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Quando l’amore distrugge e salva: Emma Serpa presenta il romanzo che scuote le coscienze.

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Ci sono storie che non nascono solo per essere lette, ma per essere ascoltate, condivise, attraversate. Oggi, Sabato 10 gennaio, alle ore 17, la Sala Mediateca del Comune di Cinquefrondi (RC) diventerà luogo di parola e consapevolezza con la presentazione del libro “E poi quel giorno accadde” di Emma Serpa, edito da Libritalia Edizioni, un romanzo che entra nel cuore delle relazioni umane e ne racconta le ferite, i silenzi e i risvegli. Un’opera intensa, che parla di amore e di coraggio, di cadute e rinascite, e che invita a interrogarsi su ciò che salva e su ciò che distrugge, quando l’amore smette di essere tale. Protagonista del romanzo è Edith, innamorata dell’amore e della sua promessa di salvezza. Una ricerca appassionata e non sempre facile, che conduce il lettore verso una riflessione profonda: che cosa deve essere l’amore e, soprattutto, che cosa non deve essere. Attraverso un mosaico di legami vissuti, spezzati e ricuciti, Edith riscopre se stessa, imparando a riconoscere la forza che nasce dalla fragilità e il valore di una sofferenza costruttiva, capace di trasformarsi in risveglio e mai in rassegnazione. Nel romanzo, l’amore si rivela nella sua natura ambivalente: può salvare o distruggere, a seconda di come e da chi viene vissuto. Esistono storie che durano per sempre e che somigliano alle favole, e altre che assumono i contorni di un brutto sogno dal quale è necessario svegliarsi. Ma accanto all’amore romantico emerge un tema centrale: l’amore per se stessi, quello che nasce dal coraggio del viaggio, dell’esplorazione interiore e del confronto con il mondo, con l’unica, fondamentale attenzione di scegliere con cura i compagni di rotta. L’evento nasce con uno slogan preciso e diretto “Fermare questa ‘mattanza’ del femminicidio è compito di tutti noi”, ribadendo il valore della letteratura come strumento di denuncia, di presa di coscienza e di responsabilità collettiva. All’incontro parteciperanno Giuseppe Ranuccio, Vicepresidente del Consiglio della Regione Calabria, Teresa Esposito, Segretario Provinciale del Partito Democratico di Vibo Valentia e i consiglieri comunali del Comune di Cinquefrondi Ali, Galimi e Chindamo, con la partecipazione di Luigi Longo, Direttore de L’Approdo. Emma Serpa è una nota scrittrice calabrese che pone al centro della propria ricerca narrativa l’universo emotivo, le relazioni e i percorsi di crescita personale. La sua scrittura si distingue per uno stile intimista, autentico e profondamente empatico, capace di dare voce alle fragilità senza mai indulgere nella rassegnazione. Nei suoi testi, l’esperienza del dolore diventa occasione di consapevolezza e trasformazione, e la parola letteraria si fa strumento di ascolto e di rinascita. Con E poi quel giorno accadde, Emma Serpa conferma una sensibilità narrativa attenta alle dinamiche dell’amore, dell’identità e della dignità emotiva, offrendo al lettore una storia che invita a riconoscere i segnali, a scegliere con lucidità e a non smarrire mai il valore di sé. Con questa pubblicazione, Libritalia Edizioni rinnova il proprio impegno nel sostenere una narrativa che sappia raccontare il presente con profondità e responsabilità. E poi quel giorno accadde è un romanzo che nasce dall’esigenza di dare parola a esperienze spesso taciute, trasformando la letteratura in uno spazio di riflessione, consapevolezza e possibile cambiamento. Crediamo in libri che non si limitano a raccontare storie, ma che aiutano a leggere la realtà e a immaginare un futuro diverso, più attento e umano. Un incontro che unisce letteratura e impegno civile, per ricordare che fermare la violenza e riconoscere il valore dell’amore autentico è un compito che riguarda tutti.
 
