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Crotone. Operazione ‘Autogol’: telecamera di un indagato mostra rete di spaccio

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L’hanno chiamata “Autogol” l’operazione condotta dai carabinieri nel quartiere rom di Crotone che ha portato all’arresto di 11 persone. Grazie all’impianto di videosorveglianza di uno degli indagati posto a ridosso del polo scolastico i militari hanno ricostruito lo spaccio di droga nella zona.

Dall’interrogatorio di un assuntore di stupefacenti beccato con una dose di cocaina nella zona degli “zingari”, gli investigatori sono risaliti a Massimo Berlingieri, uno dei principali indagati nell’operazione.

I carabinieri hanno perquisito casa sua e i locali di un plesso ormai in disuso dell’ex liceo magistrale Gravina, locali accessibili dall’abitazione, e nella sua disponibilità hanno trovato 200 grammi di cocaina e 2247 chili di marijuana più un taccuino con date e cifre.

Il deposito della droga era nell’ex scuola. Gli spacciatori erano disposti ad accettare qualsiasi contropartita pur di vendere la sostanza stupefacente, tra cui smartphone, bigiotteria ed elettrodomestici.

Durante l’attività investigativa i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato complessivamente 526 grammi di cocaina, 2.700 chili di hashish, una pistola con matricola abrasa, completa di caricatore e un ordigno esplosivo di fattura artigianale di circa 250 grammi.

I nomi degli arrestati.

In carcere:

  • Massimino Berlingieri, di 45 anni
  • Leonardo Pio Berlingieri (21)
  • Antonio Berlingieri (64)
  • Damiano Bevilacqua (36)
  • Francesca Manetta (46)
  • Romina Manetta (41)
  • Armando Passalacqua (32)
  • Cosimo Passalacqua (46)
  • Domenico Passalacqua (22)

Arresti domiciliari

Francesco Schipani (49), Giuliana Veneziano (20).

Covid: compleanno in agriturismo, locale chiuso per 5 giorni

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Festeggiavano il compleanno di un amico in un agriturismo senza tenere conto delle prescrizioni imposte dalla normativa anti Covid 19, ma sono stati sorpresi dai carabinieri.

E’ accaduto a Strongoli, nel crotonese, dove i militari, nell’ambito dei controlli finalizzati al rispetto delle norme per contenere la diffusione della pandemia, hanno rilevato, all’interno dei locali, la presenza di più di 20 persone intente a fare festa senza osservare le indicazioni minime per evitare il contagio come mancato uso delle mascherine, assenza del previsto distanziamento tra le persone e superamento del numero di posti a sedere nei tavoli. Il gestore dell’agriturismo è stato sanzionato amministrativamente ed è scattata, per il locale pubblico, la chiusura per cinque giorni. Analogo provvedimento sanzionatorio ha riguardato gli avventori. Alcuni dei partecipanti alla festa, per il comportamento tenuto durante il controllo, sono stati inoltre denunciati per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Covid. Comune di Rocca di Neto è ‘zona rossa’

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Il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì ha firmato oggi l’ordinanza con la quale viene disposta l’istituzione della “zona rossa” nel Comune di Rocca di Neto, in provincia di Crotone. Le misure sono in vigore dalle ore 22 di oggi, 10 maggio, a tutto il 24 maggio.

Il provvedimento si è reso necessario dopo che, con nota del 9 maggio 2021, il dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Crotone ha comunicato che «nel Comune di Rocca di Neto, che conta una popolazione residente pari a 5.474 abitanti, negli ultimi 14 giorni, si è registrata un’elevata incidenza di nuovi casi confermati di Covid-19».

«L’analisi dei dati giornalieri aggregati pervenuti a livello regionale – riferisce il dipartimento –, evidenzia nel Comune di Rocca di Neto, un numero di casi attivi pari a 54, dei quali circa il 70% si sono registrati nella settimana dal 3 maggio al 9 maggio 2021. L’incidenza, rispetto alla popolazione residente, registra dunque valori ampiamente superiori ai livelli di allerta».

«Le attività scolastiche e didattiche in presenza della scuola secondaria di secondo grado – è scritto nell’ordinanza – sono limitate a non più del 50% della popolazione studentesca, fermo restando quanto previsto all’art. 1 comma 3 del medesimo decreto n. 52/2021 (che prevede fino alla classe terza delle scuole secondarie di primo grado, la didattica integrale in presenza)».

L’Asp ha anche sottolineato che, «nella provincia di Crotone, nella medesima settimana, sono stati rilevati valori di incidenza per 100mila abitanti pari a 156 che, sebbene in diminuzione rispetto alla settimana precedente, evidenzia ancora l’alta circolazione del virus in specifiche aree del territorio provinciale e impone di mantenere alto il livello di attenzione, sia per la situazione epidemiologica presente, che per il possibile grado di saturazione nel numero di posti letto occupati in area medica e terapia intensiva».

