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SEMINARA. RINVENUTO DAI CARABINIERI UN DEPOSITO CLANDESTINO CON OLTRE 650 MUNIZIONI PER FUCILI E PISTOLE.

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Nei giorni scorsi, a Palmi, i Carabinieri sono stati impegnati in mirati servizi volti al contrasto dell’illecita detenzione di armi,munizioni e droga che, come da consolidata prassi in uso tra la
criminalità operante nel reggino, vengono abitualmente occultatiall’interno di fondi agricoli e abitazioni, per essere poi recuperati al momento del bisogno.

In tale quadro, i militari della Compagnia supportati dallo Squadrone Cacciatori di Calabria, hanno effettuato perquisizioni presso vari terreni ed abitazioni dell’area. In particolare, a Seminara, gli uomini dell’Arma, hanno rinvenuto all’interno di un rudere abbandonato, celato da una catasta di legno, un deposito clandestino ove erano occultate oltre 650 munizioni per fucili e pistole di vario calibro, tutte di provenienza
illecita e, verosimilmente, provento di furti o rapine commessi da soggetti appartenenti alla locale criminalità organizzata. Le munizioni, una volta recuperate dai Carabinieri, sono state sequestrate e custodite in attesa degli ulteriori accertamenti del caso.

Reddito cittadinanza a condannato per mafia,14 denunce. Scoperti da Gdf Crotone “furbetti” parenti esponenti cosche

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Condannati per mafia o parenti di esponenti della ‘ndrangheta del Crotonese percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza. E’ quanto ha scoperto la Guardia di finanza di Crotone che ha denunciato 14 persone per l’avvio delle procedure di recupero delle somme intascate dall’Inps.

Tra le persone individuate dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico finanziaria, c’è un soggetto, condannato in via definitiva nell’ambito delle indagini Kyterion nei confronti della cosca Grande Aracri, e altre risultate in rapporti di parentela con condannati per reati di mafia.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i “furbetti” del reddito di cittadinanza imparentati con condannati per i reati di associazione mafiosa, estorsione, traffico di stupefacenti e detenzione di armi a seguito delle operazioni Eracles/Perseus, Filottete, Old Family e Kyterion nei confronti delle cosche di ‘ndrangheta di Crotone, Cutro e Petilia Policastro, hanno percepito complessivamente sussidi per oltre 100 mila euro in assenza dei requisiti di legge.

La normativa, difatti, preclude la possibilità di accedere al citato sussidio pubblico a chi ha riportato una condanna, nell’ultimo decennio, per i reati di associazione di stampo mafioso ovvero per reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso, prevendendo, per gli illegittimi beneficiari del sussidio, l’immediata revoca e la restituzione di quanto indebitamente percepito. La verifica dei requisiti è stata svolta anche attraverso l’interscambio informativo con la sede provinciale dell’Inps di Crotone.

‘Ndrangheta. Colpita ‘cassaforte’ della famiglia Mannolo: sequestrati 360 mila euro

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La Guardia di finanza di Crotone, con il coordinamento della Dda di Catanzaro, ha sequestrato 360 mila euro in contanti a disposizione della famiglia di ‘ndrangheta Mannolo di San Leonardo di Cutro.

L’operazione è stata denominata “Soldi rosso sangue”.

Grazie ai contenuti di alcune intercettazioni e alle dichiarazioni di Dante Mannolo, figlio del boss divenuto collaboratore di giustizia, si è arrivati ad identificare alcuni soggetti e siti dove era presumibile ritenere fossero occultate somme di denaro contante.

Così durante una perquisizione in una villa, è stata trovata la somma posta sotto sequestro.

‘Ndrangheta. Operazione ‘Golgota’ nel crotonese: 36 arresti dei ‘pecorari’

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Una vasta operazione anti‘ndrangheta, denominata ‘Golgota’, condotta dalla Polizia con il coordinamento della Dda di Catanzaro ha portato all’arresto di 36 persone appartenenti alle cosca Arena – Nicoscia di Isola Capo Rizzuto e della famiglia Mannolo appartenenti al ceppo c.d. dei “pecorari” operanti sul territorio di San Leonardo di Cutro.

Sono accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsioni, porto e detenzione illegale di armi e munizioni e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. L’indagine ha unito le risultanze investigative di due distinti filoni.

