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Il Convitto Filangieri al Science on Stage Italy

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“Leonardo amava le Stem": è questo il titolo del progetto didattico della classe 5^ primaria del Convitto Filangieri  che ha vinto la selezione nazionale di Science on Stage Italy.  

Si tratta di un evento inserito in un contesto Europeo (Science on stage Europe), con il patrocinio di  ENEA, CNR, Regione Emilia Romagna, Comune di Faenza, Università di Bologna che si propone di individuare progetti didattici innovativi relativi all’insegnamento STEM (fisica, chimica, biologia, astronomia, matematica o tecnologia, scienze della Terra) rivolti a tutte le tipologie di scuole. La dimensione europea e l'interdisciplinarietà rendono questa attività unica in Italia.

Il progetto – coordinato dalla docente Anna Rita Bisogni con la partecipazione attiva e strategica  dell’intero team docente della classe 5^, Maria Teresa Santaguida, Rosella Macrì, Giuseppina Loiacono, Agostina Pirritano, Maria Giovanna Greco e Annunziata Santaguida -  ha superato la selezione nazionale; verrà pertanto presentato nel Palazzo delle Esposizioni di  Faenza dal 10 al 12 Settembre nell’ambito del   Festival Italiano di Science on Stage come uno dei migliori progetti sulle Stem a livello nazionale.

Se dovesse confermare i giudizi lusinghieri già espressi e  superare una seconda selezione, il progetto porterà docenti ed allievi della classe del  Convitto “Filangieri” di Vibo Valentia al Festival  “Science on Stage Europe” di Praga, che si svolgerà nella capitale della Repubblica Ceca dal 24 al 27 marzo 2022 .

“L'entusiasmo dei ragazzi, la loro passione e la motivazione sono stati il fulcro del progetto: a loro  ed agli ottimi docenti va il  riconoscimento  e la mia sincera ammirazione” – dichiara il Rettore del Filangieri, Alberto Capria. Il clima relazionale del Convitto, unitamente alla grande attenzione alle novità didattiche quotidianamente proposte, sono il presupposto per una scuola al passo con i tempi, unica e sola ancora di salvezza nella mediocrità che ci soffoca – continua il Rettore Capria.  Sarà, per lo storico Convitto Filangieri, un onore rappresentare Vibo Valentia e la Calabria intera al Science on stage Italy nel settembre prossimo.

MILETO. CARABINIERI RESTITUISCONO PISSIDE D'ARGENTO RUBATA ALLA DIOCESI NEL 1979

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Il comandante del nucleo carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale di Cosenza, capitano Bartolo Taglietti ha riconsegnato a don Antonio Russo, responsabile dei beni culturali della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, una pisside in argento e altri beni trafugati nell'aprile del 1979. Le investigazioni hanno portato alla denuncia di una persona ritenuta responsabile di ricettazione e al recupero del bene, finito a seguito di un'asta in un'abitazione privata nel maceratese. La restituzione della pisside è avvenuta alla presenza del vescovo mons. Luigi Renzo, del sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano e di Salvatore Patamia, direttore regionale del Mic Calabria, soprintendente ad interim Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia. La pisside è un'opera di argenteria napoletana del XIX secolo, con da una decorazione di tipo barocco, donata nel 1824 alla cattedrale da monsignor Vincenzo Maria Armentano, vescovo di Mileto. Il recupero è stato possibile grazie al monitoraggio, svolto dal nucleo dell'Arma, sulle vendite di beni da parte delle case d'asta nazionali ed estere. La vendita figurava nel 2018 sul catalogo di una nota casa d'aste toscana: la comparazione delle immagini con quelle contenute nella "Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti", il più grande database di opere d'arte rubate al mondo gestito dal Comando Tpc, ha permesso di individuarne la perfetta corrispondenza e di recuperare il bene il cui furto venne consumato ai danni della Chiesa di Mileto. La corrispondenza tra la pisside sequestrata e quella trafugata dalla Chiesa San Nicola di Mileto, catalogata nel 1974 dall'allora Direzione Generale delle Antichità e delle Belle Arti del ministero della Pubblica Istruzione, è stata confermata dal funzionario storico dell'arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia. La pisside potrà così essere ricollocata nel luogo sacro di provenienza.

