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VIBO VALENTIA, l’On. NESCI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (Sud e alla coesione territoriale), visita la Capitaneria di Porto di Vibo Valentia

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Nel tardo pomeriggio del 26 marzo l’Onorevole Dalila Nesci,
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (Sud e alla
coesione territoriale), ha visitato la sede della Capitaneria di Porto di
Vibo Valentia Marina. Ad accoglierla il Comandante C.F. (CP)
Massimiliano PIGNATALE il quale, dopo un breve saluto all'interno
dell'area comando, ha illustrato all’On. NESCI le molteplici attività
che vedono quotidianamente impegnati gli uomini e le donne della
Guardia Costiera di Vibo Valentia con riguardo al contrasto alla
pesca illegale, all’abusivismo demaniale ed alla tutela dell’ambiente.
Nel corso dell’incontro l’On. Nesci, oltre a visitare la sala operativa
della Capitaneria di Porto e la “cappella Santa Barbara”, ha
sottolineato l’importanza dell’attività svolta dalla Guardia Costiera a
favore della collettività, manifestando il suo vivo apprezzamento.

Limbadi. Cade da impalcatura: muore pensionato

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Un pensionato di 72 anni, Francesco D’Alessandro, è morto ieri sera a Limbadi, nel vibonese, dopo essere precipitato da un’impalcatura. L’uomo stava eseguendo alcuni interventi di muratura in una sua proprietà quando è caduto dalla struttura.

Sul posto è arrivato l’elisoccorso per il trasporto nell’ospedale di Catanzaro ma l’uomo è morto poco dopo a seguito di un arresto cardiaco.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini.

16 marzo 1978 - 16 marzo 2021

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Ci separano quarantatré anni dal disumano assassinio in Roma, ad opera dei terroristi
delle brigate rosse, di Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi,
Raffaele Iozzino. Difensori della democrazia della Repubblica, pagarono con la vita il
mandato loro affidato di proteggere Aldo Moro, statista insigne, presidente della
Democrazia Cristiana, il cui calvario sarebbe durato sino al successivo 9 maggio..
Queste le parole del Presidente Sergio Mattarella.
A 43 anni dal rapimento e dall’assassinio di Aldo Moro, presidente della Democrazia
Cristiana, la vicenda è ancora difficile da raccontare. In parte per le reticenze dei
protagonisti, che operarono nel periodo più convulso e turbolento della storia della
Repubblica; in parte per via delle immancabili, stucchevoli dietrologie che hanno
alimentato una serie di libri, articoli e documentari e sancito la collocazione fra gli
“esperti”, anche di illustri parvenu.
Una cosa, però, almeno la sappiamo: il 16 marzo del 1978, in via Fani, cinque uomini della
scorta di Aldo Moro furono uccisi da un gruppo terroristico delle famigerate Brigate Rosse.
Le 5 Commissioni Parlamentari di indagine, hanno tratteggiato almeno una decina di piste
inesplorate, filoni trascurati e tentativi di depistaggio che meriterebbero ulteriori
approfondimenti. Si annoverano coinvolgimento dei servizi segreti italiani - deviati e non -
l’influenza della mafia e della ‘ndrangheta, legami con il Vaticano, servizi segreti americani
e sovietici, depistaggi della P2, coinvolgimento di milizie palestinesi e libanesi, estremisti
tedeschi, trattative occulte tra brigatisti e Democrazia Cristiana.
A 43 anni di distanza il quadro non è ancora chiaro, nel solco del mal costume italico.
Ma quel che è ancor più grave, è che siamo un Paese senza memoria, o dalla memoria
lacerata; questo vale anche per Aldo Moro di cui ricordiamo a malapena la tragica fine,
dimenticando, ahinoi, chi è stato.
Un politico che valorizzava più il potere della parola, dell’argomentazione, della riflessione,
che nei numeri; che credeva che lo studio, l’approfondimento, la passione, l'intelligenza
fossero più forti della forza. Per questo era lungimirante, per questo era pronto al
“compromesso storico”: perché capiva prima e più di altri i cambiamenti, ne era attratto.
Per questo sarebbe cosa buona e giusta conoscerlo, studiarlo, rileggerlo a scuola; magari
tralasciando qualche pagina di preistoria o di storia romana, di guerre d’indipendenza o di
dopo guerre. E’ l’ultima parte della storia contemporanea/ moderna la grande assente nei
piani di studio della nostra scuola.
Non parlare, discutere, analizzare l’opera politica di Aldo Moro, anche approfittando del
triste anniversario del 43° dalla strage di Via Fani, è un “delitto didattico”.
Non comprendere che Via Fani è l’inizio della fine della Politica (non della 1^ Repubblica),
la cui coda si cristallizza in Tangentopoli, vuol dire essere storicamente miopi: vuol dire
preparare il terreno a continui, immutati errori che condizionano pesantemente il nostro
presente, affidato a visioni corte, a protagonismi immeritati, ad improvvisazione
imperante: l’esatto contrario di .. Aldo Moro!

