Reggio Calabria. L'Officina dell'Arte sempre più vicina al suo pubblico e ai giovani con 3 nuove tipologie di abbonamento
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E' stata avviata la campagna di crowdfunding per riacquistare il pulmino dell'associazione, dopo che ignoti lo hanno dato alle fiamme. Utilizzato con amore e dedizione per portare turisti e visitatori a scoprire l'anima di questo luogo magico, il mezzo è di fondamentale importanza per proseguire l'attività messa in piedi e portata avanti da un gruppo di giovani reggini. CityNow, sempre disponibile alle iniziative di solidarietà, si è fatta subito avanti, contattando l’associazione, per organizzare e promuovere una raccolta fondi. Il nuovo mezzo oggetto della campagna è stato individuato dall'associazione Borgo Croce: si tratta di un Fiat Iveco minibus da 20 posti, usato, che costa 7.000 euro. Una volta acquistato, sarà brandizzato gratuitamente dalla ditta reggina Progetto 5, che ha generosamente offerto la propria creatività per supportare questa causa. Borgo Croce non è solo un borgo; è un sogno che ha preso forma grazie alla visione e alla tenacia di un gruppo di giovani innamorati della propria terra. A pochi passi da Fiumara, in questo piccolo angolo di Calabria, un gruppo di ragazzi guidato da Mariagrazia Chirico ha deciso di non arrendersi all’abbandono e al silenzio. Con pennelli e vernice, hanno ridato colori, speranza e sorriso a un luogo che sembrava dimenticato dal tempo. Negli ultimi tre anni, con il cuore e l’anima, hanno trasformato Borgo Croce in un’isola di felicità, capace di attirare a sé migliaia di turisti e di far innamorare chiunque metta piede qui. Il viaggio di Borgo Croce non può fermarsi. Ogni contributo, piccolo o grande, è un gesto d’amore che aiuterà l'associazione a scrivere una nuova pagina di questa bellissima storia. Borgo Croce insegna che l'amore per la propria terra, quando è condiviso, può davvero cambiare il mondo.

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L’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria condanna l’esecrabile ed ennesimo atto di violenza nei confronti degli operatori sanitari. L’ultimo episodio, accaduto la mattina del 28 agosto, riguarda un uomo di 61 anni e originario della provincia reggina, arrestato dai carabinieri di Reggio Calabria con l’accusa di aver aggredito medici e infermieri del Gom, “colpevoli” di non aver subito visitato il paziente nel reparto di chirurgia vascolare - nonostante la visita fosse fissata per le ore 11,45 – e andato in escandescenze già alle ore 9.20, oltre due ore prima dell’orario fissato per la visita. Nel porgere la propria solidarietà ai medici ed infermieri coinvolti in quest’ultimo atto di violenza, il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Reggio, dottore Pasquale Veneziano, ricorda dapprima i dati davvero inquietanti riguardo le aggressioni al personale esercente professioni sanitarie nel settore pubblico e privato in Calabria. “I dati inerenti i numeri ufficiali del Ministero della Salute sono davvero preoccupanti – sottolinea il presidente Veneziano– ed i numeri parlano chiaro: in Calabria nel 2023 si sono verificati 32 episodi di violenza, almeno riguardo quelli ufficiali e quindi regolarmente denunciati, coinvolgendo 39 operatori, di cui 24 maschi e 15 femmine”. Una situazione davvero critica, confermata a livello nazionale dai dati del 2023 da parte dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, che riportano 16.000 episodi di aggressione e 18.000 operatori sanitari coinvolti. “Si tratta di una vera e propria escalation di violenza – rimarca il presidente Veneziano, preoccupato per come stanno andando le cose in Calabria e, più in generale, in tutto il Paese”, E questo mese di agosto si sta rivelando come il mese più tragico per tutti gli operatori sanitari con ben 28 aggressioni su 28 giorni, una al giorno. “Si tratta del mese più difficile degli ultimi 10 anni – continua il presidente Veneziano - E questo ultimo anno, il 2024, senza dubbio supererà di gran lunga l’anno precedente come numero di aggressioni”. Per il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria occorrono innanzitutto maggiori misure di sicurezza e protezione per il personale sanitario proprio perché la collettività, esasperata, addossa tutta la responsabilità dei disservizi ai professionisti, “diventati, tra l’altro, bersaglio, capro espiatorio contro cui scatenare le proprie ansie, paure e frustrazioni”. Già in passato l’Ordine, ricorda il presidente Veneziano, in seguito ai diversi episodi di aggressione ai medici, ha denunciato puntualmente, attraverso comunicati stampa, il grave problema, oltre a partecipare ai numerosi incontri e riunioni del Comitato Ordine e Sicurezza in Prefettura. “Purtroppo tutte queste attività – puntualizza il Presidente - non hanno avuto nessun riscontro e soltanto nel periodo del Covid si è registrata una drastica diminuizione delle aggressioni proprio perché nello stesso periodo il medico veniva considerato una sorta di eroe”. Nella realtà dei fatti, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, così come rimarca il Presidente, è intervenuta facendo si che venisse promulgata una legge (n. 113 del 2020) riguardante le sanzioni da applicare a coloro che aggrediscono i medici, seguita successivamente