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Luigia Barone: 25 anni al fianco di donne e minorenni vittime di violenza.

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Luigia Barone, esperta in tema di discriminazioni e violenza di genere e, per questo, formatrice e supervisora di Centri Antiviolenza e Case Rifugio, fin da ragazza avverte l’esigenza di farsi carico di un tema a lei molto caro: la violenza sulle donne. La relazione con il movimento delle donne di Roma, al fianco di esperte come Anna Baldry, Emanuela Moroli, Carol Tarantelli ed Oria Gargano, le consente di maturare la consapevolezza di come il cambiamento culturale tanto auspicato, debba partire innanzitutto dalla volontà e capacità di nominare la violenza di genere; del resto è noto come “ciò che non si nomina non esiste”. Negli anni la violenza ha iniziato ad essere nominata nelle sue diverse sfaccettature di violenza fisica, sessuale, psicologica ed oggi anche economica ed assistita. Gli anni trascorsi al fianco di donne e bambini all’interno delle Case Rifugio del territorio romano gestite dell’associazione Differenza Donna (oggi Ente gestore del numero 1522) in qualità di responsabile e vice presidente hanno rafforzato il desiderio di affiancare le donne anche nella sua terra. Questa esperienza l’ha portata a sognare e poi fondare l’associazione di volontariato Attivamente Coinvolte che vede proprio a Tropea la sua nascita e la cui conduzione, dopo qualche anno la Barone sceglie di affidarla ad altre donne del territorio calabrese con il desiderio di operare un passaggio di consegne volto ad importare buone prassi e consegnare specifiche professionalità a territori fino a quel momento privi di punti di riferimento. Luigia ricorda con emozione e riconoscenza come quei primi passi siano stati mossi al fianco di colleghe esperte provenienti, con entusiasmo e generosità, da diverse regioni e di donne calabresi tra cui la giornalista Vittoria Saccà nominata socia onoraria. Seguono incarichi e le collaborazioni che la vedono sempre in prima linea sul fronte della tutela di donne e minorenni in ambito istituzionale (Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, Regione Calabria) ed Enti del Terzo Settore. Dichiara la Barone: “Con il trascorrere degli anni ho avuto il privilegio di incontrare donne straordinarie della nostra Calabria dentro e fuori dai Tribunali, tra queste Maria Monteleone, Isolina Mantelli, Francesca Mallamaci, Giovanna Vingelli e di contribuire alla formazione delle operatrici specializzate di importanti Centri Antiviolenza e Case Rifugio oggi apprezzati in ambito nazionale, Mondo Rosa (Catanzaro) e Angela Morabito (Reggio Calabria). Ho assistito ai preziosi obiettivi raggiunti su più fronti, stimolati dal pensiero e dalla pratica dell’accoglienza e della tutela maturati all’interno dei centri antiviolenza; una cultura che condanna le discriminazioni di genere e che ha contaminato la nostra società richiamando ad una responsabilità personale e collettiva sul fronte della prevenzione e del contrasto della violenza. Questo è un vero e proprio fenomeno, che si consuma anche quando non sfocia nel femminicidio, e come tale deve essere affrontato con la metodologia prevista dalle Convenzioni internazionali e dalle normative nazionali, ovvero quella basata sull’ accoglienza e la relazione tra donne e che deve nutrirsi anche della preziosa collaborazione tra attori diversi al fine di condividere linguaggi atti a costruire percorsi virtuosi. Qualsiasi fosse l’incarico ricoperto mi sono sempre battuta perchè la voce delle donne, dei bambini e delle bambine vittime di violenza potesse emergere, restituendo loro giustizia e dignità. Ho sempre creduto nelle azioni di prevenzioni che, se strutturate, possono concretamente contribuire a costruire una società che non consideri “normale” esercitare o subire violenza o voltarsi dall’altra parte di fronte a discriminazioni e violenze, che consegni soprattutto ai più giovani gli strumenti per comprendere la differenza tra un conflitto e la violenza, per accettare i confini tra sé e l’altra, che non si muova su direttici animate da stereotipi di genere, che sia in grado di leggere nelle differenze un valore aggiunto e sia capace di una vera solidarietà. Non posso non ricordare i volti, gli occhi e le parole dei centinaia di studenti incontrati nella mia Tropea anche con l’associazione SOS Korai. 

