Notizie

Reggio Calabria. L'attore Maurizio Casagrande ritorna al teatro Cilea

Written by Redazione

Torna tra gli amici dell'Officina dell'arte, mercoledì 14 Febbraio al teatro "Francesco Cilea", l'attore napoletano Maurizio Casagrande con la sua nuova commedia "Il viaggio del papà", scritta a quattro mani insieme a Francesco Velonà. Una storia importante che mette in scena il rapporto difficile tra figlio e genitore, un uomo convinto di sapere tutto ma che, improvvisamente, vede crollare ogni certezza. La mission dell'attore e regista Casagrande è di far sempre ridere il suo pubblico ma anche,  riflettere. Con semplicità e schiettezza, Maurizio riesce a prendere per mano ogni spettatore e fare un viaggio tra sentimenti e quotidianità. "È una storia che sono certo piacerà a Reggio Calabria - afferma l'interprete napoletano -. Due realtà che non s'intendono, quella di un padre e del giovane figlio, provano a darsi una possibilità d'incontro, decidendo di fare un viaggio insieme con la speranza che questa esperienza condivisa possa abbattere il muro che li divide. Durante il viaggio, accadrà un evento straordinario che li porterà a cambiare la loro visione del mondo". Sul palcoscenico, la sera di San Valentino, insieme al camaleontico Casagrande, ci saranno i bravissimi Ania Cecilia, Michele Capone, Giovanni Iovino e la performer Arianna Pucci. "Quale migliore occasione per festeggiare insieme l'amore, i buoni sentimenti ma anche, sorridere e trascorrere in compagnia una piacevole serata - aggiunge Casagrande -. È sempre un piacere tornare a Reggio e poi,  farlo a casa ODA lo è ancora di più. Tutta la squadra di Peppe Piromalli è straordinaria e io, qui, mi sento a casa. Vi aspetto reggini, non potete mancare". 

Reggio Calabria. Il 10 febbraio 2024, la Chiesa di San Michele Arcangelo a Filippa ha accolto un convegno giuridico dal titolo "Bullismo e Cyberbullismo: Consapevolezza e Difesa"

