Bandiere Blu, Brutto: “La Calabria dimostra di essere una terra che sa crescere puntando sulla qualità"
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Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto accoglie con soddisfazione il risultato del sondaggio Swg per l’ANSA, che lo colloca al terzo posto nazionale per gradimento tra i governatori, con una percentuale aggiornata del 53%. “Fa piacere, inutile negarlo, e ringrazio i calabresi per questo rinnovato attestato di stima”, afferma. “Governare la Calabria comporta un livello di complessità superiore rispetto ad altri territori, ma essere tra i primi presidenti d’Italia dopo quasi cinque anni di governo mi lusinga e rappresenta un ulteriore stimolo ad andare avanti con sempre più entusiasmo e determinazione”. Rispetto al 2025, Occhiuto guadagna un punto percentuale e sale di una posizione nella classifica nazionale, risultando il governatore più apprezzato del Centro‑Sud. Il dato arriva dopo la netta vittoria alle regionali dell’ottobre 2025, quando superò con ampio margine Pasquale Tridico, ottenendo così la possibilità di guidare la Calabria per un secondo mandato, evento mai registrato prima nella storia del regionalismo calabrese.
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(…) Frequento le scuole superiori ed ho sempre avuto una grande curiosità: mi piace imparare e conoscere cose nuove. Tuttavia questo modo di fare scuola ha gradualmente distrutto questa mia passione. Con il tempo sono stato costretto a studiare a memoria che, anche se sbagliata, è spesso l'unica soluzione per ottenere buoni voti e avere ancora un po' di tempo nel pomeriggio per dedicarmi ad altre attività. Trovo estremamente difficile conciliare lo studio approfondito con il mantenimento di buoni risultati: una delle due cose finisce per essere sacrificata. Pur sbagliando, mi trovo a dare priorità ai voti”.
Questo brano di una lettera inviata da un giovane studente ad una rivista di settore, fotografa la situazione critica - ultradecennale - della nostra scuola.
Da tempo immemore ci siamo concentrati su cicliche riforme, piani ed indicazioni nazionali, fondi europei e innovazione digitale, perché si è erroneamente pensato che il miglioramento dell’istruzione passasse esclusivamente dal rinnovamento degli spazi e dalle nuove tecnologie, pur utili senza ragionevole dubbio. Si è speso (investito?) in ambienti colorati spesso non creati specificatamente per la didattica, dispositivi digitali, infrastrutture intelligenti; ma la qualità educativa è ben altra cosa.
Ci sono due domande che non ci siamo posti: non è giunto il momento di cambiare il nostro modo di viverla, immaginarla, guardarla la nostra scuola? Il rischio della scarsità di mezzi ormai è superato, ma era davvero questo il problema?
In un mondo che stupidamente corre verso l’efficacia e l’efficienza, il dato e la prestazione, rischiamo di dimenticare che educare è, prima di tutto, un’azione relazionale ed emotiva. Ciò che conta davvero sono le dinamiche relazionali nell’edificio scuola e nelle classi. La rivoluzione urgente non è quella delle strutture e dei dispositivi didattici digitali, ma il modo di vivere la scuola di insegnanti, studenti, dirigenti, famiglie.
Perché è solo attraverso uno sguardo diverso, un punto di osservazione nuovo che possiamo riconoscere istanze taciute, sofferenze, presenza viva in aula, il tempo lento che consente la riflessione ancora prima di test, compiti in classe e verifiche.
Qualcuno dice che una scuola così esiste. Forse, ma è rara; ed invece dovrebbe essere la normalità.
E’ necessario cambiare una scuola che, in un tempo in cui tutto viene misurato, progettato, ideato, rischia di essere ridotta a un contenitore; ciò che conta non sono libri digitali, tablet, pc ed edifici, ma le persone che li frequentano. Un essere scuola, non esserci soltanto dentro.
Una scuola che, grazie a divieti ed all’erogazione di valutazioni numeriche e bocciature – dispensate, si badi bene, a fin di bene: il nostro – dovrebbe rendere gli adolescenti “consapevoli e consci dei propri limiti e pronti ad affrontare in modo serio la vita”. Sciocchezze.
Proviamo a rimettere al centro la relazione educativa autentica, che è infinitamente più importante di aule all’avanguardia, di nuovi e più performanti dispositivi elettronici, algoritmi ed intelligenza artificiale. Gettiamo definitivamente le basi per una alfabetizzazione emotiva e relazionale, smettiamo di preoccuparci solo di dare ai nostri alunni regole e nozioni spesso trascurando – come dice Matteo Lancini – la capacità di connetterci autenticamente con essi, riconoscendo le loro emozioni.
