente dell’Accademia Enzo Monaco, ma il nostro lavoro non si ferma.
Molte iniziative accompagneranno l’estate da Giugno a Settembre”.
In collaborazione con l’Amministrazione comunale i ruderi della città
vecchia di Cirella e il “semaforo” sono stati illuminati con i colori della
bandiera italiana. Sul lungomare di Diamante da Giugno a Settembre sarà
allestita la mostra “Peperoncini sul mare” curata dagli esperti del Centro
sperimentale dell’Accademia. Le piante delle più famose varietà saranno
alloccate nelle aiuole rialzate della passeggiata a picco sulla scogliera.
Le varietà classificate saranno esposte con le indicazioni del nome
scientifico, della provenienza e della piccantezza espressa in gradi
Scoville. Ogni pianta sarà corredata di un codice QR code col quale i visitatori
potranno avere notizie più dettagliate sulla storia, la diffusione e
l’utilizzazione della varietà. Un’iniziativa unica nel suo genere organizzata nell’ambito del
Peperoncino Festival 2020 che consacra definitivamente Diamante come
“Capitale del peperoncino”. Una intera aiuola sarà dedicata alla varietà conosciuta col nome di
“Diavolillo Diamante”. Un ecotipo coltivato tradizionalmente in tutta la
fascia costiera da Tortora ad Amantea. Conosciuto nel passato col nome
“Diavolillo” e battezzato dall’Accademia come “Diaviolillo Diamante”.
Per distinguerlo da tanti altri “Diavolilli” coltivati in Calabria, in omaggio
a Diamante dove ha sede l’Accademia che lo utilizza da sempre per il
Campionato italiano mangiatori di peperoncino. Una varietà di forma
allungata, mediamente piccante, con la corteccia molto sottile e per questo
utilizzata per confezionare le tradizionali trecce molto richieste dai turisti.
Per il Festival restano confermate le date dal 9 al 13 di Settembre con un
programma rispondente alle possibilità del momento e alle linee dettate dal
Governo nazionale e regionale. Nel Centro sperimentale dell’Accademia si lavora per la preparazione del
tradizionale campo catalogo con oltre duecento varietà di peperoncini a
disposizione dei turisti che arriveranno nei mesi di luglio e Agosto.
Prosegue anche l’attività editoriale dell’Accademia. Per la fine di Maggio
per l’editore Rubbettino uscirà nelle librerie il libro “Peperoncino” di Enzo
Monaco. Per l’estate sarà pronta la pubblicazione “Peperoncino e Dieta
mediterranea” un ricettario con le specialità piccanti selezionate a Nicotera
da Ancel Keys.

Santa Maria Del Cedro. La banda ultralarga sbarca in Calabria

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Santa Maria del Cedro si appresta a diventare la pietra miliare della rivoluzione tecnologica calabrese. Partiranno infatti nelle prossime settimane i cantieri per la realizzazione di una rete di telecomunicazione a banda ultralarga, lavori che fanno di Santa Maria uno dei primi comuni della regione a dotarsi di un’infrastruttura del genere. Una decisiva innovazione coadiuvata e sancita dal Consigliere comunale Mauro Limongi , dal Sindaco Ugo Vetere e dai referenti di Open Fiber, la società per azioni chiamata a realizzare la rete pubblica che consentirà a cittadini e imprese di beneficiare di velocità di connessione al web finora inedite. Le risorse stanziate non graveranno sul bilancio del Comune: l’infrastruttura è infatti finanziata con fondi regionali e statali e resterà di proprietà pubblica. Le attività verranno coordinate da Infratel, società “in house” del Ministero dello Sviluppo Economico, con l’attenta supervisione della Regione Calabria. Il Piano banda ultralarga (BUL) prevede interventi di digitalizzazione in buona parte dei centri calabresi, per un investimento complessivo di circa 30 milioni di euro. A Santa Maria del Cedro il cablaggio in fibra ottica FTTH (Fiber-To-The-Home, cioè la fibra fino a casa, modalità tecnologica che consente velocità di connessione di 1 Gigabit al secondo e latenza inferiore ai 5 millisecondi) riguarderà circa 700 unità immobiliari.

La Soddisfazione del Sindaco Ugo Vetere
“Questo tipo di progettualità pongono Santa Maria del cedro al centro di progetti innovativi che dimostrano come sempre la lungimiranza di questa amministrazione che tanto ha investito per creare una cittadina più evoluta”.

