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Villa San Giovanni. In fiamme una concessionaria di auto: probabile pista dolosa

Un vasto incendio ha interessato la notte scorsa una concessionaria di auto “Calabria Motori” che si trova nella zona industriale di Villa San Giovanni. Sull’origine dolosa del rogo gli investigatori non hanno dubbi. Le telecamere di sorveglianza dell’esercizio commerciale hanno ripreso un uomo con il volto parzialmente travisato e una tanica di benzina in mano, mentre appicca il fuoco. Molte auto e moto sono andate distrutte così come una parte dell’immobile è stato danneggiato dalle fiamme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area, e la polizia di Stato che ha eseguito i primi rilievi. Avvertita la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, le indagini sono condotte dalla Squadra mobile che, nelle prossime ore, raccoglierà la denuncia dell’imprenditore. Al momento non si esclude nessuna pista per quanto riguarda il movente. Dalle modalità utilizzate dagli autori dell’intimidazione, però, sembra un gesto di matrice mafiosa.

Blitz contro la ‘ndrangheta: dieci arresti tra Lamezia e Vibo e perquisizioni in diverse città

I finanzieri dei Comandi provinciali di Vibo Valentia e Catanzaro, con il supporto di personale del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma, hanno eseguito un’ordinanza cautelare del gip su richiesta della Dda catanzarese nei confronti di 10 soggetti di cui 7 in carcere e 3 agli arresti domiciliari. Gli indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso a matrice ‘ndranghetistica, estorsione aggravata, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti e trasferimento fraudolento di valori. Oltre agli arresti, i finanzieri stanno eseguendo una serie di perquisizioni sia nei confronti degli arrestati, sia di altri indagati residenti a Prato, Terni, Secondigliano (Napoli), Lamezia Terme , Vibo Valentia e Tropea, Spilinga, Ricadi, Zaccanopoli, in provincia di Vibo Valentia.
 
 
 

‘ndrangheta. Sequestrati beni per 600 mila euro nel Senese a prestanome della cosca Tegano-De Stefano

La Guardia di Finanza, in collaborazione con la Polizia, ha sequestrato beni per 600mila euro ad un imprenditore calabrese residente in provincia di Siena, ritenuto prestanome della ‘ndrangheta. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria riguarda il patrimonio intestato ai familiari dell’uomo tra cui una villa con relative pertinenze, due appezzamenti di terreno, un locale adibito ad autorimessa, un B&b/affittacamere, oltre a conti correnti e disponibilità finanziarie. La sua società edile era già stata oggetto di un provvedimento interdittivo antimafia emesso nel 2003 dalla prefettura di Reggio Calabria perché ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia reggina portatore di “pericolosità sociale”. L’uomo, secondo quanto emerso dalle indagini, fungeva da “prestanome” e curava gli interessi della cosca Tegano-De Stefano di Reggio Calabria, nascondendo, attraverso fittizie intestazioni societarie, l’effettivo gestore della società: un componente di spicco della ‘ndrina stessa. Dalle analisi, il valore del patrimonio, direttamente e indirettamente nella disponibilità dell’imprenditore è risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. I beni sequestrati saranno gestiti da un amministratore giudiziario.

Lea, Calabria sufficiente anche nell’area della prevenzione. Comito: ottima notizia, imboccata la strada giusta

“La notizia annunciata dal presidente Roberto Occhiuto conferma che siamo sulla buona strada: il ministero della Salute ha infatti certificato che, sul fronte dei Lea, la Calabria ha superato la soglia della sufficienza anche nell’area della prevenzione, dopo averla ottenuta in quella ospedaliera. Certamente un’ottima notizia, che ci conforta e ci sprona ad affrontare con sempre maggiore determinazione i tantissimi problemi da risolvere, perché la sanità che vogliamo per i calabresi è ancora lontana. Il governo regionale, però, sta lavorando affinché questi obiettivi siano raggiunti e ciò è innegabile, tra l’altro in un momento storico ed in un contesto complesso, in cui anche Regioni tradizionalmente virtuose risentono di difficoltà non indifferenti”. Lo afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Michele Comito. 

Crotone. Armato di ascia minaccia la sorella e gli agenti: arrestato

A Crotone, durante un servizio di controllo del territorio, il personale della Squadra Volanti, ha arrestato un 36enne del posto, con l’accusa di tentata estorsione e resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Gli Agenti a seguito di una segnalazione, che informava della presenza di un uomo in stato di agitazione in via Nazioni Unite, sono giunti subito sul posto trovando l’uomo armato di un’ascia, minacciava la sorella e con atti concreti ha tentato di incendiare l’autovettura di quest’ultima parcheggiata nel cortile di casa. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, assuntore abituale di sostanze stupefacenti, in preda ad una crisi di astinenza, si era recato a casa della sorella con lo scopo di obbligarla a concedergli l’uso della sua autovettura per potersi recare in una città fuori provincia per acquistare la sostanza stupefacente. Il 36enne ricevuto il diniego da parte della sorella, si è infuriato ed ha reagito minacciandola con un’ascia. Inoltre,  in evidente stato di agitazione ha danneggiato il portone di casa e l’autovettura della stessa parcheggiata nel cortile condominiale, frantumando tutti i vetri e con liquido infiammabile cercando di incendiarla. L’aggressore, alla vista degli operatori, ha assunto un atteggiamento aggressivo, armato di ascia si è rivolto agli stessi minacciandoli. Dopo i numerosi tentativi di mediazione sperimentati dagli operatori volti a farlo desistere dall’intento criminoso, sono riusciti lentamente ad avvicinarsi, nonostante il suo atteggiamento aggressivo, brandendo l’ascia e proferendo frasi minacciose ed intimidatorie. Visto lo stato di grave alterazione del soggetto, l’uomo è stato immobilizzato mediante l’uso del taser. Dopo le formalità di rito è stato associato alla locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Gioiosa Ionica. Viaggiava a bordo di un furgone con 40 chili di cocaina: arrestato

A Gioiosa Ionica, nella locride, un uomo di 32anni è stato arrestato dagli agenti delle Volanti del Commissariato di Ps di Siderno con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, alla guida di un furgone, nascondeva nel pianale di carico quasi 40 chili di cocaina. I poliziotti, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, hanno notato il mezzo e lo hanno fermato. Il conducente, risultato privo di documenti, è stato invitato a per ulteriori accertamenti in Commissariato. Successivamente, probabilmente allo scopo di evitare la procedura di controllo, l’uomo alla guida è andato a sbattere con il furgone contro il muretto di una rotonda stradale. A seguito di una perquisizione veicolare, i militari hanno individuato una feritoia nascosta dietro il parafango che presentava l’accesso ad uno scomparto, creato artigianalmente sotto il pianale, all’interno del quale erano nascosti 17 panetti di cocaina. La sostanza stupefacente è stata recuperata solo grazie all’ausilio dei vigili del fuoco che hanno tagliato il metallo del sottofondo. Il valore della droga sequestrata è stato stimato in circa 3 milioni di euro. Il 32enne è stato arrestato e portato in carcere.

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Grotta del Palombaro, Tropea
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Tropea vista aerea
Reggio Calabria e la costa messinese

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