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Truffa ad anziani da parte di un finto maresciallo dei carabinieri. Arrestato

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Si è finto maresciallo dei carabinieri per raggirare due persone anziane. I militari del Reparto territoriale di Corigliano Rossano e dalla Compagnia di Cassano all’Ionio, con il supporto dei colleghi del Reparto territoriale di Mondragone (Caserta), hanno arrestato e posto ai domiciliari un 18enne con precedenti di polizia. E’ accusato di rapina e truffe. L’arresto è stato fatto in esecuzione di una misura cautelare emessa dal gip di Castrovillari su richiesta della Procura della città del Pollino, che ha coordinato l’indagine. Due gli episodi di cui si sarebbe reso protagonista il falso sottufficiale. Il primo risale al 21 maggio scorso, quando un’anziana signora di Corigliano Rossano è stata contattata sul cellulare da un soggetto che, dopo essersi qualificato come maresciallo dei carabinieri, le ha fatto credere che suo figlio aveva causato un grave incidente per il quale era stato arrestato e per poterlo liberare era necessario versare almeno 12 mila euro. Un secondo complice aveva poi contattato la donna al telefono fisso fornendole la stessa versione. Infine, un terzo complice si era presentato a casa dove si era fatto consegnare danaro e preziosi. Il secondo episodio, a distanza di qualche giorno, ha avuto come vittima un’anziana di Cassano all’Ionio. In questo caso il diciottenne arrestato, che aveva prelevato i valori dall’anziana di Corigliano Rossano, ha anche aggredire fisicamente la signora di Cassano. Dopo le denunce, le indagini hanno permesso di identificare il primo dei soggetti di questa banda, il diciottenne, mentre sono ancora in corso le indagini per risalire agli altri componenti dell’organizzazione.

Assoluzione irrevocabile per l' ex presidente del Consiglio regionale della Calabria Domenico Tallini.

