Cinquefrondi. Al via l’inaugurazione del nuovo Liceo Musicale e Coreutico
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I Carabinieri di San Ferdinando, nel reggino, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 46 anni, accusato di ripetuti episodi di violenza nei confronti della moglie. Le accuse sono il risultato di un’indagine approfondita avviata dai carabinieri dopo gravi segnalazioni di maltrattamenti fisici e psicologici, spesso avvenuti anche davanti ai figli minori della coppia. L’uomo avrebbe iniziato a manifestare comportamenti violenti nell’agosto 2023, aggredendo la moglie con bastoni e altri oggetti presenti all’interno della loro abitazione. In alcune occasioni, le aggressioni si sarebbero verificate persino per strada, davanti a conoscenti e passanti. L’episodio più grave è avvenuto il 31 dicembre scorso, quando l’uomo, con il pretesto di controllare costantemente la moglie e i figli, ha smontato le porte interne della casa, privandoli di ogni privacy. Di fronte alle proteste della donna, l’uomo ha reagito con estrema violenza, colpendola con calci e pugni. La vittima, ferita, si è recata al pronto soccorso di Gioia Tauro, dove i medici, notando la gravità della situazione, hanno immediatamente avvisato i Carabinieri. Grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e alle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, il Tribunale di Palmi ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’uomo, che è stato subito arrestato e tradotto in carcere.
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Sulla morte di Francesco Marando il 54enne di San Luca, trovato cadavere domenica pomeriggio nell’abitazione di familiari a Bovalino, nella Locride, la Procura di Locri ha aperto un fascicolo di reato contro ignoti. Il provvedimento è contro ignoti non essendo stato iscritto alcun nome sul registro degli indagati. Il cadavere di Marando, incensurato, sposato e e padre di quattro figli, quando è stato trovato da uno dei suoi familiari nell’androne rustico di un seminterrato dello stabile, era riverso a terra e aveva in una parte laterale della testa una ferita con al centro un foro di sola entrata verosimilmente causato da un colpo di arma da fuoco, con ogni probabilità una pistola di piccole dimensioni. Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Locri con il coordinamento della Procura di Locri che ha disposto l’autopsia, eseguita nelle scorse ore.
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Per la prima volta la Città Metropolitana di Reggio Calabria sarà presente al “Sigep world”, l'evento di riferimento e di ispirazione per la community del Foodservice del comparto dolciario. Dal 18 al 22 gennaio, presso la Fiera di Rimini, ben otto aziende del territorio, selezionate dall’Ente attraverso un bando di evidenza pubblica, potranno presentare eccellenze e peculiarità reggine ad un evento che coinvolge professionisti internazionali nei settori Gelato, Pastry&Chocolate, Coffee, Bakery e Pizza. La partecipazione ad una delle più importanti kermesse europee di categoria, si abbina all'attività di supporto che, da tempo, la Città Metropolitana ha avviato per sostenere e rilanciare un settore di estremo interesse e qualità e che trova la sua sintesi nella manifestazione “Scirubetta”, il festival internazionale del gelato artigianale che, ogni anno, si svolge nel cuore della città di Reggio Calabria. Recentemente, l’Ente, insieme alle associazioni di categoria, ha anche avviato un contest per realizzare la “Carta dei dolci tipici del territorio metropolitano” da diffondere presso le attività di ristorazione e di ricettività del territorio. “Sigep world”, dunque, rappresenterà l’ennesima occasione di crescita ed un’importante vetrina per i maestri artigiani pasticceri e gelatai della Città Metropolitana. Soltanto nella passata edizione, infatti, l’expo ha registrato 180.000 presenze totali, con 1200 brand espositori, 160 Paesi rappresentati e ben 925 eventi organizzati nell’arco dei giorni della fiera. All'expo di Rimini sarà presente il consigliere metropolitano delegato alle Attività produttive, Domenico Mantegna, che, per l'occasione, rappresenterà Palazzo Alvaro.
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A Taurianova nel reggino, i carabinieri della locale stazione, hanno fatto luce su una storia sordida. Marito e moglie, entrambi ultraottantenni, lei ipovedente e lui affetto da morbo di Alzheimer, sono stati raggirati dai loro stessi parenti, interessati a mettere le mani sul loro appartamento e sul loro patrimonio. I due anziani erano stati indotti a ritornare a Taurianova dopo una vita passata al nord Italia, con la promessa che la loro nipotina li avrebbe assistiti in questa fase delicata. Avevano perciò venduto tutto e, con il ricavato, avevano acquistato un appartamento “in centro”, suggeritogli proprio dalla nipote. Non sapevano però che la donna e il suo compagno erano animati dalle più turpi intenzioni. Il progetto delittuoso dei due parenti, oggi indagati dalla Procura di Palmi diretta da Emanuele Crescenti, era quello di trarre massimo profitto dallo stato di minorità delle vittime, ingannate già dal principio. L’appartamento acquistato si rivelava essere in una zona periferica e priva dei servizi essenziali ai due anziani, che in breve si sono ritrovati ad essere prigionieri nella loro stessa abitazione. Gli impegni di assistenza con cui la nipote aveva convinto gli avi a trasferirsi, infatti, erano vuote promesse e i due anziani sono stati presto abbandonati a loro stessi, nell’indigenza più nera. Ad aiutarli a sopravvivere, solamente i loro vicini di casa che, mossi a compassione, si erano fatti carico delle loro più basilari esigenze. I due indagati non si sono limitati ad abbandonare i nonni ma, per spremerli di ogni avere, si erano intascati i 25.000 Euro che gli erano stati dati per acquistare i mobili con cui arredare la nuova casa. Inoltre, la nipote dei due disabili si era procurata l’unico bancomat dei due anziani e lo usava per i propri comodi, esaurendo ben presto la loro disponibilità. Da ultimo, la scoperta dell’inganno maggiore, quello di non essere loro i proprietari della casa in cui si erano trasferiti. Una mattina del 2024, infatti, aveva bussato alla porta dei due anziani un agente immobiliare, venuto là con due giovani sposi per fare loro vedere l’appartamento. Scoprivano così che, quanto pagato quando si erano trasferiti era servito a comparare l’abitazione a nome della nipote e del compagno, mentre a loro non ne restava che l’usufrutto. La paura di non avere più un tetto sulla testa, quindi, ha spinto i due anziani a denunciare tutto ai Carabinieri di Taurianova. I due indagati devono ora rispondere di circonvenzione di incapaci e, su disposizione dell’Ufficio GIP di Palmi, i militari hanno eseguito il sequestro preventivo dell’immobile e dei conti correnti della nipote e del compagno.