I miei ultimi incarichi? Da diversi anni formo attraverso la rete nazionale CoMeTe i mediatori familiari nell’individuazione dei casi di non mediabilità per violenza per come previsto dalla recente riforma Cartabia e, da qualche mese sono la referente de “La Casa di Nemo”, Spazio Neutro gestito dal Centro Calabrese di Solidarietà e finanziato da Banca Intesa, un luogo speciale che consente ai figli di incontrare, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria i genitori non conviventi, nel pieno rispetto della loro sicurezza, dei loro sentimenti, bisogni e desideri. Confesso, però, che l’incarico che negli ultimi anni mi ha maggiormente colto di sorpresa ed al tempo stesso emozionata si è concretizzato quando Sua Eccellenza Mons. Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi Mileto-Nicotera-Tropea mi ha scelta quale consulente speciale per programmare e realizzare interventi concreti sui temi della tutela e dell’accoglienza di donne e minori in condizioni di vulnerabilità. 

Il mio è stato, e continua ad essere, un percorso che rivendica la libertà, il riconoscimento della dignità ed autodeterminazione di donne e bambini vittime di violenza che troppo spesso vengono etichettati come persone “deboli” per le quali la violenza è un destino mentre dovrebbero essere riconosciuti quali persone rese vulnerabili dalle violenze e che, se adeguatamente accolte e sostenute, possono intraprendere percorsi di rinascita. Pensando alla provincia di Vibo Valentia, mio territorio di origine, nel quale non ho mai smesso di operare come volontaria per Amministrazioni ed associazioni, rivolgo un plauso a tutti gli attori che si sono spesi mettendo in campo interventi ed iniziative a tutela delle donne e dei più piccoli ed auspico, per come sollecitato dagli organismi nazionali e regionali, una forte implementazione della Rete antiviolenza (CAV, CR e CUAV) che risponda appieno ad una logica di vera prossimità.

 

Regione, presentato “Un passo in più”. Occhiuto e Straface: sostegno concreto alle donne affette da patologie oncologiche

