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Record di passeggeri per gli aeroporti calabresi, Comito (FI): “Risultati straordinari frutto della lungimiranza dell’amministrazione regionale”

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“Oltre tre milioni e mezzo di passeggeri: un record storico, il dato più alto mai registrato negli aeroporti calabresi. Sono questi numeri la migliore conferma della strategia vincente che la Regione, con in testa il presidente Roberto Occhiuto, ha attuato per rivoluzionare completamente un settore strategico per la nostra Calabria”. Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Michele Comito, sottolinea gli eccezionali risultati dei tre scali calabresi, certificati dai dati divulgati da Assaeroporti e comunicati da Sacal. “Il presidente Occhiuto ha compreso da subito, e prima di altri, quanto sia nevralgico lo sviluppo del traffico aeroportuale nel complessivo sviluppo turistico e occupazionale della regione. Ed a guadagnarne non è soltanto l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, ma anche gli scali di Reggio e Crotone, che hanno fatto segnare numeri mai visti prima. Merito di strategie ed accordi determinanti - conclude Comito - siglati dalle compagnie con il supporto fondamentale dell’amministrazione regionale, e questo dato non può che essere doverosamente rimarcato”.

Maltempo in Calabria, Iovine (ordine dei geologi): "Non sottovalutiamo il ruolo delle attività umane nell'amplificare alcuni processi naturali"

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Il maltempo dei giorni scorsi, ha di nuovo messo in evidenza le difficoltà del territorio calabrese ancora una volta, sott’acqua con fiumi di fango e detriti. Il presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria Giulio Iovine spiega le cause perché basta una forte pioggia per mettere in ginocchio intere aree di un territorio abbastanza fragile.

Basta un temporale e la Calabria va in tilt. Che sta succedendo?

“Un evento temporalesco di tipo autorigenerante ha interessato la Calabria ionica nel fine settimana, colpendo in particolare le province di Catanzaro e Crotone con piogge abbondanti, forti raffiche di vento e fulminazioni. Le precipitazioni hanno causato processi erosivi e frane sui versanti, con trasporto di detriti verso valle e piene torrentizie. Negli ultimi tempi, questo tipo di fenomeni sembra manifestarsi con maggiore frequenza nelle nostre zone, probabilmente a causa del cambiamento climatico in atto e produce effetti devastanti sul territorio. In presenza di zone edificate o infrastrutture, si finisce per contare i danni, quando va male, anche le vittime”.

A fronte di queste situazioni quali sono le cause e i rimedi per prevenire i danni?

“Il territorio evolve continuamente e si modella, attraverso dinamiche del tutto naturali. In tal senso, vanno interpretati i processi di modellamento dei versanti che erodono il materiale e lo trasportano verso valle, attraverso fenomeni di dilavamento o di frana. Analogamente, le acque incanalate trasportano i detriti verso il mare, contribuendo all’equilibrio dinamico delle spiagge lungo le fasce costiere. La presenza degli umani incide su questi processi, condizionandoli in vario modo. Per esempio, l’uso del suolo può favorire il ruscellamento (a discapito dell’infiltrazione) e quindi amplificare il deflusso, con tutte le conseguenze di una maggiore disponibilità di acqua che scorre in superficie. In altri casi, l’edificazione può esporre gli edifici (e la popolazione) a situazioni di pericolo eccessive, con conseguenti danni potenziali anche severi. Ancora, gli stessi edifici possono non essere realizzati in maniera adeguata e quindi, non essere capaci di resistere all’impatto dei fenomeni naturali. Ciò vale in generale, per le alluvioni come per le frane, i terremoti. In una fase di cambiamento climatico, i suddetti equilibri (precari) tendono a modificarsi, e possono esserci conseguenze disastrose per le aree urbanizzate e per le infrastrutture”.

A livello geologico come si spiega tutto ciò?

