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Tropea in corsa. Il Principato ospita gara podistica regionale

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Con il suo dedalo di vicoli e stradine che costeggiano mura e portali di palazzi nobiliari e che si aprono sugli affacci tra i più belli al mondo, sul sottostante mare cristallino, la destinazione Tropea può promettere un’esperienza autentica e offrire valore aggiunto alla declinazione del turismo in chiave sportiva, in tutti i mesi dell’anno. Iniziative come TROPEA IN CORSA, manifestazione podistica alla sua prima edizione che si svolgerà domenica 21 maggio nel centro storico – sottolinea il Sindaco Giovanni Macrì - rappresentano anche l’occasione per incoraggiare comportamenti e stili di vita sana, soprattutto nei più giovani; percorsi alla conquista di una migliore qualità della vita che camminano insieme ai progetti condivisi con la comunità rispetto alla tutela dell’ambiente e del patrimonio ereditato, al decoro del perimetro cittadino ed in ultima analisi sempre alla più efficace comunicazione internazionale dell'esperienza Tropea come destinazione esperienziale, eco-sostenibile e salutare. Promossa in collaborazione con la Marathon Mileto guidata dal presidente Salvatore Auddino, la camminata sportiva si muoverà su un percorso di circa 10 chilometri. La gara comprende tre categorie di partecipanti. I primi a gareggiare, a partire dalle ore 14, saranno i bambini fino ai 10 anni di età. Seguirà la gara non competitiva rivolta a chiunque voglia partecipare. Inserita nel calendario del campionato di società della Calabria, la gara competitiva con i top runner partirà alle ore 19. Le premiazioni con i nomi dei vincitori sul podio si terranno alle ore 20,30.

 

Todosport. Domenica al Pala Borsellino va in scena il Torneo di Pallavolo “Grandi Vincitori”

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Quale migliore immagine si poteva scegliere per promuovere un Torneo di Pallavolo giovanile “ Grandi Vincitori” se non quella di un eroe della nostra recente Storia. Ucciso dalla mafia in maniera vile, ma le cui idee, come d’altronde quelle del suo collega Falcone, continueranno a camminare con le nostre gambe e quelle dei nostri figli. Ci riferiamo a Paolo Borsellino, che nella sua vita è sempre stato al fianco dei giovani, dei giusti, dalla parte dello stato che combatte la Mafia. Questo è anche lo scopo dello sport, cioè allontanare il più alto numero di giovani dalle grinfie dei malavitosi e portarli in palestra. In questo, nel territorio vibonese è stata bravissima la Todosport, che ha investito molto nel sociale e che ha portato tra le sue fila tantissime ragazze e tantissimi ragazzi che oggi la rappresentano con orgoglio nei tantissimi campionati a cui partecipa. Ma insieme a lei vanno annoverate l’ASI Monterosso, Volley Club Nicotera e la Lory Volley, tutte realtà che si stanno facendo apprezzare ed ammirare in un territorio difficile come quello della provincia di Vibo Valentia, a loro si aggiunge Girifalco, che domenica sarà l’unica società di fuori provincia, ma che ha subito detto si a questa bellissima iniziativa. Il torneo avrà inizio alle ore 16.00 di domenica 19 Marzo e si svolgerà presso la struttura intitolata all’indimenticato Paolo Borsellino, ma ricorda tutte le vittime cadute servendo lo stato, per mano di vigliacchi.

GIANLUCA VASAPOLLO

Vibo Valentia. Il nuovo Prefetto in visita istituzionale al Comune

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Il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, ha accolto questa mattina nella sede municipale il nuovo prefetto Paolo Giovanni Grieco, insediatosi da qualche giorno alla guida dell’Ufficio territoriale di governo. Un incontro all’insegna della cordialità e della massima disponibilità reciproca manifestata da entrambi i rappresentanti istituzionali. “È stato un piacere poter accogliere nella casa comunale la massima istituzione provinciale - commenta il primo cittadino - e dare il benvenuto e gli auguri di buon lavoro a nome di tutta la cittadinanza vibonese. L’amministrazione comunale offre, come è doveroso che sia, la totale collaborazione alla Prefettura nel solco di un dialogo e di una sinergia da sempre presenti e che continueranno ad essere tali. Ringrazio il dott. Grieco per la altrettanta disponibilità dimostrata nei riguardi del Comune di Vibo Valentia e porgo i più sinceri auguri di un proficuo lavoro a tutela della degli interessi della collettività”. All’incontro istituzionale hanno preso parte, inoltre, il vicesindaco Pasquale Scalamogna, il comandante della Polizia locale Michele Bruzzese, il segretario generale dell’ente Domenico Libero Scuglia ed i dirigenti Adriana Teti e Claudia Santoro.

