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Elezioni regionali. Quattro candidati depositano ricorso al Tar per un posto in Consiglio

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Due candidati del centrosinistra e uno del centrodestra hanno depositato ricorso al Tar Calabria per ottenere l’ingresso in Consiglio regionale. Si tratta di Giusy Iemma, candidata nella circoscrizione centro nella lista del Pd e Francesco De Nisi, candidato nella circoscrizione centro nella lista Casa Riformista. Tra le fila del centrodestra si è rivolto al Tribunale amministrativo Michele Comito, primo dei non eletti nella circoscrizione centro e candidato nella lista Occhiuto Presidente. Secondo i ricorrenti, l’ufficio elettorale centrale avrebbe sbagliati nel ritenere validi i soli voti espressi per le liste ma avrebbe dovuto tener conto anche delle preferenze espresse per il candidato presidente alle elezioni regionale del 5 e 6 ottobre scorso. L’applicazione di questa modalità di calcolo potrebbe comportare l’esclusione dal Consiglio regionale del partito Noi Moderati che non supererebbe la soglia di sbarramento del 4% perdendo i due seggi attribuiti a Vito Pitaro e Riccardo Rosa. L’udienza per la trattazione dei ricorsi è fissata per l’11 febbraio. Domani procederà al deposito del ricorso anche Francesco Sarica, candidato nella circoscrizione sud con la lista della Lega.

La Calabria contrasta la violenza di genere con il progetto "Donne Libere"

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“La Calabria compie un passo decisivo nella lotta alla violenza di genere. Con l’avvio operativo del programma “Donne Libere”, la Regione introduce una misura che non si limita ad affrontare l’emergenza, ma che accompagna le donne verso la piena riconquista della loro autonomia. È una scelta politica precisa che mette al centro la dignità, il lavoro, la casa, la possibilità concreta di ricominciare”. È quanto fa sapere l’assessore regionale all’Inclusione sociale, Pari opportunità e Welfare, Pasqualina Straface, sottolineando come il progetto “Donne Libere”: “rappresenti una delle svolte più importanti degli ultimi anni nel contrasto alla violenza di genere, perché sostiene le donne nella libertà di scegliere e di tornare a vivere affermando sé stesse e la propria dignità”. Il programma, interamente finanziato dal Pr Calabria Fesr–Fse+ 2021/2027, a cui è stato destinato un importo di 4.5 milioni, nasce per rafforzare la rete dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio con progetti che camminano nella direzione dell’autonomia abitativa, dell’inserimento lavorativo, del sostegno psicologico e della costruzione di un percorso educativo su misura. Non è un intervento sporadico né un aiuto momentaneo: è un modello di accompagnamento integrato, pensato per seguire le donne nella fase più difficile, quella della ripartenza. Come precisa l’assessore: “la libertà non coincide con l’uscita dalla violenza, ma con la possibilità reale di non esserne mai più prigioniere. Si costruisce così una rete ampia, capillare, che vede lavorare insieme Centri antiviolenza, Case rifugio, ambiti sociali, professionisti e terzo settore, con l’obiettivo comune di tradurre le risorse in opportunità di emancipazione. Ogni euro che investiamo in “Donne Libere” – aggiunge l’assessore Straface – ritorna al territorio in termini di autonomia, stabilità e futuro riconquistati. È così che si spezza davvero il ciclo della violenza”. “L’avvio della misura – prosegue l’assessore –  precede la Giornata internazionale del 25 novembre, un momento simbolico che quest’anno assume per la Calabria un valore ancora più forte: la Regione non arriva alla ricorrenza con annunci, ma con un modello già attivo e che si aggiunge a ciò che è già stato avviato: dal rafforzamento dei Centri antiviolenza agli interventi dedicati alle donne con disabilità vittime di violenza, fino ai programmi rivolti al fenomeno sommerso che riguarda le donne più fragili”. A questo si affiancano i percorsi di sensibilizzazione già avviati nelle scuole grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto tra la Regione Calabria assessorato al Welfare, l’Usr e i Cav, con l’obiettivo di introdurre percorsi di mentoring e coaching presso gli istituti comprensivi del territorio regionale, rivolti agli studenti della scuola primaria e della scuola secondaria del primo grado di istruzione finalizzati alla diffusione della cultura del rispetto. “La prevenzione – ribadisce l’assessore Straface – si costruisce educando. La cultura del rispetto e dell’affettività sana nasce tra i banchi, non nelle aule di emergenza. “Donne Libere”, quindi, si colloca perfettamente nella cornice creata dalla nuova Legge Regionale 34/2025, che ridisegna il sistema calabrese di contrasto alla violenza di genere basandosi su integrazione, prevenzione e continuità dei servizi. Una strategia ampia che ha un’unica direzione: trasformare il welfare in un sistema capace non solo di proteggere, ma di restituire futuro. La violenza si vince con la libertà verso cui mira, con fermezza, l’impegno dell’assessorato al Welfare. “Donne Libere” è il primo impegno mantenuto verso la costruzione della Calabria che vogliamo: una terra – conclude Pasqualina Straface – che non guarda altrove, ma guarda dritto negli occhi le fragilità e le trasforma in forza”.

