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Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald supporta l’associazione “Attivamente Coinvolte Asp” di Vibo Valentia con l’iniziativa “Una pacca sulla spalla”

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3mila euro è il contributo che ha supportato L’ ASSOCIAZIONE ATTIVAMENTE COINVOLTE  ASP per la realizzazione di un progetto per la sensibilizzazione e prevenzione per il contrasto  della violenza di genere negli istituti scolastici e allestimento spazio Minori in Casa  Emergenziale. Sostegno concreto alle comunità locali e vicinanza ai più fragili. Con questi obiettivi,  Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald ha promosso, per il quarto anno consecutivo, l’iniziativa  nazionale “Una pacca sulla spalla” sostenendo 10 associazioni no profit che operano in diversi comuni  italiani. Fondazione ha scelto di sostenere chi si impegna quotidianamente all’interno delle proprie comunità a  supporto dei più fragili che si trovano nel territorio. Le 10 realtà no profit che hanno beneficiato della  donazione e i loro progetti sono stati selezionati tra i numerosi enti proposti e segnalati dai ristoranti  McDonald’s, che hanno contribuito per il quarto anno consecutivo con grande entusiasmo, dimostrando  il loro impegno verso i territori presso i quali operano. In particolare, Fondazione Ronald McDonald attraverso Una pacca sulla Spalla ha supportato con un  contributo di 3mila euro Centro antiviolenza ATTIVAMENTE COINVOLTE ASP, che propone un progetto  per la sensibilizzazione e prevenzione per il contrasto della violenza di genere negli istituti  scolastici e allestimento spazio Minori in Casa Emergenziale. “Desideriamo restituire e creare valore nelle comunità dove i licenziatari McDonald’s sono presenti. Il  nostro sostegno è sempre rivolto a realtà che lavorano per l’infanzia e l’adolescenza e che hanno valori  comuni alla nostra organizzazione.” ha commentato Giuseppe Pisani, Presidente di Fondazione per  l’Infanzia Ronald McDonald. I progetti verranno realizzati nel corso del 2025 e Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald ne seguirà  la realizzazione passo passo.  

Rombiolo. Due arresti per spaccio di sostanze stupefacenti

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A Rombiolo, nel vibonese, i carabinieri hanno arrestato e portato in carcere un pregiudicato di 59 anni e il figlio di 23 per il reato di spaccio di stupefacenti. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura, è il risultato di una indagine del giugno 2024. E’ emerso che i due, insieme a un terzo familiare, sarebbero stati al centro di una fiorente attività di cessione di eroina, organizzata nei pressi della loro abitazione direttamente sull’uscio di casa o con una modalità definita dagli investigatori come “drive-in”, con i clienti che ricevevano la droga senza nemmeno scendere dall’auto.

Vibo Valentia. Festa della Liberazione, tutto pronto per le celebrazioni

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La città di Vibo Valentia si prepara a festeggiare l’80esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, attraverso un programma di celebrazioni promosso da Prefettura e Comune di Vibo Valentia con la presenza delle massime cariche istituzionali, unitamente al comitato provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia ed al Conservatorio di musica “Torrefranca”. Le iniziative prevedono, la mattina alle 9.30 su corso Umberto I, la commemorazione col prefetto e le forze armate dinanzi al monumento ai caduti di piazza 24 maggio. A seguire, la deposizione di una corona di fiori da parte del sindaco Enzo Romeo e dei rappresentanti dell'Anpi in memoria dei partigiani Saverio Papandrea, Vinicio Cortese ed Emilio Sacerdote. Nel pomeriggio, invece, dalle ore 18 in piazza Martiri d’Ungheria spazio alla musica e ad un ospite illustre, il noto giornalista Rai Francesco Repice, originario di Tropea, il quale sarà a Vibo Valentia non già nella sua veste professionale ma quanto nipote del partigiano Rocco Repice, del quale racconterà la storia e le vicende. A Rocco Repice, recentemente, è stata intitolata una piazza nella sua Tropea. Il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, invita tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione: “È importante che ognuno di noi si senta coinvolto e partecipe di una giornata che ha segnato profondamente lo sviluppo dei poteri democratici del Paese. Una data storica che vogliamo celebrare e che ci deve sempre indurre a riflettere su quanto preziosa sia la democrazia, conquistata col sacrificio di tantissime persone che si sono battute per la libertà”. Anche da parte del presidente del comitato provinciale Anpi, Carmine Armellino, l’invito alla partecipazione: “Festeggiamo insieme l’80esimo anniversario della Liberazione, ricordando ed onorando i partigiani che ci hanno regalato la libertà. Lo vogliamo fare con una celebrazione sobria ma intensa, regalando alla città un concerto dell’Orchestra di fiati del Conservatorio Torrefranca, ed ospitando un confronto con il giornalista Francesco Repice che ci parlerà dello zio partigiano Rocco Repice”.