 

Provincia di Vibo Valentia. Visita istituzionale del neo prefetto Grieco al presidente L’Andolina

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Alle ore 12:30 - così come comunicato, in mattinata, dall’Ufficio territoriale del Governo - è giunto, puntuale, in Provincia, il neo prefetto di Vibo Valentia, Paolo Giovanni Grieco. Ad accoglierlo e condurlo nel proprio ufficio il presidente, Corrado Antonio L’Andolina, affiancato dal segretario generale dell’ente, Domenico Arena. Una visita che si è rivelata utile affinché, in qualità di massimi esponenti di due delle più importanti istituzioni del territorio (Prefettura e Provincia) Grieco e L’Andolina avviassero, in maniera congiunta, una prima riflessione sulla delicata realtà Vibonese. Nel salire le scale che conducono alla presidenza, sita al terzo piano, L’Andolina, nel dare il benvenuto al dottore Grieco, l’ha quindi reso edotto, passando tra gli uffici, di quella che è l’attuale situazione organizzativa dell’ente. Evidenziando le potenzialità connesse alle risorse umane presenti ma, nel contempo, informandolo della significativa carenza di personale. Presidente e prefetto hanno, quindi, fatto una disamina attinente alla riforma delle Province in atto «che potrebbe sanare - si sono detti concordi - una serie di problematiche emerse, negli ultimi anni, in quasi tutti gli enti intermedi del Paese». Giunto nel proprio ufficio il presidente L’Andolina, nel corso del proprio intervento istituzionale, ha quindi percorso le tappe più significative della storia del Vibonese, evidenziandone gli aspetti culturali più significativi; il presidente della Provincia di Vibo è passato, poi, ad una presentazione del territorio, illustrando le bellezze naturalistiche e paesaggistiche della costa, dell’entroterra e della montagna, nonché le grandi risorse agrituristiche. Il prefetto Grieco, nel ringraziare il presidente «per la cordiale accoglienza e per l’esaustiva presentazione della realtà provinciale», ha accostato la provincia di Vibo a quella di Rieti, (dove ha espletato, a lungo, la sua attività professionale), sottolineando, tra Ufficio Autonomo Stampa www.provincia.vibovalentia.it l’altro, diverse analogie, «soprattutto attinenti alla dimensione territoriale, alle realtà comunali e agli aspetti socio-economici». I due rappresentanti istituzionali hanno parlato anche del fenomeno della criminalità organizzata «che penalizza i cittadini e il territorio e va quindi contrastata con decisione». Successivamente hanno analizzato la situazione economico-finanziaria dell’ente per poi soffermarsi sulle competenze proprie della Provincia: viabilità stradale, edilizia scolastica e ambiente». Un incontro dal carattere formale, quello tra prefetto e presidente, dal quale però è emersa una sintonia non solo istituzionale ma anche umana (accomunata anche dal fatto che, L’Andolina e Grieco, si sono entrambi insediati da poco tempo) «Nel rispetto delle reciproche competenze Provincia e Prefettura agiranno in sinergia, nell’interesse dei cittadini del Vibonese - hanno asserito, all’unisono, Grieco e L’Andolina - al fine di fare emergere e valorizzare - hanno chiosato nel salutarsi - le grandi potenzialità del territorio provinciale».

Tropea. Tutto pronto per la prima edizione di "Dominae", al via da domani un ciclo di seminari dedicati alle donne valorose

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TROPEA (Vv)."Riconoscere, valorizzare e promuovere la conoscenza di personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia non solo locale, ma nazionale ed universale, attraverso le proprie azioni, la militanza e la partecipazione attiva, significa rafforzare il senso d’appartenenza alla comunità ed affidare alla memoria e, soprattutto alle nuove generazioni, punti di riferimento per guardare al presente e al futuro, attraverso la lente dell’identità, con orgoglio e fiducia". In questo impagabile compito che è di ricerca e di condivisione – sottolinea il Sindaco Giovanni Macrì – il mondo dell’associazionismo e della cultura gioca un ruolo importantissimo.