“Il territorio, anche in Calabria, è in continuo modellamento. Non è mai uguale a sé stesso, perché tende a raggiungere condizioni di equilibrio in un contesto ambientale mutevole. Per esempio, la tettonica determina un sollevamento differenziato e, grazie al clima, favorisce l’approfondimento delle incisioni torrentizie, con generazione di energia di rilievo, processi erosivi e frane. Tutto ciò, alimenta il trasporto di detriti verso la costa, dove il mare agisce per redistribuirli. Alcuni aspetti del clima sono condizionati da eventi astronomici ciclici, di lungo periodo. Nel complesso, tali processi si sviluppano quindi in tempi molto lunghi, ben oltre l’orizzonte di interesse che normalmente consideriamo. Non dobbiamo, però, sottovalutare il ruolo delle attività umane nell’amplificare alcuni processi naturali, come i cambiamenti climatici. La stragrande maggioranza degli esperti ritiene che la tendenza in atto sia sensibilmente influenzata dalle emissioni antropiche di gas serra. Secondo un principio di precauzione e quindi, anche in assenza di certezze assolute, sarebbe saggio assumere provvedimenti per la riduzione degli impatti anche per senso di responsabilità verso le nuove generazioni. Carl Sagan ci ricordava che, durante la Guerra Fredda, furono infatti investiti triliardi di dollari nella corsa agli armamenti nucleari, soltanto perché si temeva (ma non si era affatto certi) che il nemico volesse attaccare. Strano che, negli stessi “ambienti culturali”, ci si ostini a rifiutare l’approccio di precauzione e si tenda a minimizzare il ruolo delle attività umane nel condizionare il clima. Eppure, gli effetti in termini di inquinamento (e malattie correlate) e di modificazioni climatiche (e relativi effetti al suolo) sono piuttosto evidenti. Qual è il motivo di tale atteggiamento?”.

Quali sono gli strumenti di pianificazione che devono mettere in campo le Istituzioni locali e regionali?

"Innanzitutto, è importante sottolineare che il territorio deve essere utilizzato secondo principi di precauzione, in modo da tutelare sia l’incolumità della popolazione sia i beni (zone urbanizzate, infrastrutture, aree produttive e industriali, ecc.), permettendo al contempo un sano sviluppo economico. L’approccio semplicistico del divieto assoluto, ampiamente adottato nel secolo scorso, è ormai superato da quello legato al concetto di rischio accettabile. In altre parole, non si può pretendere di garantire condizioni di rischio nulle. Ovunque, c’è sempre un livello di rischio cui resteremo esposti, perché il territorio è soggetto a una serie di processi che si sviluppano nel tempo e possono causare danni o distruzione. Ecco perché è meglio non utilizzare alcuni termini fuorvianti, come la famosa “messa in sicurezza”, che rischiano di infondere convinzioni errate nella popolazione: come sappiamo, nulla è sicuro. Occorre, viceversa, analizzare più in generale il territorio in termini di multirischio, ovvero di condizioni potenzialmente dannose imputabili a una serie di fenomeni (naturali o artificiali), anche indipendenti tra loro. Se, per esempio, mi allontano da un torrente, posso magari riuscire a evitare una piena, ma posso essere colpito dai massi che precipitano dalle pareti rocciose più a monte. Quindi, mentre diminuisco il rischio legato alle alluvioni, aumento quello legato alle frane. Esistono diversi strumenti di pianificazione, a varia scala, che permettono di utilizzare il territorio consentendone uno sviluppo armonico, mitigando i rischi. A livello comunale, i Piani di Protezione Civile sono uno strumento fondamentale, e dovrebbero essere conosciuti e praticati sia dagli amministratori sia dalla popolazione. Di recente, la Protezione Civile regionale ha stanziato dei fondi per la digitalizzazione. Bisognerebbe approfittarne per modernizzare il sistema e fare divulgazione. A scala regionale, i vari “piani stralcio” previsti nell’ambito della pianificazione di bacino (ex L.183/1989) sono uno strumento prezioso e imprescindibile. Attraverso la redazione di tali piani, le zone del territorio maggiormente esposte a problematiche di franosità, alluvione ed erosione costiera possono essere riconosciute e così, in esse, è possibile adottare criteri di utilizzo del territorio compatibili con le condizioni di rischio. Purtroppo, in Calabria questi piani sono rimasti fermi per un quarto di secolo. Gli Ordini professionali dell’area tecnica hanno ripetutamente sollecitato l’Autorità di Distretto dell’Appennino Meridionale a provvedere, con urgenza, all’aggiornamento di tali strumenti di pianificazione, consapevoli della loro fondamentale importanza per la salvaguardia di beni e persone. In alcuni documenti, trasmessi formalmente all’Autorità, ne sono state evidenziate le principali criticità, fornendo suggerimenti per la risoluzione degli annosi problemi evidenziati dai professionisti. A novembre scorso, c’è stato un colpo di scena. Abbiamo, infatti, appreso (casualmente) che era stato approvato il Progetto di Piano per il Rischio Alluvioni (inutile sottolineare che nessuno dei Presidenti dei 22 Ordini calabresi dell’area tecnica fosse stato avvisato). L’Autorità ha, però, concesso un periodo alquanto ridotto per formulare osservazioni: entro metà gennaio bisognava completare il tutto. Festività comprese. L’analisi di un lavoro così articolato e specialistico necessita, evidentemente, di elevate competenze e di tempo. Ciò malgrado, già a un primo esame, sono sorte varie perplessità di carattere procedurale e metodologico, nonché inerenti alle Norme di Attuazione (ovvero ai vincoli che si intendono imporre nelle zone che risultano esposte a tale problematica).  In collaborazione con gli altri Ordini della Rete delle Professioni Tecniche calabrese, sono state quindi formulate tutta una serie di richieste di dati e informazioni, per mettere tutti in condizione di comprendere a fondo e replicare lo studio effettuato dall’Autorità, e proporre eventuali modifiche. Sono state anche formulate puntuali proposte di modifica alle Norme, per non bloccare i procedimenti in atto e per gestire le situazioni di rischio secondo una visione più moderna di mitigazione. Si tratta, nel complesso, di numerose osservazioni, difficilmente risolvibili con una semplice risposta formale. Attendiamo fiduciosi di capire come intenderà procedere l’Autorità di Distretto per chiarire le perplessità avanzate e condividere gli elementi informativi necessari per un corretto utilizzo del Piano. Purtroppo, malgrado le sollecitazioni avanzate all’Autorità nel corso degli ultimi anni, è mancato del tutto il coinvolgimento del mondo professionale e di altri “portatori di interesse” nelle fasi di impostazione e di redazione del Piano (a differenza dell’esperienza pioneristica del 2001). Auspichiamo, in futuro, una maggiore apertura al confronto costruttivo da parte dell’Autorità, anche in vista degli aggiornamenti di altri Piani (frane ed erosione costiera), attesi ormai da troppo tempo".
 