Tropea. Sos KORAI omaggia le partigiane tropeane Bice e Maria di Tocco

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In occasione del 25 Aprile sos KORAI, Organizzazione Di Volontariato per i Diritti delle Donne, rende omaggio, ancora una volta, alle partigiane tropeane Bice e Maria di Tocco. É stata una fortunata casualità ad avviare il percorso di riappropriazione comunitaria della meritoria vicenda umana di due donne tropeane che, aderendo alla Resistenza contro il nazifascismo, hanno contribuito alla lotta non solo per la libertà ma anche per un’Italia più civile e più democratica, capace di spingersi verso una cultura di parità, di uguaglianza e di rispetto degli altri. L’Organizzazione Di Volontariato sos KORAI, presieduta da Beatrice Lento grazie ad un’accurata ricerca, alimentata dalle preziose informazioni dei familiari, ha ricostruito la storia delle due valorose e, nell’ambito de La Calabria delle Donne, Festival del Genio Femminile Calabrese, edizione 2023, che ha in Mariangela Preta la Direttrice Artistica, ha narrato agli Studenti dell’Istituto Superiore di Tropea, diretto da Nicolantonio Cutuli, la loro straordinaria avventura di libertà e, successivamente, ha pubblicato la loro storia nel Quaderno dell’8 Marzo 2024 dell’Associazione, a cura della figlia di una di loro. Bice e Maria di Tocco, erano le figlie maggiori di Ignazio e Aurora Scrugli, nati entrambi a Tropea a fine Ottocento, che, sposatisi nel 1921, si erano trasferiti a Torino dove Ignazio era ufficiale degli Alpini. Aurora volle far nascere nell’amata terra d’origine i quattro figli, così Beatrice, detta Bice, la primogenita, vide la luce a Reggio Calabria nel 1922, Maria a Vibo Valentia nel 1925, Orsola a Tropea nel 1926 e Antonio, unico maschio, anche lui a Tropea nel 1929. Durante i feroci bombardamenti su Torino, degli inizi del ‘43, la famiglia venne sfollata ad Agliano, a circa 19 km da Asti. Dopo l’8 settembre il colonnello di Tocco rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana per cui fu posto agli arresti domiciliari e, per una seria cardiopatia, aggravatasi a causa delle tensioni vissute, nel 1944 cessò di vivere. I suoi resti mortali, tumulati nel cimitero di Agliano, furono poi traslati a Tropea dalla moglie. I fratelli Bice, Maria e Antonio entrarono nel movimento partigiano con una motivazione sconvolgente, nella sua lapidaria incisività, non c’era altro da fare, la scelta era obbligata: lottare per la libertà e la giustizia…nelle loro considerazioni non emerse mai una parola d’odio. La sorella Orsola non condivise la loro straordinaria avventura, che aveva le radici nell’educazione familiare e nel coraggio del padre pienamente condiviso dalla madre, solo perché era rimasta a Tropea con lo zio materno Ottavio Scrugli e la moglie Ines Russo Caputo che l’avevano adottata non avendo avuto figli. Appartenevano alla formazione partigiana IX Divisione Garibaldi “Alarico Imerito” comandata da Giovanni Rocca, nome in codice Primo, a cui Antonio, giovanissimo, faceva da scorta imbracciando uno sten, un mitra inglese a canna corta. Bice, nome in codice Beba e Maria, chiamata Prima, erano staffette, il loro compito consisteva nel portare informazioni, armi, viveri, esplosivo…stabilendo collegamenti tra i vari gruppi partigiani. Staffette è il titolo di un toccante documentario realizzato per la RAI dalla figlia di Maria, Paola Sangiovanni. Il filmato mette in luce le sofferenze patite da molte di loro ed evidenzia il loro grande sogno di libertà e di emancipazione femminile. Il titolo Staffette è provocatorio perché certa storia maschilista ha usato il termine con tono riduttivo mentre, in realtà, attraversando a piedi e in bicicletta i boschi era alto il rischio di incontrare posti di blocco e più volte le ragazze furono fermate dai repubblichini, rischiando violenze, il carcere, torture e deportazioni