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La Città Metropolitana di Reggio Calabria sbarca a Londra per il “Real italian Food&Wine”

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La Città Metropolitana di Reggio Calabria sbarca nel Regno Unito per il “Real italian Food&Wine”, al via domani nella Royal Horticultural Hall di Vincent Square. Prima dell'inizio della kermesse, intanto, l’Ente sarà ospite dell’ambasciatore italiano a Londra, Inigo Lambertini, insieme alle dieci aziende reggine coinvolte, attraverso un avviso di evidenza pubblica, in quella che si attesta fra le più importanti vetrine internazionali per i prodotti enogastronomici italiani. A rappresentare l’amministrazione del sindaco Giuseppe Falcomatà ci saranno il vicesindaco Carmelo Versace e Domenico Mantegna, consigliere metropolitano delegato al Commercio, nella City per accompagnare le eccellenze del nostro territorio. «Continua l’opera di radicamento delle nostre imprese all’interno dei circuiti più virtuosi di un settore fondamentale per la crescita economica e produttiva dell’intero comprensorio», hanno commentato Versace e Mantegna sottolineando «l’importanza e il privilegio di poter rappresentare le specialità reggine anche a Palazzo Grosvenor, al fianco dell’ambasciatore Lambertini». Ma è sull’evento in sé, il “Real italian Food&Wine”, giunto alla sua XIII edizione, che gli amministratori concentrano le principali attenzioni: «E’ un momento di grande e particolare rilievo per le nostre imprese che avranno l’opportunità di presentarsi e costruire rapporti commerciali con centinaia di esperti tra agenti, distributori, importatori, rappresentanti di catene di supermercati, ristoranti, enoteche, gastronomie e giornalisti di testate specializzate». «Dall’esperienza degli anni passati – hanno ricordato – abbiamo raccolto ottimi riscontri, con ripercussioni positive immediate per le attività coinvolte. Anche in questa edizione, puntiamo a svolgere un ruolo da protagonisti, consapevoli delle potenzialità, delle capacità e delle professionalità di un comparto economico fortemente apprezzato come quello vitivinicolo e agroalimentare metropolitano». «Dalla Royal Horticultural Hall, sede dell’expo – hanno proseguito Versace e Mantegna – torneremo tutti con un bagaglio decisamente più ricco, certi di poter affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del prossimo futuro. Reggio Calabria e le sue eccellenze non hanno davvero nulla da invidiare al resto del mondo. Anche in questa circostanza lo sapremo dimostrare a dovere». «La sfida che l’amministrazione della Città Metropolitana si è posta sin dall’insediamento del sindaco Falcomatà – hanno concluso il vicesindaco ed il consigliere delegato – è quella di riuscire a far emergere il meglio dei prodotti e delle produzioni locali, provando ad aggredire ogni segmento del mercato e favorendo l’offerta commerciale, turistica e culturale. Ci stiamo riuscendo, grazie soprattutto ad una visione ampia e propositiva del sindaco Falcomatà ed al lavoro straordinario degli uffici del settore Sviluppo economico della Città Metropolitana».

Regione Calabria nomina Iiritano dirigente generale del Dipartimento all'Agricoltura

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Nella seduta del 23 Aprile la Giunta della Regione Calabria, su proposta del presidente Roberto Occhiuto, ha nominato Giuseppe Iiritano dirigente generale del Dipartimento all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale. nell'ambito della stessa seduta  è stato approvato, inoltre, un atto dell’assessore all’Istruzione, Maria Stefania Caracciolo, che disciplina le modalità di erogazione delle borse di studio per l’anno 2024 in attuazione del decreto del ministro dell’Istruzione e del Merito con il quale è stato ripartito tra le Regioni il “Fondo unico per il welfare dello studente e per il diritto allo studio”.