LE CALABRESI TACIUTE MARIA E BICE TOCCO – PARTIGIANE DI TROPEA. – Ha riscosso interesse ed attenzione da parte degli studenti l’evento promosso nei giorni scorsi nell’ambito de LA CALABRIA DELLE DONNE, Festival del Genio Femminile di Calabria, sulla Resistenza contro il nazifascismo realizzata dalle donne calabresi al quale hanno partecipato i familiari delle due valorose e nel corso del quale ha relazionato la presidente di sos Korai Beatrice Lento. A questo evento, da domani, giovedì 16, si aggiungerà il ciclo di seminari DOMINAE, la rassegna
culturale promossa dallo stesso sodalizio che si concentrerà sugli esempi offerti dalle donne che
con il loro genio hanno arricchito l’umanità contribuendo alla crescita comune. DOMINAE è alla prima edizione e avvia il suo percorso con tre artiste che rappresentano pietre miliari nel panorama culturale internazionale e nella lotta per l’emancipazione femminile e la parità di genere: Sibilla Aleramo, la prima scrittrice femminista italiana; Simone Weil, la filosofa schierata dalla parte degli oppressi e Rosa Balistreri, la cantastorie che ha narrato le sofferenze del nostro sud. I tre incontri si svolgeranno gli ultimi tre giovedì di marzo (16, 23 e 30), mese dedicato alla Donna e all’impegno per la sua emancipazione piena. 

Tropea. SOS KORAI e La Calabria delle Donne ricordano le partigiane tropeane Bice e Maria di Tocco