L’apprendimento - processo relazionale e affettivo integrato fra corpo, mente ed emozioni - non si attiva per l’I Pad nè per la fibra che viaggia a 2 giga; ma se ci si sente accolti, valorizzati, se il docente diventa “facilitatore di significati, regista dell’esperienza, architetto della motivazione”.
Il cambiamento necessario ed urgente dunque non parte da riforme strutturali, ma da una presa di coscienza, da uno sguardo nuovo, più profondo, più umano, più libero. Uno sguardo capace di cogliere la complessità del processo educativo, la responsabilità di una scuola che accompagna, ascolta e forma cittadini, non solo studenti performanti e valutati.
Questa scuola non la si trova nei bandi PNRR né in nessun software o start up. Si costruisce giorno per giorno nel modo in cui ci si rivolge agli studenti, nel clima interno, nel tempo dedicato alla cura del gruppo classe senza corse, nel riconoscere la loro unicità, nel mettere al centro la relazione molto prima di test, performance, valutazioni, memoria e commento del brano, divieti e ordine.
Consideriamo le esigenze dei nostri alunni e figli, non sempre le nostre: e smettiamo una volta per tutte di ripetere, quando non capiscono i nostri atteggiamenti, che …lo stiamo facendo per il loro bene.
Alberto Capria – Rettore Convitto Filangieri Vibo Valentia.
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Si è appena conclusa un’iniziativa davvero entusiasmante per gli studenti calabresi e le Consulte che li hanno affiancati, grazie alla sinergia tra l’Ufficio Scolastico Regionale e Unindustria, che hanno permesso loro di vivere due giornate ricche di opportunità formative spendibili a medio e lungo termine. Negli spazi dell’Ente Fiera “G. Colosimo” di Catanzaro Lido si è svolto, tra l’entusiasmo generale, il Career Day, la Fiera del Lavoro nata con l’obiettivo di favorire l’incontro tra giovani, istituzioni e mondo imprenditoriale attraverso momenti di confronto, approfondimento e orientamento. Grazie ad un puntuale lavoro propedeutico, curato per l’USR Calabria da Franca Falduto, sono stati programmati oltre 1000 colloqui con le 120 aziende espositrici a cui sono stati indirizzati puntualmente partendo dalla compilazione del curriculum. Proprio per aver sviluppato il percorso partendo dai desiderata degli stessi studenti espressi inequivocabilmente attraverso un google form ed un modulo di preiscrizione compilato dai preziosi Docenti accompagnatori. Per gli stessi studenti, ed in particolare per i Rappresentanti delle Consulte forti del loro ruolo istituzionale di rappresentanza, è stato possibile anche incontrare da vicino illustri Personalità del mondo delle Istituzioni tra cui il Direttore dell’USR Calabria, Loredana Giannicola, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il Sottosegretario del M.I., Wanda Ferro, i massimi vertici delle Forze dell’Ordine, Presidenti di Associazioni ed Istituzioni di Settore e Dirigenti d’Azienda, Aldo Ferrara, Presidente Unindustria Calabria.Grande spazio è stato dedicato anche agli IITTSS non solo con i laboratori, ma anche col focus “ITS: la strada breve per il lavoro di qualità” che ha offerto un proficuo dibattito tra il D.G. della Struttura tecnica per la promozione della filiera formativa tecnologico-professionale del MIM, Nando Minnella, la D.G. dell’USR, Loredana Giannicola, l’Assessore regionale allo Sviluppo economico, lavoro e turismo, Giovanni Calabrese, il Presidente della Rete Fondazioni ITS Italia, Guido Torrielli, il Presidente Unioncamere Calabria, Pietro Falbo. Altro importante panel è stato quello organizzato con i Rettori delle Università calabresi e l’On.le Giusy Princi proprio nella giornata celebrativa dell’Europa. Il Coordinamento regionale delle Consulte calabresi che ha supportato gli studenti presenti con un’efficace azione di Peer Education, esprime, unitamente a tutti i partecipanti un sentito plauso per l’ottima riuscita dell’iniziativa che ha offerto strumenti utili per conoscere meglio se stessi, facilitare l’orientamento attraverso un contatto più diretto con le opportunità del mondo del lavoro e la prospettiva di concretizzare presto e bene il proprio percorso professionale e di vita.
