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Reggio Calabria. Una Pasqua dolce grazie agli imprenditori Monardo vicini ai poveri della mensa di San Francesco

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Vicini agli ultimi e ai più bisognosi. Anche per questa Santa Pasqua, i fratelli Monardo donano buonissime uova di cioccolato alla Casa del Pane dei poveri della chiesa di San Francesco di Reggio Calabria. Un atto d'amore e solidarietà che unisce due città, Reggio e Vibo Valentia ma anche, mostra il grande cuore di imprenditori vibonesi, titolari della azienda Monardo di Soriano Calabro che, questa mattina, hanno pensato ai tanti ospiti della mensa della Caritas diocesana. Raffinato cioccolato rigorosamente prodotto artigianalmente addolcirà il pranzo pasquale di bisognosi reggini e non. "Il nobile gesto dei fratelli Monardo, sempre vicini alla nostra comunità, ci mostra che il Signore non si dimentica mai di nessuno - afferma la responsabile della mensa Matilde Spadaro -. Ogni giorno, la nostra parrocchia grazie ai volontari, tanti uomini e donne che, amorevolmente e gratuitamente, si dedicano al servizio di carità, garantisce un pasto caldo ai fratelli e sorelle in difficoltà ma anche, dà loro sostegno e aiuto fisico e psicologico. Siamo grati ai tanti imprenditori, cittadini e giovani che, quotidianamente, ci sostengono in tutte le nostre iniziative". La famiglia Monardo da sempre si è distinta sul territorio per essere un team di imprenditori virtuosi che fanno del sostegno alla fragilità uno stile di vita e, anche in questa Santa Pasqua, hanno voluto dare il loro "sostegno e conforto ai piccoli, agli anziani, alle giovani mamme e a quelle famiglie disagiate ospitate nella comunità francescana di Reggio".
 

Rosarno. Arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti nonostante sottoposto a misura cautelare

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Non era bastato l’arresto per spaccio di sostanze stupefacenti a far cambiare condotta ad un 44enne rosarnese che, refrattario alle prescrizioni previste per i domiciliari, ha continuato imperterrito l’attività di compravendita di droga. A finire in carcere, uno degli indagati dell’operazione “Perseverant”, eseguita lo scorso febbraio dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e scaturita da un’indagine coordinata dal procuratore Emanuele Crescenti e dal sostituto procuratore Davide Lucisano della Procura di Palmi, avente ad oggetto un articolato giro di spaccio di sostanze stupefacenti, risultato fortemente radicato all’interno del territorio dei Comuni di Taurianova e Rosarno. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia sporta dal padre di una giovane assuntrice di sostanze stupefacenti che, vista la brutta china che stava prendendo la figlia, ha deciso di confidare la dipendenza della ragazza ai Carabinieri delle Stazioni di Taurianova e di San Martino di Taurianova. Gli approfondimenti successivi fatti dagli investigatori, avviati nel marzo del 2020 e conclusi anni dopo, hanno accertato i timori dell’uomo, riscontrando l’esistenza di un florido mercato della droga leggera e pesante, con base a Taurianova e ramificazioni a Rosarno, Platì e Gerocarne, dove avevano base i fornitori del narcotico. All’arrestato, in particolare, era stato contestato di aver fornito ad altri indagati, in varie occasioni, lo stupefacente che successivamente veniva rivenduto agli acquirenti finali. Per tali fatti era stata ritenuta sufficiente, originariamente, la misura cautelare degli arresti domiciliari. Sulla base degli elementi di prova così raccolti, secondo l’ipotesi d’accusa sposata dal Gip di Palmi che ha firmato l’ordinanza di sostituzione della misura cautelare, si ritiene che l’indagato, a seguito della sottoposizione agli arresti domiciliari, abbia continuato a delinquere nel settore dello spaccio di sostanze stupefacenti. A incidere sulle valutazioni effettuate dal Gip di Palmi in merito all’aggravamento della misura cautelare è stato, come ampiamente dettagliato dai carabinieri delle stazioni di Taurianova e di San Martino di Taurianova, il fatto che l’indagato abbia agito in totale spregio al divieto di comunicazione con terze persone, impostogli con gli arresti domiciliari.