Le dichiarazioni del Consigliere Mauro Limongi:
“Una rete a banda ultralarga permette l’abilitazione di servizi che vanno a beneficio dell’intera collettività, servizi finora in gran parte negati, soprattutto nei centri meno popolati del Paese e in particolare della Calabria: dalla telemedicina al telelavoro, dall’educazione a distanza all’Industria 4.0 passando per videosorveglianza, domotica e tanto altro ancora. Open Fiber è un operatore wholesale only, realizza cioè l’infrastruttura che mette poi a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazioni interessati. Una volta conclusi i lavori e avviata la vendibilità dei servizi, gli utenti non dovranno far altro che seguire pochissime operazioni: verificare la copertura del proprio indirizzo su www.openfiber.it, contattare uno degli operatori e scegliere il piano tariffario preferito per navigare a una velocità impossibile da raggiungere con le attuali reti in rame o miste fibra-rame. Un passaggio fondamentale verso la Gigabit Society che l’amministrazione comunale di Santa Maria del Cedro ha immediatamente recepito, ponendosi come capofila dell’intera regione.

Coronavirus. Morta 94enne di Oriolo, due nuovi contagi a Rogliano

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Intanto sale il numero delle vittime del coronavirus in Provincia di Cosenza. All’ospedale Annunziata è morta un’anziana di 94 anni di Oriolo, uno dei comuni dichiarati ‘zona rossa’ per la presenza di numerosi contagi. Due nuovi contagi si registrano a Rogliano, il comune non più zona rossa dal 27 aprile. “Registriamo due nuovi casi positivi – si legge in una comunicazione del comune – che sono già in isolamento domiciliare poiché appartenenti al nucleo familiare di un soggetto affetto da COVID. L’ASP ha comunicato che ripeterà i tamponi per avere conferma della positività”.

ORDINANZA FASE2. ANCHE LA PROVINCIA DI COSENZA DICE NO

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“Bisogna ripartire e rimettere in moto l’Italia e l’economia. Siamo tutti consapevoli di questo e tutti, nei nostri rispettivi ruoli, ci stiamo attrezzando per garantire nella Fase 2 sicurezza e, allo stesso tempo, impedire una profonda crisi sociale ed economica”. Lo afferma, in una nota, il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci. “Condivido la necessità evidenziata dal Governo nazionale prosegue Iacucci – di avviare aperture scaglionate delle varie attività: d’altra parte gli sforzi e i sacrifici fatti dagli italiani negli ultimi due mesi non possono essere vanificati e se una task force di esperti ha evidenziato più volte il pericolo di un contagio di ritorno è molto importante mantenere un’unicità di comportamenti a livello nazionale e locale, a tutela della sicurezza dei cittadini. In Calabria, sia grazie alle decisioni prese dalle istituzioni e sia grazie al comportamento responsabile e rigoroso dei cittadini, siamo riusciti a contenere il numero dei contagi e sicuramente dopo il 18 maggio, come ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, bisognerà tenere conto anche delle diverse curve epidemiologiche, regione per regione. Per questo motivo, l’ordinanza emessa ieri sera dal presidente della Regione Jole Santelli mi sembra sicuramente inopportuna e in forte contraddizione con le dichiarazioni rilasciate da lei stessa nei giorni scorsi”. “Non solo per i contenuti che vanno in contrasto con il Dpcm nazionale – sostiene ancora il presidente della Provincia di Cosenza – ma, ancora una volta, per il metodo. E in questa emergenza la Regione continua ad operare in solitaria: senza alcun coinvolgimento delle autonomie locali, senza aver sentito i sindaci che sono poi gli esecutori sul territorio, nonché i responsabili della salute pubblica. Anzi, viene emessa un’ordinanza a tarda sera che dovrebbe trovare applicazione già dal mattino successivo rendendo praticamente impossibile il lavoro dei sindaci ma anche dei privati interessati. Rinnovo ancora una volta, come presidente della Provincia e come sindaco, l’invito alla presidente della Regione a collaborare con il sistema delle autonomie locali, ribadendo la mia piena disponibilità a coordinare i sindaci del cosentino sia nella gestione di eventuali problematiche sia nelle ordinarie decisioni che riguardano la Fase 2”.

CASTROVILLARI. SOCCORSERO ANZIANO POSITIVO AL COVID-19: TAMPONI NEGATIVI

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Sono risultati negativi tutti i tamponi effettuati sulle persone che parteciparono ai soccorsi all’anziano di Castrovillari, vittima di un caduta nella propria abitazione, risultato positivo al Covid -19 lunedì scorso. Adesso si attende l’esito dei tamponi effettuati sul personale sanitario dell’ospedale che ha avuto contatti con l’anziano. La notizia della negatività dei tamponi sui soccorritori è stata data dal primo cittadino di Castrovillari, Domenico Lo Polito, con un post sulla sua pagina facebook. “Attendiamo con speranza domani – scrive Lo Polito – quelli degli ospedalieri”.