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“L’importante stanziamento destinato alla Calabria dal Ministero dell’Interno rappresenta un segnale concreto dell’attenzione che il Governo Meloni continua a riservare ai territori e agli enti locali”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Angelo Brutto, commentando l’assegnazione di quasi 245 milioni di euro ai Comuni calabresi per interventi di messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici. I fondi saranno ripartiti tra tutte le province calabresi: quasi 97 milioni di euro andranno ai comuni della provincia di Cosenza, quasi 60 milioni a quelli della provincia di Reggio Calabria, oltre 37,5 milioni alla provincia di Catanzaro, più di 27 milioni a Vibo Valentia e circa 23,5 milioni a Crotone. “Si tratta di risorse strategiche – prosegue Brutto – che consentiranno ai sindaci di programmare e realizzare opere fondamentali per la prevenzione del dissesto idrogeologico, la tutela della pubblica incolumità e la riqualificazione di infrastrutture essenziali. In una regione fragile come la Calabria, troppo spesso colpita da emergenze ambientali e criticità strutturali, investire sulla sicurezza significa investire sul futuro delle comunità”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia sottolinea inoltre “il lavoro svolto dal Ministero dell’Interno e dal sottosegretario Wanda Ferro che continua a seguire con grande attenzione le esigenze della Calabria e degli enti locali, garantendo strumenti concreti ai territori”. "Il dato più significativo – aggiunge Brutto – è che la Calabria riceve una quota rilevante delle risorse nazionali previste dal provvedimento. Questo dimostra come il Governo stia finalmente adottando una visione seria e pragmatica per il Mezzogiorno, sostenendo i Comuni non con annunci, ma con finanziamenti reali e cantierabili”. "Adesso – conclude – sarà fondamentale accompagnare gli enti locali nella fase di progettazione e attuazione degli interventi, affinché queste risorse possano tradursi rapidamente in opere utili ai cittadini, maggiore sicurezza e nuove opportunità di sviluppo per i nostri territori”.
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Il sistema universitario calabrese è stato protagonista ieri nel dibattito europeo sulle politiche di coesione sociale e territoriale. Gianluigi Greco, rettore dell’Università della Calabria, ha partecipato a Bruxelles, anche in rappresentanza dell'Università Magna Graecia di Catanzaro e dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, all’evento di lancio della strategia "Right to Stay". La strategia della Commissione europea vuole garantire il “diritto a restare” a tutti i cittadini e le cittadine dell’Unione, elaborando un piano su misura per ciascuna regione. A illustrare nel dettaglio questa nuova azione è stato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, che ha avviato un programma di consultazione pubblica – destinato a orientare le future politiche di coesione europee – e ha annunciato un tour di ascolto nelle regioni più colpite dall'emigrazione giovanile. In questo contesto, è stata già concordata una visita istituzionale di Fitto all’Università della Calabria per il prossimo autunno, un’importante occasione per raccogliere spunti per la definizione della strategia direttamente nel territorio calabrese. Proprio in vista della giornata odierna, gli atenei calabresi avevano redatto nelle scorse settimane un documento di proposta e indirizzo programmatico – esposto ieri mattina dal Rettore al vicepresidente Fitto – che delinea il contributo scientifico e le azioni che gli atenei possono sostenere per la crescita regionale e per l’inversione del fenomeno migratorio. «Le università non sono solo luoghi di didattica o di ricerca – ha dichiarato il rettore Gianluigi Greco –, ma possono anche agire da volano di sviluppo per il tessuto sociale e produttivo territoriale. La possibilità di contribuire attivamente alla definizione delle politiche del “Right to Stay” rappresenta un'opportunità preziosa per i nostri atenei e per l’intera Calabria, consentendoci di superare la logica degli interventi calati dall'alto. Questa occasione ci invita, inoltre, a riflettere sul valore della comunità accademica calabrese. Le nostre università possono configurarsi sempre più come una rete di incubazione diffusa di idee e progettualità, che può fungere da catalizzatore per attrarre investimenti e insediamenti produttivi». Il progetto della Commissione europea si avvale inoltre del contributo di Enrico Letta. L'ex Presidente del Consiglio ha chiarito che la libertà di circolazione, pilastro dell'Unione, deve essere accompagnata dalla "libertà di rimanere". Senza una forte politica di coesione che garantisca servizi e lavoro di qualità, ha avvertito Letta, il mercato unico rischia di alimentare disuguaglianze che lasciano indietro intere comunità. Il coinvolgimento degli atenei calabresi nell'evento della Commissione europea è stato anche sostenuto dall’associazione L'Oro di Calabria, che ha partecipato ai lavori ribadendo il proprio impegno a sostenere le iniziative e i progetti delle università.