Reggio Calabria. Il Comune assegna alla Polizia municipale alcuni beni confiscati siti in contrada Gagliardi

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Assegnati al Settore Polizia municipale alcuni beni confiscati siti in contrada Gagliardi. A stabilirlo è una delibera della Giunta comunale dello scorso 26 marzo. Si tratta, in particolare, di beni immobili confiscati, già rientranti nel patrimonio indisponibile dell’Ente, che hanno finalità istituzionali e sociali. Era stato il Settore Polizia municipale, Servizio Protezione Civile, ad avanzare nei mesi scorsi richiesta di assegnazione degli immobili confiscati siti in contrada Gagliardi per adibirli a deposito di materiale per fronteggiare le diverse emergenze di protezione civile, ritenendoli idonei allo scopo. La Giunta comunale ha stabilito di indirizzare i cespiti immobiliari alle finalità istituzionali del Settore Polizia municipale e di trasferire allo stesso Settore la competenza gestionale degli stessi, fermo restando l’obbligo di monitoraggio del settore Patrimonio Servizio Beni Confiscati e Beni Comuni, previsto dall’art.48, comma 3 del D.lgs 2011 n. 159. Sarà compito del Settore Polizia municipale provvedere a coordinare l’attività degli uffici competenti nel caso in cui, dai sopralluoghi tecnici effettuati, siano risultati necessari interventi di riqualificazione del bene per renderlo fruibile per l’utilizzo. Lo stesso Settore assumerà nei confronti del bene tutti gli oneri del proprietario così come previsto dalla vigente normativa in materia.

Porto di Gioia Tauro. Il presidente Agostinelli al convegno "Mediterraneo"

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Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, ha partecipato al convegno intitolato “Mediterraneo e nuove sfide – Storia, Cultura e Sviluppo” e organizzato dall’avv. Domenico Naccari, console onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria, che si è tenuto a Roma in Campidoglio nella sala della Protomoteca. Alla presenza, tra gli altri, del viceministro agli Affari Esteri e alla Cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, e dell’ambasciatore del Marocco in Italia, Balla Youssef, nel corso del suo intervento, il presidente Andrea Agostinelli ha evidenziato la centralità dello scalo portuale calabrese: - <<Il porto di Gioia Tauro – ha detto il presidente Agostinelli – è l’alfiere della portualità italiana nel Meridione. Ci troviamo nella migliore posizione geostrategica del Mediterraneo. Il nostro è un porto che non ha subito contraccolpi rispetto alla crisi del Mar Rosso, perché è uno scalo talmente importante che i nostri armatosi di riferimento, che sono armatori di rilievo mondiale, continuano a scalare le sue banchine con nostra grande soddisfazione, a dimostrazione che il porto e i terminal stanno lavorando bene>>. <<Nei fatti – ha sottolineato il presidente Andrea Agostinelli – al centro del nostro operato poniamo un concetto chiave che indirizza quotidianamente ogni nostra attività amministrativa. Noi agiamo e operiamo affinché il porto di Gioia Tauro continui a crescere perché così puntiamo essenzialmente a creare opportunità di lavoro. Che sono opportunità di lavoro “buono”, come mi piace definirlo – ha evidenziato Agostinelli - che scaccia quello cattivo>>. Poi, con il pensiero rivolto, anche, alle conseguenza generate dalla direttiva europea, il presidente Agostinelli ha chiarito: -<<Nonostante le direttiva Ets ci pone in una posizione di difficoltà, in quanto potrebbe penalizzare i porti di trasbordo europei e favorire quelli della sponda del Nord Africa, siamo naturalmente predisposti ad avviare colloqui e cooperazioni  con gli scali portuali africani perché tutto questo rientra pienamente nella nostra storia e nella nostra cultura mediterranea, sin dai tempi antecedenti all’Impero Romano. Del resto, il porto di Tangeri è, comunque, il nostro principale competitor, che offre lavoro a oltre 75mila persone, ma noi andiamo avanti, coi nostri 4mila lavoratori, impegnati a operare in una realtà che continua a crescere, nonostante le difficoltà ambientali, economiche, infrastrutturali e nonostante le crisi geopolitiche>>.