Written by Redazione

Il 10 febbraio 2024, la Chiesa di San Michele Arcangelo a Filippa, frazione di Mesoraca, ha accolto un distinto convegno giuridico dal titolo "Bullismo e Cyberbullismo: Consapevolezza e Difesa". L'evento, accreditato dal COA di Crotone e patrocinato dal Corecom Regione Calabria, è stato magistralmente coordinato da Don Santo Riccelli, il carismatico parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo. Tra i relatori di spicco, l'Avv. Rosina Lombardo, membro del CPO del COA di Crotone, ha condiviso preziose esperienze maturate nelle scuole della provincia, grazie a convegni e corsi promossi dal Movimento Forense di Crotone. La Dott.ssa Maria Brusco, autrice del libro "Compendio semplice solo per ragazzi" sul bullismo, ha arricchito l'uditorio con il suo punto di vista illuminante. Particolare risonanza è stata attribuita alla partecipazione degli studenti della classe IV A dell'Istituto Aldo Moro di Mesoraca, che hanno contribuito con una recita poetica in occasione della giornata internazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, affiancata dalla creazione di un suggestivo cartellone. Il convegno, contraddistinto dalla sua pregevole valenza educativa, ha coinvolto non solo avvocati, ma anche giovani, genitori, parrocchiani e l'intera comunità, sensibilizzando su una tematica sociale di straordinaria attualità. Fulvio Scarpino, Presidente del Corecom Calabria, ha sottolineato come "Nel vasto panorama dei rapporti umani, l'ombra del bullismo si proietta sinistra e persistente, assumendo ora una nuova forma nell'era digitale: il cyberbullismo. Come un oscuro riflesso del suo predecessore, il bullismo, questa manifestazione contemporanea si insinua nei solchi più profondi della vita moderna, intrecciando le sue radici nel tessuto stesso della tecnologia." Se il bullismo tradizionale aveva confini negli spazi scolastici e sociali, il cyberbullismo trova terreno fertile nel vasto regno del cyberspazio. Attraverso connessioni elettroniche e dispositivi onnipresenti, i bulli possono perpetrare attacchi senza confini, avvolgendo le vittime in un abbraccio virtuale altrettanto dannoso quanto concreto. Le differenze tra i due fenomeni sono significative. Mentre il bullismo tradizionale vede il bullo come figura dominante, il cyberbullismo, senza confini geografici, coinvolge individui globalmente. L'anonimato degli aggressori aggiunge mistero e terrore, mentre la vittima, spesso dietro uno schermo, è invisibile al suo aguzzino, alimentando il cyberbullismo con una percezione di impunità. Nonostante le sfide del cyberbullismo, l'impegno rimane saldo: affrontare il fenomeno con fermezza, consapevolezza ed empatia. L'educazione resta la chiave, e solo con un impegno congiunto si può sperare di illuminare le tenebre del cyberbullismo con la luce della comprensione e della solidarietà umana. Affrontare questa emergenza richiede un approccio multidimensionale coinvolgendo istituzioni, scuole, famiglie e comunità. La sensibilizzazione e la formazione degli adulti sono cruciali per riconoscere, prevenire e intervenire efficacemente contro il bullismo e il cyberbullismo. Le scuole, con referenti specifici, devono fornire un ambiente sicuro e inclusivo, mentre le famiglie devono essere presenti nella vita digitale dei giovani, guidandoli responsabilmente. Le piattaforme online devono assumersi la responsabilità di garantire un ambiente digitale sicuro. Solo un impegno congiunto può creare un ambiente sicuro e rispettoso per le generazioni future. In conclusione, secondo i relatori, affrontare il bullismo e il cyberbullismo richiede un impegno collettivo e continuo di tutta la società. Solo attraverso una strategia integrata si può sperare di creare un ambiente sicuro e rispettoso per le future generazioni. Emergendo chiaramente, l'affrontare il bullismo e il cyberbullismo richiede un impegno collettivo e sinergico. In questo complesso scenario, famiglia, scuola e chiesa giocano ruoli cruciali nel plasmare un ambiente sicuro e rispettoso per le generazioni future. La famiglia, come nucleo primario della società, è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale nell'affrontare il problema del cyberbullismo. Gli adulti devono essere attivamente presenti nella vita digitale dei giovani, offrendo supporto emotivo e guidando le interazioni online in modo responsabile. Attraverso una comunicazione aperta e il coinvolgimento attivo, le famiglie possono contribuire a creare un ambiente in cui i giovani si sentano sostenuti e compresi, riducendo il rischio di isolamento sociale. Le scuole, invece, rappresentano un terreno fertile per la sensibilizzazione e la formazione degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico. Designare referenti specifici per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, coordinando iniziative di supporto agli studenti coinvolti, è fondamentale per creare un ambiente educativo che promuova la diversità, l'inclusione e il rispetto reciproco. La Chiesa, come luogo di aggregazione e riflessione spirituale, ha testato di essere un catalizzatore positivo nella lotta contro il bullismo. Don Santo Riccelli, promotore del convegno con la collaborazione fondamentale dell'Avv. Rosina Lombardo, ha dimostrato con questo evento il potenziale della Chiesa nel sensibilizzare la comunità su tematiche sociali cruciali. Attraverso iniziative come il convegno "Bullismo e Cyberbullismo: Consapevolezza e Difesa", la Chiesa offre uno spazio di riflessione e dialogo, contribuendo alla formazione di un contesto più consapevole e responsabile.

