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Femminicidio a Mileto. L’intervento della Consigliera di Parità supplente della Provincia di Vibo, Antonella Rotella

"La tragedia che ha colpito l’intera comunità miletese impone un tempo di silenzio, riflessione e responsabilità collettiva. Due vite si sono spezzate in modo irreversibile, all’interno di una relazione che si era ormai conclusa e che non è riuscita a trovare una nuova forma di equilibrio. Una vicenda dolorosa, estrema, che interroga non solo le coscienze individuali, ma anche il tessuto sociale e istituzionale nel suo complesso. Siamo di fronte a un esito tragico di bisogni emotivi divergenti, di desideri non più conciliabili, di una frattura affettiva che non ha trovato strumenti adeguati di elaborazione. Da un lato, la legittima aspirazione all’autodeterminazione e alla libertà personale; dall’altro, l’incapacità di accettare la perdita di un legame e di rimodulare la propria identità al di fuori di esso. È in questo scarto, in questa asimmetria emotiva non governata, che maturano dinamiche di controllo e di possesso che possono degenerare fino a esiti irreparabili. Il dato oggettivo e incontestabile resta che una donna, Assunta, ha perso la vita per mano del marito Pasquale che non ha saputo riconoscere, accettare e rispettare il suo diritto a scegliere, a separarsi, a vivere. E che l’uomo coinvolto, a sua volta, è stato travolto da una incapacità profonda di reggere la solitudine, la cesura, il fallimento affettivo, fino a compiere un gesto definitivo anche contro sé stesso. Una doppia sconfitta umana, prima ancora che giuridica. Lo sfondo di questa vicenda è tristemente simile a quello di molti altri casi: la fine di una relazione, la difficoltà di accettarla, l’assenza di una rielaborazione emotiva adeguata e, infine, la tragedia. Ed è proprio questa ripetitività del copione che obbliga a una domanda scomoda ma necessaria: dove, come società, non siamo stati capaci di intercettare il rischio? Quali strumenti mancano - o non vengono attivati per tempo - per prevenire l’escalation del conflitto? Appare sempre più evidente la necessità di affiancare ai percorsi legali della separazione un accompagnamento strutturato sul piano emotivo. Non un tentativo di riconciliazione forzata, laddove le condizioni non esistano, ma un sostegno all’accettazione del nuovo status, rivolto a entrambi i partner. Un percorso che aiuti a elaborare la perdita, a riconoscere i limiti, a gestire le emozioni intense che la separazione inevitabilmente produce. In questa prospettiva, la piena e concreta attivazione delle Case di Comunità assume un valore strategico. Strutture di assistenza territoriale nelle quali lo Psicologo delle Cure Primarie potrebbe intervenire tempestivamente, prendendo in carico singoli o coppie in fase di separazione conflittuale, supportandoli nella rielaborazione del cambiamento e contribuendo alla riduzione della conflittualità e del rischio di comportamenti agiti. Un ulteriore passo, auspicabile, potrebbe essere una collaborazione strutturata con il Tribunale Civile, affinché, al momento della separazione, i coniugi vengano informati e orientati verso servizi di supporto psicologico dedicati. Non come imposizione, ma come opportunità di tutela, in un’ottica di prevenzione primaria. Il fenomeno del femminicidio ha ormai dimensioni tali da non poter essere affrontato esclusivamente sul piano repressivo o emergenziale. La recente normativa, che riconosce nel dominio, nel controllo e nella possessione le matrici profonde di questi delitti, richiama lo Stato a un ruolo più capillare e anticipatorio. Prevenire significa intercettare il disagio prima che diventi violenza, sostenere le fragilità prima che esplodano. Questa vicenda lo dimostra ancora una volta: il femminicidio non è confinato ai margini della società. Può insinuarsi ovunque, anche nelle coppie apparentemente “normali”, dove nulla, all’esterno, sembra far presagire l’esito tragico. È proprio per questo che la lettura dei segnali precoci, la cultura della cura e l’attivazione tempestiva dei servizi diventano responsabilità condivise. Una comunità si risveglia colpita da un evento che appare inverosimile, per comprendere poi, con dolorosa gradualità, che alcuni segnali c’erano. Riconoscerli per tempo, in futuro, è il compito più difficile ma anche il più urgente".