 
 

Nuovo ospedale della Piana, Falcomatà incalza il Governatore Occhiuto: "I cittadini attendono da quasi 20 anni"

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«La Piana di Gioia Tauro, da quasi 20 anni, aspetta il nuovo ospedale che dovrà sorgere a Palmi. Ulteriori, insopportabili, ritardi equivarrebbero alla volontà pressoché manifesta di non volerlo realizzare. Dunque, si trovino al più presto le somme per attualizzare il quadro economico del progetto e si proceda senza più indugiare». Il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà investe della questione direttamente il Governatore Roberto Occhiuto: «Accolgo con forte preoccupazione i recenti timori espressi dal Presidente della Regione rispetto all’aumento degli indici dei prezzi che potrebbe compromettere il compimento di un’opera di vitale importanza per l’intero territorio metropolitano. Non ho dubbi, tuttavia, che il Governatore Occhiuto, in qualità di Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria in Calabria, saprà attivarsi, presso il Governo, per recuperare i finanziamenti necessari. Del resto, così è stato per i nosocomi di Sibari e Vibo Valentia, i cui progetti procedono speditamente. Diversamente, trattamenti differenti, sembrerebbero inspiegabili ed al limite della discriminazione territoriale». «La Piana di Gioia Tauro – continua Falcomatà – da quando le amministrazioni regionali di centrodestra hanno decretato la chiusura di una moltitudine di ospedali lungo l’intero comprensorio, soffre un’arretratezza inammissibile nel complesso settore sanitario che mina alle fondamenta il sacrosanto diritto di ogni cittadino ad un sistema sanitario pubblico ed efficiente. Il solo nosocomio operativo, quello di Polistena, soccombe per rispondere alle necessità di una platea di oltre 150 mila cittadini. Considerando, poi, il dimensionamento della struttura di Gioia Tauro, il quadro diventa desolatamente drammatico». «Si comprende bene – conclude il sindaco metropolitano – quanto sia importante la realizzazione del Grande Ospedale della Piana, un’area in cui l’assistenza sanitaria pubblica sta diventando un privilegio per pochi. La Regione ed il Commissario alla Sanità hanno, quindi, l’obbligo etico e morale, ancor prima che economico, di produrre ogni sforzo possibile affinché si arrivi a trovare una soluzione definitiva ad un problema che affonda le sue radici in un’illogica e insensata politica di austerity. La Città Metropolitana e la popolazione della Piana non possono più attendere».