Reggio Calabria. Il torrente Valanidi oggetto di gravi reati ambientali

Written by Redazione

I Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato una persona mentre altre 4 sono indagate perché ritenute responsabili di far parte di un’associazione finalizzata al traffico illecito di rifiuti, disastro e inquinamento ambientale, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, occupazione abusiva di suolo pubblico. Si tratta di 5 uomini di età compresa tra i 35 e i 65 anni, con precedenti in materia ambientale ed associazione di tipo mafioso, titolari e dipendenti di un’azienda specializzata in attività di demolizione e movimento terra. L’operazione rappresenta l’epilogo di una indagine iniziata a gennaio 2023 e conclusa ad aprile dello stesso anno, condotta dai militari dell’Arma e coordinata dalla locale Procura, che ha permesso di interrompere una serie di reati, tra i più pericolosi per l’ambiente e l’incolumità pubblica. Gli accertamenti dei militari sono iniziati dopo alcuni sopralluoghi nei quali veniva riscontrato lo sfruttamento delittuoso del torrente Valanidi da parte della società edile. L’azienda, in assenza delle previste concessioni e autorizzazioni ambientali, ha ricevuto e trasportato abusivamente all’interno del proprio cantiere – anche mediante false attestazioni – ingenti quantitativi di inerti, provenienti da attività edili di terzi eludendo la prevista tracciabilità dell’origine, natura e destinazione, così da ottenere illeciti profitti. Nel traffico illecito i mezzi pesanti aziendali, con plurime operazioni di scarico (all’incirca un centinaio al mese) all’interno del greto del torrente Valanidi ingenti quantitativi di rifiuti speciali: materiale inerte e relativi residui fangosi, scarti da cantieri edili e demolizione. Erano state realizzate numerose discariche a cielo aperto collocate nell’alveo del fiume per circa un chilometro. All’interno della fiumara – bene demaniale sottoposto a tutela paesaggistica – erano stati illecitamente smaltite oltre cinquemila tonnellate di rifiuti speciali. Oltre tutto con i propri escavatori la ditta sottraeva, impossessandosene, pietrisco costituente la base naturale del torrente per il successivo reimpiego in lavorazioni di settore. Nondimeno, il torrente Valanidi, certificato anche come corridoio ecologico tra due habitat naturali protetti, subiva un disastro ambientale a causa di tali forme di smaltimento, che ne determinavano l’alterazione della normale conformazione. Si creavano così insidiose barriere artificiali originate dalla stratificazione e compattazione dei materiali smaltiti, cagionando in tal modo un forte pregiudizio al naturale decorso delle acque. Tale accumulo risultava essere un importante e pericoloso amplificatore del pericolo esondazione in zona già classificata a rischio sotto il profilo dell’assetto idrogeologico con ipotizzabili effetti devastanti per gli 83 nuclei familiari residenti nelle adiacenze. L’area in argomento, già il 22 Ottobre 1953 era stata colpita dall’esondazione del torrente provocando la morte di 44 persone tra la popolazione locale. Specifica perizia tecnica certificava la compromissione della morfologia naturale del sito a causa delle operazioni in trattazione, che hanno causato l’incremento della possibilità di esondazione in caso di eventi pluviometrici estremi, l’aumento del rischio igienico sanitario, la deturpazione dell’area e danni agli habitat fluviali. Nell’ambito della medesima attività investigativa è stato operato il sequestro preventivo dell’intero patrimonio aziendale, comprensivo di conti correnti e quote sociali, autocarri, mezzi d’opera ed autovetture di lusso. Gli approfondimenti investigativi, peraltro, hanno consentito di verificare che i soggetti indagati, in relazione alla medesima attività lavorativa, in passato erano già incorsi in provvedimenti antimafia che hanno portato alla confisca di precedente società operante nello stesso settore e riconducibile a locali cosche di ‘ndrangheta.

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE ROBERTO OCCHIUTO

“In Calabria i criminali che inquinano e distruggono il nostro ambiente vengono combattuti da tutte le istituzioni e dai cittadini perbene, che sono la stragrande maggioranza della popolazione e che vogliono vivere in un territorio sano e pulito”.  “Ringrazio i carabinieri, che questa mattina, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria, hanno arrestato una persona all’apice di un’organizzazione che, gestendo un traffico illecito di rifiuti, avrebbe sversato oltre cinquemila tonnellate di rifiuti speciali nel torrente Valanidi, uno dei corsi d’acqua che attraversano Reggio. Pene severe e tolleranza zero contro questi delinquenti”.