Antonella Rotella

 

Vibo Valentia. Soriano: “Solidarietà a Costantino e a tutti i commercianti, imprenditori e professionisti colpiti in questi giorni. Vibo è stanca di questa protervia mafiosa”

“Esprimo la mia piena solidarietà a Costantino, giovane commerciante vibonese vittima di un vile atto intimidatorio, e a tutti coloro che, in queste settimane, stanno subendo pressioni e minacce inaccettabili. La bottiglia incendiaria lasciata davanti alla sua macelleria è un gesto che colpisce non solo lui, ma l’intera comunità che lavora onestamente e crede nel futuro di questa città”. Così l’assessore al Commercio del Comune di Vibo Valentia, Stefano Soriano, interviene dopo l’ennesimo episodio che testimonia una preoccupante recrudescenza criminale sul territorio, a nome dell’intera amministrazione comunale con in testa il sindaco Enzo Romeo. “Non possiamo restare indifferenti - prosegue Soriano -. È necessario che le istituzioni e la cittadinanza si stringano attorno a chi ha il coraggio di restare, di investire, di costruire. Costantino è un esempio di dignità e determinazione che merita rispetto e sostegno”. L’amministrazione comunale rinnova il proprio impegno a fianco del tessuto produttivo locale, rafforzando le azioni di ascolto, tutela e promozione del commercio. “Vibo Valentia - conclude l’assessore - non ha paura, la gente onesta, ne sono certo, costituirà un argine verso quella protervia mafiosa che produce danni incalcolabili a tutto il tessuto produttivo e sociale sano”. 

Vibo Valentia. Finanziato il progetto di riqualificazione energetica della scuola primaria “Domenico Savio”.

Il Comune di Vibo Valentia ha ottenuto un finanziamento di 225.000 euro nell’ambito dell’Avviso pubblico “Comuni per la Sostenibilità e l’Efficienza Energetica - C.S.E. 2025”, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il contributo sarà destinato alla realizzazione del progetto di riqualificazione energetica dell’edificio che ospita la scuola primaria “Domenico Savio”, in via Pasquale Buccarelli (dirigente Lorena Callisti, rup Massimo Trimmeliti). L’intervento prevede, nello specifico, l’installazione di un impianto fotovoltaico che consentirà all’edificio di diventare autosufficiente sotto il profilo del dispendio energetico. L’iniziativa, promossa dall’assessorato all’Ambiente guidato da Marco Miceli, rappresenta un passo concreto verso la riduzione dei consumi e la valorizzazione del patrimonio edilizio scolastico, in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’amministrazione comunale. “Il finanziamento ottenuto - dichiara l’assessore Miceli - conferma il nostro impegno nel promuovere politiche di transizione ecologica a beneficio della comunità scolastica e dell’intera cittadinanza, ottenendo al contempo anche un importante risparmio economico. Ringrazio gli ingegneri Callisti e Trimmeliti per aver prestato la giusta attenzione ad un bando di grande valenza”.

Il Comune di Vibo Valentia aderisce a “M’illumino di meno” 2026

Anche quest’anno il Comune di Vibo Valentia partecipa alla campagna nazionale di sensibilizzazione “M’illumino di meno”, promossa da Rai Radio 2 e dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili. L’appuntamento è fissato per il 16 febbraio 2026, giornata simbolica in cui cittadini, enti e istituzioni di tutta Italia saranno invitati a compiere un gesto concreto per la tutela del pianeta. L’assessore all’Ambiente Marco Miceli invita tutti i cittadini, i commercianti, le aziende, i ristoratori e le istituzioni locali a partecipare attivamente all’iniziativa, attraverso azioni semplici o significative, ispirate al decalogo stilato da Rai Radio 2: ridurre i consumi, promuovere la mobilità sostenibile, piantare alberi, usare meno plastica o adottare comportamenti attenti all’ambiente. “Ogni piccolo gesto può fare la differenza - sottolinea l’assessore Miceli -. Partecipare a M’illumino di meno significa compiere un atto di responsabilità verso la nostra città e verso il futuro del pianeta. L’invito è rivolto a tutti: insieme possiamo illuminare meno, ma vivere meglio”. Per accompagnare la campagna di sensibilizzazione, il Comune di Vibo Valentia ha inoltre deciso di promuovere, giovedì 19 febbraio, l’iniziativa “Cena a lume di candela”, un momento simbolico per valorizzare i prodotti del territorio e la ristorazione sostenibile, che già l’anno scorso ha riscosso un grande successo. Tutti i ristoratori vibonesi sono invitati ad aderire, proponendo menù a chilometro zero e spegnendo le luci artificiali per accendere il valore della condivisione e del rispetto per l’ambiente. A testimonianza dell’impegno dell’amministrazione comunale, nella serata del 16 e del 19 febbraio verranno spente le luci del castello Normanno-Svevo, del palazzo municipale, del teatro e di piazza Luigi Razza, in segno di adesione simbolica all’invito al risparmio energetico.

