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Locri. Controlli straordinari del territorio: violazione al codice della strada e denunce per detenzione di sostanze stupefacenti.

A Locri, nei giorni scorsi, i Carabinieri sono stati impegnati in diversi servizi predisposti a largo raggio finalizzati alla prevenzione e contrasto del consumo di sostanze stupefacenti ed alcoliche, oltre che ad attività di controllo alla circolazione stradale. In tale quadro, diverse sono state le pattuglie su strada, 4 le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Locri.

 

Più di 50 i mezzi controllati e 76 nel complesso le persone identificate anche nel corso di perquisizione personali e veicolari, diverse le sanzioni per violazioni delle norme sulla circolazione stradale.  Nello specifico, i militari dell’Arma, hanno denunciato un 54enne e un 34 enne di Locri, rispettivamente per guida sotto l’influenza dell’alcool, per tasso alcolemico riscontrato pari a 2,94 g/l e per guida senza patente poiché mai conseguita, con l’aggravante della recidiva nel biennio. Deferiti, inoltre, una 19enne di Bovalino e un 18enne di Siderno, per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, poiché trovati entrambi in possesso di 15 grammi di “Marijuna”.

Segnalati, invece, all’Ufficio territoriale del Governo di Reggio Calabria per condotte integranti illeciti amministrativi, quattro giovani locresi, poiché trovati in possesso di alcuni grammi di sostanza stupefacente del tipo “Marijuana” e un 39enne sempre di Locri, poiché in possesso di 3 grammi di sostanza stupefacente del tipo “Hashih”.

Come sempre puntuale la risposta dell’Arma dei Carabinieri, quotidianamente impegnata nella prevenzione e nel contrasto dell’illegalità nel territorio della Locride.

(fonte: nota stampa del comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria)

Droga: Operazione dei carabinieri nella piana di Gioia Tauro. Spaccio tra Calabria e Messina, 7 arresti

Nelle prime ore di oggi, nelle province di Reggio Calabria e Messina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria e dei Comandi Arma competenti per territorio, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal Tribunale di Palmi su richiesta del procuratore ff Giorgio Panucci della locale Procura della Repubblica nei confronti di 7 persone (di cui 4 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di detenzione, vendita, acquisto e cessione di sostanze stupefacenti, del tipo marijuana, hashish e cocaina. I destinatari della misura cautelare, quasi tutti già gravati da precedenti di polizia.

 

Le persone interessate dall’applicazione di misura cautelare sono: GERACE Pietro, 39enne di Varapodio; RANIERI Giuseppe, 59enne di Varapodio; RANIERI Rosaria, 22enne di Varapodio, sottoposta agli arresti domiciliari; MANGANO Francesco, 31enne di Oppido Mamertina; MAIORANA Giovanni, 48enne di Messina; MAZZA Pietro, 26enne di Messina, sottoposto agli arresti domiciliari; SPIZZICA Antonio, 43enne di Gioia Tauro, sottoposto agli arresti domiciliari.
Tutti, per gli inquirenti, facevano parte di un gruppo dedito alla compravendita di hashish, marijuana e cocaina. L’inchiesta si è sviluppata tra gennaio e luglio 2019 e, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, è riuscita a dimostrare l’esistenza di un sodalizio che si occupava della gestione dello spaccio nella “piazza” di Varapodio. Lì il principale indagato, Giuseppe Ranieri, si avvaleva della collaborazione di Pietro Gerace mentre, per i traffici verso il messinese, i carabinieri hanno scoperto l’intermediazione della figlia di Ranieri, Rosaria, del genero Francesco Mangano e di Antonio Spizzica. Messina era infatti un’altra importante “piazza” di spaccio per il gruppo. Nella città siciliana, infatti, secondo l’accusa, Giovanni Mariorana e suo genero Pietro Mazza avrebbero acquistato da Ranieri diversi chili di marijuana e hashish che poi venivano venduti nella provincia siciliana.
La droga veniva nascosta nelle intercapedini della carrozzeria o nelle plastiche di allestimento interno delle vetture usate per attraversare lo Stretto. Al fine di eludere eventuali controlli, gli indagati hanno adoperato particolari modalità organizzative per la vendita e il trasporto. In particolare utilizzavano un linguaggio criptico e, nel corso delle conversazioni intercettate, per fare riferimento alle quantità e ai prezzi usavano parole come “i minuti” o “animali”. Massiccio, infine, è stato l’uso di servizi di messaggistica on-line per evitare chiamate tradizionali. Alcuni indagati sono legati tra di loro da legami di parentela a conferma dell’esistenza di una struttura fondata su forti ed impermeabili vincoli di sangue e di una gestione delle singole attività illecite a vocazione principalmente familiare.
L’indagine ha quindi colpito in particolare il fenomeno dello spaccio al dettaglio che interessa anche il territorio della Piana di Gioia Tauro, parallelamente alla grande produzione e distribuzione di sostanza stupefacente, altrettanto duramente colpita con importanti operazioni che frequentemente consentono la distruzione di grandi piantagioni e l’arresto di numerose persone.