La Calabria approva il Piano per la lotta gli incendi boschivi 2025

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo ha approvato il Piano regionale per la lotta agli incendi boschivi 2025. Con lo stesso atto, è stato confermano coordinatore tecnico-operativo del Piano l’ingegnere Raffaele Mangiardi. Il nuovo Piano rappresenta un ulteriore passo avanti verso un modello virtuoso sempre più integrato e proattivo – ritenuto dal presidente della Regione Roberto Occhiuto fondamentale per una reale salvaguardia dell’ambiente – in cui prevenzione, monitoraggio e intervento tempestivo si fondono in una strategia multilivello, capace di ridurre significativamente la superficie boscata percorsa dal fuoco. Particolare rilievo è attribuito alla gestione del combustibile, riconosciuta come leva fondamentale per contenere il rischio incendi. Il Piano prevede una programmazione mirata degli interventi nelle aree a maggiore vulnerabilità – come sottoboschi, scarpate e zone di interfaccia urbano-rurale – supportata da dati storici e indicatori ambientali. In questo contesto, il ruolo dei Comuni e degli enti gestori di infrastrutture lineari (come strade, ferrovie ed elettrodotti) è centrale in un’ottica di gioco di squadra: la sinergia tra livelli istituzionali e soggetti territoriali sarà determinante per rendere più efficaci le azioni preventive. Tra le innovazioni del Piano 2025: il potenziamento della piattaforma digitale Gemello Digitale, per una lettura integrata e dinamica dei dati territoriali; un sistema avanzato di monitoraggio con droni a decollo automatico, sensori meteorologici e intelligenza artificiale; l’attivazione di un nucleo di analisi per l’interpretazione in tempo reale delle condizioni di rischio e la generazione del bollettino di pericolosità giornaliero. Grazie a questo approccio, negli ultimi anni si è registrata una progressiva riduzione delle superfici boscate interessate dal fuoco. Anche sul fronte della deterrenza, i risultati sono crescenti, con quasi 400 incendiari segnalati solo nel 2024. Il Piano AIB Calabria 2025 rafforza un modello che unisce innovazione, presenza sul territorio e alleanze operative: una strategia che guarda al futuro con concretezza e visione.

Ottant’anni di 25 aprile, Le riflessioni del dirigente scolastico Alberto Capria

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Con l’80esimo anniversario il 25 aprile -  mai come quest’anno -  richiama al dovere della memoria e della consapevolezza del valore della pace e della democrazia. Ribadire che il 25 Aprile è il giorno più importante della storia repubblicana, significa opporsi al tentativo di unificare chi ha combattuto per la libertà e l’indipendenza nazionale e chi aderì alla RSI, anche con buone intenzioni: i primi erano dalla parte della ragione, i secondi del torto. Significa ricordare Il sacrificio degli appartenenti a un ampio schieramento (cattolici e socialisti, azionisti e militari, monarchici e comunisti) che insieme si unirono per un alto ideale, e che, forse senza esserne pienamente coscienti, gettarono le basi per la Costituzione Repubblicana, che trasuda antifascismo in ogni parola, in ogni segno di interpunzione. Anche oggi come 80 anni fa  si avverte la necessità di un’idea unitaria di Paese per far fronte ai grandi problemi, di uscire dalle attuali ambiguità per fare fronte alle urgenze  del Paese e, come nell’ultimo dopoguerra, del mondo intero. Ottant’anni dopo viene da chiedersi cosa resta di quell’antifascismo? Molto, pur senza tacere segnali di stanchezza, cedimenti su posizioni celebrative.  Perché oggi facciamo i conti, alcune volte inconsapevolmente, con un fascismo rarefatto, diffuso, avvolgente se non ammaliante; una categoria del vivere quotidiano non solo dei regimi autoritari, ma latente anche nella vita quotidiana delle democrazie. Un impulso illiberale che si camuffa da misura protettiva, da difesa identitaria, dall’esaltazione del leader maximo. L’altro — il diverso — è percepito come minaccia permanente. “Aggredire o armarsi per difendersi” rischia di diventare un codice di comportamento collettivo, soprattutto nel mondo digitale dove dinamiche inquietanti, anche in forme violente, sono la quotidianità. Le piattaforme online generano nuove false “piazze”: masse che si raccolgono intorno ai leader (talvolta con livelli culturali ed etici imbarazzanti) in una ritualità del consenso.  Il “like” sostituisce la riflessione e l’applauso, creando l’illusione di partecipazione, alimentando followers che, per definizione, non partecipano: appartengono; non pensano: aderiscono. Una nuova forma di “fascismo” che non si manifesta  con marce e divise, ma con algoritmi e fedeltà. Si palesa con messaggi brevi, indica un nemico, promette protezione, l’uomo solo al comando, soluzioni semplici per problemi complessi, linguaggi da osterie, fa e disfa nell’arco di poche ore. Ecco perché oggi l’antifascismo deve essere non solo memoria, ma lettura attiva del presente. C’è un luogo che è deputato a produrre anticorpi contro il rischio di una afasia culturale ed etica: la scuola. Una scuola viva deve -  ancor prima di compiti, contenuti, valutazioni e …test -   alimentare spirito critico, insegnare a distinguere, a scegliere, ad inventare, ad essere unici non gregge, a riconoscere e rispettare l’altro. La scuola deve essere speranza: speranza necessaria da creare, alimentare e custodire nel linguaggio di ogni giorno, sopratutto all’interno di un Paese che ha l’ardire – e la stupidità – di divedersi sul 25 aprile e … sulla morte del Pontefice. Una scuola che trovi o ritrovi la sua grande forza per far sì che l’antifascismo non sia solo esercizio di memoria, ma capacità  di saper scrivere pagine nuove ed una diversa dall’altra,  di saper leggere “il libro del mondo con parole cangianti e nessuna scrittura” (De Andrè). “Credetemi – scrisse Giacomo Olivi, martire della Resistenza a 19 anni -  lo Stato siamo noi stessi. Non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere; pensate che tutto è successo perché qualcuno …non ne ha voluto a che sapere”. Buon 25 aprile a tutti, nessuno escluso!