 

Più di ottanta medici di famiglia per rafforzare il territorio della provincia reggina

Written by Redazione

Una ottantina di medici di Medicina generale, i cosiddetti “medici di famiglia”, prenderanno presto servizio nel territorio di Reggio Calabria e provincia. Nel frattempo, l’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria e l’Azienda sanitaria provinciale della stessa città hanno invitato i nuovi medici di famiglia ad un incontro informativo sulla Medicina generale, tenutosi nell’auditorium dello stesso Ordine. “Sono gli ultimi medici di Medicina generale che abbiamo preso nell’anno appena trascorso – spiega la dott.ssa Lucia Di Furia, direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria - siamo riusciti a recuperare il gap esistente dal 2018 accelerando tutte le procedure e adesso siamo in regola: abbiamo preso tutti i medici che potevamo prendere. E l’incontro di oggi è servito per fare una sorta di patto di buona abilità medica. In particolare – continua la dottoressa Di Furia - si è parlato dell’importanza dell’appropriatezza prescrittiva. Vuol dire che quando un medico prescrive un farmaco deve rispettare certe regole e deve essere capace di dare al paziente il farmaco meno costoso perché questo libera risorse per tutti gli altri pazienti. Anche gli esami del sangue e quindi gli esami di diagnostica, devono essere prescritti quando c’è bisogno ed anche seguendo un percorso preciso che non si può saltare” Soddisfatto il dottore Pasquale Veneziano, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria. “Sono medici e degli odontoiatri che assumono un nuovo incarico e questo incontro è importante perché bisogna dare agli stessi delle linee d’indirizzo sulle prescrizioni-  rimarca il Presidente - oltre a definire il tipo di rapporto tra colleghi. Perché molte disfunzioni nascono, in genere, proprio dal fatto che un paziente viene rinviato da un medico allo specialista, e viceversa, oppure che si facciano delle prescrizioni ritenute poi non necessarie o addirittura richieste dagli stessi pazienti che, peraltro, non possono talvolta essere rilasciate dal medico.  Occorre, quindi, una collaborazione continua tra i diversi medici proprio per non lasciare al paziente quella sorta di insicurezza che può danneggiarli sotto il profilo psicologico, dovendo gli stessi vagare tra le varie strutture sanitarie con una grave perdita di tempo. Bisogna, quindi, migliorare ulteriormente l’organizzazione della nostra sanità e in questo contesto un ruolo fondamentale lo assume il medico di medicina generale che fin dall’inizio dovrà pianificare assieme al paziente tutto il percorso che lo stesso dovrà seguire nella diagnostica e terapia della sua patologia. “Aveva già iniziato questo percorso il dottore Gianluigi Scaffidi e poi portato avanti dalla dottoressa Di Furia – ricorda il dottore Francesco Biasi, consigliere dell’Ordine, nonché responsabile Commissione Ospedale – Territorio dello stesso Ente e neo segretario provinciale della Fimmg - concludendo a tal modo la procedura d’assegnazione di questi incarichi. Oggi, per la prima volta, possiamo dire che la provincia di Reggio si è allineata con le direttive della Regione Calabria anche se la richiesta di medici di famiglia rimane molto alta per diverse cause. Perché fare il medico massimalista, con circa millecinquecento pazienti, rimane sempre qualcosa di molto pesante e diversi medici dopo un po’ di tempo rinunciano. L’incontro informativo di oggi – continua Biasi – è servito a delineare lo stato dell’arte, la spesa farmaceutica, ciò che si può prescrivere o meno e, la cosa più importante, si è discusso sul fatto di educare il paziente all’utilizzo dei farmaci perché molte volte è lo stesso che richiede medicine spesso inutili”. Per il segretario dell’Ordine, dottore Vincenzo Nociti, è stato un incontro importante anche per i rapporti che si creano tra Medicina e paziente. “E’ fondamentale che i medici, oltre al proprio sapere scientifico ed abilità professionale, si sappiano interfacciare con i propri pazienti per quanto riguarda l’empatia. Oggi gli stessi vogliono essere attenzionati, quasi coccolati, ed i medici oggi devono avere questa sensibilità. E’ importante avere alla base una certa umanità perché senza di questa diventa una professione come le altre. E i medici hanno qualcosa in più che è importante applicare per una formazione sempre più completa”