La prima è la prosecuzione dell’operazione “Tisifone” del 2018 che ha consentito di fare luce sulle dinamiche criminali operanti sul territorio di Isola di Capo Rizzuto, sulle propaggini della cosca al nord Italia mediante l’infiltrazione in imprese delle quali acquisivano la gestione imponendo la loro protezione e sui rapporti che le famiglie isolitane mantengono con altre famiglie di ‘ndrangheta del crotonese in particolare con i Megna di Papanice e con la famiglia Mannolo di San Leonardo di Cutro.

Proprio con quest’ultimi sono emersi gli intrecci con un’altra indagine svolta dagli investigatori relativa a un fiorente traffico di sostanza stupefacente il cui epicentro era proprio il territorio di San Leonardo che riforniva l’intera provincia, compresa Isola di Capo Rizzuto, di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.

Le intercettazioni hanno permesso di appurare come la famiglia Mannolo avesse stretti rapporti con soggetti di Crotone e Isolitani nella fornitura di cocaina e marijuana nonché la disponibilità di numerose armi che, nel corso delle indagini, sono state sequestrate nel corso di mirati servizi unitamente alla sostanza stupefacente in occasione dei riscontri effettati a carico degli acquirenti a loro volta spacciatori.

La complessiva attività investigativa permetteva inoltre di accertare l’operatività di diverse associazioni sul territorio crotonese dedite al traffico illecito di sostanze stupefacenti in grado di muovere decine di chili di droga per tutta la penisola nonché avere un vero e proprio spaccato di “storia criminale” della provincia degli ultimi anni corredata da alleanze, rivalità e cambi di strategie.

Inquietante si è rivelata, poi, la capacità degli indagati di acquisire informazioni sulle indagini in corso e le operazioni in procinto di essere compiute come si comprendeva dalla viva voce degli stessi.

Covid. A Crotone scuole chiuse fino al 22 dicembre

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Il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha disposto, con ordinanza, la sospensione della didattica in presenza da domani al 22 dicembre, fatta salva l’autonomia scolastica per quanto attiene la possibilità da parte degli istituti di svolgere didattica in presenza per alunni con diversa abilità e le materne.

Il sindaco ieri ha anche incontrato una rappresentanza di genitori che hanno chiesto la riapertura delle scuole ai quali ha spiegato quali sono state le motivazioni che hanno portato alla emanazione dell’ordinanza

 

DICHIARAZIONI DEL SINDACO

“E’ una decisione che andava presa. Il dato che registriamo, 26 bambini dai 5 ai 12 anni risultati positivi, le difficoltà di tracciamento, la capacità di questo virus di insinuarsi in maniera subdola, i dati più complessivi che registra il territorio fanno prevalere il diritto alla sicurezza e alla tutela della salute, soprattutto per i nostri bambini e ragazzi.

Una decisione che abbiamo assunto condividendola con i dirigenti scolastici, con i genitori rappresentanti di istituto, con il parere espresso dal dipartimento prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Il diritto allo studio resta fondamentale ma di fronte all’insorgenza di una situazione che potrebbe portare a conseguenze gravissime è necessario far prevalere il diritto alla salute. I bambini e i ragazzi vanno tutelati e purtroppo anche la cronaca di questi giorni sta facendo registrare una serie di situazioni molto gravi e dolorose che attengono al mondo della scuola”.

Crotone. Salvati migranti in balìa delle onde: c’è anche ferito

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La Capitaneria di porto di Crotone ha soccorso 72 migranti che si trovavano a bordo di un barcone alla deriva a al largo della costa calabrese a causa del mare molto mosso.

Tra loro ci sono anche 10 donne ed altrettanti bambini.

Tutti sono  stati trasferiti sulla motovedetta della Guardia costiera che li ha portati al porto di Crotone dove è avvenuto lo sbarco in sicurezza coordinato dalla Prefettura con la collaborazione dei medici del Suem 118 e della Croce Rossa Italiana.

Una persona ferita è stata portata in ospedale.

Il gruppo, composto in gran parte da cittadini curdi ed afgani, è partito dalle coste turche. I migranti sono stati trasferiti nel Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto dove, nell’ambito delle misure anti covid, saranno sottoposti a tampone e trascorreranno la quarantena prevista dalla procedure per contenere la diffusione del virus.