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Cariati.(CS) Il sindaco Greco chiede un incontro a Mattarella. "Fotografia del Sud resta un fallimento dello stato, l'autonomia differenziata non è sostenibile in questa fase"

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Il Sindaco:  "La Fotografia del Sud resta un fallimento dello stato, l'autonomia differenziata non è sostenibile in questa fase"

 

"Fatta salva forse solo la qualità dell’aria e della biodiversità, nelle regioni meridionali non c’è un indicatore che possa essere considerato normale ed in linea con quelli puntualmente registrati nel Nord del Paese. Una fotografia che resta la sconfitta più imperdonabile della Costituzione Repubblicana, delle Istituzioni e della Politica. Ecco perché serve ancorare tutta la classe politica nazionale, di maggioranza e di opposizione a questa emergenza che resta di unità nazionale ed ecco perché insistere, almeno in questa fase, sull’autonomia differenziata, non farà altro che acuire tutti i gap che fanno dell’Italia attuale uno Stato innegabilmente a pezzi" .

È quanto scrive la Sindaca Filomena Greco in una lettera trasmessa nella giornata di ieri (martedì 3 gennaio) al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, unitamente ad altri 55 colleghi della Rete Recovery Sud, chiedendo insieme a loro di poter essere ricevuti al Quirinale. Ringraziando il Capo dello Stato per aver fatto riferimento, nel suo discorso di fine anno, alla Costituzione e alle ingiustizie determinate dalle differenze tra i diversi territori del nostro Paese, il Primo Cittadino coglie l’occasione per ribadire che la riduzione di tutte quelle pesantissime differenze regionali che rappresentano l’unico e più intollerabile gap di sviluppo interno ad uno stesso Paese dell’Unione Europea dovrebbe essere – scandisce – la priorità al centro dell’agenda politico-istituzionale del Parlamento e del Governo. 

"Per queste ragioni – scrive la Sindaca a Mattarella – chiediamo ancora una volta di voler farsi interprete e garante non certo delle lagnanze di un’area del Paese che dal 1861 continua a non essere destinataria di quegli interventi finalizzati a garantire eguali opportunità e condizioni di partenza e concorrenza quanto delle esigenze basilari di unificazione sostanziale di una Nazione che, in termini di piena fruizione dei diritti fondamentali, resta profondamente disunita.  Per la prima volta nella storia d'Italia – aggiunge – la Rete Recovery Sud sta riunendo amministratori del Mezzogiorno decisi a promuovere un'azione congiunta per il superamento degli storici divari, affermando il valore della coesione nazionale e proponendo soluzioni a partire da un confronto fondato su un'analisi più puntuale dei bisogni dei nostri territori."

"Non siamo e non potremmo essere – sottolinea – pregiudizialmente contrari ad un principio costituzionale come quello dell’autonomia differenziata, così come affrontato nei giorni scorsi nella nostra regione, anche nel confronto tra il ministro per gli Affari regionali e per le Autonomie, Roberto Calderoli con il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.  Molto più semplicemente – conclude la Greco – riteniamo che non sia quella attuale la fase di fisiologica attuazione di quella previsione costituzionale, in assenza delle condizioni stesse di sostenibilità socio-economica di quella prospettiva che ha invece senso e diventa anzi opportuna e strategica nel momento in cui a tutte le regioni dello stesso Stato vengano garantiti gli stessi diritti fondamentali: dalla mobilità alla salute, dalla libertà economica alla giustizia, dall’acqua alla formazione."

Sila. Da domani attivo servizio navetta a Lorica

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Da domani partirà il Servizio navetta a Lorica per favorire lo spostamento dei turisti che potranno muoversi in piena libertà.
E’ quanto comunica la Presidente della Provincia di Cosenza Rosaria Succurro.
 
IL POST
 
Da domani partirà il Servizio navetta a Lorica per favorire lo spostamento dei turisti che potranno muoversi in piena libertà.
Ne avevamo discusso durante l’incontro con gli operatori dell’Asse turistico Camigliatello-Lorica insieme ad Arsac e Ferrovie della Calabria.
A distanza di un mese quell’idea prende forma e diventa realtà.
Ci piace confermarci Amministrazione del fare, che alle parole fa seguire tempestivamente azioni concrete nell’ottica del gioco di squadra e della collaborazione fra territori e istituzioni.
Il Servizio navetta, nato per valorizzare le strutture ricettive nonché il turismo locale, sarà attivo dal 31/12/2022 al 01/05/2023 , nei giorni festivi e prefestivi, garantendo un numero di corse A/R giornaliere pari a sette.
Adesso non ci resta che aspettare la dama bianca che renderà ancora più suggestivi i meravigliosi paesaggi silani.
 