 

Terremoto a largo di Brancaleone, Liriti: "Verifiche all’ospedale di Melito: nessun danno strutturale"

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«A seguito della forte scossa di terremoto registrata nella notte, avvertita distintamente in tutto il territorio reggino, la prima preoccupazione è rivolta all’ospedale di Melito Porto Salvo e alle condizioni di salute e sicurezza dei pazienti ricoverati». A dichiararlo è la consigliera regionale Daniela Iiriti. «Mi sono immediatamente interessata di verificare la situazione, contattando il direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, dottoressa Lucia Di Furia, per avere un quadro chiaro e puntuale sulle condizioni della struttura e sull’eventuale presenza di danni a persone o cose. Fin dalle prime ore del mattino sono stati inviati tecnici per effettuare tutte le verifiche necessarie all’interno del presidio ospedaliero e, fortunatamente, gli accertamenti hanno escluso qualsiasi danno strutturale o criticità». «È un risultato che ci rassicura - prosegue la Iiriti - soprattutto considerando l’intensità della scossa e la comprensibile apprensione che si è diffusa tra i cittadini. L’ospedale di Melito Porto Salvo è pienamente operativo e continua a rappresentare un presidio fondamentale per la tutela della salute del territorio». Alta l'attenzione anche nei confronti delle altre strutture pubbliche, principalmente delle scuole. «In queste ore - prosegue la Consigliere Regionale - sono anche in contatto con i sindaci del territorio, che si sono immediatamente attivati avviando le verifiche tecniche sugli edifici comunali e prioritariamente dalle strutture scolastiche, per garantire la massima sicurezza a studenti, famiglie e personale». «Resta comunque alta l’attenzione - conclude Daniela Iiriti -. In un’area come la nostra, esposta al rischio sismico, è indispensabile non solo mantenere costante il monitoraggio delle strutture sanitarie, scolastiche, ma anche attivare percorsi di formazione per la prevenzione e la consapevolezza delle buone pratiche da attivare in caso di emergenza. La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto».

Ospedale di Polistena, Falcomatà: "Servono soluzioni strutturali, altrimenti si rischia solo di rinviare il problema.

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«E' evidente che siamo di fronte solo ad una soluzione tampone, che rischia solamente di rinviare temporaneamente il problema, rispetto ad una situazione precedente che era già fortemente precaria. Siamo qui per ascoltare e sostenere questa battaglia, ma è evidente che non possiamo più accontentarci di navigare a vista. Non lo meritano i medici, non lo merita il personale sanitario, non lo meritano soprattutto i pazienti. La soluzione emersa in queste ore, che dovrebbe tamponare l’emergenza in attesa che il provvedimento venga "magicamente" reinserito nel Milleproroghe, è solo una boccata d'ossigeno, non la cura di cui questo ospedale ha bisogno». E' quanto afferma il Sindaco metropolitano di Reggio Calabria e consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà intervenendo quest'oggi dal presidio permanente organizzato presso l’Ospedale "Santa Maria degli Ungheresi" di Polistena, per discutere della grave carenza di personale, con particolare riferimento al reparto di anestesia. Nel corso della visita Falcomatà ha incontrato i rappresentanti del Comitato ed alcuni sindaci del territorio, oltre che diversi operatori sanitari e pazienti in cura presso la struttura spoke della Piana di Gioia Tauro. «È necessario porsi delle domande serie anche dal punto di vista politico», ha affermato Falcomatà. «Il Milleproroghe, come dice il nome stesso, serve a prorogare misure in scadenza senza entrare nel merito. Il fatto che la norma riguardante i cosiddetti "gettonisti" sia stata stralciata e ora si speri in un suo reinserimento lascia molto perplessi. E' chiaro che intanto bisogna risolvere l’emergenza immediata per garantire la funzionalità del reparto e dell'intero Ospedale Spoke, ma il rischio concreto è che si continui a lavorare su soluzioni al ribasso che non aggrediscono il problema alla radice e che rischiano semplicemente di rinviare il problema». Falcomatà ha poi allargato lo sguardo alla crisi sistemica della sanità regionale: «Il problema è strutturale. Lo dimostra la situazione gemella degli Ospedali di Locri e di Melito Porto Salvo. Da tempo sosteniamo che servono elementi concreti per rendere i concorsi negli ospedali reggini e calabresi più attrattivi rispetto a quelli di altre regioni. Non è un caso se oggi scopriamo l’ennesimo dato drammatico che vede la Calabria fanalino di coda non solo per la migrazione sanitaria, ma anche per la rinuncia alle cure. Registriamo un aumento di oltre il 13% di cittadini che hanno smesso di curarsi e di circa il 12% negli ultimi due anni dei pazienti in cura in altre regioni: chi ha le possibilità economiche va fuori per curarsi, chi non le ha rinuncia alla salute. Una situazione inaccettabile che è un'offesa per tutti i calabresi». Infine, la proposta operativa: «Saremo vigili sulle soluzioni che verranno portate all’attenzione del Consiglio regionale, ma serve un’azione corale. Per questo lavoreremo affinché venga convocata al più presto l’Assemblea dei Sindaci dell’Asp per discutere concretamente di questi temi. È la sede istituzionale deputata ad affrontare il problema, coinvolgendo i soggetti che hanno la responsabilità di trovare le risposte. Chiederò che questa assemblea sia allargata anche a una rappresentanza del Comitato, che ringrazio, perché se oggi si è ottenuto almeno questo risultato tampone, gran parte del merito va alla loro protesta civile e determinata».

