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‘Ndrangheta. Arrestato latitante in Repubblica Dominicana

Il latitante Marc Feren Claude Biart, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel 2014 dal gip del Tribunale di Reggio Calabria per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti in favore del clan di ‘ndrangheta Cacciola di Rosarno è stato arrestato a Boca Chica, nella Repubblica Dominicana.

La cattura è stata a portata a termine dal pool I CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), con la collaborazione dell’Interpol della Repubblica Dominicana ed il lavoro dell’Esperto per la sicurezza italiano a Santo Domingo.

‘Ndrangheta: traffico internazionale droga, 17 arresti. Operazione Polizia a Gioia Tauro, disarticolata cosca

È scattata all’alba l’operazione “Joy’s Seaside” che ha portato all’arresto, da parte della Polizia di Stato, a Gioia Tauro, di 17 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale di stupefacenti, concorso in detenzione, vendita e cessione a terzi di sostanze stupefacenti, anche in ingente quantitativo, del tipo cocaina, hashish e cannabis sativa, concorso in detenzione di armi e munizioni, danneggiamento ed estorsione.

 

L’ordinanza è stata emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria al termine dell’indagine condotta dalla squadra mobile e commissariato di Gioia Tauro. Coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall’aggiunto Gaetano Paci, l’inchiesta ha dimostrato come il “lungomare” di Gioia Tauro ed il “Rione Marina” erano divenute “enclavi” e “roccaforti” della cosca disarticolata con il blitz di stamattina. Nel corso delle indagini, gli agenti della Questura hanno sequestrato ingenti quantitativi di droga, di armi, localizzando pure piantagioni di cannabis sativa, anche in pieno centro a Gioia Tauro. Alle 10.30 ci sarà una conferenza stampa in cui saranno illustrati i dettagli dell’inchiesta “Joy’s Seaside” .

A San Luca avviato ‘Tavolo tecnico permanente per infanzia e adolescenza’

Nell’istituto comprensivo di San Luca – Bovalino è stato avviato il “Tavolo tecnico permanente per l’infanzia e l’adolescenza” dedicato ai ragazzi del centro della Locride al fine di prevenire la devianza criminale. All’evento hanno preso parte gli assessori regionali all’Ambiente e al Welfare, Sergio De Caprio e Gianluca Gallo. Presenti anche il prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, il Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Città metropolitana Mattia Emanuele, il sindaco di San Luca Bruno Bartolo, la dirigente dell’istituto scolastico Carmela Rita Serafino, e il dirigente generale all’Agricoltura Giacomo Giovinazzo.

Prima della cerimonia, gli assessori De Caprio e Gallo hanno donato a San Luca un ulivo bianco, simbolo di legalità e fratellanza, di recente riconosciuto albero di interesse regionale,  che è stato piantato nel giardino dell’istituto comprensivo.

“Siamo qui – ha affermato De Caprio – per ribadire la voglia di rinascita partendo dalle nostre radici. Dalle radici di un semplice ulivo bianco che può rappresentare il simbolo della rinascita della nostra regione, anche attraverso l’affermazione di un turismo naturalistico ed ecologico, unico al mondo, che ci consentirà di vivere dignitosamente, perché la Calabria non è violenza, non è ‘ndrangheta, non è prepotenza, non è lobbismo. Oggi è una giornata importante non solo per la Calabria, ma per l’Italia intera. Per quell’Italia che crede nelle comunità, nel lavoro, nell’uguaglianza e nella fratellanza. Un’Italia fatta di gente semplice che non pratica il dominio e che vuole costruire un futuro migliore“.

“Felice di essere qui. È una giornata importante – ha detto Gallo – perché parte un tavolo tecnico a garanzia dei diritti dei più piccoli, ma anche perché abbiamo donato una pianta identitaria della nostra regione, simbolo di pace e fratellanza. Da oggi, inizia il percorso che ci porterà a piantare l’ulivo bianco nei luoghi più simbolici della nostra regione. San Luca è uno di questi luoghi simbolo: ma non parliamo di marchi negativi, i ragazzi di San Luca non ne hanno, così come la maggior parte dei calabresi. C’è invece la volontà di crescere e progredire socialmente. Giornate come queste servono per capire gli errori del passato e ripartire“.