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27 Gennaio 2026. Il dirigente scolastico Capria: "Il Giorno della Memoria ci invita a riflettere sulle nostre responsabilità presenti e future"

“Grido di disperazione ed ammonimento all'umanità sia per sempre questo luogo dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, principalmente ebrei, da vari paesi d'Europa. Auschwitz - Birkenau 1940-1945”. E’ l’epitaffio posto all'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz e che richiama con forza un momento solenne per trarre insegnamenti fondamentali per il presente e il futuro, affinché tali orrori non abbiano a ripetersi. Insegnamento ben messo in luce dal Presidente Mattarella “Il fascismo, il nazismo, il razzismo non furono funghi velenosi nati per caso nella civile Europa, ma il prodotto di pulsioni, atteggiamenti e connivenze. Ed allora – è sempre il nostro Presidente che parla -  bisogna essere molto guardinghi dai rigurgiti e paure simili a quelli che nel primo Novecento portarono l’Italia ad affidarsi all’uomo forte, con la conseguenza che in quel periodo l’arbitrio soppiantò la legge”. Da queste parole un assunto: tutto quello che è accaduto è stato possibile perché molti hanno osservato senza vedere ed udito senza ascoltare. Marcello Pezzetti, storico esperto di Shoah che ci ha più volte accompagnato nei Viaggi della memoria ad Auschwitz (che non sono …”gite”  - come qualche parvenu li ha maldestramente e dolosamente definiti), ha più volte dimostrato che i vertici dello Stato sapevano benissimo cosa stava accadendo in Italia (Fossoli, Tarsia, Servigliano, San Sabba) in Polonia (Auschwitz, Birkenau, Treblinka) in Germania (Buckenwald, Dachau, Mauthausen), ma anche in Olanda, Grecia, Austria, Lituania. Ebbene, nelle nostre riflessioni e nei moniti contro le politiche statuali dell’identità, le violenze di massa, la sopraffazione collettiva dell’altro, credo possa esserci spazio anche per le innumerevoli violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo, attuate nei nostri giorni anche da importanti democrazie. La circostanza che alcuni dittatori – di diritto e di fatto - trovino per qualche tempo ampio consenso, non attenua la responsabilità morale e storica dei loro misfatti. Un crimine, e un crimine contro l’umanità in modo particolare, resta tale anche se – purtroppo -  condiviso da molti. Il Giorno della Memoria ci invita a riflettere sulle nostre responsabilità presenti e future,  se non vogliamo che le nostre coscienze restino intorpidite. Abbiamo il dovere di essere attivi e vigili contro l'indifferenza, affinché non diventi un terreno fertile per l'insorgere di pregiudizi e discriminazioni. "L'opposto dell'amore non è l'odio, ma l'indifferenza"  diceva Elie Wiesel, premio Nobel per la pace e sopravvissuto all'Olocausto.

Vibo Valentia celebra la Giornata della Memoria 2026. Ecco il programma dell’evento pensato “per non dimenticare”

Il Comune di Vibo Valentia organizza, in occasione della Giornata della Memoria 2026, un evento commemorativo dedicato al ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, nonché alla memoria dei deportati italiani, civili, militari e politici, nei campi di concentramento nazisti. L’iniziativa, promossa con il contributo dell’assessorato alla Pubblica istruzione, si propone come momento di riflessione collettiva, educazione alla consapevolezza storica e valorizzazione dei diritti umani. Attraverso linguaggi diversi - dalla parola scritta alla musica, dalla testimonianza diretta alla danza - il programma intende coinvolgere la cittadinanza in un percorso di memoria attiva. L’evento, curato dal regista Enzo Carone, si terrà martedì 27 gennaio 2026 alle ore 17:30 a Palazzo Gagliardi. Dopo i saluti dell’amministrazione comunale, vi saranno le letture di versi tratti da diari e quaderni scritti dai sopravvissuti ai campi di concentramento, nonché la testimonianza del prof. Antonio Pugliese, autore del libro “Mio padre nel lager”. A seguire, le proiezioni di immagini e sequenze tratte da film sulla Shoah, per concludere con la performance artistica delle allieve della scuola di danza Kaos Ballet di Tropea. La cittadinanza è invitata a partecipare.


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