Eurodeputata Giusi Princi inaugura una giornata "calabrese" al Parlamento Europeo

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“La Calabria entra in Europa”, con queste parole l’eurodeputata calabrese del Ppe, Giusi Princi ha inaugurato oggi una giornata tutta dedicata alla sua regione al Parlamento europeo. L’evento rappresenta una straordinaria occasione per valorizzare le bellezze naturalistiche, paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche della Calabria. Approfondire temi centrali come il marketing territoriale, le infrastrutture strategiche e le possibilità di sviluppo economico rappresenta certamente una grande opportunità per rafforzare il posizionamento della Calabria come destinazione d’eccellenza in Europa, ha spiegato Princi. “La Calabria è una regione straordinaria che intendo visitare al più presto”, ha detto il commissario europeo alla Cultura, Glenn Micallef parlando durante l’evento sottolineando il contributo “sostanziale della Calabria al patrimonio culturale europeo”. All’evento hanno anche partecipato il capo delegazione di Forza Italia, Fulvio Martusciello, l’eurodeputata forzista, Letizia Moratti, l’ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, Federica Favi, e il direttore generale del parlamento europeo, Alessandro Chiocchetti. Durante l’incontro, il Ceo di Ryanair Dac, Eddie Wilson, ha sottolineato “l’eccellente partnership con la regione”, annunciando che “potrebbero esserci presto altri annunci di rotte”.

Porto di Gioia Tauro. Sequestrati dalla GdF 27 chili di cocaina

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I Finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Adm, hanno scoperto e sequestrato un carico di 27 chilogrammi di cocaina purissima. La droga era nascosta all’interno di un container che trasportava banane proveniente dall’Ecuador e diretto in un porto della regione caucasica. In particolare, i militari del Gruppo di Gioia Tauro, e i funzionari Adm, a seguito di un’approfondita attività di analisi e di monitoraggio dei flussi delle merci in transito nell’area portuale, hanno esaminato il container intercettando il notevole quantitativo di cocaina. Lo stupefacente, era occultato all’interno di un carico di migliaia di scatole di banane nel tentativo di eludere i controlli effettuati tramite sofisticate apparecchiature scanner in dotazione ad Adm, è stato individuato anche grazie all’ausilio delle unità cinofile in forza al Gruppo della Guardia di finanza di Gioia Tauro. La droga sequestrata, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare alle organizzazioni criminali, un  cospicuo introito di oltre 4 milioni di euro. 

Il Made in Calabria protagonista al Fruit Logistica 2025 di Berlino

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Il Made in Calabria sarà ancora una volta protagonista fuori dei confini regionali e nazionali. L’eccellenza della produzione ortofrutticola calabrese sarà presente a Fruit Logistica 2025, il più importante evento fieristico internazionale dedicato al comparto, che si svolgerà a Berlino dal 5 al 7 febbraio prossimi con produttori, distributori e buyer provenienti da tutto il mondo. Grazie all’azione di promozione e valorizzazione portata avanti dalla Regione Calabria in collaborazione con Arsac, che negli ultimi anni ha contribuito a generare una crescita esponenziale dell’export agroalimentari, le aziende calabresi potranno presentare i loro prodotti di alta qualità a un pubblico internazionale. Presso lo stand della Calabria, situato nella Hall 2.2 – Stand A-21, i visitatori avranno in particolare la possibilità di scoprire e degustare la migliore ortofrutta della regione, dalle Clementine di Calabria Igp al Bergamotto di Reggio Calabria, dal Limone di Rocca Imperiale Igp al Cedro di Santa Maria del Cedro Dop, dal Mandarino tardivo alla Arance bionde e rosse, senza dimenticare il Kiwi verde, giallo e rosso, la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp, la Patata della Sila Igp ed il Finocchio di Isola Capo Rizzuto Igp. Saranno presenti, quindi, diverse AOP, OP e Consorzi di Tutela e Valorizzazione, impegnate nella promozione dei prodotti tipici regionali. Il programma è ricco di iniziative e degustazioni: l’area espositiva a marchio Calabria Straordinaria offrirà ogni giorno, dalle 9.30 alle 17.30, un fitto programma di eventi per valorizzare la produzione ortofrutticola regionale, alternando momenti di degustazione a focus tematici sulle peculiarità organolettiche e territoriali dei prodotti. La tre giorni prevede, tra l’altro, degustazioni e focus sulle peculiarità e caratteristiche organolettiche della frutta e degli ortaggi calabresi, assaggi di prodotti Igp, convegni tematici. Il tutto sarà accompagnato da un’attività di storytelling mirata, con approfondimenti sulle peculiarità territoriali di ciascun prodotto. “L’obiettivo della partecipazione calabrese a Fruit Logistica, spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo è di mettere in risalto l’accattivante offerta ortofrutticola dei nostri territori, associando momenti di degustazione di frutta e ortaggi, in purezza o in combinazioni tipiche della tradizione locale. L’evento rappresenta una nuova importante opportunità per le aziende calabresi di rafforzare la loro presenza sui mercati internazionali, promuovendo un’agricoltura di qualità fondata sulla valorizzazione delle tipicità locali e sulla sostenibilità”.