a Ravensbrück, il più grande campo di concentramento femminile, a 90 km da Berlino. Nella loro casa Bice, Maria e la madre Aurora ospitarono più volte gli incontri dei Gruppi di Difesa delle Donne, diretti da Caterina Picolao, che miravano a unire e a dare consapevolezza del momento vissuto e dell’importanza della lotta, come testimonia Marisa Ombra, Dirigente dell’Unione Donne Italiane, Grande Ufficiale della Repubblica, scomparsa nel 2019. La loro casa diede anche rifugio a partigiane in pericolo tra cui Claudia Balbo, nome di battaglia “Breda“, che trasmise a Bice la scabbia, frequente tra chi, come i partigiani, viveva in clandestinità. La casa di Agliano, narrata con nostalgia dalle due valorose, aveva al centro del piano terra una botola coperta da un tappeto, nascondiglio per armi, munizioni, volantini, viveri e per gli stessi partigiani in momenti di pericolo. Ad essere custodita nel nascondiglio era anche la seta dei paracadute inglesi, perfetta per confezionare le camicie dei resistenti. Il segnale convenuto tra i partigiani della zona, che dava il via alla possibilità d’incontro, era un fischio di quattro note che sembrava riprodurre il nome “Aristide“. Dopo la Liberazione Bice, ritornata a Tropea, sposò giovanissima il tropeano Franco Coccia, ed ebbe cinque figli, Maria si unì in matrimonio con Nino Sangiovanni di Mileto, ebbe tre figli e fu Dirigente Nazionale dell’Azione Cattolica. Le due sorelle di Tocco erano creature assai sensibili e riservate, segnate dalle sofferenze patite non parlarono della straordinaria impresa vissuta, successivamente si aprirono alla testimonianza solo in famiglia e, per modestia, né loro né i familiari ne avevano fatto mai menzione pubblica. Ma c’é un tempo per il silenzio così come c’é un momento in cui il cuore è pronto per il ricordo condiviso. La loro impresa eccezionale, così come quella di altre partigiane, sembrava essersi persa finché il caso favorevole ha fatto sì che il loro eroismo venisse alla luce. Riconoscerlo, valorizzarlo e offrirlo alla comunità significa arricchire la nostra storia, rafforzare il senso d’appartenenza e proporre a tutti, particolarmente alle giovani generazioni, modelli validi di riferimento per guardare all’oggi e al domani con maggiore fierezza e fiducia. Due bellissime, giovani donne, a cui nulla sembrava mancare nella sicurezza di una famiglia agiata e affettuosa, raccolgono la sfida che si presenta e scendono in campo per dimostrare che nessun compito é precluso alla donna e che la donna non ha niente in meno dell’uomo in termini di forza, di coraggio e di determinazione. Il loro sogno di libertà fu il sogno di tante altre che entrarono sulla scena della storia da protagoniste e dimostrarono che quando uomini e donne sono stati insieme, come nella Resistenza abbiamo vinto. Ecco perché sos KORAI, Organizzazione Di Volontariato per i diritti della Donna, é orgogliosa di aver contribuito a questo prezioso recupero identitario avviato con gli Studenti dell’ultimo anno di corso dell’Istituto Superiore di Tropea, nel 2023,  anche con il contributo dei familiari presenti all’incontro. Un ringraziamento caloroso va alle famiglie di Tocco, Scrugli, Sangiovanni e Coccia che, con fiducia, hanno offerto le informazioni necessarie alla ricostruzione delle vicende e al Prof Luciano Meligrana che, il 14 gennaio 2023, quale partecipante al seminario dell’Associazione Anthropos, presieduta dall’Avv. Ottavio Scrugli, in riferimento all’introduzione sulla Resistenza al femminile della Dott.ssa Beatrice Lento, ha fatto menzione delle sorelle di Tocco divenendo la scintilla fortunata di una ricerca fruttuosa. In questo 25 Aprile 2025, sos KORAI rinnova Loro il suo omaggio di riconoscenza per l’impegno nel segno della Libertà e della crescita democratica. La Presidente di sos KORAI Organizzazione Di Volontariato per i Diritti delle Donne
 
