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Crotone. Ampliamento della sede universitaria di via dei Iapigi

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Mentre è in corso una pagina storica per la città di Crotone con l’avvio del Corso di Laurea interateneo in Medicina e Chirurgia, l’amministrazione programma l’ampliamento della sede di via dei Iapigi da destinare ai corsi del secondo e terzo anno. E’ stato, infatti, approvato, dalla Giunta Comunale il Documento di Indirizzo alla Progettazione (D.I.P.) per riqualificare gli ambienti didattici che sorgono accanto all’attuale sede destinata ai corsi universitari attraverso un impegno finanziario di 1.000.000 di euro. Si prevede la realizzazione di due aule didattiche, la realizzazione di un laboratorio informatico e linguistico, di dotare la struttura di tutti i servizi adeguati e previsti dalla normativa vigente, reinterpretare lo spazio interno procedendo ad una riconfigurazione dell’architettura interna. Inoltre sarà valutata la possibilità di inserire uno spazio mensa e un’aula multimediale. “Il nostro obiettivo, dopo l’avvio del corso universitario, per il quale abbiamo riqualificato l’edificio di via dei Iapigi, è quello di rendere sempre più concreto il percorso. Procediamo su questa strada prevedendo l’ampliamento della sede. Era giusto che la città avesse l’Università. La sinergia istituzionale con i due rettori, con il presidente della Provincia e la Regione sta portando importanti risultati. Ringrazio il presidente della Regione Occhiuto che ha immediatamente colto questa esigenza della città prevedendo un finanziamento che ci consentirà di recuperare anche l’altra ala della struttura che attualmente ospita il corso universitario” dichiara il sindaco Voce.

Crotone. Dirigeva Inps in assenza di titoli condannata per truffa

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Dal 2010 al 2019 ha diretto la sede provinciale di Crotone dell’Inps pur non avendone i titoli. Il Tribunale ha condannato la donna a quattro anni di reclusione con l’accusa di truffa. I giudici hanno ritenuto illegittima la sua assunzione nell’istituto, avvenuta nel 2005 senza concorso pubblico ma attraverso procedure di mobilità interna partendo dal Copross, il Consorzio di comuni per i servizi sociali della provincia di Crotone. Il caso emerse dopo una denuncia presentata dalla dirigente dell’Inps di Cirò Marina che contestava la procedura di nomina. L’inchiesta che ne scaturì coinvolse, nel 2019, oltre alla direttrice che venne licenziata dall’Inps, anche i componenti del Cda del Copross. Il gup del Tribunale di Crotone dispose il rinvio a giudizio della donna, del segretario – poi assolto – e del presidente del Copross, condannato ad un anno e 9 mesi di reclusione per falso in atto pubblico. I giudici hanno anche disposto la confisca di beni alla ex direttrice per un valore di un milione e 700 mila euro in relazione alle indennità indebitamente percepite nel periodo in cui ha diretto l’ufficio provinciale dell’Inps. La donna è stata inoltre condannata a risarcire i danni all’Inps ed al Ministero delle Finanze.

Cirò Marina. Assolto imprenditore vinicolo, indennizzo doppio per ingiusta detenzione

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La Corte d’Appello di Catanzaro ha riconosciuto un doppio ordine di indennizzo per l’imprenditore vinicolo Francesco Zito di Cirò Marina assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Era stato arrestato nel gennaio 2018 dai carabinieri nell’ambito dell’operazione Stige condotta dalla Dda di Catanzaro. Dopo 6 mesi trascorsi fra carcere e arresti domiciliari e il sequestro dell’azienda è arrivata l’assoluzione definitiva deliberata dalla Cassazione. La Corte di Appello del capoluogo gli ha riconosciuto l’indennizzo di 47 mila euro per ingiusta detenzione, doppio rispetto a quello che di solito si concede per i danni subiti non solo dalla persona fisica ma anche dall’imprenditore, come chiesto dai difensori gli avvocati Ioppoli e Verri. Un anno fa era stato assolto anche il fratello di Zito, Valentino, coproprietario dell’azienda.

“La Corte d’Appello – affermano gli avvocati Ioppoli e Verri – ha assunto una decisione importante riconoscendo i pregiudizi che subisce un’azienda distrutta da un’accusa ingiusta verso i suoi soci e i suoi manager. Il raddoppio dell’indennizzo ha un significato, anche simbolico“.

Crotone vive tre avvenimenti importanti

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La città di Crotone in questi giorni ha vissuto tre avvenimenti particolarmente importanti: un nuovo vescovo, un nuovo procuratore della Repubblica e un nuovo questore. Nel ricordare la meritoria opera pastorale di monsignor Angelo Panzetta e ringraziare monsignor Claudio Maniago che sta reggendo la diocesi, in attesa dell'insediamento del nuovo vescovo don Alberto Torriani, porgo il benvenuto al nuovo vescovo di Crotone. Nella sua bellissima lettera alla diocesi il neo vescovo ha citato Italo Calvino; mi permetto sommessamente, nell'augurare buon lavoro pastorale nella nostra città, di ricordare un grande scrittore calabrese, Leonida Repaci, il quale nel suo “Giorno della Calabria” dopo aver descritto le bellezze e i mali della nostra terra afferma che la notte sta passando e che il giorno è vicino. Siamo certi che la sua opera pastorale concorrerà a fare in modo che quel giorno tanto auspicato possa essere sempre più vicino. Esprimo gli auguri di buon lavoro al neo procuratore della Repubblica Domenico Guarascio e al nuovo questore Renato Panvino assicurando loro la massima collaborazione istituzionale. Al procuratore Giuseppe Capoccia e al questore Marco Giambra porgo i miei più sentiti ringraziamenti anche a nome di tutti i crotonesi per il lavoro che hanno svolto al servizio della comunità. Fuor di retorica, utilizzando una frase che forse è meno istituzionale ma sicuramente esprime il sentimento che accomuna tutta la comunità crotonese, salutiamo e ringraziamo due amici della città.