Potrebbe essere un'immagine raffigurante lago, montagna, natura e testo
 
 
 
 
 

Rinascita delle Province di Crotone e Corigliano e Rossano

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RINASCITA DELLE PROVINCE. 

CROTONE E CORIGLIANO-ROSSANO ANNEBBIATE DAI CENTRALISMI NEL SILENZIO DELLE CLASSI DIRIGENTI 

 

Il Governo intende ripristinare gli Enti intermedi con suffragio universale, ma tace sugli squilibri territoriali e demografici nelle perimetrazioni d'area vasta

Corigliano-Rossano/Crotone, mercoledì 28 dicembre 2022

Sono stati presentati due specifici disegni di legge a firma Fdi e Lega riguardanti la reintroduzione del suffragio popolare nell'elezione dei Consigli provinciali. Obiettivo dell'operazione, inserire una clausola che modifichi - integrando e superando la legge n. 56 del 7 aprile 2014 - il sistema di voto degli Enti intermedi. Tale integrazione si renderebbe necessaria poiché la legge Delrio non può essere attuata, essendo le Province previste dalla Costituzione. Inoltre, poiché quest'ultime mantengono competenze sull'edilizia scolastica, sulla tutela e la valorizzazione dell'ambiente, sui trasporti e sulle strade provinciali. 

Il dibattito in corso, probabilmente nel più ampio disegno del federalismo regionale e del sistema Presidenziale, ci tocca da vicino. 

Uno dei sistemi che le amministrazioni provinciali non sono mai riuscite ad abbattere, infatti, è la condizione di squilibrio presente tra le aree e i rapporti di iniquità legati al gettito di Stato.

La condizione calabrese si presenta suddivisa in cinque Enti intermedi, di diversa dimensione demografica e territoriale. Tali differenze hanno generato, storicamente, aree di figli ed aree di figliastri. 

Riteniamo riduttivo - in funzione di quanto descritto - riaprire un ragionamento sulle Province, limitando l'azione al solo cambiamento del sistema elettorale. Piuttosto, sarebbe il caso di avviare una riflessione parlamentare su una generale revisione degli ambiti provinciali. Sulla funzione dei Capoluoghi e sulla possibilità di circoscrivere aree ad interesse comune. Sussidiarietà e coesione territoriale dovrebbero essere i capisaldi posti alla base di una visione più ampia. Un orizzonte che restituisca dignità ai territori, mettendo al centro Comunità ed aree equamente dimensionate e coerenti rispetto gli ambiti presenti nella Regione.

Nel contesto calabrese, ancora, la scelta di un Ente territoriale di Governo piuttosto che di un Ente funzionale e strumentale, ancorché di Area Vasta, non può essere frutto di un sorteggio né della semplicistica riproduzione pedissequa dell'attuale perimetrazione provinciale. Invero, bisognerebbe armonizzare i nuovi Enti su quei presupposti stabili dalla Delrio che identificano gli ambiti ottimali superiori ai 2500km² e con una popolazione non inferiore ai 350mila abitanti. Anche perché, a ogni trasferimento di funzioni ai rinnovati Enti dovrà corrispondere un adeguato trasferimento di risorse economico-finanziarie per farvi fronte. Correlazione fra funzioni e risorse desumibili, quindi, oltre che un principio di ragionevolezza dettato dal riassetto del Titolo V della Costituzione.

Ambiti come la Provincia di Crotone, ma anche entità territoriali sguarnite di riconoscimento amministativo come la Sibaritide dovrebbero stare in campana. Il reinserimento del suffragio universale, nel sistema elettorale degli ambiti provinciali, relegherà l'Arco Jonico in una condizione di marginalità rispetto le capitali del centralismo storico. Le succinte demografie dei contesti sibariti e crotoniati a se stanti, renderanno vano il tentativo di racimolare rappresentanza locale in seno ai rispettivi ambiti provinciali. Bisognerà, altresì, lavorare per ridefinire i perimetri degli Enti intermedi su ambiti affini e coerenti. Allontanando lo scriteriato sistema storico che ha delimitato le attuali circoscrizioni, disegnandole per come le conosciamo oggi. 