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La Procura della Repubblica ha rinunciato al ricorso in Cassazione rendendo definitivo il pronunciamento della Corte d’Appello di Catanzaro. Tallini era stato coinvolto nell’inchiesta “Farmabusiness” scattata il 19 novembre 2020 circa un presunto tentativo della cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri di inserirsi nel commercio di farmaci. L’ex assessore regionale ha affidato il suo sfogo ad una lettera aperta. “Milletrecentottantacinque giorni e quattro pronunciamenti della giustizia, a vari livelli, con un unico e granitico convincimento: il fatto non sussiste – scrive Tallini. Tanto c’è voluto per mettere fine ad un orribile incubo che ha sconvolto la mia vita e per spazzare via in maniera definitiva ogni dubbio, ogni minima ombra sulla mia persona, accusata ingiustamente, ora posso gridarlo al mondo, di un reato infamante per un uomo delle istituzioni, la contiguità con ambienti criminali. Dallo scorso 10 settembre la sentenza di piena assoluzione pronunciata nei miei confronti dalla Corte d’Appello di Catanzaro è stata dichiarata ‘irrevocabile’, avendo la Procura della Repubblica rinunciato al ricorso in Cassazione. Finisce un incubo, iniziato quella mattina del 18 novembre del 2020 quando, senza avere mai fatto nulla di male, mi è stato notificato un ordine di arresto ai domiciliari. Sono passati 1385 giorni ma non ho mai perso, neppure per un attimo, la fiducia nella Giustizia Vera, nella Giustizia Giusta, quella che non ha bisogno di una continua esposizione mediatica, magari per costruire brillanti carriere. Uno dopo l’altro i punti del teorema accusatorio sono stati ritenuti inesistenti dai vari giudici ‘terzi’ chiamati a giudicarmi: il Tribunale del Riesame che ha annullato l’arresto, la Cassazione che ha respinto il ricorso del pm, il giudice monocratico e la Corte d’Appello che mi hanno assolto da ogni accusa con la formula più ampia prevista dal nostro ordinamento, il fatto non sussiste. Sono grato agli avvocati Ioppoli, Zimatore e Petitto che davanti ai vari livelli di giustizia hanno dimostrato la mia totale innocenza e la mia distanza siderale dai gruppi criminali che infestano la Calabria. Di questi 1385 giorni cosa resta? Restano le macerie e le ferite ingiustamente inflitte ad una famiglia. Resta la devastazione di un’esperienza politica che si è sempre alimentata del voto libero, trasparente, onesto e democratico di migliaia di catanzaresi e calabresi. Resta una macchia ingiustamente lanciata sull’istituzione regionale, colpita nel suo massimo esponente. Non ho mai usato la parola complotto in questi interminabili e dolorosi quattro anni, ma oggi non posso escludere a priori che qualcuno possa avere tratto beneficio da questa allucinante inchiesta. Certamente a qualcuno roderà la coscienza. I danni sono irreparabili. Qualche giorno fa l’avvocato Gian Domenico Caiazza, già presidente dell’Unione Camere Penali ha osservato che un’inchiesta in Calabria nel 2021 ha posto fine all’attività di un’azienda con 400 dipendenti. Tutti gli accusati sono stati assolti perché il fatto non sussiste, ma nel frattempo l’azienda è stata distrutta e praticamente è irrecuperabile. Distruggendo ingiustamente la mia figura politica, un’intera classe dirigente fatta di bravi amministratori e quadri molto attivi, è stata demonizzata e messa in un angolo. Siamo proprio sicuri che la magistratura non si occupa di politica? I miei 1385 giorni di atroce sofferenza facciano riflettere tutti. Se ancora posso guardare con fiducia alla Giustizia Vera lo debbo a magistrati che non si sono fatti abbagliare dalle luci dei talk show e tentare dal demone del giustizialismo mediatico, ad avvocati che credono nella loro insostituibile funzione, alla mia meravigliosa famiglia e ai tanti amici che non hanno mai dubitato di me, nemmeno un attimo, nemmeno nei momenti più bui“.

 

Il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ricorda Jole Santelli

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Il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ricorda Jole Santelli nel quarto anniversario della morte. Le ha dedicato un post sul suo profilo Facebook postando un’immagine che riporta la frase “che bella la mia Calabria, la sua luce, i suoi colori, la sua gente”. Jole Santelli, primo presidente donna della Regione Calabria, è deceduta a Cosenza, sua città natale, il 15 ottobre 2020 a causa di un male incurabile. “Quattro anni senza Jole – ha scritto Occhiuto. La prima donna a guidare la Calabria, la prima presidente capace di raccontare al Paese una Regione diversa, aperta, solare, pronta al cambiamento. Proseguiamo seguendo quel percorso, per costruire una Calabria che sia davvero terra di riscatto e opportunità”.

Baker Hughes. I giovani del movimento del territorio di Corigliano-Rossano incontrano il consigliere regionale Straface