dal decreto legge n. 34 del 2023, portato avanti sempre grazie all’impegno della stessa Federazione, il quale stabilisce che le lesioni inflitte al personale esercente professioni sanitarie o socio-sanitarie sono considerate una circostanza aggravante speciale, portando a reclusioni più severe. Le lesioni gravi possono essere punite ora con una reclusione che va da quattro a dieci anni mentre quelle gravissime possono comportare pene da otto a sedici anni. E chiunque tenga comportamenti offensivi o ingiuriosi nei confronti del personale esercente la professione sanitaria, pubblica o privata, può essere soggetto a sanzioni amministrative da 500 a 5mila euro. “Quindi, la legge prevede delle pene e sanzioni importanti – chiarisce il presidente Veneziano - ma per contrastare queste aggressioni sarebbe forse necessario che la stessa legge venisse applicata, magari con carattere d’urgenza, in modo tale che i soggetti aggressori vadano incontro alle sanzioni stabilite dalla legge. Grande importanza hanno anche gli organi d’informazione che dovrebbero evidenziare anche le sanzioni che vengono comminate a coloro che hanno aggredito i medici perché questo potrebbe rappresentare un deterrente riguardo questo tipo di situazioni”. Ovviamente il problema è abbastanza complesso, occorre una grande operazione culturale, che restituisca al medico, anche agli occhi dei cittadini, il suo ruolo e la sua dignità professionale. “Senza dimenticare la carenza dei medici – evidenzia il presidente Veneziano - molti dei quali preferiscono trasferirsi all’estero dove vengono pagati adeguatamente, con un carico di lavoro decisamente meno gravoso ma soprattutto lavorano con maggiore trnquillità e dignità. Occorre, inoltre, sensibilizzare l’opinione pubblica ed allo stesso tempo modificare le regole d’accesso ai Pronto soccorso degli ospedali cui afferiscono ogni anno, come accessi impropri, decine di migliaia di pazienti che avrebbero potuto risolvere il proprio problema nelle strutture sanitarie territoriali”.
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Domani venerdì 30 agosto alle ore 17.30, nella Sala conferenze del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con ingresso gratuito, la Professoressa Angela Misiano, responsabile scientifico del planetario metropolitano Pythagoras, terrà una conversazione sul tema: "Il cielo ed il mare: un dialogo con la storia". L’Astronomia si può ritenere la più antica forma organizzata di conoscenza e tra tutte le discipline scientifiche, è senza dubbio quella che più profondamente ha influenzato e condizionato il pensiero e la struttura stessa delle civiltà antiche e delle società moderne. I concetti di ordine e di legge naturale, presupposti ineludibili della conoscenza razionale hanno profonde radici astronomiche, così come nel cielo notturno ha origine la riflessione filosofica sull’uomo e sul mondo. Da un lato ,questa scienza, rappresenta la geografia più estrema che esplora i confini ancora incerti del nostro universo, dall'altro incarna aspirazioni e necessità intellettuali che sono parte di noi e del nostro modo di porci di fronte ad esso. In un percorso a ritroso, partendo dalla scoperta delle onde gravitazionali e concludendo con l’astronomia per immagini del paleolitico, la conversazione della prof.ssa Misiano vuole mettere al centro la nostra identità, per cogliere le differenze tra ieri ed oggi, la diversa consapevolezza del nostro essere. L’iniziativa è organizzata dal Museo Archeologico nazionale con il Planetario Pythagoras nell’ambito del loro protocollo di intesa. Porteranno i saluti il direttore del Museo, Fabrizio Sudano, ed il delegato alla cultura della Città Metropolitana, Filippo Quartuccio.
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R.ED.EL., azienda leader nel settore della costruzione e manutenzione di impianti, è orgogliosa di annunciare di aver ottenuto, anche quest'anno, il prestigioso bollino “Fabbrichiamo il Futuro” da parte di Confindustria. Questo riconoscimento conferma l'impegno dell'azienda nel sostenere la formazione delle nuove generazioni e contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese. Fondata nel 1981 a Reggio Calabria, R.ED.EL. è specializzata nella costruzione e manutenzione di impianti elettrici in bassa e media tensione. Grazie alla sua competenza e professionalità, l’azienda opera con successo su tutto il territorio nazionale, offrendo soluzioni innovative e di alta qualità per i propri clienti. "Ricevere questo riconoscimento da Confindustria è per noi motivo di grande orgoglio e conferma la validità del nostro approccio aziendale, che da sempre pone la formazione e il supporto alle nuove generazioni al centro della nostra strategia" ha dichiarato il CEO Umberto Barreca. "Crediamo fermamente che investire nel capitale umano sia essenziale non solo per il nostro successo, ma anche per il futuro del settore in cui operiamo". L'impegno di R.ED.EL. non si limita alla costruzione e manutenzione di impianti, ma si estende anche alla crescita delle competenze tecniche, con un occhio al green. Con il riconoscimento di Confindustria, R.ED.EL. rafforza il suo ruolo di partner affidabile per la formazione e l’innovazione, pronta ad affrontare nuove sfide e a contribuire al progresso dell’intero settore degli impianti elettrici.
