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Operazione antidroga a Brescia: arresti anche in Calabria

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Dalle prime luci dell’alba, un’operazione antidroga della Polizia La Polizia di Stato partita da Brescia e che si è sviluppata in diverse zone d’Italia ha condotto all’arresto 45 persone, di cui 30 in carcere, 12 agli arresti domiciliari, 3 con obbligo di dimora. I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di cittadini italiani, albanesi e nordafricani residenti nelle province di Brescia, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Napoli, Palermo, Roma, Milano, Foggia,  Ragusa, Trapani, Mantova, Cremona, Pavia, Chieti, Bolzano e Biella. Dalle indagini, che hanno portato a molte perquisizioni, sono emersi due gruppi accusati di associazione per delinquere finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti importate dal Sudamerica, dal Marocco e dall’Olanda e distribuite dalla provincia di Brescia su tutto il territorio nazionale. Uno dei gruppi era legato ad esponenti di ‘Ndrangheta, Cosa Nostra, Camorra, Stidda e Sacra Corona Unita. Gli esiti dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa alle 11 in Questura.

‘Ndrangheta. Operazione della polizia tra Italia e Germania: 29 misure restrittive

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Dalle prime ore di oggi, in diverse province italiane e nel land tedesco del Baden-Württemberg, investigatori della Polizia di Stato e della Kriminal polizei direktion di Waiblingen stanno eseguendo 29 provvedimenti restrittivi scaturiti dalle indagini condotte dalla Squadra Investigativa comune costituita tra la Procura distrettuale di Catanzaro, la Polizia di Stato italiana, la Procura di Stoccarda e la Polizia tedesca, contro un’associazione criminale di tipo ‘ndranghetistico. In Italia i provvedimenti restrittivi eseguiti sono venti . Le attività investigative svolte sono state supportate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia nell’ambito del Progetto “I Can” (Cooperation against ‘ndrangheta). I venti arresti eseguiti in Italia sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda, diretta da Salvatore Curcio, sulla base della sussistenza di gravi indizi in ordine ai reati a vario titolo ipotizzati, a loro carico tra cui, associazione per delinquere di tipo ‘ndranghetistico, estorsione consumata e tentata, trasferimento fraudolento di valori e false dichiarazioni sull’identità o sulle qualità personali proprie o di altri. Fra le persone finite in manette vi sono anche alcuni avvocati e commercialisti. I professionisti a carico dei quali sono state eseguite le misure cautelari si sarebbero resi responsabili di attività di supporto in favore di affilati alla ‘ndrangheta. Le cosche sulle attività delle quali l’operazione ha fatto luce sono, in particolare, quella dei Greco di Cariati (Cosenza) e dei Farao-Marincola di Cirò Marina (Crotone).

Rapporto Human Index. Occhiuto al quarto posto tra i presidenti più amati d’Italia

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Il presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto è tra i più amati d’Italia nel primo trimestre del 2025. È quanto emerge dal Rapporto Human Index, l’indicatore di convergenza che unisce e sintetizza i dati delle ricerche demoscopiche e quelli del web e social listening, realizzato per Sky da Vis Factor, società leader a livello nazionale nel posizionamento strategico politico e istituzionale, in collaborazione con l’istituto sondaggistico EMG. Occhiuto si piazza al quarto posto con il 56% dei consensi, primo tra i presidenti di Regione di Forza Italia. Ad occupare il podio Luca Zaia, governatore del Veneto, al primo posto con il 68,65%; Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia con il 63% al secondo e Vincenzo De Luca governatore della Campania al terzo con il 56,5%.

‘ndrangheta. Sequestrati beni per 2 milioni di euro ad imprenditore della cosca Anello-Fruci

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Sequestrati beni del valore di due milioni di euro all’imprenditore Daniele Prestanicola, 43 anni, di Maierato, nel vibonese, accusato di essere intraneo alla cosca di ‘ndrangheta Anello – Fruci di Filadelfia e di numerosi altri reati. Il provvedimento di sequestro di prevenzione è stato emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione misure di prevenzione ed è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro.  Il sequestro riguarda l’intero capitale sociale di una società con sede a Maierato (Vibo Valentia) ed il relativo patrimonio aziendale composto da 4 immobili, 4 terreni, 25 automezzi ed un impianto di produzione di calcestruzzo. I beni sequestrati, secondo l’accusa, sono stati acquistati con i proventi illeciti, anche in relazione alla sproporzione tra il loro valore e i redditi esigui dichiarati dall’imprenditore e dai suoi familiari. Il sequestro è stato disposto alla luce dei risultati delle indagini economico-patrimoniali coordinate dalla Dda di Catanzaro ed eseguite dal Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro che avrebbero accertato anche la pericolosità qualificata dell’imprenditore, coinvolto nell’operazione “Imponimento”. L’uomo è coinvolto anche nell’inchiesta “Dedalo-Petrolmafie” condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria insieme al Ros dei carabinieri di Catanzaro su delega della Dda, per vicende estorsive aggravate dalla metodologia mafiosa. Le indagini avrebbero consentito di ricostruire come la cosca abbia potuto garantirsi, attraverso le società riconducibili all’imprenditore, l’acquisizione di commesse per la fornitura di calcestruzzo nei maggiori cantieri attivi nella zona di influenza. “Emblematici, in tale ambito – spiega la Dda – risultavano gli episodi estorsivi che hanno coinvolto l’imprenditore, sotto il profilo indiziario, aventi ad oggetto i lavori di ristrutturazione del punto vendita Eurospin di Pizzo (Vibo Valentia), i lavori di costruzione del resort in località Galla di Pizzo e i lavori di ristrutturazione della stazione ferroviaria di San Pietro a Maida (Catanzaro)“.

