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Reggio Calabria. Accademia di Belle Arti e Università Mediterranea motore di sviluppo del territorio

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Importante incontro tra due realtà universitarie per rafforzare e creare iniziative formative congiunte.  Si è svolto presso l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ieri mattina, un coinvolgente confronto tra il direttore dell'AbaRC Piero Sacchetti e il Rettore dell'Università Mediterranea Giuseppe Zimbalatti, nel quale sono state affrontate varie tematiche compresa la futura programmazione.  "Le sinergie tra le realtà culturali e formative del territorio sono fondamentali per lo sviluppo e la crescita della nostra comunità - afferma il direttore Sacchetti -. Una delle mission dell'Accademia di Belle Arti é di creare le giuste condizioni occupazionali per i giovani soddisfando le richieste ed esigenze degli studenti pertanto, é indispensabile il dialogo tra le Università della città per raggiungere obiettivi comuni. Insieme al Magnifico Rettore Zimbalatti che ringrazio per l’estrema disponibilità a rafforzare ed ampliare i rapporti di collaborazione, vogliamo essere motore di sviluppo per il territorio e sostenere l’incontro e la collaborazione tra i nostri sistemi produttivi". Un pensiero pienamente condiviso dal professore Giuseppe Zimbalatti al quale è stata donata una incisione del professore Vincenzo Molinari. La collaborazione tra le due realtà si inserisce quindi, in un percorso di rafforzamento del loro legame culturale e si radica in una visione comune della formazione e della crescita didattica delle nuove generazioni. 
 

Piana di Gioia Tauro. Controlli straordinari dei Carabinieri, 2 arresti, 30 denunce e droga sequestrata

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Controlli  dei carabinieri della Compagnia di Taurianova nei comuni pedemontani della Piana di Gioia Tauro. Due pregiudicati sono stati arrestati. Il primo, sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Varapodio, è stato sorpreso dai militari  alla guida di un’auto fuori da quel comune. L’altro, invece, a seguito di una perquisizione locale eseguita dalla Stazione di Cittanova con il supporto dei cacciatori di Calabria, è stato trovato in possesso di un fucile monocanna cal. 36 di fabbricazione artigianale privo di matricola, e relativo munizionamento cal. 12 e una rete a maglie strette per la pratica dell’uccellagione di frodo. Inoltre, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 20 chili di marijuana suddivisa in pacchi già pronti allo smercio nascosti in una stalla in disuso nelle campagne di Taurianova. Quattro pregiudicati stranieri sono stati segnalati alla Procura di Palmi per furto aggravato in quanto sono stati fermati alla guida di un’auto nella quale i militari hanno trovato prodotti alimentari e vestiti di marca risultati provento di vari furti avvenuti in vari supermercati ed esercizi commerciali della zona. Sempre grazie ai controlli su strada, i carabinieri hanno denunciato per ricettazione l’autista di un furgone al cui interno erano trasportati due motori con i numeri di matricola ribattuti. I servizi preventivi hanno poi scongiurato il peggio, sorprendendo un pregiudicato extracomunitario, destinatario di divieto di avvicinamento alla compagna, all’esterno della casa di quest’ultima. All’uomo, dopo l’avvio del “codice rosso”, era stata inibita la frequentazione della casa e del luogo di lavoro della donna. Infine le pattuglie impiegate nei controlli per il codice della strada hanno riscontrato dodici guidatori in stato di ebrezza o alterazione da sostanze stupefacenti, uno dei quali aveva causato un incidente stradale con altri conducenti coinvolti. Per tutti è scattata la denuncia alla Procura e revocata la patente.

Villa San Giovanni. Sventata truffa ad anziana del "Finto carabiniere", Un arresto

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Il  personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria in sinergia con i colleghi del Commissariato di Villa San Giovanni, hanno scoperto una tentata truffa ai danni di un’anziana signora. Per questo motivo, i militari hanno arrestato un uomo e denunciato un minorenne, per il reato di tentata truffa. Il fatto è accaduto a Villa San Giovanni. I due per mettere in atto il piano, hanno utilizzato il solito sistema della telefonata di un finto appartenente alle forze dell’ordine. I due truffatori, dopo aver preso contatti telefonici con la vittima, hanno chiesto una somma di denaro o, in alternativa, dei monili in oro, per evitare la carcerazione di un familiare che aveva provocato un grave incidente stradale. Nella circostanza, nell’abitazione della vittima, era presente anche un altro figlio della donna, anche lui raggirato dai complici che lo avevano invitato a raggiungere il Pronto soccorso dove si sarebbe trovato il congiunto. Approfittando dell’assenza del figlio, i due indagati si sono recati dall’anziana riuscendo cosi a farsi consegnare diversi monili in oro per un valore di 5.000 euro. L’uomo, ha compreso subito di essere stato raggirato, e ha segnalato immediatamente quanto accaduto. Grazie alla celerità della segnalazione, l’autovettura a bordo della quale viaggiavano i due autori della truffa è stata individuata e subito dopo intercettata e bloccata da una Volante del Commissariato di Villa San Giovanni. A bordo sono stati trovati i preziosi consegnati dalla vittima. Nell’ultimo mese, la Polizia di Reggio Calabria ha arrestato in flagranza o denunciato in stato di libertà un totale di 12 soggetti, tutti ritenuti responsabili di truffe aggravate commesse ai danni di vittime vulnerabili. In diverse circostanze è stata rinvenuta e restituita l’intera refurtiva.

