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San Ferdinando. Braccialetto elettronico per atti persecutori e violenza sessuale nei confronti della ex

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Un uomo di San Ferdinando è stato raggiunto da una misura cautelare con braccialetto elettronico per i reati di atti persecutori e violenza sessuale nei confronti dell’ex compagna. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal dott. Emanuele Crescenti, è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione locale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la fine della relazione avrebbe dato origine a un vero e proprio incubo per la donna, costretta a subire pedinamenti, minacce e comportamenti ossessivi protratti per mesi. L’uomo avrebbe controllato costantemente la vita della vittima, seguendola nei suoi spostamenti, presentandosi nei pressi del luogo di lavoro e monitorandone in modo insistente i profili social. Una pressione continua che avrebbe generato nella donna un forte stato di paura, tanto da costringerla a modificare le proprie abitudini quotidiane. Il quadro accusatorio si sarebbe aggravato con la denuncia di ripetuti episodi di violenza sessuale, che l’indagato avrebbe commesso nonostante il chiaro dissenso della vittima. Alla luce degli elementi raccolti e del rischio concreto di reiterazione delle condotte, il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, imponendo all’uomo di mantenere una distanza minima di 500 metri. Contestualmente è stato applicato il braccialetto elettronico per garantire il rispetto delle prescrizioni. Durante l’esecuzione del provvedimento, i Carabinieri hanno proceduto anche al ritiro cautelativo di armi e munizioni legalmente detenute dall’indagato. L’intervento rientra nell’attività di contrasto alla violenza di genere portata avanti dall’Arma dei Carabinieri, con particolare attenzione ai casi trattati secondo le procedure del “Codice Rosso”. Resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato fino a eventuale sentenza definitiva.

Reggio Calabria. Versace: “La competenza delle donne ci ricorda che la bussola del giudizio debba seguire il merito e non il genere”

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“Non ho mai pensato che una donna, per ottenere lo spazio che merita, dovrebbe avere una quota riservata, e il mio pensiero diventa ancor più critico se questo avviene per norma o per regolamento” - sono le parole del Sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace intervenendo nella sala Cineforum dell’Università degli Studi di Reggio Calabria. In occasione della Giornata internazionale delle donne e ragazze nella Scienza, l’evento, promosso dall’Ateneo in collaborazione con l’Ordine dei Geologi della Calabria, e con l’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria, ha previsto la proiezione della pellicola ‘Il diritto di contare’ con un approfondimento e un dibattito a margine. Versace ha sottolineato però come esista ancora un problema di mentalità - “E’ innegabile purtroppo che, ancora oggi, i retaggi culturali sulla questione di genere, non siano superati e, spesso, le rigorose celebrazioni che investono il mondo delle donne, non fanno altro che sottolineare che esiste ancora un gap da colmare quando si parla di ruoli, emancipazione e competenze da offrire nel campo professionale, ma anche sociale e politico. Si tratta di un fastidioso fraintendimento tra quello che viene considerata una concessione, rispetto a quello che dovrebbe essere il riconoscimento del ruolo della donna, paritario rispetto a quello dell’uomo, senza eccezione alcuna”. “Per questo motivo - ha concluso il Sindaco facente funzioni - siamo felici, come Città Metropolitana, di aver istituzionalmente patrocinato un momento che potesse dare la possibilità a studenti universitari, che rappresentano la classe dirigente di domani, di discutere ed approfondire una questione forse ancor irrisolta dal punto di vista culturale”.

Gioia Tauro. Maxi sequestro di armi e munizioni

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Un vero e proprio arsenale è stato scoperto dalla Guardia di Finanza nella Piana di Gioia Tauro, dove i militari del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno sequestrato armi, esplosivi e migliaia di munizioni, arrestando due uomini del posto sorpresi mentre tentavano di occultare il materiale. All’interno di un capannone industriale, utilizzato come deposito clandestino, le Fiamme gialle hanno trovato 5mila munizioni, due pistole, un fucile mitragliatore, una bomba a mano, un ordigno artigianale, due panetti di esplosivo al plastico e un dispositivo telecomandato per la detonazione a distanza. Il capannone si trova in una zona non lontana dal centro cittadino e dal terreno dove, nei giorni scorsi, era già stato individuato un primo nascondiglio di armi. Uno dei due arrestati aveva con sé anche circa 5mila euro in contanti, somma sequestrata insieme al resto del materiale. L’operazione rientra in un più ampio piano di controlli mirati a contrastare le attività criminali riconducibili alle organizzazioni mafiose attive nel territorio. Complessivamente, tra il primo e il secondo intervento, la Guardia di Finanza ha recuperato tre pistole mitragliatrici, un fucile mitragliatore, quindici pistole, 5mila cartucce, un ordigno artigianale, due panetti di esplosivo al plastico, un sistema di detonazione a distanza e una bomba a mano. La Procura di Palmi, guidata da Emanuele Crescenti, è stata immediatamente informata. Le indagini ora puntano a ricostruire la provenienza delle armi e i canali di approvvigionamento. Gli investigatori stanno verificando i contatti dei due arrestati per individuare eventuali complici e fornitori. Non si esclude che parte dell’arsenale possa essere arrivata in Calabria attraverso trafficanti esteri, sfruttando reti e canali dedicati disponibili sul web.