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CORIGLIANO-ROSSANO (Cs), – Consideriamo imperdonabile aver sottovalutato o comunque trattato con arroganza l’opportunità epocale che l’investimento di Baker Hughes poteva e – ci auguriamo – possa ancora rappresentare per almeno 200 persone e famiglie, soprattutto dal punto di vista dei tanti giovani che sono costretti invece a lasciare la propria terra per formarsi, specializzarsi e trovare fortuna altrove. È, questo atteggiamento, purtroppo il vero e più odioso sintomo di una mancanza di visione a lungo termine e di comprensione del reale potenziale positivo che una occasione storica del genere avrebbe potuto e potrebbe avere sulla città e sul territorio. È quanto sostengono i Giovani del Movimento del Territorio che nei giorni scorsi hanno incontrato il consigliere regionale e comunale Pasqualina Straface per condividere le prossime azioni che saranno messe in campo dal sodalizio, a partire da un’iniziativa di sensibilizzazione dei giovani della Città su quanto accaduto e sta accadendo con la questione Baker Hughes ed il Porto. Tra le prossime iniziative vi è quella di avviare una campagna di ascolto tra i cittadini, in particolar modo tra i più giovani, per verificare chi era ed è favorevole all’investimento della multinazionale statunitense e, soprattutto, provare a misurare il grado di conoscenza della questione; perché – sottolineano – se un gap c’è stato in tutti questi mesi è proprio quello della comunicazione istituzionale che, come sempre latitante sulla grandi questioni è stata per di più condizionata dalla posizione ideologica del Sindaco, manifestata con azioni e comunicazioni come al solito solitarie e auto-referenziali. L'obiettivo – sottolineano i Giovani del Movimento del Territorio – resta quello di non vanificare gli sforzi e rilanciare con forza ed incisività l’impegno assunto nella passata campagna elettorale, offrendo ogni utile contributo alla crescita e allo sviluppo eco-sostenibile della città.  Perché i giovani – sottolineano – non sono e non possono essere una categoria da menzionare per convenienza elettorale, ma devono essere destinatari di opportunità e protagonisti consapevoli del loro destino.  

San Roberto, pulmino dell’asilo, Noi con i bambini, distrutto dalle fiamme: comunità sconvolta

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Nella notte tra il 10 e l'11 ottobre, il pulmino dell'asilo nido "Noi con i bambini" di San Roberto è stato incendiato e completamente distrutto. Il progetto del nido, voluto fortemente dalla comunità e realizzato grazie ad un finanziamento dell’impresa sociale “Con i Bambini” e progettato dalla Cooperativa sociale Libero Nocera di Reggio Calabria come ente capofila di un partenariato che coinvolge anche l’associazione Espero. Il mezzo, acquistato due anni fa per garantire un servizio aggiuntivo, rappresentava una risorsa importante, permettendo alle famiglie di usufruire dei servizi dell'asilo senza dover percorrere lunghe distanze. L’asilo nido, unico nel comprensorio, si era rivelato fondamentale per agevolare la vita quotidiana delle famiglie dei comuni di S. Roberto, Fiumara, Melia e Campo Calabro. Il progetto del nido, voluto fortemente dalla comunità e realizzato grazie ad un finanziamento dell’impresa sociale “Con i Bambini” e prog. Il pulmino era stato utilizzato fino alle 14:00 di ieri e l’incendio è divampato intorno all'1:00 di notte. Il fatto, oltre a causare gravi danni materiali, ha creato un notevole disagio per la comunità, interrompendo un servizio essenziale per i 26 bambini che ne usufruivano quotidianamente. Sono in corso di accertamento le indagini per chiarire la dinamica dei fatti.

Sequestrata lussuosissima villa ad imprenditore calabrese

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I Finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro, hanno sequestrato una lussuosa villa del valore di circa 4 milioni di euro a un imprenditore calabrese, originario di Petilia Policastro e, residente a Vittorio Veneto in provincia di Treviso. Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro, Sezione Misure di prevenzione. Il provvedimento è stato emesso sulla base degli approfondimenti economico, patrimoniali, coordinati dalla Dda catanzarese, ed eseguiti dagli specialisti della Sezione misure di prevenzione, Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, con la collaborazione del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Venezia. L’imprenditore, secondo l’accusa, rientrerebbe nella categoria dei soggetti connotati da “pericolosità generica economico-finanziaria” visto il suo coinvolgimento in svariate condotte di bancarotta fraudolenta, truffa e ricettazione, commesse nel periodo compreso tra il 1996 e il 2021. L’immobile, quindi, sempre secondo l’accusa, sarebbe stato acquistato con i proventi illeciti, anche in relazione alla sproporzione tra il suo valore e gli esigui redditi dichiarati ai fini delle imposte sui redditi dall’imprenditore e dai suoi familiari.