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È stato presentato questa mattina, presso l’aula commissioni del Consiglio regionale, “Un Passo in Più”, il nuovo intervento della Regione Calabria destinato a sostenere economicamente le donne colpite da patologie oncologiche e i loro caregiver, ideato nelle prime settimane della nuova legislatura e promosso dal presidente Roberto Occhiuto e dall’assessore regionale all’Inclusione sociale, Sussidiarietà, Welfare e Pari opportunità Pasqualina Straface, in collaborazione con l’Ente nazionale per il Microcredito. Il provvedimento, finanziato con 3 milioni di euro, prevede l’erogazione di un contributo economico fino a 10mila euro. La misura è destinata ad almeno 250 donne in trattamento oncologico e, nei casi previsti, ai loro caregiver che abbiano dovuto sospendere l’attività lavorativa per fornire assistenza. “Ecco – ha affermato il presidente Occhiuto – una delle azioni che non solo facevano parte del mio programma elettorale, ma che dimostrano che quel programma non era un libro dei sogni. Avevamo detto che entro 15 giorni avremmo ufficializzato questa misura e infatti abbiamo mantenuto l’impegno: l’assessore è stata velocissima, siamo riusciti a farlo in 14 giorni. Questa iniziativa non nasce oggi, ma da un lavoro costruito negli ultimi mesi, con una determina di indirizzo già emanata lo scorso 9 maggio e sviluppata con un modello di sussidiarietà orizzontale insieme all’Ente Nazionale per il Microcredito. Alle donne con patologia oncologica vogliamo riconoscere un contributo che le aiuti nelle spese collaterali che affrontano in una condizione complessiva di fragilità. Il nostro obiettivo è evitare che la tossicità della malattia diventi anche tossicità economica”. “Siamo voluti andare oltre i LEA – ha concluso Occhiuto – perché questi bisogni sono essenziali quanto la cura. E ci auguriamo che, nella fase di pre-informazione di 15 giorni, la rete delle associazioni e tutti gli attori coinvolti possano far pervenire suggerimenti preziosi”. Secondo l’assessore Straface “oggi la Calabria compie una scelta politica e umana precisa: stare accanto alle sue donne. Un Passo in Più non è un aiuto episodico né un bonus spot. È un intervento che riconosce che la malattia oncologica produce anche fragilità economica. E quando il welfare è giusto, questo lo capisce e interviene”. Straface ha anche sottolineato che il provvedimento è rivolto “alle donne che spesso affrontano contemporaneamente terapia, perdita di reddito, figli, spese di viaggio e cure impreviste. A loro – ha aggiunto – vogliamo dire una cosa semplice: la Regione è con voi. Non solo in ospedale, ma nelle necessità quotidiane”. Tra le novità previste, anche l’estensione del contributo ai caregiver. “Un sostegno – ha spiegato infine Straface – per chi ha dovuto lasciare il lavoro per assistere una donna malata. È un gesto di responsabilità istituzionale, ma soprattutto di civiltà”. Insieme al presidente Occhiuto e all’assessore Straface sono intervenuti anche il direttore generale del dipartimento Programmazione unitaria, Maurizio Nicolai, la dirigente del dipartimento Salute e Welfare, Saveria Cristiano, e il segretario generale dell’Ente Nazionale per il Microcredito, Riccardo Graziano. “Questa è una dotazione finanziaria sperimentale – ha ricordato Nicolai – che se funzionerà verrà integrata. Se i risultati, come crediamo, saranno positivi, attiveremo anche tavoli con i media per rafforzare la comunicazione e diffondere al meglio questa misura. Il dipartimento – ha concluso – ha interpretato con precisione gli indirizzi politici ricevuti, inserendo questa iniziativa nel più ampio piano straordinario del welfare calabrese”. “Si tratta di una misura – ha spiegato Cristiano – frutto di un lavoro costruito ascoltando le donne, le associazioni e gli operatori sanitari. Un Passo in Più rappresenta un tassello importante di un welfare che vuole essere più integrato, più rapido e più capace di intercettare le fragilità prima che diventino marginalità”. Il segretario generale dell’Ente nazionale per il Microcredito Graziano ha invece evidenziato il valore strategico della misura che “non ha precedenti in Italia né in Europa. Siamo orgogliosi – ha evidenziato – che sia stata la Calabria a proporla, diventandone ambasciatrice nazionale”. Graziano ha poi parlato dei risultati della collaborazione già consolidata con la Regione: “Programmi come Yes I Start Up Calabria hanno trasformato migliaia di giovani e donne da disoccupati in imprenditori. “Questo – ha infine affermato  – non è un territorio che subisce: è un territorio che produce innovazione sociale. L’Enm, inoltre, metterà a disposizione del progetto tutor qualificati sul territorio, percorsi personalizzati, strumenti di empowerment economico e opportunità di reinserimento lavorativo e autoimpiego. Il nostro obiettivo non è assistere, ma restituire potere, voce e futuro alle donne coinvolte”. “Un Passo in Più” rappresenta una delle prime misure in Italia che riconosce la tossicità della malattia oncologica come parte integrante dei percorsi di cura. Un modello innovativo, costruito insieme al Microcredito, che la Regione Calabria intende estendere e rafforzare nei prossimi mesi. La misura entra ora nella fase di pre-informazione di 15 giorni, durante la quale associazioni, operatori, enti e cittadini potranno inviare osservazioni utili a migliorare ulteriormente il bando.