 

Consiglio regionale inizia con l’approvazione del programma di Governo

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E’ iniziata con la presentazione delle Linee Programmatiche per il Governo regionale 2025-2030 la seduta del Consiglio regionale della Calabria.

IL PROGRAMMA DI GOVERNO INTEGRALE PPA N.16

Dopo una breve sospensione dei lavori, l’ordine del giorno è stato invertito e, su proposta del Consigliere Pierluigi Caputo, il programma di Governo è diventato il primo punto all’ordine del giorno della seduta. A presentarlo in aula è il presidente della giunta Roberto Occhiuto. Seguirà una discussione generale, in cui ciascun consigliere potrà intervenire per un tempo massimo di 15 minuti. I lavori proseguiranno con la modifica dello Statuto regionale firmata da Domenico Giannetta (Fi), Pierluigi Caputo (Occhiuto Presidente), Vito Pitaro (Lega), Giuseppe Mattiani (Lega) e Angelo Brutto (FdI) che prevede l’aumento da 7 a 9 dei componenti la giunta regionale ai sensi della legislazione statale che concede alle Regioni con popolazione fino a 2 milioni di abitanti, di aumentare a fino a due unità il numero di assessori. Altra novità della modifica statutaria, la reintroduzione della figura dei sottosegretari alla presidenza, nominabili nel numero di due. Una proposta, viene sottolineato nella relazione di accompagnamento della legge, che “si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento dell’efficienza dell’azione di governo regionale, di semplificazione dei processi decisionali e di miglior raccordo tra la Presidenza e l’insieme della Giunta“. Come previsto dallo stesso Statuto regionale, le leggi di modifica statutaria devono essere approvate con la maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio, e con una doppia lettura a distanza di non meno due mesi l’una dall’altra. Un’altra proposta di legge destinata a fare discutere è stata presentata da Domenico Giannetta (FI) e Pierluigi Caputo (Occhiuto Presidente) che esclude il ricorso al referendum per le singole modifiche allo statuto prevedendo, pur in coerenza con la formulazione letterale dell’articolo 123 della Costituzione, l’ambito di applicazione del referendum confermativo alla sola fase di approvazione o sostituzione dell’intero Statuto regionale. La proposta prevede espressamente che le leggi di revisione statutaria restano escluse dall’ambito di applicazione della legge.

Mobilità sanitaria. Regione Calabria firma accordo con l’Emilia-Romagna

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Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha firmato un accordo con la Regione Emilia-Romagna in tema di mobilità sanitaria. L’obiettivo è di governare la mobilità sanitaria puntando alla riduzione del fenomeno e alla valorizzazione delle attività di eccellenza che si realizzino nelle strutture pubbliche.

“L’accordo – è scritto nell’atto – viene sottoscritto fra due regioni con caratteristiche molto diverse in termini di dimensioni e caratteristiche del sistema sanitario: in particolare su Regione Calabria ha impattato in modo rilevante la condizione di regione commissariata, con una riduzione del 24% degli addetti, tetti vincolanti su tutti i fattori produttivi. Solo dal 2022 la tendenza si è invertita, e la necessità di meglio governare, in accordo con le regioni verso le quali tradizionalmente si muovono i suoi cittadini, è legata anche alle incrementate capacità del sistema calabrese di rispondere ai fabbisogni dei suoi cittadini“. Nel documento sono presenti le prestazioni sanitarie di assistenza specialistica ambulatoriale e ospedaliera, erogate a carico del Servizio sanitario nazionale dalle strutture pubbliche e private accreditate dei rispettivi Ssn ai cittadini residenti nelle due regioni. L’intesa fissa anche i tetti economici, annuali e specifici per livello assistenziale (assistenza ospedaliera, specialistica ambulatoriale). Le due regioni “si impegnano inoltre a non autorizzare i propri professionisti a svolgere attività libero-professionale intramoenia allargata o extramoenia nella regione controparte” e a chiedere alle strutture private di comunicare lo svolgimento “di attività ambulatoriali o in regime di ricovero da parte di loro professionisti nella regione controparte“. Possono essere individuati tetti economici per specifiche branche che le regioni ritengono necessario regolare in ragione di particolari flussi di mobilità. Inoltre, le regioni si impegnano a mettere in campo interventi e meccanismi per “ridurre il flusso dei pazienti in mobilità, in particolare da regione Calabria“. La Calabria punterà a interventi per “rafforzare la propria offerta pubblica, anche in relazione all’uscita dal commissariamento” mentre l’Emilia-Romagna ad indirizzare di pazienti calabresi “alle strutture della loro regione dalle strutture pubbliche emiliano-romagnole cui si siano rivolti per una prima valutazione“. La restante attività ospedaliera, compresa la riabilitazione intensiva ed estensiva e i prodotti dalle strutture private, è vincolata al rispetto del tetto economico massimo annuale, corrispondente, per la Regione Calabria, a 400.000 euro per i ricoveri in strutture pubbliche, 350.000 euro per i ricoveri in strutture private; per la Regione Emilia-Romagna in 11.500.000 euro per i ricoveri in strutture pubbliche e 9.100.000 euro per i ricoveri in strutture private. Per le attività di specialistica ambulatoriale non è previsto alcun tetto per le prestazioni che rientrano nell’attività oncologica di chemioterapia e radioterapia, così come medicina nucleare e dialisi. Per le altre prestazioni il tetto è fissato, per la Regione Calabria a 53.500 euro per le strutture pubbliche e 26.300 euro per quelle private; per l’Emilia-Romagna in 2.601.200 per le strutture pubbliche e 216.100 euro per quelle private.