Crotone. Scoperta evasione fiscale di un'azienda agricola

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Un’evasione fiscale è stata scoperta dai finanzieri del Comando provinciale di Crotone che hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca emesso dal Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, di disponibilità finanziarie per un importo pari ad oltre 450mila euro, nei confronti di una società agricola dedita alla coltivazione di uva. Il provvedimento fa seguito ad un controllo fiscale effettuato dai finanzieri della Tenenza di Cirò Marina che avrebbe individuato un meccanismo evasivo delle imposte dirette basato su un’operazione societaria strumentale ad occultare poste attive di reddito potenzialmente soggette a tassazione. In particolare, l’attenzione delle Fiamme gialle si è concentrata su un’operazione di trasformazione societaria risalente al maggio 2020, quando l’azienda sottoposta a ispezione ha mutato il proprio status da società di capitali a società di persone. In seguito a tale modifica, secondo l’accusa, i soci, allo scopo di evadere le imposte sui redditi, hanno omesso di indicare nel relativo bilancio aziendale l’origine di una ingente riserva straordinaria di utili, maturata a partire dall’annualità di imposta 2009, impedendo così l’applicazione del regime fiscale più gravoso previsto per la categoria dei “redditi di capitale” invece di quello applicato (più favorevole) previsto per i redditi derivanti da attività agricola. La riqualificazione reddituale, secondo la Guardia di finanza, avrebbe consentito di ricondurre a tassazione redditi non dichiarati pari ad oltre 4,8 milioni di euro, di quantificare, per il 2020, un’imposta evasa per oltre 1 milione di euro e di deferire all’Autorità giudiziaria due soggetti ritenuti, nell’ipotesi dell’accusa, responsabili del reato di dichiarazione infedele. La società ispezionata, nel frattempo, ha intrapreso interlocuzioni con l’Agenzia delle Entrate finalizzate a elidere il debito erariale, mediante l’avvio della procedura di accertamento con adesione.

Caccuri. Ex direttrice delle poste simula rapina e si impossessa del denaro, Arrestata

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Lucia Sottile, 52 anni, ex direttrice dell’Ufficio postale di Caccuri, in Provincia di Crotone è stata arrestata e posta i domiciliari per peculato e simulazione di reato. Avrebbe simulato una rapina per impossessarsi del denaro dell’ufficio che dirigeva. I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, contestualmente, hanno eseguito un sequestro preventivo di beni per equivalente. Le indagini sono iniziate dopo la segnalazione di una rapina compiuta nell’ufficio il 13 novembre 2023, con un bottino di 30mila euro. La donna aveva dichiarato di essere stata vittima di quattro soggetti travisati ed armati di fucile. Nello specifico l’allora direttrice aveva raccontato di aver ricevuto una telefonata sull’utenza fissa in uso all’Ufficio postale e di aver sentito un uomo, con accento del posto, che dopo aver minacciato lei e la sua famiglia (descrivendo anche i luoghi di lavoro dei figli) le ordinava di recuperare tutti i soldi presenti nella cassaforte, di inserirli in una busta e di portarli all’esterno dell’edificio per poi farvi rientro. Aveva detto ai militari di aver eseguito gli “ordini” in quanto presa dal panico e, solo dopo avrebbe avuto la forza di chiamare i carabinieri. Gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura di Crotone, hanno ascoltato la versione della direttrice ed acquisito i sistemi di videosorveglianza sia dell’Ufficio postale che delle abitazioni vicine. Da subito la versione fornita dalla donna è apparsa ambigua e poco credibile e, grazie all’attività dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti della Direttrice, che hanno “smontato” la versione fornita dalla stessa. Dall’analisi dei tabulati è emerso che nella fascia oraria indicata dalla donna in cui avrebbe ricevuto la telefonata del rapinatore, l’unica chiamata in entrata era stata quella di un’anziana che chiedeva informazioni sul pagamento di una bolletta. Inoltre, con un sopralluogo nell’Ufficio, i carabinieri hanno accertato che la donna non avrebbe in alcun modo potuto vedere gli uomini all’esterno, come da lei dichiarato in sede di denuncia, né tantomeno notare i fucili. Dai sistemi di videosorveglianza, infine, è stata individuata una donna che entrava nell’edificio negli stessi minuti in cui si sarebbe consumato la rapina e la donna, sentita dai carabinieri, ha dichiarato di non aver visto alcun soggetto travisato all’esterno né tantomeno di aver notato atteggiamenti strani da parte della direttrice, la quale, proprio negli istanti in cui stava parlando con la signora, avrebbe dovuto ricevere la chiamata da parte del rapinatore.