Nel trentunesimo anniversario del genocidio di Srebrenica, l’incontro in programma vuole essere un momento di riflessione, memoria e impegno civile. Ricordare Srebrenica non significa soltanto rendere omaggio alle oltre ottomila vittime innocenti. Significa interrogarsi sul presente, sul valore della pace, sul ruolo dell’educazione e sulla responsabilità di ciascuno nel contrastare l’odio, il negazionismo e ogni forma di discriminazione. L’incontro è rivolto all’intera cittadinanza con un pensiero particolare ai giovani, chiamati a raccogliere il testimone della memoria, e a quanti continuano a credere che la cultura, il dialogo e la conoscenza siano gli strumenti più efficaci per costruire una società più giusta. Anche nei luoghi segnati dalle ferite della guerra esistono ragazze e ragazzi che scelgono la strada dell’incontro, dell’ascolto reciproco e del riconoscimento della sofferenza dell’altro. Sono esperienze che dimostrano come la memoria possa diventare un ponte verso il futuro e non un muro che divide. La speranza non nasce quando il dolore finisce. Nasce quando qualcuno decide che quel dolore non avrà l’ultima parola. Con questo spirito si rinnova l’invito a partecipare all’incontro: non solo per custodire il ricordo delle vittime, ma per riaffermare il valore della verità, della giustizia e della convivenza. Perché la memoria non serve a custodire il rancore. Serve a educare alla pace. L’appuntamento è rivolto a chi crede nell’impegno civile, agli educatori, agli studenti, ai cittadini e a tutti gli inguaribili sognatori che continuano a credere che un futuro diverso sia ancora possibile. La memoria è il luogo in cui il passato incontra la responsabilità del presente.
Tropea. 31° anniversario del genocidio di Srebrenica, memoria ed educazione alla pace nell'incontro in programma sabato
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