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Vibo Valentia: detenuto trovato con droga in carcere

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Un quantitativo di droga è stato trovato nel carcere di Vibo Valentia, in possesso di un detenuto proveniente da un'altra struttura di pena. A trovare la sostanza stupefacente sono stati gli agenti di polizia penitenziaria del carcere. Grazie al loro intervento si è impedito che la droga fosse introdotta all'interno del penitenziario per essere utilizzata dallo stesso detenuto o ceduta ad altri. Nonostante siano molto frequenti i casi di introduzione e rinvenimento di sostanze stupefacenti in carcere, sostengono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato Sappe e Damiano Bellucci, segretario nazionale della stessa sigla sindacale, l'amministrazione penitenziaria non si è ancora dotata delle unità cinofile in tutte le regioni, eppure la legge le prevede dal 1995.

GDF SEQUESTRA BENI PER 20 MLN A BOSS MANCUSO

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Beni per 20 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Vibo Valentia al boss 78enne Giovanni Mancuso, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Catanzaro su richiesta della Dda. L'operazione, denominata "Terra nostra", ha riguardato 92 terreni, 16 fabbricati, 9 auto, un trattore, 2 aziende agricole e 2 ditte individuali. Dalle indagini sono emerse procedure di passaggio dei beni, che secondo l'accusa, in apparenza rispettano i canoni della legalità ma che in realtà nascondono i meccanismi perversi del metodo mafioso. Molti beni sono stati acquisiti grazie all'usucapione approfittando dello stato di bisogno dei legittimi proprietari e sfruttando la forza del vincolo associativo, oltre che con passaggi notarili di beni fittiziamente intestati.

Procura Vibo, Mangialavori: «Falvo scelta migliore»

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«L'esperienza, la professionalità e il senso del dovere di Camillo Falvo daranno lustro alla Procura di Vibo Valentia e contribuiranno in modo decisivo all'affermazione del principio di legalità nell'intera provincia». Lo afferma il senatore Giuseppe Mangialavori in merito al via libera della Quinta commissione del Csm alla nomina di Falvo quale procuratore della Repubblica di Vibo Valentia.
«Nel corso della sua lunga carriera, Falvo – aggiunge il parlamentare calabrese – ha dimostrato le sue grandi capacità investigative e la sua profonda conoscenza del territorio vibonese, come testimoniano le numerose inchieste che portano la sua firma. Sono sicuro che il magistrato saprà confermare le sue doti anche a capo di una Procura "difficile" come quella di Vibo e sostituire più che degnamente il compianto Bruno Giordano».
«Quella di Falvo – conclude Mangialavori – è la miglior scelta che il Csm potesse fare. Il magistrato non sarà solo: al suo fianco avrà tutti i cittadini onesti di questo territorio».

FALVO PROSSIMO PROCURATORE DI VIBO VALENTIA

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La Quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura, che si occupa del conferimento degli uffici direttivi e semidirettivi, ha votato all’unanimità per la nomina di Camillo Falvo a nuovo Procuratore di Vibo Valentia. Originario di Lamezia, dopo gli incarichi a Rovigo, Catanzaro e Messina, dal 2014 è in forza alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Per avere l’ufficialità della nomina di Falvo a Procuratore di Vibo occorrerà attendere il Plenum del CSM previsto tra circa un mese.

Accorpamento Cdc, Mangialavori: «Stop a manovre subdole»

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«L'accorpamento delle Camere di commercio di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone è una assoluta follia alla quale bisogna opporsi, soprattutto se verrà portata avanti attraverso manovre subdole e antidemocratiche». Lo afferma il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori.
«Una ventina di enti camerali “dissenzienti”, nelle scorse ore – aggiunge il parlamentare – hanno denunciato il tentativo di commissariare le Cdc italiane interessate dalla procedura di accorpamento per mezzo di un emendamento da inserire in sede di conversione del Decreto legge 101. Sarebbe, secondo gli enti che si oppongono alla fusione, un modo per bloccare i ricorsi contro la riforma del sistema camerale del 2015».
«Il piano – continua Mangialavori – consisterebbe, a parere delle Cdc “ribelli”, nel commissariare le Camere non ancora accorpate, tra cui quelle di Catanzaro, Vibo e Crotone, al fine di ritirare i ricorsi pendenti davanti alla Corte costituzionale e al Tar e di consentire il completamento delle procedure di accorpamento».
«Sarebbe – spiega il senatore azzurro – una manovra illiberale e incostituzionale, che avrebbe l'effetto di provocare le fusioni in modo forzoso. È solo il caso di ricordare che diverse Cdc, una Regione e altre associazioni di categoria hanno fatto ricorso contro la riforma e che la magistratura amministrativa ha ravvisato il fumus di incostituzionalità, rimandando la decisione alla Consulta, con un altro eventuale passaggio davanti al Tar del Lazio. È dunque evidente che bisognerebbe rispettare il percorso giudiziario già avviato e non procedere con colpi di mano illegittimi e antidemocratici».
«Se l'idea di commissariare gli enti “ribelli” dovesse infine concretizzarsi – conclude Mangialavori – si verrebbe a creare un grave vulnus che metterebbe a rischio tutto il sistema camerale italiano».

A Vibo Valentia una delle tappe europee del Dialogo dell’UE con i Giovani

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Negli scorsi giorni, Vibo Valentia ha ospitato uno degli appuntamenti più rilevanti del Dialogo dell’Unione Europea con i Giovani: lo Youth Impact Lab, che ha riunito oltre cento giovani provenienti da tutta Italia per confrontarsi sulle priorità delle future politiche giovanili europee. La città calabrese, per l’occasione, si è trasformata in un punto d’incontro e co-progettazione, diventando un laboratorio di idee e visioni per l’Europa che verrà. Il Dialogo dell’UE con i Giovani è il principale strumento attraverso cui le istituzioni europee raccolgono le opinioni, i bisogni e le proposte delle nuove generazioni. L’evento di Vibo Valentia si inserisce nell’ambito dell’XI Ciclo di questo processo, dedicato allo Youth Goal “Connettere l’UE con i Giovani”, con l’obiettivo di costruire ponti tra i territori e le istituzioni europee, rendendo i giovani veri protagonisti del cambiamento. La partecipazione è stata possibile grazie a una call nazionale promossa dal Consiglio Nazionale dei Giovani, dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e dall’Agenzia Italiana per la Gioventù. La scelta di Vibo Valentia come sede dell’iniziativa ha rappresentato un importante riconoscimento al lavoro portato avanti dall’Associazione Valentia, protagonista attiva sul territorio nell’ambito dell’attivismo giovanile e dell’innovazione sociale. Anthony Lo Bianco, presidente dell’associazione, ha espresso grande soddisfazione per il successo dell’evento: “Portare un’iniziativa europea di questo livello a Vibo Valentia non è solo un risultato organizzativo, ma un segnale forte che dimostra quanto anche il Sud sia pronto a giocare un ruolo da protagonista. I giovani hanno trovato una città preparata, accogliente e desiderosa di costruire valore attraverso il confronto.” Durante lo Youth Impact Lab, i partecipanti hanno lavorato insieme alla definizione di proposte e raccomandazioni che confluiranno ufficialmente nel percorso del Dialogo dell’UE con i Giovani, contribuendo così a orientare le future strategie europee in tema di gioventù. L’evento ha rappresentato un momento significativo non solo per i partecipanti, ma per l’intero territorio calabrese, che si è dimostrato capace di accogliere, coinvolgere e ispirare. Un segnale che va oltre il singolo appuntamento e che punta a generare un impatto duraturo.