Influenza in Calabria, boom di accessi al pronto soccorso.

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Boom di accessi ai pronto soccorso dei principali ospedali calabresi, con aumento dei ricoveri, a causa dell’influenza. Nei giorni a cavallo di Capodanno a Cosenza sono stati registrati quasi 600 accessi in 48 ore con circa 50 ricoveri, a Reggio Calabria oltre 400 pazienti gestiti nello stesso arco temporale, mentre a Catanzaro si è registrato un afflusso massiccio soprattutto negli ultimi giorni. I casi più gravi hanno riguardato pazienti con complicanze respiratorie, polmoniti e insufficienze respiratorie, con alcuni ricoveri in terapia intensiva. Il virus maggiormente circolante è l’influenza A/H1N1, con una progressiva diffusione anche della variante H3. I dati arrivano dai responsabili dei pronto soccorso di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza che prevedono anche il picco dei contagi a metà gennaio, anche in relazione alla riapertura delle scuole e all’aumento dei contatti sociali avvenuti durante il periodo natalizio. A Catanzaro, il primario del pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera-universitaria Dulbecco, Giuseppe Masciari, ha spiegato che “si è entrati nel pieno del picco influenzale, con un numero importante di accessi che era stato previsto già da tempo. I pazienti più colpiti sono stati soprattutto anziani e fragili con pluripatologie, anche se non sono mancati ricoveri di persone più giovani. Il virus più riscontrato è stato l’A/H1N1“. Il responsabile del pronto soccorso del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria Paolo Costantino ha sottolineato che negli ultimi giorni “sono stati gestiti oltre 400 pazienti, nonostante i giorni festivi e una riduzione del personale. Le complicanze dell’influenza, prima H1N1 e ora soprattutto H3, hanno colpito in prevalenza anziani e soggetti fragili, ma la difficoltà maggiore è stata la carenza di posti letto. Per questo il territorio dovrebbe essere potenziato per ridurre l’afflusso verso l’ospedale hub“. Il direttore del dipartimento di Emergenza-Urgenza di Cosenza, Andrea Bruni, dopo avere ricordato i 600 accessi, 78 dei quali con ambulanza, e i 50 ricoveri tra area medica e chirurgica, ha precisato che “alcuni pazienti sono stati ricoverati in terapia intensiva e non si è trattato prevalentemente di anziani, spesso vaccinati, ma di persone relativamente giovani con patologie concomitanti. È stato attivato un Flu Point, cioè un ambulatorio straordinario per gestire i casi meno urgenti e decongestionare il pronto soccorso“.

“La Befana arriva all’Ordine”: solidarietà, musica e spettacolo per una serata benefica