Comune di Reggio, due nuovi bandi di concorso per 20 posti.

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Venti nuovi posti messi a bando ed altri dieci che giungeranno tramite scorrimento delle precedenti graduatorie. Il Comune di Reggio Calabria continua nell’azione di potenziamento del personale in organico. A darne notizia, nella mattinata odierna, è stata la dirigente del Settore Risorse Umane, Iolanda Mauro, nel corso dell’audizione davanti alla settimana commissione consiliare presieduta da Marcantonino Malara. «Dopo diverso tempo – ha affermato Malara – il Comune è tornato ad assumere del personale con una ricaduta non indifferente per la città. Abbiamo visto come, tra i neo assunti, vi siano anche tanti giovani e ciò non può fare che piacere perché questo significa che le professionalità migliori possono rimanere a lavorare nella nostra città». La dirigente Mauro ha quindi illustrato il dettaglio dei due nuovi bandi che sono stati pubblicati sul portale “inPA” disponibile all’indirizzo www.inpa.gov.it. Si tratta di posti che non risultano coperti con le precedenti procedure «perché non vi è stato un numero sufficiente di idonei», ha spiegato la dirigente nel corso dell’audizione. «I termini per la presentazione della domanda scadranno il prossimo 19 aprile. Abbiamo scelto di dare 30 giorni dalla pubblicazione, per consentire la massima partecipazione». Il primo bando è per 13 posti a tempo pieno e indeterminato per il profilo professionale di istruttore tecnico geometra, nell’area degli istruttori. Tra i requisiti richiesti, oltre quelli ordinariamente previsti dalle normative in tema di selezioni pubbliche, vi è il possesso, quale titolo di studio, del diploma di istruzione tecnica – indirizzo costruzioni ambiente e territorio (ex Geometra). In alternativa, il possesso di qualsiasi diploma di istruzione secondaria purché accompagnato da laurea triennale, specialistica o magistrale in determinate classi tecniche (Architettura, Ingegneria, Urbanistica etc.) meglio specificate nel bando. Il secondo bando riguarda 7 posti a tempo pieno e indeterminato per il profilo professionale di operatore esperto servizi amministrativo-informatici, nell’area degli operatori esperti. Anche in questo caso, oltre agli ordinari requisiti richiesti dalla normativa in tema di selezione pubblica, vi sono dei requisiti specifici: diploma di istruzione secondaria di I grado unitamente ad un attestato di qualificazione professionale nel settore informatico rilasciato da organismi di formazione accreditati.
«È ammesso al concorso il candidato che – si legge nel bando – pur non in possesso di uno dei titoli anzidetti, sia in possesso di diploma di scuola secondaria di II grado che sia assorbente: perito informatico, perito commerciale con indirizzo informatico, programmatore o perito industriale per l’informatica o ragioniere programmatore o perito elettronico e telecomunicazioni ovvero altro diploma di scuola secondaria di secondo grado equivalente con specializzazione in informatica». Viene specificato come l’ECDL e altre certificazioni analoghe (EIPASS, ecc.) non costituiscono titolo legale di studio, né si configurano come qualifica professionale. La dirigente Mauro ha rappresentato alla commissione “Lavoro” come l’Amministrazione comunale sull'eventuale espletamento delle prove preselettive solo dopo aver preso cognizione del numero effettivo delle domande di partecipazione, considerata l’alta percentuale di candidati che, dopo aver presentato la domanda, non si presentano poi alla prima prova. La dirigente ha inoltre informato i consiglieri come si stia procedendo allo scorrimento delle graduatorie approvate lo scorso anno per 7 unità nel profilo istruttori e 3 nel profilo funzionari. Non si tratta di subentri per rinunce, ma di ulteriori assunzioni.