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É stata una fortunata casualità ad avviare il percorso di riappropriazione comunitaria della meritoria vicenda umana di due donne tropeane che, aderendo alla Resistenza contro il nazifascismo, hanno contribuito alla lotta non solo per la libertà ma anche per un’Italia più civile, più democratica, capace di spingersi verso una cultura di parità, di uguaglianza e di rispetto degli altri. L’Organizzazione Di Volontariato sos KORAI, presieduta da Beatrice Lento grazie ad un’accurata ricerca, alimentata dalle preziose informazioni dei familiari, ha ricostruito la storia delle due valorose e, nell’ambito de La Calabria delle Donne, Festival del Genio Femminile Calabrese, che ha in Mariangela Preta la Direttrice Artistica, ha narrato agli Studenti dell’Istituto Superiore di Tropea, diretto da Nicolantonio Cutuli, la loro straordinaria avventura di libertà. Bice e Maria di Tocco, erano le figlie maggiori di Ignazio e Aurora Scrugli, nati entrambi a Tropea a fine Ottocento, che, sposatisi nel 1921, si erano trasferiti a Torino dove Ignazio era ufficiale degli Alpini. Aurora volle far nascere nell’amata terra d'origine i quattro figli, così Beatrice, detta Bice, la primogenita, vide la luce a Reggio Calabria nel 1922, Maria a Vibo Valentia nel 1925, Orsola a Tropea nel 1926 e Antonio, unico maschio, anche lui a Tropea nel 1929.  Durante i feroci bombardamenti su Torino, degli inizi del ‘43, la famiglia venne sfollata ad Agliano, a circa 19 km da Asti. Dopo l’8 settembre il colonnello di Tocco rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana per cui fu posto agli arresti domiciliari e, per una seria cardiopatia, aggravatasi a causa delle tensioni vissute, nel 1944 cessò di vivere. I suoi resti mortali, tumulati nel cimitero di Agliano, furono poi traslati a Tropea dalla moglie. I fratelli Bice, Maria e Antonio entrarono nel movimento partigiano con una motivazione sconvolgente, nella sua lapidaria incisività, non c’era altro da fare, la scelta era obbligata: lottare per la libertà e la giustizia...nelle loro considerazioni non emerse mai una parola d’odio. La sorella Orsola non condivise la loro straordinaria avventura, che aveva le radici nell’educazione familiare e nel coraggio del padre pienamente condiviso dalla madre, solo perché era rimasta a Tropea con lo zio materno Ottavio Scrugli e la moglie Ines Russo Caputo che l’avevano adottata non avendo avuto figli. Appartenevano alla formazione partigiana IX Divisione Garibaldi “Alarico Imerito” comandata da Giovanni Rocca, nome in codice Primo, a cui Antonio, giovanissimo, faceva da scorta imbracciando uno sten, un mitra inglese a canna corta. Bice, nome in codice Beba e Maria, chiamata Prima, erano staffette, il loro compito consisteva nel portare informazioni, armi, viveri, esplosivo...stabilendo collegamenti tra i vari gruppi partigiani. Staffette è il titolo di un toccante documentario realizzato per la RAI dalla figlia di Maria, Paola Sangiovanni. Il filmato mette in luce le sofferenze patite da molte di loro ed evidenzia il loro grande sogno di libertà e di emancipazione femminile. Il titolo Staffette è provocatorio perché certa storia maschilista ha usato il termine con tono riduttivo mentre, in realtà, attraversando a piedi e in bicicletta i boschi era alto il rischio di incontrare posti di blocco e più volte le ragazze furono fermate dai repubblichini, rischiando violenze, il carcere, torture e deportazioni a Ravensbrück, il più grande campo di concentramento femminile, a 90 km da Berlino  Nella loro casa Bice, Maria e la madre Aurora ospitarono più volte gli incontri dei Gruppi di Difesa delle Donne, diretti da Caterina Picolao, che miravano a unire e a dare consapevolezza del momento vissuto e dell’importanza della lotta, come testimonia Marisa Ombra, Dirigente dell’Unione Donne Italiane, Grande Ufficiale della Repubblica, scomparsa nel 2019.  La loro casa diede anche rifugio a partigiane in pericolo tra cui Claudia Balbo, nome di battaglia “Breda“, che trasmise a Bice la scabbia, frequente tra chi, come i partigiani, viveva in clandestinità. La casa di Agliano, narrata con nostalgia dalle due valorose, aveva al centro del piano terra una botola coperta da un tappeto, nascondiglio per armi, munizioni, volantini, viveri e per gli stessi partigiani in momenti di pericolo. Ad essere custodita nel nascondiglio era anche la seta dei paracadute inglesi, perfetta per confezionare le camicie dei resistenti. Il segnale convenuto tra i partigiani della zona, che dava il via alla possibilità d’incontro, era un fischio di quattro note che sembrava riprodurre il nome “Aristide“.
Dopo la Liberazione Bice, ritornata a Tropea, sposò giovanissima il tropeano Franco Coccia, professore di Lettere, ed ebbe cinque figli, Maria si unì in matrimonio con Nino Sangiovanni di Mileto, che fu anche segretario di Saragat, ebbe tre figli e fu Dirigente Nazionale dell’Azione Cattolica. Le due sorelle di Tocco erano creature assai sensibili e riservate, segnate dalle sofferenze patite non parlarono della straordinaria impresa vissuta, successivamente si aprirono alla testimonianza solo in famiglia e, per modestia, né loro né i familiari ne hanno fatto mai menzione pubblica prima d’ora. Ma c’é un tempo per il silenzio così come c’é un momento in cui il cuore è pronto per il ricordo condiviso. La loro impresa eccezionale, così come quella di altre partigiane, sembrava essersi persa finché il caso favorevole ha fatto sì che il loro eroismo venisse alla luce. Riconoscerlo, valorizzarlo e offrirlo alla comunità significa arricchire la nostra storia, rafforzare il senso d’appartenenza e proporre a tutti, particolarmente alle giovani generazioni, modelli validi di riferimento per guardare all’oggi e al domani con maggiore fierezza e fiducia. Due bellissime, giovani donne, a cui nulla sembrava mancare nella sicurezza di una famiglia agiata e affettuosa, raccolgono la sfida che si presenta e scendono in campo per dimostrare che nessun compito é precluso alla donna e che la donna non ha niente in meno dell’uomo in termini di forza, di coraggio e di determinazione.  Il loro sogno di libertà fu il sogno di tante altre che entrarono sulla scena della storia da protagoniste e dimostrarono che quando uomini e donne sono stati insieme, come nella Resistenza abbiamo vinto.  Ecco perché sos KORAI, Organizzazione Di Volontariato per i diritti della Donna, é orgogliosa di aver contribuito a questo prezioso recupero identitario avviato con gli Studenti dell’ultimo anno di corso dell’Istituto Superiore di Tropea anche con il contributo dei familiari presenti all’incontro. Un ringraziamento caloroso va alle famiglie di Tocco, Scrugli, Sangiovanni e Coccia  che, con fiducia, hanno offerto le informazioni necessarie alla ricostruzione delle vicende e al prof. Luciano Meligrana che, il 14 gennaio u.s., quale partecipante al seminario Anthropos  sulla Resistenza al femminile, ha fatto menzione delle sorelle di Tocco divenendo la scintilla fortunata di una  ricerca fruttuosa.