Locri. Obbligo di dimora per 3 persone accusate di truffa on line

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Il Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica, ha sottoposto all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, tre persone per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione e riciclaggio. Il provvedimento è stato adottato a conclusione di un’indagine condotta dalla Sezione di polizia giudiziaria della Guardia di finanza della Procura e che ha consentito di sgominare un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe online. Le tre persone destinatarie delle misure cautelari, insieme ad alcuni complici, avrebbero pubblicato falsi annunci di vendita di mezzi agricoli su siti di e-commerce. Le vittime della truffa, interessate ai prodotti, si sono accordate con gli indagati che utilizzavano numeri di telefono intestati a persone ignare o inesistenti, ma anche documenti d’identità falsi del venditore e fatture di acquisto create ad hoc. Gli acquirenti una volta versate le somme concordate, non hanno mai ricevuto i mezzi agricoli. Nel frattempo, il venditore spariva, interrompendo le comunicazioni che fino a poco prima erano avvenute principalmente tramite whatsapp. I proventi delle false vendite false sono stati incassati attraverso ricariche e bonifici eseguiti dalle vittime su carte prepagate o conti correnti forniti dai falsi venditori. Il denaro é stato poi trasferito su altre carte prepagate e altri conti correnti ed infine prelevato dagli indagati, che agivano in questo modo allo scopo di rendere più complicato l’accertamento della destinazione finale degli importi frutto delle truffe. Durante l’attività di indagine, la Guardia di finanza ha analizzato i tabulati telefonici delle numerose utenze utilizzate dagli indagati e ha ricostruito i contatti non solo tra le vittime e i componenti dell’organizzazione criminale ma anche con con altre persone, che sono adesso indagate per riciclaggio.

Reggio Calabria. 9 arresti e 11 alloggi sequestrati nell'operazione "Case Popolari"

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Nove persone sono state arrestate questa mattina alle prime luci dell’alba, dai carabinieri a Reggio Calabria, nell’ambito dell'operazione denominata “Case Popolari”. Gli arrestati sono accusati di aver preso parte, con vari ruoli, ad una associazione per delinquere finalizzata all’illecita gestione di immobili di edilizia popolare ed alla commissione di condotte estorsive. Tra gli arrestati un presunto boss della ‘ndrangheta, ed un suo parente. Ai domiciliari  anche l’ex dirigente dell’Aterp reggina. Gli indagati secondo l’accusa, avrebbero costituito un sodalizio criminale che gestiva illecitamente l’assegnazione degli alloggi popolari in varie zone della città. Per due degli arrestati é stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri sette disposti gli arresti domiciliari. L’operazione, denominata “Case popolari”,  in cui sono coinvolte, complessivamente, 37 persone, é stata condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Reggio Calabria. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip distrettuale di Reggio Calabria su richiesta della Dda, guidata da Giovanni Bombardieri. Il reato contestato agli arrestati è l’associazione per delinquere, per alcuni di stampo mafioso, finalizzata all’illecita gestione di immobili di edilizia popolare ed alla commissione di condotte estorsive. 11 gli alloggi sequestrati e circa venti perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli indagati. Nell’inchiesta, ma solo come indigati, risultano, un dipendente comunale e un vigile urbano. Al boss della ‘ndrangheta Carmelo Murina l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere perché é già detenuto per scontare una condanna definitiva per associazione per delinquere di tipo mafioso. Le case che sarebbero state assegnate in modo illecito sono di proprietà del Comune e della stessa Aterp.

Locri. Bonus Facciate, Scoperta nuova frode fiscale

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I Finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Locri, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro beni per 1,5 milioni di euro, e denunciate due persone per i reati di truffa, riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento è stato emesso gip di Locri nell’ambito di una frode per interventi edilizi mai realizzati in materia di “Bonus facciate”. L’operazione, condotta dalle fiamme gialle del Gruppo di Locri, è emersa a seguito di una verifica fiscale eseguita nei confronti di un soggetto economico avente sede nella Locride. Nello specifico, l’amministratore della società verificata avrebbe fittiziamente prodotto crediti di imposta, relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio in realtà mai eseguiti, cedendoli alla società da lui stesso amministrata. Successivamente, la società sarebbe stata ceduta ad altro soggetto di origini calabresi ma residente nel nord Italia che avrebbe trasferito i predetti crediti d’imposta ad un’altra impresa ancora della stessa area geografica, la quale li avrebbe, poi, utilizzati a proprio vantaggio in compensazione del proprio debito di imposta. Nello specifico, il sequestro ha riguardato un milione di euro di crediti d’imposta ancora giacenti nei cassetti fiscali della società, 500 mila euro tra disponibilità finanziarie, quote sociali e beni tra cui 5 fabbricati, 5 terreni, quote societarie detenute in due società di capitali e 5 auto.