Contraffazione: negozio del falso in centro a Reggio. Sequestrati 800 articoli taroccati delle principali griffe

Un “negozio del falso” in pieno centro cittadino a Reggio, in un appartamento in via Tenente Panella, tra le vie più importanti dello shopping. Lo hanno scoperto i finanzieri del Comando provinciale dopo avere notato un anomalo viavai di persone. Il gestore è stato denunciato in stato di libertà.

 

A seguito di un’irruzione nell’immobile, i militari hanno trovato centinaia di articoli contraffatti, esposti su scaffalature e banconi, come in un normale negozio: scarpe, giubbini, felpe, pantaloni, cappellini, borse, occhiali da sole, cinture, portafogli ed orologi. Tutti rigorosamente di marca. Tutta la merce, circa 800 articoli contraffatti, è stata sequestrata assieme a 400 euro in contanti. All’interno del “negozio del falso”, i carabinieri hanno trovato anche cosmetici, creme per il viso, profumi ed alcune bottiglie di champagne.

In corso le indagini per ricostruire l’intera filiera del falso e per individuare i centri di produzione e di distribuzione delle merci contraffatte che poi venivano esposte all’interno del “negozio”.

GIOIA TAURO, CONTINUANO I CONTROLLI DEI CARABINIERI. IL BILANCIO DEGLI ULTIMI GIORNI: DUE ARRESTI, UNA DENUNCIA E SANZIONI AMMINISTRATIVE FINO A CIRCA 3.300 EURO PER VIOLAZIONI AMBIENTALI.

Il rispetto per l’ambiente e l’attività capillare di controllo del territorio anche nelle aree più periferiche,
al di fuori dei principali centri abitati, rientrano tra le fondamentali prerogative su cui si basa l’attività di
dell’ Arma dei Carabinieri, sempre volta alla tutela dei principi di legalità sanciti dal nostro ordinamento
giuridico. In tale ottica, diversi continuano ad essere i servizi predisposti nel territorio della piana di
Gioia Tauro.
In particolare, negli ultimi giorni, a Serrata, i Carabinieri della locale Stazione con il supporto dei
Carabinieri Forestali N.I.P.A.A.F. di Reggio Calabria, nel corso di un controllo a un terreno agricolo , il
cui proprietario è ormai deceduto, hanno riscontrato all’interno, la presenza di due carcasse di
autovetture, abbandonate ormai da diverso tempo. Dalle successive verifiche esperite, hanno inoltre
appurato che risultava essere stata omessa la consegna delle stesse ad appositi centri adibiti alla
rottamazione, da parte dei legittimi intestatari, provenienti da San Pietro di Caridà, ai quali i militari
operanti hanno irrogato una sanzione amministrativa di circa 3.300 euro, contestando l’abbandono di
veicolo in fuori uso.
A Rizziconi, invece, i carabinieri della locale Stazione, hanno denunciato in stato di libertà un 53enne di
Gioia Tauro, per uso di atto falso e di targa manomessa.
Nello specifico, durante un posto di controllo alla circolazione stradale, i militari hanno colto l’uomo
mentre si aggirava a bordo di una Fiat Punto, esibendo una targa di prova contraffatta e priva
dell’apposita copertura assicurativa, contestualmente sottoposta a sequestro penale per i successivi
accertamenti del caso.
Nel medesimo contesto operativo, sempre a Rizziconi, i Carabinieri, hanno arrestato un cinquantenne
del posto, in esecuzione ad un ordine di espiazione della pena detentiva in regime di detenzione
domiciliare, poiché ritenuto colpevole dei reati di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni
personali aggravate, violenza e minaccia, commessi a Rizziconi nel 2016 - dovendo scontare la pena
residua di 3 mesi ed 8 giorni di reclusione.
Per finire, nei giorni scorsi, a Rosarno, i Carabinieri della locale Tenenza hanno dato esecuzione a un
ordine per la carcerazione nei confronti di un 38enne di origini ghanesi, il quale nel febbraio 2019, al
culmine di una lite scaturita per futili motivi, aveva ripetutamente colpito con una catena in ferro un
connazionale, a Rosarno.
L’uomo è stato associato alla Casa Circondariale di Palmi, ove dovrà scontare la pena residua di 8 mesi
e 18 giorni.