‘Ndrangheta. Asp di Reggio Calabria in mano alle cosche: 14 arresti

I carabinieri del Ros hanno arrestato 14 persone tra Reggio Calabria, Catanzaro e Bologna nell’ambito dell’operazione denominata ‘Chirone’ che ha riguardato la cosca di ‘ndrangheta Piromalli e le infiltrazioni nell’Asp di Reggio Calabria.

Le indagini, coordinate dalla Dda reggina, si sono concluse nel 2018 e hanno consentito di documentare gli assetti organizzativi della cosca nella quale hanno assunto posizione di particolare rilievo i medici Giuseppantonio e Francesco Michele Tripodi, quest’ultimo genero del decano Girolamo Piromalli “Don Mommo” classe 1918.

I due fratelli, morti nel 2018, nel tempo hanno ricoperto vari incarichi nelle Aziende Sanitarie di Reggio Calabria, Gioia Tauro, Palmi e Tropea mentre il figlio di Francesco Michele, Fabiano, anche lui medico è risultato figura di riferimento degli assetti societari operanti nel settore sanitario delle aziende MINERVA srl, MCT Distribution & Service srl e LEWIS MEDICAL srl.

La loro presenza ha compromesso il sistema gestionale dei Distretti sanitari dell’ASP di Reggio consentendo, tra le altre cose, di alterare le procedure di nomina dell’attuale Direttore del Distretto Tirrenico dell’ASP, il dott. Salvatore Barillaro, posto ai domiciliari, la cui nomina fu frutto di precisa volontà dei Tripodi.

La cosca riusciva inoltre ad aggiudicarsi la fornitura dei materiali medicali per i presidi dell’Asp di Reggio Calabria sia attraverso affidamenti diretti sia attraverso un collaudato sistema di corruzione del personale medico e paramedico.

I proventi venivano ripartiti tra la M.C.T. di Gioia Tauro e la Lewis Medica di Lamezia Terme. Sotto il profilo associativo sono emerse sinergie criminali e imprenditoriali nel settore sanitario con la cosca Molé i cui esponenti figuravano insieme ai Piromalli nell’assetto societario della MCT Distribution & Service srl mentre il rappresentante della Lewis Medica era in rapporti con la cosca Pesce di Rosarno.

L’ordinanza è stata emessa dal gip su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e dell’aggiunto Gaetano Paci. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, corruzione, trasferimento fraudolento di valori, traffico di influenze illecite in concorso, tutti aggravati dal metodo mafioso.