TROPEA CAPITALE EURO-MEDITERRANEA DELLE CITTA’ - BALCONE ?

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La proposta è stata avanzata dall’Università delle Generazioni di Badolato (CZ).
Circa sei mesi fa (precisamente venerdì 23 ottobre 2020) con email delle ore 10.09 l’Università
delle Generazioni di Badolato (CZ), fondata dal giornalista Domenico Lanciano, ha proposto al
sindaco avv. Giovanni Macrì una serie di iniziative finalizzate a far diventare Tropea città
permanente della cultura e del turismo tutto l’anno. Una iniziativa in particolare è degna di essere
evidenziata adesso che c’è stata l’incoronazione di “borgo dei borghi italiani”: far diventare Tropea
(già rinominata “perla del Mediterraneo”) capitale euro-mediterranea dei paesi e delle città –
balcone.
Infatti, l’icona più celebre di Tropea è proprio il suo essere uno spettacolare e scenografico
balcone sul mare Tirreno. Tale peculiarità potrebbe essere simbolo e paradigma per tutti i paesi e
le città che dominano ameni panorami su mari, monti, valli e pianure. Così, Tropea potrebbe
realizzarne un’apposita Associazione, coordinando ed esaltando simili caratteristiche, divenendo
così di fatto “capitale” euro-mediterranea di tutti i luoghi panoramici che intendano utilizzate a
maggiori e migliori fini turistici globali tale privilegiata risorsa geo-topografica.
Ovviamente, il ruolo di “capitale dei paesi e delle città balcone” dovrebbe essere sostenuto da un
insieme di strutture ed infrastrutture che, nel corso degli anni, potrebbero essere acquisite con il
concorso di istituzioni, enti pubblici e privati, associazioni e privati etici (a livelli pure extra-
europei) che hanno a cuore non soltanto la bellezza e la fruibilità dei siti più panoramici ma anche
il traino socio-culturale dei vari territori in un apposito circuito internazionale connesso ad una
rete di attrazioni tra i più fenomenali del mondo.
Il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, si era detto interessato ad un simile ambizioso progetto che,
tra l’altro, potrebbe sostenere la città in altre future candidature nazionali. Però, forse perché
impegnato su altri fronti, non ha proseguito i contatti con l’associazione culturale proponente, la
quale aveva tratto ispirazione per l’idea della “capitale dei paesi e delle città balcone” dal
periodico “La barcunata” che Bruno Congiustì pubblica dal 1995 con sempre maggiore sèguito e
successo nel vicino borgo di S. Nicola da Crissa nella medesima provincia di Vibo Valentia.

Tragedia a Buonvicino: muore operatore di LaC Tv

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Tragedia a Buonvicino, in Provincia di Cosenza. Michele Porcelli, 55 anni, storico regista e operatore di ripresa di LaC Tv è morto mentre era impegnato in alcune riprese. Secondo quanto diffuso dalla stessa emittente Porcelli ha perso l’equilibrio ed è precipitato in un dirupo. Le asperità del terreno non hanno consentito di raggiungere l’operatore con velocità. Una volta arrivati i soccorsi, vigili del fuoco, operatori del 118 ed elisoccorso, non hanno potuto fare altro che constatar il decesso.

 

 IL CORDOGLIO DELLA REDAZIONE

Ciao Michele,

Forse possono essere considerate poche le immagini televisive che possiamo mostrarvi con Michele Porcelli dentro.

Poche riprese davanti alla telecamera è un po’ il destino di tutti gli operatori, ma Michele ha trascorso tutta la vita dietro al mezzo e idealmente tutte le immagini che corredano le nostre notizie sono state girate da lui. E lo vediamo, anche ora che non c’è più, imbracciare la macchina, scegliere cosa inquadrare e fissare: Michele era quello che forse riduttivamente viene spesso definito “un tecnico”, invece Michele era soprattutto un giornalista, perché capiva le notizie e le braccava con le sue immagini.
Lascia un vuoto enorme per noi, ma immenso per tutta la televisione calabrese, che aveva contribuito a migliorare con il suo lavoro – dai tempi di Rete Kalabria, di cui ha sempre fatto parte, fino a LaC, e prima ancora altre emittenti private calabresi – ed aveva una dote umana che anch’essa già ci manca: la generosità.

