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Aggredisce e picchia la moglie incinta, arrestato

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Ha aggredito e colpito ripetutamente all’addome a alla testa la moglie incinta alla presenza dei due figli minori. Un uomo di 41 anni è stato arrestato a Reggio Calabria dagli agenti delle Volanti con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

 

I poliziotti, in servizio di controllo del territorio, sono intervenuti nell’abitazione della coppia e hanno bloccato l’uomo che si era scagliato contro la donna incinta di tredici settimane e, dopo averla scaraventata a terra, la stava malmenando. Gli agenti sono riusciti a fermare il quarantunenne che è stato immobilizzato e arrestato in flagranza.
La vittima è stata soccorsa e ha potuto ricevere le prime cure. Dagli accertamenti effettuati dai sanitari la donna non avrebbe subito danni o complicazioni per la gestazione.

Accoltellato durante lite, arrestato presunto responsabile – Ferito è in prognosi riservata, accusa è tentato omicidio

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Un uomo di 38 anni, Roberto Gino Zanon, è stato arrestato dai carabinieri a Villa San Giovanni con l’accusa di tentato omicidio. Zanon è ritenuto l’autore del ferimento di un 32enne arrivato tre giorni fa nel pronto soccorso dell’ospedale di Reggio Calabria con una grave ferita da taglio al collo.

 

All’identità del presunto autore i carabinieri sono giunti dopo che partita la segnalazione al 112, hanno avviato gli accertamenti e, grazie alle dichiarazioni di alcuni testimoni e all’attività di indagine classica, sono riusciti a ricostruire l’accaduto e a individuare il presunto responsabile dell’aggressione che, al momento dell’arresto, si trovava nella sua abitazione a Villa San Giovanni.

Il quadro indiziario, consegnato alla Procura di Reggio Calabria, diretta Giovanni Bombardieri, ha permesso di raccogliere un dettagliato scenario probatorio a carico Zanon oltre a stabilire il movente che, secondo i carabinieri, con tutta probabilità sta dietro il tentato omicidio. L’accoltellamento è avvenuto, infatti, a Villa San Giovanni, in piazza Valsesia, al termine di un litigio nato per futili motivi.

Mentre Zanon è stato accompagnato in carcere, la vittima si trova attualmente ricoverata in prognosi riservata nell’ospedale di Reggio Calabria. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto Marco Antonio De Pasquale, proseguono per chiarire i contorni della vicenda.

‘Ndrangheta: processo “Eracle”,21 condanne e 6 assoluzioni

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È arrivata nella tarda serata di ieri la sentenza d’appello del processo “Eracle”, nato da un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria contro le nuove leve della ‘ndrangheta che qualche anno fa avevano monopolizzato i lidi del lungomare. La zona della movida reggina veniva utilizzata come luogo di spaccio attraverso i servizi dei buttafuori affidati a personaggi ritenuti vicini alle consorterie mafiose.

 

Nonostante abbia rideterminato alcune condanne di primo grado, al termine del processo con il rito abbreviato la Corte d’Appello ha sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio: 21 condanne e 6 assoluzioni. La pena più pesante, 15 anni e 7 mesi di carcere, è andata a Cosimo Morelli, detto “Cocò”, appartenente alla comunità nomade ma ritenuto dai PM affiliato alle cosche di ‘ndrangheta. Suo fratello, Andrea Morelli, è stato condannato a 14 anni di carcere. La Corte d’Appello, presieduta dal giudice Filippo Leonardo, ha ritenuto colpevoli, tra gli altri, anche Francesco Ferrante (13 anni e 4 mesi di carcere), Domenico Nucera e Salvatore Falduto. Questi ultimi sono stati condannati a 12 anni di reclusione.
Stando all’inchiesta, coordinata dai PM Stefano Musolino, Sara Amerio e Walter Ignazitto, uno dei principali indagati era proprio Domenico Nucera. Secondo gli inquirenti, infatti, era a capo di un gruppo di “buttafuori” organizzato, per conto della cosca Condello, a presidio del territorio e dei locali notturni dell’area reggina. Locali dove si sono verificate anche violenti risse e aggressioni nei confronti dei gestori e dei clienti. Le altre pene vanno dagli 8 mesi inflitti a Francesco Condello ai 9 anni di carcere per Enrico Giovanni Barcella. È stato condannato a 3 anni e 6 mesi pure Michele Panetta, ex candidato del Movimento Cinque Stelle alle comunali di Reggio Calabria del 2014. Sono stati assolti, invece, Attilio Buontempone, Paolo Cosoleto, Bruno Antonio Crucitti, Francesco Ferrara, Egidio Morabito e Antonino Marino.