 

Palmi. Operatori ecologici aggrediti a Pasqua: denunciato il presunto autore

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I carabinieri della stazione di Palmi, nel reggino, hanno identificato e denunciato il presunto responsabile della violenta aggressione avvenuta nella mattinata di Pasqua ai danni di due operatori ecologici, intenti a svolgere il proprio servizio nella località Tonnara del Comune di Palmi. I due netturbini, incaricati della raccolta differenziata, erano impegnati nella raccolta di rifiuti ingombranti quando un uomo, con in mano due sacchi neri contenenti presumibilmente rifiuti indifferenziati, si sarebbe avvicinato pretendendo che fossero ritirati. Al rifiuto degli operatori, che stavano seguendo le direttive previste dal servizio comunale, l’uomo avrebbe reagito in modo spropositato, colpendoli con schiaffi e spintoni. Una volta a terra, uno dei due sarebbe stato ulteriormente aggredito con calci, pugni e persino con oggetti trovati sul posto, tra cui una padella. Decisivo, per evitare conseguenze peggiori, è stato l’intervento di alcuni presenti che sono riusciti a bloccare l’aggressore. Subito dopo l’episodio, i Carabinieri si sono messi all’opera per raccogliere testimonianze e indizi, stringendo rapidamente il cerchio attorno a un uomo residente nella zona. Al termine degli accertamenti, è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per lesioni personali aggravate.

Crotone. Iniziato il tour della nave Amerigo Vespucci

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La nave più bella del mondo, la Amerigo Vespucci ha aperto oggi le porte ai visitatori nel porto di Crotone. E’ iniziato così il tour calabrese che la porterà a Reggio Calabria dal 5 al 7 maggio. La nave scuola più antica del mondo ha accolto nella mattinata le massime autorità locali, regionali e militari, in un clima di sobrietà e rispetto, segnato dalla bandiera tricolore a mezz’asta per la morte di Papa Francesco. Nessuna cerimonia ufficiale di benvenuto, nessuna dichiarazione da parte degli ospiti istituzionali. La tappa di Crotone è l’ottava del tour del Mediterraneo con il quale la Vespucci sta concludendo il giro del mondo durato oltre 20 mesi toccando trenta Paesi con più di 400 mila visitatori. La nave Amerigo Vespucci è l’unità più longeva in servizio nella Marina Militare, interamente costruita e allestita al Regio Cantiere Navale di Castellamare di Stabia. E’ stata varata il 22 febbraio 1931 ed è una Nave a Vela con motore; dal punto di vista dell’attrezzatura velica è “armata a Nave”, con tre alberi verticali (trinchetto, maestra e mezzana), tutti dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso sporgente a prora. L’altezza degli alberi sul livello del mare è di 50 metri per il trinchetto, 54 metri per la maestra e 43 metri per la mezzana; il bompresso sporge per 18 metri. La lunghezza al galleggiamento è di 82 metri, ma tra la poppa estrema e l’estremità del bompresso si raggiungono i 101 metri. La larghezza massima dello scafo è di 15,5 metri. L’immersione massima è pari a 7,3 metri. La superficie velica totale (24 vele) è pari a circa 2635 metri quadri. A bordo si respira la tradizione. A salire a bordo, tra gli altri, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il prefetto Franca Ferraro, il sindaco Vincenzo Voce e il presidente della Provincia Sergio Ferrari, accolti dal comandante, capitano di vascello Giuseppe Lai. A campeggiare a bordo è il motto attribuito a Leonardo Da Vinci: “Non chi comincia, ma quel che persevera“, guida e ispirazione per generazioni di marinai. Nel pomeriggio, la nave ha aperto i battenti ai tanti visitatori prenotati. Delusi centinaia di cittadini, rimasti senza possibilità di accesso, che hanno tentato invano vedere la nave dall’esterno. Un’operazione quasi impossibile per la configurazione del porto di Crotone che non permette di vedere dall’esterno le navi ormeggiate. Molti hanno espresso il rammarico per la mancanza di un percorso dedicato ai non prenotati, com’è stato organizzato in altre città allo scopo di permettere almeno una visione ravvicinata della nave più bella del mondo.