La Guardia di Finanza, in collaborazione con la Polizia, ha sequestrato beni per 600mila euro ad un imprenditore calabrese residente in provincia di Siena, ritenuto prestanome della ‘ndrangheta. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria riguarda il patrimonio intestato ai familiari dell’uomo tra cui una villa con relative pertinenze, due appezzamenti di terreno, un locale adibito ad autorimessa, un B&b/affittacamere, oltre a conti correnti e disponibilità finanziarie. La sua società edile era già stata oggetto di un provvedimento interdittivo antimafia emesso nel 2003 dalla prefettura di Reggio Calabria perché ritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia reggina portatore di “pericolosità sociale”. L’uomo, secondo quanto emerso dalle indagini, fungeva da “prestanome” e curava gli interessi della cosca Tegano-De Stefano di Reggio Calabria, nascondendo, attraverso fittizie intestazioni societarie, l’effettivo gestore della società: un componente di spicco della ‘ndrina stessa. Dalle analisi, il valore del patrimonio, direttamente e indirettamente nella disponibilità dell’imprenditore è risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. I beni sequestrati saranno gestiti da un amministratore giudiziario.
“La notizia annunciata dal presidente Roberto Occhiuto conferma che siamo sulla buona strada: il ministero della Salute ha infatti certificato che, sul fronte dei Lea, la Calabria ha superato la soglia della sufficienza anche nell’area della prevenzione, dopo averla ottenuta in quella ospedaliera. Certamente un’ottima notizia, che ci conforta e ci sprona ad affrontare con sempre maggiore determinazione i tantissimi problemi da risolvere, perché la sanità che vogliamo per i calabresi è ancora lontana. Il governo regionale, però, sta lavorando affinché questi obiettivi siano raggiunti e ciò è innegabile, tra l’altro in un momento storico ed in un contesto complesso, in cui anche Regioni tradizionalmente virtuose risentono di difficoltà non indifferenti”. Lo afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Michele Comito.
A Crotone, durante un servizio di controllo del territorio, il personale della Squadra Volanti, ha arrestato un 36enne del posto, con l’accusa di tentata estorsione e resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Gli Agenti a seguito di una segnalazione, che informava della presenza di un uomo in stato di agitazione in via Nazioni Unite, sono giunti subito sul posto trovando l’uomo armato di un’ascia, minacciava la sorella e con atti concreti ha tentato di incendiare l’autovettura di quest’ultima parcheggiata nel cortile di casa. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, assuntore abituale di sostanze stupefacenti, in preda ad una crisi di astinenza, si era recato a casa della sorella con lo scopo di obbligarla a concedergli l’uso della sua autovettura per potersi recare in una città fuori provincia per acquistare la sostanza stupefacente. Il 36enne ricevuto il diniego da parte della sorella, si è infuriato ed ha reagito minacciandola con un’ascia. Inoltre, in evidente stato di agitazione ha danneggiato il portone di casa e l’autovettura della stessa parcheggiata nel cortile condominiale, frantumando tutti i vetri e con liquido infiammabile cercando di incendiarla. L’aggressore, alla vista degli operatori, ha assunto un atteggiamento aggressivo, armato di ascia si è rivolto agli stessi minacciandoli. Dopo i numerosi tentativi di mediazione sperimentati dagli operatori volti a farlo desistere dall’intento criminoso, sono riusciti lentamente ad avvicinarsi, nonostante il suo atteggiamento aggressivo, brandendo l’ascia e proferendo frasi minacciose ed intimidatorie. Visto lo stato di grave alterazione del soggetto, l’uomo è stato immobilizzato mediante l’uso del taser. Dopo le formalità di rito è stato associato alla locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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