Patenti facili: sequestrate cinque autoscuole, due arresti operazione Gdf Reggio Calabria, coinvolti 11 pubblici funzionari

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Patenti facili a Reggio Calabria: sono 71, di cui 11 pubblici funzionari, le persone indagate nell’operazione “Senso Unico” condotta dai finanzieri del Comando provinciale con il coordinamento del procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, dell’aggiunto Gerardo Dominijanni e dei PM Sara Amerio e Nunzio De Salvo.

 

Uno dei pubblici ufficiali coinvolti, Ivan Emanuele di 58 anni, in servizio alla Motorizzazione di Pistoia, è finito agli arresti domiciliari in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip reggino Federica Brugnara, assieme al titolare di un’autoscuola, Martino Infantino di 55. Disposta  anche un’interdittiva con applicazione del divieto temporaneo di esercitare le attività professionali nei confronti di un altro titolare di autoscuola, Saverio Tripodi di 50 anni, nonché il sequestro preventivo di cinque società esercenti le attività di autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche e del loro patrimonio aziendale.

Al blitz hanno partecipato anche i finanzieri del comando provinciale di Pistoia e Brescia. In queste ore, infatti, sono in corso, perquisizioni presso gli uffici dei funzionari pubblici infedeli delle Motorizzazioni civili di Reggio Calabria e Pistoia. Nei confronti dei due uffici, inoltre, la Procura ha emesso un ordine di esibizione di documentazione. Le perquisizioni hanno riguardato 11 sedi legali ed unità locali delle autoscuole finite al centro dell’inchiesta.

Gioiosa Jonica: l’odore di marijuana attira i Carabinieri

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Domenica mattina, nell’ambito dei servizi di pattuglia finalizzati al controllo del territorio, i Carabinieri della Stazione di Gioiosa Jonica hanno arrestato per produzione e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio Agostino Giuseppe.

 

Il venticinquenne incensurato aveva realizzato all’interno della sua abitazione sita nel centro abitato di Gioiosa Jonica un vero e proprio laboratorio finalizzato alla produzione e alla vendita di marijuana. I Carabinieri della locale Stazione unitamente ai Cacciatori di Calabria, attirati dal forte odore di marijuana che si propagava lungo le vie limitrofe hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione rinvenendo in cantina 19 piante di marijuana, fertilizzanti, e lampade alogene nonché 2 buste contenenti circa 300 gr di sostanza stupefacente già essiccata e 16 munizioni a pallini illecitamente detenute. Il giovane è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Locri: sfruttamento e favoreggiamento immigrazione clandestina: denunciati gestori attività private e commerciali

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I Carabinieri di Locri, hanno denunciato tre gestori di attività private e commerciali, nell’ambito di mirati controlli finalizzati al contrasto dei reati in materia di sfruttamento e favoreggiamento all’immigrazione clandestina, per i reati di omessa comunicazione degli alloggiati, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

 

In particolare, i militari della Compagnia di Locri e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, con il supporto di personale dell’ufficio di igiene e sanità pubblica dell’ASP di Reggio Calabria, hanno comprovato la presenza di 9 stranieri di origine Africana, impiegati per bracciantato agricolo, che vivevano all’interno di alloggi fatiscenti, in contrada Caruso del Comune di Locri, ove insisteva l’ex albergo “Hotel King”, in condizioni igienico sanitarie precarie, privi di riscaldamento, acqua corrente ed energia elettrica. Denunciati, in questo caso, i due gestori, fratello e sorella degli immobili.

A seguito di altro controllo, invece, i militari hanno scoperto che un noto imprenditore agricolo del posto subaffittava illecitamente la propria abitazione, sita nel cuore di Locri, in precarie condizioni igienico sanitarie, ad 8 soggetti extracomunitari suoi lavoratori dipendenti, decurtando il canone di locazione direttamente dal loro salario.

I controlli dell’Arma proseguiranno senza sosta, concentrandosi nelle aree particolarmente colpite dal fenomeno dell’immigrazione, con particolare attenzione alle zone prevalentemente agricole, ai casolari abbandonati o alle strutture alberghiere dismesse.

Come sempre rimane puntuale la risposta dell’Arma dei Carabinieri, quotidianamente impegnata nella prevenzione e nel contrasto dell’illegalità nel territorio della Locride.