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La sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri si è trasformata ieri sera, in un vero e proprio laboratorio di solidarietà e allegria con l’evento benefico “La Befana arriva all’Ordine…”. Una serata che ha unito professionisti, musica e spettacolo, dimostrando che la generosità può essere divertente e coinvolgente. All’evento hanno partecipato non solo medici e odontoiatri, ma anche professionisti di altri ordini, confermando uno spirito di collaborazione e apertura verso il territorio. La manifestazione ha trasformato un momento conviviale in un’occasione concreta di beneficenza, con l’obiettivo di sostenere importanti realtà locali, in particolare l’Hospice e l’associazione Zedakà, impegnate quotidianamente nell’assistenza ai più fragili. Il presidente dell’Ordine, Pasquale Veneziano, ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino il volto umano della professione medica e la volontà dell’Ordine di essere sempre più vicino alla comunità. “Ringrazio per la partecipazione i rappresentanti di diversi ordini professionali – ha dichiarato Veneziano – a dimostrazione che si sta creando un gruppo importante che agisce in sinergia per supportare concretamente le istituzioni”. Sulla stessa lunghezza d’onda, il vice presidente dottor Enzo Nociti ha definito l’evento «molto importante e innovativo», evidenziando come l’Ordine stia cercando di aprirsi sempre di più alla società: “Ognuno di noi, oltre alla professione, ha anche un cuore e un’anima. Con la scusa di una tombolata e dello stare insieme si è creato un sistema capace di restituire qualcosa agli altri”. La serata è stata arricchita da momenti di leggerezza e spettacolo grazie alla presenza del comico Pasquale Caprì, affiancato dallo speaker Benvenuto Marra, che con il suo stile ironico ha regalato sorrisi al pubblico ricordando l’importanza della solidarietà verso chi è meno fortunato. Note musicali hanno impreziosito l’evento grazie a Nuccio Macheda, Adolfo Zagari, Carmelina Placanica e Gino Mattiani del prestigioso Quartetto della Filarmonica dell’Aspromonte, creando un’atmosfera elegante e coinvolgente. Un momento di riflessione è arrivato dalle parole del dottor Domenico Tromba, che ha ricordato il valore simbolico della data: “Questa giornata unisce la classe medica e, quest’anno, anche altri ordini professionali per lo scambio di auguri per un buon 2026. Un atto di beneficenza, concreto e reale, vale più di tanti sentimenti astratti. Sostenendo Hospice e Zedakà, aiutiamo chi aiuta gli altri, perché ogni piccolo gesto conta”. Con “La Befana arriva all’Ordine…”, l’Ordine dei Medici conferma così la propria volontà di coniugare solidarietà, cultura, spettacolo e impegno sociale, inviando un messaggio di unità, responsabilità e umanità all’inizio del nuovo anno.

Potenziamento degli ospedali nelle aree montane, la consigliera Succurro elabora proposta di legge

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Rosaria Succurro, consigliera regionale del gruppo “Occhiuto Presidente”, ha elaborato una proposta di legge “per potenziare l’assistenza ospedaliera nelle aree montane, con particolare riferimento alla riorganizzazione e al pieno rilancio dei presìdi di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli“. Succurro, già sindaco di San Giovanni in Fiore e vicepresidente di Uncem Calabria, rivendica il legame diretto tra la sua esperienza amministrativa e l’impegno per le aree interne. “L’articolato – è detto in un comunicato – nasce dalla consapevolezza che, a partire dal 2009-2010, il Piano di rientro dai disavanzi sanitari ha prodotto uno smantellamento degli ospedali montani, senza che sia stata rafforzata la medicina territoriale. È stata una scelta che ha inciso in modo diretto e negativo sulla possibilità, per gli oltre centomila cittadini delle aree interne della Calabria, di accedere tempestivamente alle cure occorrenti“. “Le comunità che vivono nelle aree montane della Calabria – afferma Rosaria Succurro in una nota – hanno diritto ad un’assistenza ospedaliera efficace e completa. Il principio da seguire è che il paziente va curato sul posto, salvo i casi che richiedono prestazioni ultra-specialistiche non erogabili localmente. La proposta di legge introduce la definizione di ‘Ospedale di area montana qualificato’ e stabilisce per questi presìdi dotazioni obbligatorie di reparti e servizi essenziali, tra cui Chirurgia generale con terapia intensiva post-operatoria, Cardiologia con Utic e Cardiologia interventistica, Pronto soccorso operativo h24, Radiologia e Laboratorio analisi h24, Anestesia e Rianimazione, Medicina interna e, dove appropriato, Ostetricia-Ginecologia con Punto nascita. Il testo normativo stabilisce inoltre che la gestione delle emergenze-urgenze e delle patologie tempo-dipendenti debba avvenire prevalentemente sul posto, limitando i trasferimenti verso centri hub e spoke ai soli casi clinicamente necessari e impedendo che il trasferimento diventi una prassi sostitutiva di prestazioni erogabili localmente. Ampio spazio è dedicato alla dotazione di personale, con numeri minimi vincolanti e con l’introduzione di misure di incentivazione per medici, infermieri e operatori sanitari che scelgano di lavorare negli ospedali montani. La proposta prevede anche accordi con università e scuole di specializzazione per favorire formazione, rotazioni cliniche e stabilità professionale. Sul piano finanziario, la legge istituisce un Fondo regionale per gli ospedali di area montana qualificati, con una copertura complessiva di 78 milioni di euro nel primo triennio, destinati ad interventi strutturali e tecnologici ed al rafforzamento degli organici. Questa iniziativa era necessaria anche alla luce di fatti tragici che hanno colpito le comunità montane calabresi e che dimostrano quanto il fattore tempo e la possibilità di essere curati vicino casa possano fare la differenza tra la vita e la morte“.