Zambrone. Appuntamento culturale per la presentazione del libro di Saverio Zavettieri e Francesco Kostner, "Battaglie di Libertà"

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Sabato prossimo, 29 marzo, alle ore 17, si terrà al Centro Servizi Sociali di Zambrone, la presentazione del libro-intervista di Saverio Zavettieri e Francesco Kostner, "Battaglie di Libertà" - Tra politica, istituzioni e lotte sociali. "Il libro-intervista di Saverio Zavettieri attraversa una significativa porzione della storia repubblicana, intrecciando memorie personali, riflessioni e analisi. La sua esperienza politica e sindacale si fonde con le vicende pubbliche, dando vita a un racconto che spazia dall'ingresso nel PSI alla lunga militanza nella CGIL, dalla direzione della Commissione per la Calabria presso il Ministero del Mezzogiorno all'attività parlamentare, alle battaglie garantiste, dall'esperienza nel Nuovo PSI a quella di sindaco di Bova Marina.  Il volume ripercorre i principali episodi chiave della sua carriera, dalle vittorie alle sconfitte, dagli affetti alle delusioni. Alcuni momenti sono solo accennati, mentre altri vengono approfonditi con intensità, restituendo il ritratto di un uomo dalla tempra inesauribile e dal coraggio leonino. Nel susseguirsi di eventi e sfide emerge un filo conduttore: la determinazione a difendere la libertà senza compromessi, con uno spirito innovatore e coerente. Zavettieri ha incarnato una politica di impegno costante, opponendosi a convenienze e opportunismi, scegliendo di agire là dove altri preferivano l'inazione. Ma anche la volontà di difendere la verità, specie con riferimento alla storia socialista. Per farlo, usa una forza ideale e morale che richiama le radici della cultura grecanica, tra il coraggio prometeico e la volontà di superare i limiti imposti dalle piccolezze umane. Questo suo modo di essere, unito a un carattere forte e combattivo, lo ha reso bersaglio di critiche e ostilità, ma anche artefice di amicizie sincere, di stima istituzionale e di un affetto profondo all'interno della galassia socialista calabrese. Definito "l'ultimo sacerdote laico della politica", la definizione diventa ancora più calzante se accompagnata dal termine "socialista": socialista nel pensiero e nell'azione. Dall’intervista, emerge chiaramente come Saverio Zavettieri abbia sempre difeso la bandiera socialista, anche nelle situazioni più scomode e critiche. Una difesa coriacea, reale e culturale, spesso intrecciata col suo meridionalismo moderno e avveduto.  Zavettieri ha onorato le istituzioni in ogni ruolo ricoperto, lasciando ovunque un'impronta tangibile del suo operato. Le sue battaglie sociali sono state guidate da una visione chiara: contribuire all'emancipazione di uomini e donne rimasti ai margini della storia, ampliando così i confini della libertà per tutti. Il libro restituisce il ritratto di un uomo imprevedibile e appassionato, dotato di intelligenza e anticonformismo, capace di coniugare fermezza e sensibilità. Lo testimonia l'approfondita disamina sulla fine del PSI calabrese, la nobile vicinanza a Bettino Craxi nel celebre discorso parlamentare del 3 luglio 1992 e la lucida analisi delle vicende calabresi dagli anni Settanta agli anni Novanta, che hanno segnato profondamente la storia della regione. Diretto e senza edulcorazioni risulta anche l'esame dell'esperienza di governo regionale dal 2000 al 2005, come assessore alla Pubblica Istruzione, Cultura e Beni Culturali della Regione Calabria; periodo che include il subito attentato di matrice politico-mafiosa ben documentato nella sua lettura. Tra le molte riflessioni proposte, emerge una consapevolezza essenziale: la libertà non è mai una conquista definitiva, ma un obiettivo da difendere continuamente. Oggi, più che mai, la politica ha bisogno di interpreti capaci di difendere la democrazia con idee e impegno concreto. La storia di Zavettieri e le sue Battaglie di libertà offrono un percorso chiaro, tangibile ed efficace, lasciando un'eredità di speranza e azione."  Cosi il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Corrado Antonio L'Andolina, tra i relatori, nella sua recensione.  

 

 

Beneficiavano di contributi come imprenditori agricoli ma risultavano studenti, interviene Corte dei Conti

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La Procura regionale della Corte dei conti ha emesso tre atti di citazione a giudizio nei confronti di altrettanti imprenditori agricoli calabresi, a cui viene contestato un danno erariale di oltre mezzo milione di euro. Dalle indagini è emerso che hanno beneficiato di contributi europei destinati all'agricoltura senza essere imprenditori attivi ma studenti. Gli accertamenti, eseguiti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria Catanzaro, coordinati dal procuratore regionale per la Corte dei conti Romeo Ermenegildo Palma e seguiti dal sostituto procuratore Gianpiero Madeo, avrebbero permesso di ricostruire la responsabilità erariale dei tre. In particolare, gli approfondimenti delle Fiamme Gialle hanno portato alla luce irregolarità nell'assegnazione di fondi destinati al Programma di Sviluppo rurale e alla politica agricola comune, erogati dalla Regione Calabria, in danno del bilancio dell'Unione europea. Le risorse, finalizzate al sostegno di giovani agricoltori per l'avvio delle attività agricole e al ricambio generazionale nello specifico settore, erano state destinate ai tre che sarebbero risultati privi dei requisiti previsti, in quanto, in realtà, non erano agricoltori attivi ma studenti universitari fuori sede, peraltro in località distanti da quelle di ubicazione dei terreni, nel catanzarese. Sulla base degli elementi raccolti, la Corte dei conti - Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Calabria, ha contestato loro un danno erariale pari a oltre 526.000 euro, oltre agli accessori di legge e alle spese di giustizia.