GIOIA TAURO. SEMPRE PIÙ SERRATI I CONTROLLI DEL TERRITORIO ARRESTI, DENUNCE E SANZIONI, IN CONTRASTO AI REATI PREDATORI

Intensificata l’azione di controllo del territorio, messa in atto nei giorni scorsi dai Carabinieri nel
comune di Gioia Tauro e comprensorio, nell’ambito di mirati servizi, finalizzati principalmente alla
prevenzione e repressione dei reati predatori, specie in materia di armi e stupefacenti, oltre che volti a
garantire il rispetto delle basilari regole in allineamento alla normativa anti-covid 19.
In tale contesto, oltre 1.000 sono state le persone e 400 i mezzi controllati, diverse le perquisizioni, gli
arresti e le denunce oltre che 33 le sanzioni amministrative elevate per le violazioni riscontrate, fino a
un importo complessivo di circa 15.000 euro, tra le più frequenti violazioni riscontrate – il mancato uso
dei dispositivi di protezione individuale o lo spostamento senza comprovate ragioni durante le ore
notturne.
Arrestato, inoltre, un soggetto in esecuzione di una pena definitiva e denunciati cinque soggetti in stato
di libertà alla Procura della Repubblica di Palmi oltre che segnalato un medico alla Prefettura di Reggio
Calabria, per possesso di sostanze stupefacenti.
In particolare, in tale quadro, i militari dell’Arma, hanno arrestato L.F., 44enne di San Giorgio Morgeto,
il quale è stato associato al carcere di Palmi, ove dovrà scontare una pena definitiva residua di 2 anni e 2
mesi di reclusione in carcere, per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente in esecuzione di un
ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di
Reggio Calabria.
Denunciati, inoltre, una 65enne per abusivismo edilizio, per aver realizzato in un terreno di sua
proprietà in zona rurale, un manufatto edile, sottoposto contestualmente a sequestro, senza alcuna
autorizzazione e senza le dovute comunicazioni agli Enti preposti.
Nel corso di controlli alla circolazione stradale, è stato segnalato all’Autorità Prefettizia un medico
quarantenne, poiché, dopo essere stato sottoposto a perquisizione veicolare, è stato trovato in possesso
di 0,7 gr di cocaina, sottoposta a sequestro amministrativo, detenuta per uso personale.
Nel medesimo contesto operativo, i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà un 25enne di
Sant’Eufemia d’Aspromonte per porto abusivo di armi poiché, fermato durante un posto di controllo

in pieno centro cittadino in orario serale, è stato trovato in possesso di due coltelli affilati senza
giustificato motivo.
Denunciati, altresì, un 24enne ed un 27enne per furto e un 38enne per la violazione degli obblighi di
assistenza familiare, e nello specifico nei riguardi dei due figli minori affidati alla ex moglie.
Tali servizi, rientrano nelle attività di contrasto alla criminalità diffusa poste costantemente in essere, dai
carabinieri, in tutto il territorio della Piana di Gioia Tauro con particolare attenzione alle aree più
complesse che necessitano di una adeguata attività di controllo straordinario del territorio.
Attività questa, che vedrà una sempre più stringente opera tesa a ridurre reati predatori mediante una
sempre più attenta attività di controllo che l’Arma sta svolgendo.

Don Fortunato Morrone è il nuovo arcivescovo di Reggio Calabria

Don Fortunato Morrone, del clero di Crotone-Santa Severina, finora parroco di San Leonardo di Cutro e docente di Teologia sistematica presso l’Istituto Teologico Calabro è il nuovo arcivescovo di Reggio Calabria –Bova.

Il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi presentata da mons. Giuseppe Fiorini Morosini e lo ha nominato al suo posto. Presbitero dal 1983 monsignor Morrone ha 63 anni ed è nato ad Isola Capo Rizzuto.

L’annuncio della sua nomina a arcivescovo metropolita di Reggio Calabria e Bova è avvenuto nella basilica di Crotone.

Ad annunciarlo è stato il vescovo mons. Angelo Panzetta. Don Fortunato Morrone dopo l’ordinazione presbiterale ha esercitato il ministero a Roma nel 1986 è rientrato nella diocesi di Crotone guidando la parrocchia di Melissa fino al 1990; dal 1998 al 2006 è stato direttore dell’Istituto di scienze religiose humus magister punto, ordinario di teologia sistematica presso l’Istituto teologico Calabro dal 2009 è stato docente di teologia.

Le più belle foto della Calabria

Isole Eolie viste dal belvedere di Nicotera
Pentedattilo
Reggio Calabria vista dalla collina Pentimele
Castello di Scilla
vista aerea Spiaggia Le Roccette Tropea
Panorama di Palmi visto da Monte Sant'Elia
Scilla
Zambrone Scoglio del leone
Spiaggia di Capo Vaticano
Tropea
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Tropea
Tropea protagonista a Masterchef
copertina per Tropea
Tramonto sullo Stromboli visto da Tropea
Capo Vaticano
Castello di Vibo Valentia
Monte Mancuso
Spiaggia di Michelino,Parghelia
Spiaggia di Michelino, Parghelia
Parghelia
Parghelia
Grotta del Palombaro, Tropea
Capo Vaticano vista dal belvedere
Tropea vista aerea
Reggio Calabria e la costa messinese

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