Dott.ssa Beatrice Lento
 

Vibo Valentia. Sequestrati dodici immobili

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La Guardia di Finanza di Vibo Valentia, ha sequestrato dodici immobili per 860 mila euro agli eredi di un condannato per usura, deceduto nel 2021. L’uomo dopo un lungo periodo di attività illecita, era stato condannato per usura. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro, sezione Misure di prevenzione, su richiesta della Procura di Vibo Valentia. Gli immobili consistenti in una palazzina di tre piani e una villetta, tutti ubicati nel vibonese, risultano allo stato di proprietà di cinque soggetti eredi del deceduto. I sequestri sono stati disposti a seguito degli accertamenti svolti dagli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Vibo Valentia e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria, Aliquota Guardia di Finanza, della Procura della Repubblica in conseguenza di un procedimento avviato su delega del procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo che in precedenza aveva ricevuto alcune delle vittime dei reati. La persona deceduta era stata ritenuta, all’esito di giudizio di primo grado, responsabile del reato di usura e condannato a più di quattro anni di reclusione, oltre al risarcimento di tutti i danni e delle restituzioni dovute, compresa quella di un immobile residenziale originariamente di proprietà di una delle vittime e anch’esso provento di usura. In seguito al decesso dell’imputato, la Corte d’Appello di Catanzaro ha dichiarato il reato estinto per morte del reo, pertanto l’immobile era rimasto nella disponibilità del suo nucleo familiare. Gli accertamenti svolti finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale degli eredi, però, avrebbero fatto rilevare forti incongruenze tra le fonti di reddito e gli impieghi (le somme investite), con particolare riferimento al settore immobiliare. Tra i beni sequestati figura anche l’immobile rimasto nella disponibilità degli eredi, occupato a titolo di locazione e sui cui incombeva un’azione di sfratto.

Vibo Valentia. Giornata della terra, successo per l’iniziativa vibonese

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Tanta partecipazione ed entusiasmo per un rinnovato spirito “green” hanno caratterizzato la Giornata della terra, cui il Comune di Vibo Valentia ha convintamente aderito rispondendo presente alla proposta della Baker Hughes. Molti dipendenti dell’azienda e semplici cittadini, guidati dall’assessore all’Ambiente Marco Miceli, “armati” di guanti, rastrelli e sacchetti, con l’ausilio dei dipendenti della Muraca, hanno ripulito questa mattina un lungo tratto in contrada San Pietro, nella frazione Bivona, con il plauso del sindaco Enzo Romeo giunto sul posto appositamente. Una strada spesso preda del degrado a causa di incivili che abbandonano indiscriminatamente rifiuti ai margini della carreggiata. Sono stati individuati, inoltre, alcuni trasgressori, esaminando il contenuto dei sacchetti “abbandonati”; addirittura è stata rinvenuta anche una carta d'identità di un residente della zona. Nei riguardi di chi ha violato le regole saranno dunque applicate le ammende penali da €  1000 a € 10000 per come previste dalla legge 137/2023. “Abbiamo scelto di puntare su questa strada proprio perché, troppo spesso, è divenuta un simbolo del degrado; noi invece - ha dichiarato l’assessore Miceli - vogliamo affermare il rispetto della legge e la tutela dell’ambiente, anche per mandare un messaggio a chi sporca e inquina: sul nostro territorio non devono esistere terre di nessuno, noi ci siamo e lavoriamo affinché si cresca nel rispetto dell’ecosistema che ci circonda”. Tra l’altro, il Comune, con tale iniziativa, si è fatto carico del ripristino del decoro di una strada che è di competenza del Corap: “Con le dovute autorizzazioni, abbiamo puntato su via San Pietro mettendo anche a disposizione i mezzi  e gli operatori della ditta Muraca, coordinati da Rino Farfaglia, che ringrazio sentitamente, i quali hanno svolto il compito di raccogliere tutto il materiale che verrà ora conferito e smaltito”. Un nuovo successo in termini di partecipazione e sensibilizzazione per l’assessorato all’Ambiente del Comune di Vibo Valentia.