 

 

Bova Marina. Domani inaugurazione delle prime tabelle stradali

Written by Redazione

Saranno inaugurate domani mattina a Bova Marina alle ore 10, le prime  tabelle stradali. Le targhe affisse, dedicate a 7 sindaci e amministratori, a due docenti illustri e a una studentessa istriana vittima delle Foibe, sono il frutto di un lavoro certosino che vede in prima linea la Commissione Consultiva di Toponomastica di Bova Marina e il professore Elio Cotronei, coordinatore del progetto toponomastico.  La cerimonia di domani, alla quale saranno presenti il primo cittadino Saverio Zavettieri e gli amministratori locali, prevede l'intitolazione di un primo gruppo di vie dedicate a Pasquino Crupi, Pietro Autelitano, Giovanni Stilo, Antonia Zappia, Filippo Violi, Domenico Pizzi, Domenico Larizza, Edoardo Musitano, Francesca Tuscano, Norma Cossetto, Giuseppe Saccà.  Le denominazioni sono anche in caratteri greci, tradotte o traslitterate e il quadro odonomastico risultante è completo e non ha trascurato gli aspetti identitari di Bova Marina. Inoltre, con questa nuova  toponomastica, il Comune vuole rimarcare l'importanza della memoria storica, di un passato e quindi, di un'eredità culturale lasciata da uomini e donne che non possono essere dimenticate.  Nei prossimi giorni saranno intitolate le strade a Kostantino Nikas, Don Ruggero Coin, Massimo Gorki, Rino Gaetano, Mia Martini, Maria Capuano, Eutimio Locrese, Umberto Zanotti Bianco, Anastasios Karanastasis, Bettino Craxi, Giuseppe Di Vittorio.

L’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio al Fruit Logistica di Berlino

Written by Redazione

Per promuovere il sistema imprenditoriale calabrese di settore, che attraverso il porto di Gioia Tauro ha un accesso diretto al mercato estero, l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio sta partecipando al Fruit Logistica di Berlino, il salone leader mondiale della promozione dei prodotti ortofrutticoli, che si sta svolgendo a Berlino dal 7 al 9 febbraio. Da oltre dieci anni, l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio partecipa in sinergia e all’interno dello stand espositivo organizzato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Calabria, guidato da Gianluca Gallo, per presentare il porto di Gioia Tauro nel circuito mondiale del trasporto dei prodotti ortofrutticoli, che fanno parte della tradizionale eccellenza calabrese. Anche in questa edizione, l’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha altresì preso parte allo stand della portualità italiana, guidato dall’associazione nazionale di settore Assoporti in collaborazione con l’agenzia Ice/Ita ed Invitalia, al fine di offrire una presenza collettiva del sistema logistico ed intermodale italiano in uno dei mercati strategici per il made in Italy. Si tratta, infatti, di un appuntamento importante per gli operatori del settore ortofrutticolo internazionale, luogo di incontro di buyer, fornitori di profitti e servizi internazionali, che ogni anno si scambiano conoscenze sulle tendenze e sulle innovazioni del comparto, sui prodotti e sui servizi. In particolare, l’Ente ha inteso essere presente per supportare e promuovere le aziende che operano nelle aree portuali degli scali che fanno parte della propria circoscrizione. In un rapporto di supporto istituzionale, l’obiettivo è quello di offrire loro un vasto ventaglio di contatti e possibilità di incontri per stringere e sviluppare futuri accordi con i soggetti che, a vario titolo, fanno parte della filiera dei trasporti di settore a livello mondiale.