 

False fatture per 88 milioni e evasione Iva, 43 indagati

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False fatturazioni per oltre 88 milioni di euro, omessi versamenti Iva per oltre 3 milioni, indebite compensazioni d’imposta per circa 2,5 milioni di euro, nonché illeciti di bancarotta fraudolenta correlati alla “distrazione” dal patrimonio di due società dichiarate fallite, di somme di denaro per oltre 26 milioni di euro in danno dell’Erario, sono state scoperte dai finanzieri del Comando provinciale Cosenza che hanno denunciato 43 persone fisiche e 26 persone giuridiche. L’indagine è partita da una verifica fiscale eseguita dai finanzieri della Tenenza di Amantea, nei confronti di una delle imprese che aveva trasferito la propria sede dalla provincia di Milano a quella cosentina. Gli investigatori hanno rilevato alcuni aspetti gestionali e contabili che poi confluiti in una più articolata attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano e sviluppata dagli stessi finanzieri di Amantea, nei confronti di alcune imprese attive principalmente nel settore della logistica, con sede nelle province di Milano e di Monza – Brianza. Dalle indagini sarebbe emerso un complesso sistema di false fatturazioni emesse da società rivelatesi prive di struttura imprenditoriale, a beneficio di altre imprese che abbattevano fraudolentemente la propria base imponibile contabilizzando costi in realtà mai sostenuti e, al tempo stesso, veicolavano gli illeciti “risparmi” d’imposta su conti correnti di altre società “cartiere” dove venivano prelevati in contanti, anche grazie ad una contabilità ad hoc, predisposta da alcuni professionisti compiacenti. La Guardia di finanza, inoltre, col nulla osta dell’Autorità giudiziaria, ha esteso le indagini nei confronti dei reali gerenti delle società coinvolte nelle bancarotte e nelle false fatturazioni, per la tassazione dei proventi illecitamente conseguiti e l’avvio delle procedure di recupero di una base imponibile, ai fini delle imposte dirette, di circa 6 milioni di euro, e di oltre 10,6 milioni di euro ai fini dell’Iva.

Un weekend imperdibile all’Unical: Saviano e Proietti protagonisti sul palco del TAU

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Doppio appuntamento all’insegna della cultura e dello spettacolo, con due protagonisti d’eccezione: Roberto Saviano e Carlotta Proietti. Il giornalista campano torna all’Università della Calabria con il suo nuovo recital tratto dall’omonimo romanzo, mentre l’attrice figlia d’arte interpreta una commedia divertente e surreale. Dal libro al teatro per raccontare la realtà. Dopo una serie di appuntamenti di successo nei teatri di tutta Italia, sabato 6 dicembre alle ore 20:30, nell’ambito della Rassegna “L’Altro Teatro” condivisa tra il TAU e il Teatro Rendano di Cosenza, Saviano porterà in scena la storia vera di Rossella Casini. La vicenda ruota attorno a due temi principali: l’amore tra la ragazza e Francesco Frisina, studente fuori sede legato a una famiglia della ‘ndrangheta, e la scoperta della verità, nonostante la quale Rossella decide di restare. A seguito di questa decisione, il 22 febbraio del 1981 la ragazza scompare misteriosamente da Palmi e il suo corpo non verrà mai ritrovato. Lo scrittore campano trasforma questa storia in una profonda riflessione sull’amore, sul peso delle scelte e sulla violenza. La narrazione diventa un’opera di resistenza e memoria, omaggio alla verità dei sentimenti: l’autore la sottrae all’oblio, sullo sfondo di un presente che non smette di interrogarsi. Roberto Saviano è noto per le sue inchieste sulla criminalità organizzata. Ha esordito con il libro “Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra” (2006), bestseller internazionale da cui sono stati tratti film e serie tv e ha scritto altre opere di successo come “ZeroZeroZero”, “La paranza dei bambini” e “Solo è il coraggio. Giovanni Falcone, il romanzo”, oltre a condurre programmi televisivi e collaborare con testate italiane e internazionali. Secondo appuntamento ambientato in un futuro distopico. Domenica 7 dicembre andrà in scena, alle ore 21:00, una commedia brillante e surreale interpretata da Carlotta Proietti ed Ermenegildo Marciante, scritta da Andrea Muzzi con la regia di Marco Carniti, che fa parte del cartellone del “Rende Teatro Festival” patrocinato dal Comune di Rende e realizzato con il contributo dell’Università della Calabria. La storia è ambientata in un futuro distopico nel quale l’odio diventa legge e collante sociale, e personaggi buffi e teneri si muovono in un mondo dominato dall’aggressività, mostrando la forza disarmante della gentilezza. Artista poliedrica, Carlotta Proietti ha iniziato il suo percorso accanto a Gigi Proietti, maestro e padre, per poi collaborare con grandi nomi come Nicola Piovani e Andrea Camilleri. Produttrice e regista, porta in scena testi originali e provocatori, guidata da una forte urgenza comunicativa e da una presenza scenica autentica.