Alberto Capria
Dirigente Scolastico - Vibo Valentia

Covid. ‘Zona rossa’ a Petilia Policastro, San Nicola da Crissa e frazioni di Acquaro e Oppido

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Il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì ha pubblicato una nuova ordinanza per il contenimento del rischio di contagio da Covid-19 che istituisce come ‘zona rossa’ i comuni di Petilia Policastro (provincia di Crotone) e San Nicola da Crissa (Vibo Valentia) e nelle frazioni Piani di Acquaro (Acquaro, Vibo Valentia) e Piminoro (Oppido Mamertina, Reggio Calabria). Le misure saranno in vigore fino al 28 marzo.

 

L’ORDINANZA

Il provvedimento si è reso necessario in seguito alle note dei dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali di Reggio Calabria, Vibo e Crotone, con le quali è stato comunicato che nei territori in questione «si registra una incidenza significativa di nuovi casi confermati, rispetto alla popolazione residente, tale da necessitare l’adozione delle misure previste per la zona rossa».

Rilevato, inoltre, che «la situazione osservata potrebbe subire bruschi peggioramenti, a causa dell’elevato numero di contatti sociali avvenuti con soggetti poi risultati positivi, emersi nel corso delle indagini epidemiologiche».

L’ordinanza dispone che «le misure siano automaticamente adeguate a quanto previsto per i territori identificati come “zona rossa”, nei provvedimenti governativi di successiva emanazione» e che «i dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali competenti procedano al costante monitoraggio della situazione epidemiologica locale, segnalando tempestivamente all’Unità di crisi regionale, ogni variazione significativa.

ZONA ROSSA A LONGOBUCCO

Il comune di Longobucco, in Provincia di Cosenza, è zona rossa. Lo ha disposto, con una propria ordinanza, Il sindaco Giovanni Pirillo. Il provvedimento sarà valido fino al prossimo 21 marzo. Al momento sul territorio comunale che conta circa 3 mila abitanti vi sarebbero più di 60 persone risultate positive al tampone rapido. Una situazione che ha indotto il sindaco Pirillo “sentito per le vie brevi il parere dell’Asp di Cosenza e il parere di altre autorità locali” ad adottare il provvedimento. intervenuta».

Due giovani calabresi ‘Alfieri della Repubblica’: Lida Michela Carullo e Giulio Carchidi

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Ci sono anche due giovani calabresi tra i 28 nuovi Alfieri della Repubblica insigniti dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: Lida Michela Carullo  e Giulio Carchidi. Si tratta di giovani che nel 2020 “si sono distinti per l’impegno e le azioni coraggiose e solidali, e rappresentano, attraverso la loro testimonianza, il futuro e la speranza in un anno che rimarrà nella storia per i tragici eventi legati alla pandemia”.

La giovanissima Lida Michela Carullo, 15 anni, residente a Vibo Valentia si è distinta per “l’impegno nella promozione dei libri e per le qualità di scrittrice mostrate nel suo romanzo di esordio. La passione per la letteratura si accompagna in lei con attività di volontariato e di fattiva solidarietà”.

Giulio Carchidi, 18 anni, residente a Gasperina, in provincia di Catanzaro, “con la sua generosa opera di volontario, divenuta particolarmente intensa nelle settimane del lockdown insieme al gruppo giovani dell’Avis, ha contribuito alla raccolta del sangue in un periodo in cui ne era emersa una carenza”.

Vibo Valentia. Commissario Longo chiede restituzione dei vaccini: sindaci in piazza

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Il commissario ad acta alla Sanità, Guido Longo, ha inviato una comunicazione al commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Maria Pompea Bernardi per chiedere la restituzione di tutti i vaccini anticovid in dotazione.

Nella comunicazione Longo chiarisce che è in corso di valutazione il ricorso all’autorità giudiziaria competente. I vaccini spetterebbero all’Asp di Reggio Calabria, alla quale peraltro l’Azienda sanitaria vibonese ha già dovuto consegnare altre 1000 dosi.

Il sindaco di Vibo Maria Limardo e gli altri sindaci della provincia alla luce della richiesta del Commissario Longo hanno protestato in fascia tricolore davanti alla sede dell’azienda sanitaria provinciale.