PALMI. CONTROLLI STRAORDINARI DEI CARABINIERI: CIRCA 5OO PERSONE CONTROLLATE, ARRESTI E DENUNCE

A Palmi, i Carabinieri, continuano nell’attività di controllo del territorio ad ampio raggio, intensificata in
questi ultimi giorni, specie durante il fine settimana appena trascorso, sempre protesa a garantire oltre il
rispetto delle basilari regole in tema di Covid- 19, una sempre maggiore attività contrasto – obiettivo
questo che rimane preminente - alla criminalità, in ogni sua espressione .
In tale quadro emergono, 500 persone e 200 veicoli controllati, 21 contravvenzioni al codice della
strada, due arresti e due denunce.
In particolare, a Seminara, i Carabinieri della locale Stazione, hanno arrestato un 61 un del posto per
violazione delle disposizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale cui era
sottoposto, in ragione di precedenti condanne per reati associativi.
Il medesimo è stato inoltre denunciato per porto ingiustificato di armi in luogo pubblico, in quanto
trovato in possesso di un coltello a serramanico.
Arrestato, sempre a Seminara un altro 61enne del luogo, in esecuzione dell’ordine di carcerazione
emesso a suo carico dalla Procura della Repubblica di Palmi per l’espiazione di 4 mesi di reclusione in
regime di detenzione domiciliare a seguito di una condanna per furto aggravato.
Nel medesimo contesto operativo, i militari dell’Arma hanno inoltre denunciato un 61enne di Seminara
per violazione degli obblighi imposti dalla misura della libertà vigilata ed una 35enne di Palmi, per falsa
attestazione delle proprie generalità, per aver fornito all’atto del controllo da parte dei Carabinieri, un
nome falso allo scopo di eludere gli accertamenti sui propri documenti di guida, i cui termini di validità
risultavano scaduti.
Continua sempre costante l’attività di prevenzione e contrasto dei Carabinieri, che attraverso la costante
azione di controllo del territorio, è volta a garantire ai cittadini la fondamentale sicurezza pubblica e il
rispetto della legalità.

REGGIO CALABRIA: I CARABINIERI NAS SEQUESTRANO CASA DI RIPOSO DEGLI ORRORI, 3 PERSONE INDAGATE.

A  Reggio Calabria Carabinieri, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, nei confronti di una cooperativa sociale – casa alloggio, della  struttura immobiliare ove la stessa insiste, abusivamente trasformata in una casa di riposo per anziani,  e notificato contestualmente una “informazione di garanzia” nei confronti della legale rappresentante dell’attività e di due operatori socio sanitari, accusati a vario titolo di abbandono di persone incapaci, maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione sanitaria.

L’attività scaturisce ad esito di un’attività di indagine condotta dai Carabinieri del NAS – Nucleo Antisofisticazione e Sanità e della Compagnia di Reggio Calabria, avviata nel marzo dello scorso anno, quando, in piena pandemia e nella fase più critica, un ospite della struttura sanitaria, ubicata nel quartiere reggino di Ciccarello, era risultato positivo al Covid-19 e ricoverato, in gravi condizioni, presso il GOM di Reggio Calabria.

Nel giro di un mese lui ed altre due donne, ospiti nella stessa casa di riposo, erano poi deceduti a causa del virus, ed altri cinque degenti risultati contagiati.

Immediatamente i militari del N.A.S e della Compagnia Carabinieri di Reggio Centro, sotto il coordinamento del sostituto Procuratore Marika Mastrapasqua e dal Procuratore Vicario Gerardo Dominijanni – della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, avevano eseguito un’ ispezione al fine di verificare le condizione della struttura e le misure in atto per il contenimento del contagio da coronavirus, constatando che la casa alloggio, autorizzata solo per sei unità ed “a bassa intensità assistenziale”, in realtà era stata trasformata in casa di riposo con oltre dieci ospiti, di cui molti non autosufficienti e allettati, bisognevoli di cure e terapie farmaceutiche continue e, quindi, di una assistenza altamente professionale.

È stato, inoltre, accertato che non vi era alcuna autorizzazione né, tantomeno, erano mai state fatte le previste comunicazioni alle Autorità di Pubblica Sicurezza, e che l’assistenza agli anziani veniva assicurata solo dalla cuoca e da due operatori sanitari – i quali somministravano abusivamente anche i farmaci – oltre che la rappresentante legale non riforniva adeguatamente di derrate alimentari la struttura. Per effetto di ciò molti anziani, soprattutto quelli allettati, erano malnutriti o lasciati privi di cibo – una degente arrivò a pesare addirittura 35 kg – e venivano sedati somministrando loro massicce dosi di medicinali con effetto psicotropo.

Le gravissime condotte così riscontrate, anche grazie alla collaborazione dei parenti delle vittime, hanno fatto si che il GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria accogliesse la richiesta di sequestro avanzata dalla locale Procura della Repubblica

Le più belle foto della Calabria

Isole Eolie viste dal belvedere di Nicotera
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vista aerea Spiaggia Le Roccette Tropea
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Spiaggia di Michelino, Parghelia
Parghelia
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Grotta del Palombaro, Tropea
Capo Vaticano vista dal belvedere
Tropea vista aerea
Reggio Calabria e la costa messinese

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