Quella predisposizione al lavoro da affrontare come passione. E di passioni Michele ne aveva tante. La musica, il suo basso, i gruppi musicali che aveva fondato nella sua Limbadi, la macchina fotografica e la tecnologia: ma la passione del giornalismo davanti alla telecamera le superava tutte.
Esempio anche per i giovani che si affacciano al mestiere, ai quali dispensava consigli, imbeccate anche sulle notizie che conosceva perché si informava, offrendo il punto di vista di chi sta dietro le quinte, ma partecipa, e come se partecipa. Michele era anche il regista dei nostri tg.
Si, l’informazione quotidiana che vedete era anche la buona farina del suo ottimo sacco.
Un patrimonio di grande esperienza cresciuta sul campo, ma anche investendo nella formazione personale. E tutto quello che ci ha suggerito, tutto quello che ha visto per noi e con noi, non scompare con lui: lo continuerete a vedere.

Continueremo a vederlo sempre, dietro o davanti alla telecamera, non importa. Sarà “dentro”, come un amico e un collega, come un fratello morto nell’esercizio del suo e del nostro dovere.
Ai suoi familiari, a suo zio il collega Lullo Sergi, le nostre condoglianze e quelle del nostro Network, del nostro direttore, di tutti.

Ciao, Michele.

San Gregorio d'Ippona. Ucciso per uno schiaffo: chiuso cerchio sull’omicidio Polito

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Si chiude il cerchio sull’omicidio di Carmelo Polito, l’uomo nel 2011 a San Gregorio d’Ippona, nel vibonese, mentre passeggiava per le vie del centro in compagnia del figlioletto di 6 anni.

A quasi due anni di distanza dall’arresto di Francesco Pannace, di 34 anni, ritenuto uno degli esecutori materiale del delitto, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di Rosario Fiorillo, 32 anni, di Piscopio, già detenuto nel carcere de L’Aquila e Giuseppe Pannace, 30 anni, di San Gregorio, ritenuti, rispettivamente, mandante ed esecutore del delitto.

Entrambi avrebbero agito al fine di agevolare l’attività della Locale di ‘ndrangheta di Piscopio.

Fiorillo avrebbe decretato la morte del Polito per vendicare uno schiaffo ricevuto durante un periodo di comune detenzione in carcere.

Mangialavori: “Scuola di polizia di Vibo non si tocca”

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“La Scuola per allievi agenti della polizia di Stato di Vibo Valentia è un’eccellenza del territorio, un presidio di legalità intoccabile, in una terra funestata da alcune delle cosche di ‘ndrangheta più potenti e pericolose della Calabria. La proposta avanzata da alcuni amministratori locali, relativa al trasferimento della Scuola da Vibo al piccolo centro di Cutro, nel Crotonese, va dunque archiviata sotto la categoria “cronache marziane” e dimenticata in fretta, in quanto frutto di evidenti farneticazioni”.

 

Così il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori. 

 

“La Scuola di Vibo - continua - è una istituzione inamovibile, un presidio fondamentale per la formazione dei nuovi agenti, come ebbe a dire pochi anni fa anche l’ex capo della polizia Gabrielli. Un suo trasferimento, peraltro basato sulla risibile motivazione di occupare un immobile per il quale, a due decenni dalla sua costruzione, non è stata trovata alcuna utile destinazione, rappresenterebbe un segno dell’ulteriore disinteresse dello Stato nei confronti di uno dei territori più poveri e arretrati d’Italia”. 

 

“Invito perciò gli autori di questa proposta balzana a rassegnarsi anzitempo: Vibo, i suoi cittadini, le varie amministrazioni provinciali e i tanti rappresentanti istituzionali di questo territorio - conclude Mangialavori - non accetteranno di prendere nemmeno in considerazione uno scenario di questo tipo. La Scuola di polizia sta bene dove sta e non si tocca”.