Bova Marina. Completamento impianto di depurazione, Zavettieri fa il punto sui fatti
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La Guardia di Finanza ha seguito 20 provvedimenti di amministrazione e controllo giudiziario nei confronti di altrettante imprese a rischio di infiltrazione della ‘ndrangheta, operanti nella provincia di Reggio Calabria. Le imprese – il cui volume d’affari complessivo si aggira intorno ai 10 milioni di euro – sono attive in diversi settori economici, dalla gestione di stabilimenti balneari alla commercializzazione di prodotti alimentari, dalla ristorazione al settore alberghiero, dalle costruzioni alla raccolta dei rifiuti. I provvedimenti emessi dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, eseguiti con il supporto dello Scico di Roma, costituiscono l’esito di attività istruttorie coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia. L’applicazione di tali misure di prevenzione, spiegano gli investigatori, “alternative ai più radicali provvedimenti di sequestro e confisca, è finalizzata a garantire, da una parte, la libertà d’impresa e, dall’altra, il perseguimento e la salvaguardia della legalità delle medesime attività economiche. L’amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario, infatti, attraverso un’attività di ‘vigilanza preventiva’, mirano proprio alla ‘bonifica’ e al recupero delle imprese maggiormente esposte al rischio di asservimento alle attività illecite della criminalità organizzata, nell’ottica del loro successivo reinserimento nel tessuto economico legale“. Nel caso delle 20 imprese, la Dda, sulla base degli elementi emersi nel corso delle dell’attività investigativa, ha rilevato la sussistenza del pericolo di infiltrazione mafiosa. Le stesse aziende, in precedenza, erano state colpite da interdittive antimafia emesse dalla Prefettura. Sulla base di quanto emerso dai riscontri eseguiti dai militari la contaminazione, in alcuni casi, scaturiva dall’esistenza di rapporti di parentela dei titolari o degli amministratori delle aziende destinatarie dei provvedimenti con soggetti appartenenti a cosche mafiose. In altri casi, l’infiltrazione derivava da condotte estorsive subite dagli imprenditori che si trovavano costretti a subire l’imposizione di forniture di beni e servizi dalle ditte riconducibili alla criminalità organizzata di tipo mafioso. In altri casi, infine, l’inquinamento dell’attività economica scaturiva da contatti occasionali con esponenti della ‘ndrangheta al fine di ottenere favori o agevolazioni. La sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto quindi l’applicazione delle misure al fine di avviare un percorso di bonifica e di reinserimento delle imprese destinatarie nell’alveo dell’economia legale.
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Il sindaco di Rosarno, Pasquale Cutrì, ha fatto visita al presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, per approfondire le tematiche inerenti allo sviluppo dell’intera area della Piana di Gioia Tauro, che vede nel porto un fondamentale traino di sviluppo per l’intero territorio. In un clima di piena sinergia istituzionale, il presidente Andrea Agostinelli ha illustrato le caratteristiche infrastrutturali del porto, primo porto di transhipment d’Italia, in costante crescita dei traffici portuali da sei anni consecutivi. Nonostante, infatti, la crisi internazionale del Mar Rosso e le possibili ripercussioni determinate dagli effetti distorsivi della direttiva europea ETS, lo scalo calabrese, nell’anno appena trascorso, ha raggiunto il record dei traffici di 3.940.000 TEUS, con una crescita percentuale, rispetto allo scorso anno, dell’11 percento. Nel corso dell’incontro, è stato, naturalmente, affrontato il tema dell’occupazione, soffermandosi sulle opportunità lavorative offerte dal porto di Gioia Tauro che rappresenta il punto di riferimento di numerosi lavoratori calabresi, grazie ad un impiego di circa 1600 dipendenti diretti e 3000 nell’indotto. Si è altresì sottolineata l’importanza della intermodalità che coinvolge la stazione ferroviaria di Rosarno, con gli impegni di RFI alla progettazione delle varianti sulle dorsali tirreniche, che consentano il transito dei treni commerciali, in base agli standard europei di 750 metri di lunghezza, in uscita dal gateway ferroviario del porto di Gioia Tauro verso la rete nazionale. L’incontro si è concluso con una manifestazione reciproca di piena collaborazione istituzionale tra i due Enti che, ognuno nella propria competenza, governa lo sviluppo del territorio in un’ottica di crescita per l’intera comunità della Piana.
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Nei giorni scorsi i carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica, hanno arrestato a Camini, nella locride, un uomo trovato in possesso di un fucile e di una pistola, armi entrambe clandestine. I militari, durante un controllo straordinario del territorio, hanno avvertito dei colpi di arma da fuoco e si sono diretti in una zona di campagna dove hanno individuato l’uomo che alla loro vista ha tentato di allontanarsi. Nonostante il tentativo di fuga, però, l’uomo, risultato già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato dai carabinieri dello Squadrone eliportato cacciatori che lo hanno disarmato trovandolo in possesso di un fucile con la matricola abrasa e di una pistola priva di documentazione legale. Trovati anche 200 proiettili. Tutto il materiale è stato sequestrato.