Inoltre, è in atto da tempo il tentativo (neppure celato) di ristabilire un processo amministrativo impostato, esclusivamente, sui tre Capoluoghi storici. La triplice sindacale, le Camere di Commercio, ancor prima le Aziende Ospedaliere, hanno centralizzato tutte le competenze nella vecchia perimetrazione calabrese: Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Non basterà, quindi, un diverso sistema elettorale - esteso a tutti i cittadini - a riportare equilibrio nello scriteriato sistema calabrese. La politica jonica dovrà sforzarsi affinché venga riconosciuta una perimetrazione ottimale delle circoscrizioni provinciali, tenendo conto delle modifiche intercorse alla geografia amministrativa negli ultimi anni. In questo contesto, la fusione tra le estinte Città di Corigliano e Rossano potrà e dovrà recitare un ruolo da protagonista. Contemporaneamente a come Crotone dovrà trovare la forza per svegliarsi dal letargo politico nel quale è piombata, inverando finalmente il significato del termine Capoluogo e non già un pro-forma. Poiché, è solo dall'unione dei due ambiti (Sibarita e Crotoniate) che si creerebbero i presupposti per immaginare un contesto territoriale adeguato alle esigenze prescritte dalla Delrio. Un'area vasta di oltre 400mila abitanti, gestita da un doppio Capoluogo: Crotone a sud, Corigliano-Rossano a nord.

Solo così gli strascichi centralisti che caratterizzano la nostra Regione, generando aree ultrasature e contesti periferizzati e larva di loro stessi, potranno essere debellati. Con il vantaggio che a crescere non sarebbe solo l'Arco Jonico, ma la Calabria tutta.

SCUOLABUS INCENDIATO A FUSCALDO. SINDACO IN CONSIGLIO "PREOCCUPATI E NON POCO"

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Nella seduta del Consiglio comunale di Fuscaldo che si è tenuta oggi il sindaco Giacomo Middea ha parlato dell’incendio dello scuolabus avvenuto poche ore prima.
“Quanto accaduto - ha detto - ci preoccupa e non poco, anche se dagli organi inquirenti non abbiamo ancora ricevuto nessuna ufficialità sulla natura dell’incendio. Quel che è certo, è che qualora si accertasse ci trovassimo dinanzi ad un'azione dolosa, si tratterebbe di un gesto gravissimo, che non esiteremmo a condannare con forza, determinazione e convinzione. Seguiremo passo passo la vicenda – ha concluso il primo cittadino di Fuscaldo - in attesa di nuove informazioni e di eventuali determinazioni da assumere”.

Tragedia Mottarone. A Diamante l’ultimo saluto a Serena

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«Serena ha dimostrato che, senza compromessi, i nostri giovani possono raggiungere i loro obiettivi». Il vescovo della Diocesi di San Marco Argentano – Scalea Mons. Leonardo Bonanno ha usato queste parole nell’omelia della messa esequiale di Serena Cosentino, la 27enne morta domenica nella tragedia della funivia di Mottarone.

A Diamante, nella Chiesa di Gesù Buon Pastore, c’erano il papà Maurizio, la madre Ada che al momento dell’arrivo della salma ha avvertito un malore, le sorelle Francesca e Federica e il fratello Mauro.

C’era il sindaco, il sen. Ernesto Magorno con il gonfalone della città, il presidente della provincia di Cosenza, Franco Iacucci, il questore di Cosenza Giovanna Petrocca, il prefetto Cinzia Guercio, il comandante provinciale dei carabinieri Piero Sutera, l’assessore Fausto Orsomarso a rappresentare la Regione Calabria ed il Consigliere Giuseppe Aieta.

Fuori una folla composta e commossa di centinaia di persone che hanno atteso in silenzio la fine della celebrazione per dare l’ultimo saluto a Serena. La città di Diamante ha vissuto a pieno il lutto cittadino, nessun negozio aperto, nessuna attività, solo tristezza.

«Le istituzioni vi sono vicine – ha detto il Prefetto Cinzia Guercio. Forse è poco però cerchiamo di darvi conforto».

«Oggi è difficile parlare – ha detto il sindaco di Diamante. sono padre prima che uomo delle istituzioni. Il sorriso di Serena si è spento troppo presto, così come quello del fidanzato Hesam che consideriamo parte della nostra comunità».

«So che da lassù veglierai sempre su di noi – ha detto la sorella Federica. Ti prometto che andremo avanti con te che oggi sei un angelo che siede accanto al Signore».

Il padre di Serena, Maurizio ha ringraziato tutti, la comunità di Diamante, le istituzioni, il vescovo e i catechisti. «Sconfiggiamo il male con l’amore» – ha aggiunto.

Palloncini gialli e bianchi liberi di volare e un lunghissimo applauso hanno accompagnato l’uscita del feretro di Serena dalla Chiesa.