Il dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Crotone «procede – è scritto infine – al costante monitoraggio della situazione epidemiologica locale, segnalando tempestivamente all’Unità di crisi regionale, ogni variazione significativa intervenuta e l’eventuale necessità di rimodulazione o di ulteriore proroga delle disposizioni fissate nella presente ordinanza».

Covid: sequestrate oltre 8.000 mascherine non a norma – Operazione della Guardia di Finanza nel crotonese

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Oltre 8.100 mascherine generiche non a norma sono state sequestrate dai finanzieri del Comando provinciale di Crotone nel corso di un’azione di controllo finalizzata a al contrasto della commercializzati di articoli che violano le norme in materia di sicurezza dei prodotti.

 

L’operazione è stata condotta dal comparto Anti Terrorismo – Pronto Impiego del Gruppo, a conclusione di attività preliminare di controllo economico del territorio con il ricorso alle banche dati in uso al Corpo e il riscontro dei dati ottenuti tramite sopralluoghi. Il controllo è scattato nei confronti di un supermercato a Isola di Capo Rizzuto, che ha consentito ai finanzieri di constatare la presenza, tra gli scaffali in  esposizione, di numerosi imballaggi contenenti mascherine messe in vendita ma prive delle necessarie indicazioni in lingua italiana per i consumatori. L’accertata violazione al Codice del Consumo ha portato al sequestro amministrativo dei prodotti e alla segnalazione, per le sanzioni amministrative, del titolare dell’esercizio alla Camera di commercio.

Migranti: a Crotone barca a vela con 67 a bordo, 2 fermi – Intercettati da Gdf. Presunti scafisti di nazionalità moldava

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Una barca a vela battente bandiera statunitense, con a bordo 67 migranti di origine iraniana e irachena, è stata intercettata dal Servizio Navale della Guardia di Finanza a poche miglia da Capo Rizzuto. Il monoalbero, condotto da due cittadini di nazionalità moldava che sono stati fermati, aveva a bordo anche due donne, un bambino e due minori.

 

L’ avvistamento dell’imbarcazione è avvenuto grazie all’attività coordinata svolta dai reparti costieri del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia e dai velivoli specializzati coordinati dal Comando Operativo Aeronavale di Pomezia. La barca a vela, che esteriormente appariva come un innocuo natante da diporto, era partita presumibilmente dalla Turchia per giungere verso le coste italiane nel cuore della notte e sbarcare in condizioni precarie le persone a bordo, prima di tentare di darsi alla fuga. I militari del Reparto operativo aeronavale di Crotone, allertati dalla ricognizione aerea, hanno presidiato con due unità veloci la costa nel punto di probabile avvicinamento bloccando in sicurezza l’imbarcazione e sorprendendo i due presunti scafisti moldavi.

Il natante è stato poi condotto in condizioni di sicurezza nel porto di Crotone.  Nella rotta di avvicinamento è intervenuta anche una motovedetta delle Capitanerie di porto che ha operato in sinergia con i finanzieri perché le operazioni fossero condotte ai massimi livelli di sicurezza. A terra intanto era stato predisposto il dispositivo per la profilassi sanitaria dei migranti che sono stati poi trasferiti nelle strutture di accoglienza. I due moldavi fermati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre la barca è stata sottoposta a sequestro.

‘Ndrangheta: arresti nel Crotonese

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I Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 13 soggetti appartenenti alla locale di ‘ndrangheta di Cutro e San Leonardo di Cutro, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

 

L’indagine ha preso avvio da due atti intimidatori consumati il 13 novembre 2018 in danno di altrettanti esercizi commerciali di Sellia Marina, davanti ai quali erano state posizionate delle taniche di benzina, ed è stata sviluppata attraverso indagini tecniche, servizi di osservazione e pedinamento, accertamenti patrimoniali e l’assunzione a sommarie informazioni delle persone offese.

Gli elementi acquisiti nel corso dell’attività investigativa hanno consentito di documentare gli assetti e l’operatività sul litorale ionico-catanzarese delle articolazioni territoriali delle locali di ‘ndrangheta di Cutro (KR) e San Leonardo di Cutro (KR), facenti capo alle famiglie MANNOLO-SCERBO-ZOFFREO-FALCONE, interessate a imporre la propria presenza egemone sul territorio attraverso la commissione di una serie indeterminata di delitti, avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo, finalizzati ad imporre il controllo sulle attività economiche.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali, è stato disposto il sequestro preventivo e per equivalente di due società intestate ad uno degli indagati, nonché di somme di denaro, rapporti bancari, finanziari, beni mobili ed immobili per complessivi 260.000 euro.