L’Università della Calabria nella prestigiosa classifica Highly Cited Researchers 2025

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Il professore dell’Unical Giancarlo Fortino è stato inserito, anche per il 2025, in una delle classifiche bibliometriche più prestigiose a livello internazionale, la “Highly Cited Researchers” stilata da Clarivate. Nella lista vengono inclusi i ricercatori più “influenti” al mondo dal punto di vista “citazionale”, cioè quelli che hanno ricevuto il maggior numero di citazioni negli ultimi dieci anni. Nel 2025, solo 6.868 ricercatori – circa l’uno per mille dei ricercatori censiti a livello internazionale – sono stati selezionati. Ed in questo ristretto novero il prof. Fortino è presente ininterrottamente sin dal 2020, peraltro unico rappresentante italiano per l’area Computer Science, che include solo 119 ricercatori “Highly cited” al mondo. Di questi, il 37% proviene dalla Cina, il 12% dagli Stati Uniti e il 10% dagli UK. La classifica generale, su 22 aree di ricerca, di cui una interdisciplinare denominata “cross-field”, è guidata dagli Stati Uniti. L’Italia è presente in classifica con 104 ricercatori (83 da istituzioni da Roma in su e 21 da istituzioni del Sud) che corrispondono all’1,5% del totale. Il profilo. Giancarlo Fortino è professore ordinario di Ingegneria informatica presso il dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (DIMES) dell'Università della Calabria, dove ha conseguito il dottorato nel 2000. IEEE Fellow, è  inoltre Professore Emerito presso la Wuhan University of Technology (Cina), esperto di alto livello presso la Huazhong University of Science and Technology (Cina), Senior Research Fellow presso l'Istituto Italiano di Tecnologia (ICAR-CNR), Fellow Internazionale CAS PIFI Group presso SIAT (Shenzhen) e Distinguished Lecturer per l'IEEE Sensors Council, la SMC Society e l'IoT TC. All’Unical ricopre vari incarichi scientifici e organizzativi, tra cui la presidenza della Scuola di Dottorato in ICT e la direzione di laboratori e programmi di ricerca dedicati all’IoT e alla salute digitale, tra cui il laboratorio SPEME. Inoltre, è Vice Presidente della Divisione Cibernetica (mandato 2026-2028) dell'IEEE SMCS, membro dell'IEEE SMCS ExCom ed è stato Presidente del Capitolo Italiano dell'IEEE SMCS. Ha al suo attivo oltre 750 pubblicazioni, un h-index di 88 e più di 32.000 citazioni. È editor di collane e riviste internazionali di primo piano, partecipa regolarmente all’organizzazione di conferenze e a comitati tecnici globali ed è co-fondatore di due spin-off Unical nel campo dell’IoT, dei big data e dell’intelligenza artificiale.  

Parte PRO-BENE 2.0: l’Unical rafforza il counseling e punta sul benessere delle persone nel Campus

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Promuovere il benessere psicofisico della comunità accademica e ridefinire la qualità della vita universitaria: è questa la direzione su cui l’Università della Calabria ha scelto convintamente di investire. Con PRO-BENE-COMUNE 2.0, il progetto nazionale di cui l’Unical è soggetto capofila, si dà continuità e nuovo impulso al percorso già avviato con il progetto PRO-BEN, integrando ricerca e interventi pratici a sostegno del benessere psicologico, dell’inclusione e della partecipazione attiva di studenti e personale universitario, e consolidando le buone pratiche sviluppate negli ultimi anni dal Servizio di Counseling Psicologico di Ateneo (SCPA).