Reggio Calabria. Il 4 dicembre l'evento formativo di Anci e Meta su comunicazione e social media

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Una giornata formativa su comunicazione e social media organizzata da Anci, in collaborazione con Meta e il supporto di Città Metropolitana di Reggio Calabria e Anci Calabria, riservata alle figure professionali che si occupano di comunicazione nei Comuni si terrà il 4 dicembre 2025 presso Sala Conferenze “F. Perri” di “Palazzo Alvaro” in Piazza Italia a Reggio Calabria. Nuovo appuntamento di una iniziativa che ha l’obiettivo di migliorare l’utilizzo delle piattaforme social, sia in chiave di comunicazione istituzionale che politica, definendo standard qualitativi più elevati, condividendo buone pratiche, modelli organizzativi e strumenti innovativi. “La comunicazione pubblica è sempre più centrale per le amministrazioni, chiamate ogni giorno a confrontarsi con i nuovi strumenti digitali. Grazie alla collaborazione con Anci e Meta, abbiamo voluto offrire un’occasione formativa a chi, negli enti locali, si occupa di comunicazione, aprendo anche a cittadini interessati al tema. Se usati correttamente, questi strumenti favoriscono la partecipazione e informano in modo più capillare sui servizi che riguardano la comunità. I nostri Comuni, grandi e piccoli, vivono quotidianamente queste dinamiche ed è quindi essenziale fornire competenze professionali per gestirle con efficacia. I social rappresentano un’opportunità per le amministrazioni, soprattutto quando contribuiscono a creare un clima costruttivo che valorizzi l’informazione e la partecipazione”, afferma il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. “Questa giornata di formazione conferma il nostro impegno nel rafforzare le competenze digitali negli enti locali mediante l’offerta di strumenti per comunicare in modo efficace e trasparente con le rispettive comunità. L’evoluzione dei social media impone professionalità aggiornate e pratiche condivise. Iniziative come questa aiutano amministratori e operatori a migliorare la qualità del servizio pubblico.”, afferma il presidente di Anci Calabria, Rosaria Succurro. La tappa di Reggio Calabria si inserisce nel roadshow Anci–Meta che nel 2025 ha coinvolto – assieme alle Anci regionali – i Comuni di Roma, Milano, Firenze, Palermo, Napoli, Bari, L’Aquila, Cagliari, Treviso e Torino.

Minaccia di diffondere video hot per estorcere denaro: arrestata

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Un ricatto a sfondo sessuale, consumato tra telefonate minacciose e la paura di vedere violata la propria intimità. È questo lo scenario emerso grazie al coraggio di un cittadino che ha denunciato ai Carabinieri della Stazione di Reggio Calabria Rione Modena di essere vittima di un’estorsione a sfondo sessuale. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’uomo – dopo aver intrattenuto un rapporto intimo a pagamento con una giovane donna, sarebbe stato più volte minacciato dalla stessa, che pretendeva denaro in cambio della promessa di non diffondere online un video che li ritraeva insieme. Una vera e propria arma di pressione psicologica, finalizzata a costringerlo a cedere somme di denaro. Raccolta la denuncia, i Carabinieri hanno organizzato un servizio mirato per documentare l’azione estorsiva. Al momento concordato per la consegna del denaro, i militari sono intervenuti tempestivamente, irrompendo nell’abitazione della donna subito dopo lo scambio. All’interno del giubbotto della donna è stata rinvenuta la somma di 200 euro appena estorta, mentre il compagno della stessa, nel tentativo di impedire l’accesso dei Carabinieri, si sarebbe reso responsabile di resistenza a pubblico ufficiale. L’intervento ha inoltre permesso di sequestrare la telecamera utilizzata per registrare il video, elemento chiave del disegno criminale. La donna è stata posta agli arresti domiciliari.