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Ha avuto esito positivo la riunione svoltasi nella sede dell'Asp di Reggio Calabria con il direttore generale Lucia Di Furia, richiesta dal presidente del Consiglio comunale Enzo Marra per scongiurare la paventata chiusura dell'Asp di Gallico. Una riunione alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della commissione Politiche sociali e della salute, il consigliere Giovanni Latella, i consiglieri comunali Giuseppe Giordano, Giuseppe Marino, Franco Barreca. Un incontro che è servito ad avviare un proficuo confronto tra Asp e Amministrazione comunale sul tema generale della sanità sul territorio della città di Reggio Calabria. Primo esito dell'incontro è che il direttore Di Furia ha ribadito che non è nelle previsioni dell'Asp la chiusura del Poliambulatorio di Gallico. L'obiettivo, dopo questa prima riunione, è rivedersi tra un mese, per fare il punto su tutta questione relativa alla sanità. Resta ferma comunque la volontà di convocare un consiglio comunale ah hoc per discutere, come già anticipato, delle tematiche sanitarie. «Nel corso della riunione – ha affermato Giordano - ho ribadito che è necessario che la struttura di Gallico, nell'ottica più in generale del potenziamento della sanità del territorio, venga non solo mantenuta, ma debba essere definita come un punto fisso dell'erogazione dei servizi della città e che l'Asp debba porre in essere un processo immediato di reintegro del personale, considerato il turnover degli amministrativi, andati o prossimi alla quiescenza, per garantire gli elevati target erogati fino ad oggi dalla struttura. Devono essere potenziate le specialistiche affinché questa struttura possa consolidarsi in una strategia che deve vedere sul territorio comunale un ampliamento delle strutture: passando dal polo Nord di Gallico, al polo Sud di via Padova e con il possibile recupero del poliambulatorio nel territorio di Pellaro poiché la città, per il numero di abitanti, la sua configurazione territoriale e il bacino d'utenza notevole ha necessità di avere una rete adeguata e di prossimità soprattutto nelle aree periferiche. Si è ribadito inoltre che la sede debba diventare una della Unità delle Cure primarie complesse affinché la struttura di Gallico possa effettivamente fare un salto di qualità». Rassicuranti in generale le risposte del direttore Di Furia che ha evidenziato la ferma volontà di voler rafforzare la medicina sul territorio. «Come consiglieri – ha aggiunto Giordano – abbiamo ribadito che anche in futuro i presidi esistenti non dovranno mai essere suppliti da eventuali messe in esercizio delle due case di comunità che si trovano all'interno della città di Reggio Calabria. Comunque è importante che tutti questi temi vengano affrontati anche in consiglio comunale e il direttore ha dato già la sua disponibilità a parteciparvi. Pertanto dopo l’attività di commissione e questo primo tavolo tecnico e dei successivi sarà necessario che il consiglio comunale assuma determinazioni sull’organizzazione della sanità della città integrando anche l’Atto aziendale dell’Asp». Sulla questione dei fitti passivi – ha detto il consigliere - si tratta di un tema che non può riguardare la struttura di Gallico che è un presidio sempre in attivo sia sotto il profilo delle prestazione, sia su quello economico, tenuto conto che il diritto alla salute non può essere mai considerato un “costo”. Il direttore ha assicurato che non è quello del fitto il tema del mantenimento del poliambulatorio di Gallico e che comunque il rinnovo del contratto per un anno sarà attuato per tutte le strutture sanitarie. In ogni caso, saranno trovate soluzioni che, riteniamo, debbano essere assicurate dalla Regione e dall'Asp per le loro competenze specifiche». «Il potenziamento della struttura – ha concluso il consigliere – significa mantenere anche la continuità assistenziale che viene erogata attraverso il punto della guardia medica. In particolare, il tema del riordino delle postazioni delle guardie mediche sarà oggetto di discussione in Conferenza dei sindaci per trovare soluzioni adeguate al mantenimento. Su mia richiesta, il direttore ha specificato che anche nella zona Nord si darà luogo a un'Aggregazione funzionale territoriale che riguarda il sistema di unione dei medici di base per garantire la continuità assistenziale».