Cittanova. Un carnevale sempre di successo

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Continua il successo del carnevale cittanovese, tornato ai massimi splendori grazie all' impegno dell'amministrazione comunale, delle associazioni, dei gruppi e dei cittadini di Cittanova, tutti capaci di costruire con competenza e dedizione un percorso artistico e attrattivo tra i più significativi in Calabria. A centrare anche quest' anno l’appuntamento, è stato l’insieme di esperienze positive che restituisce l’immagine di un Carnevale cittanovese di qualità, coinvolgente e inclusivo.

Minacce al Presidente Anci e Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, la solidarietà di Giuseppe Falcomatà (PD): “Vile attacco a chi serve le istituzioni con competenza"

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«Esprimo la mia più ferma e convinta solidarietà al sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, per le gravi e inaccettabili scritte minacciose comparse nelle scorse ore sui muri di Napoli in occasione di una manifestazione a Bagnoli. Si tratta di episodi che nulla hanno a che vedere con la normale dialettica politica e che non possono trovare alcuno spazio nella nostra democrazia». Così il consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Falcomatà, che aggiunge: «Le minacce e l’odio rivolti a chi quotidianamente lavora al servizio delle comunità locali rappresentano un attacco non solo alla persona, ma alle istituzioni e ai valori di convivenza civile su cui si fonda il nostro Paese» «In un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo – prosegue Falcomatà – è fondamentale che tutte le forze democratiche, al di là delle appartenenze politiche, facciano fronte comune per difendere il ruolo dei sindaci e degli amministratori locali, presidio indispensabile di legalità, coesione sociale e prossimità ai cittadini. Episodi di violenza, minacce ed intimidazioni, fisiche e verbali, non possono diventare uno strumento per fermare l'azione coraggiosa di tanti sindaci ed amministratori che in tutta Italia, in Comuni grandi e piccoli, affrontano ogni giorno le difficoltà e lavorano per dare delle risposte alle loro comunità». «All'amico Gaetano Manfredi, presidente di Anci e di tutti i Sindaci italiani, – conclude Falcomatà – va il mio sostegno personale e politico, con l’auspicio che le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto e che si continui, insieme, a respingere con determinazione ogni forma di intimidazione e violenza».

Reggio Calabria. A Palazzo Alvaro presentato il libro “Biografie di una città” di Saverio Verduci.

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«Le riflessioni contenute nel volume risultano di un’attualità sorprendente se applicate non solo a ciò che accade nel Paese e nel mondo, ma anche alla nostra realtà cittadina». Così, Carmelo Versace, sindaco metropolitano facente funzioni, ha raccontato il libro “Reggio Calabria. Biografie di una città. La memoria della storia”, opera di Saverio Verduci, presentato dal circolo Rhegium Julii nella sala Trisolini di Palazzo Alvaro alla presenza dell’autore, del presidente del sodalizio, Pino Bova, di Salvatore Timpano, Oreste Kessel Pace e Alfredo Focà. Nel suo intervento, Versace ha sottolineato «l’importanza della priorità della conoscenza del passato», un impegno riconosciuto nel lavoro di Saverio Verduci che «porta avanti con serietà e rigore da numerosi anni». Quindi, ha posto l’accento sul rischio di una “memoria selettiva”, che «tende a ricordare o dimenticare figure ed eventi storici solo quando funzionali a posizioni ideologiche», ribadendo, invece, «il valore della cultura come spazio di confronto libero e autentico». «Qui parliamo di cultura, di uomini e donne – ha affermato il sindaco facente funzioni – che hanno segnato il nostro territorio, a cui dobbiamo riconoscenza se oggi possiamo ancora godere delle bellezze della nostra città. Ed è un messaggio da trasmettere alle nuove generazioni portando questi temi nelle scuole affinché i ragazzi possano conoscere chi ha contribuito a costruire l’identità del territorio e chi, troppo spesso, non è riuscito a rimanere nella memoria collettiva». Anche per questo, secondo Carmelo Versace, serve «un richiamo a una responsabilità condivisa tra istituzioni e società civile». Da qui l’impegno a rendere momenti come quelli organizzati dal Rhegium Julii «sempre più aperti alla città, non confinati agli addetti ai lavori, ma dentro Palazzo Alvaro che diventa spazio vivo di dialogo e confronto». «Lo spirito che emerge da questi scritti – ha concluso il sindaco facente funzioni – deve essere una guida per chi ha responsabilità amministrative, un percorso fatto di memoria, confronto e consapevolezza, un punto di riferimento per la crescita della comunità reggina».