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GIOIA TAURO. CONTRASTO AL CAPORALATO: CARABINIERI DENUNCIANO TITOLARI DI TRE AZIENDE AGRICOLE

A San Ferdinando e Laureana di Borrello, i Carabinieri insieme alle unità specializzate del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, nell’ambito di controlli volti a contrastare il fenomeno del caporalato, hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria, tre titolari di aziende agricole e contestato sanzioni amministrative per un totale di 11.500 euro.

 

Nello specifico, a seguito di controllo ispettivo presso un’azienda agricola in area montana, gli uomini dell’Arma hanno riscontrato violazioni, da parte di due braccianti extracomunitari, poiché lavoratori dipendenti senza regolare contratto, in violazione al Testo Unico sull’immigrazione. Contestata, in questo caso, al datore di lavoro, una sanzione ammontante a 4.300 euro.

A Rosarno, invece, nel corso di altri due accessi ispettivi, presso aziende agricole, i militari operanti hanno identificato in un caso 10 braccianti agricoli di origine africana, uno dei quali, è risultato assunto senza regolare contratto, e 4 nell’altro, uno dei quali, anche in questo caso con posizione irregolare: contestate ai titolari delle aziende, in entrambi i casi, una sanzione amministrativa di 3.600 euro.

Volendo fare un bilancio dell’ultimo semestre, diversi sono stati i controlli ispettivi, circa trenta, in aziende agricole della piana di Gioia Tauro, nell’intento di arginare il fenomeno sempre più radicato del caporalato, contestate sanzioni per circa 200.000 euro, nel complesso e  200 i lavoratori identificati, molti dei quali risultati “in nero”, altri in difetto per varie irregolarità, assoggettati dalle regole imposte dai loro datori di lavoro, imprenditori locali, il cui unico intento si è sempre mostrato lo stesso: ottenere manodopera a basso costo, a discapito dei loro dipendenti, costretti a lavorare in condizioni assolutamente precarie.

REGGIO CALABRIA. PRESENTATA LA GIUNTA FALCOMATÀ: C’È ANCHE ROSANNA SCOPELLITI

Molte new entry nella Giunta del rieletto Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, presentata questa mattina nel suggestivo spazio del monumento che ospita “L’Opera” di Edoardo Tresoldi, sul lungomare Italo Falcomatà. Della Giunta fanno parte quattro uomini e quattro donne e tra queste ultime Rosanna Scopelliti, ex parlamentare e figlia del magistrato di Cassazione Antonino Scopelliti, ucciso in un agguato mafioso a Campo Calabro nel 1991.

Non ufficializzato ancora il nome del vicesindaco: “Una persona – ha detto Falcomatà – che non fa parte dell’ambiente comunale, e che a casa della sua indisponibilità odierna, ho scelto di non annunciare. Lo faremo nei prossimi giorni”. La giunta Falcomatà bis è composta da Irene Vittoria Calabrò (Finanze, Tributi, Attività produttive); Mariangela Cama (Pianificazione territoriale e urbana sostenibile e programmazione progetti strategici – Edilizia, Vigilanza e Demanio Marittimo – Mobilità e Trasporti – Società partecipate); Rosanna Scopelliti (Cultura – Turismo – Legalità – Scuola – Università); Giuseppina Palmenta (Sport – Politiche di genere – Politiche giovanili – Europe Direct); Rocco Albanese ( Manutenzioni (Edilizia scolastica, stradale, idrica, fognaria, illuminazione e cimiteri – Politiche abitative ed Edilizia residenziale pubblica – Dismissione e valorizzazione del Patrimonio – Protezione Civile); Paolo Brunetti (Ambiente – Ciclo integrato dei rifiuti – Depurazione – Verde pubblico – dismissione amianto – Polizia Municipale); Giovanni Muraca (Lavori pubblici – Grandi opere – Risorse UE); Demetrio Delfino (Welfare e politiche della famiglia).

 

‘NDRANGHETA: APPALTI PILOTATI PER FAVORIRE COSCHE

Un cartello criminale composto da imprenditori e funzionari pubblici per pilotare gli appalti e agevolare le cosche della ‘Ndrangheta. E’ quanto hanno scoperto la Guardia di Finanza e lo Scico che hanno eseguito decine di arresti in diverse regioni italiane. L’indagine, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, ha preso di mira i profili ‘imprenditoriali’ dei Piromalli, la cosca che opera nella Piana di Gioia Tauro. I finanzieri hanno eseguito anche sequestri di beni e imprese per oltre 103 milioni di euro. I provvedimenti cautelari e i sequestri sono scattati nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia. L’operazione denominata ‘Waterfront’, è l’epilogo delle indagini sull’ala imprenditoriale dei Piromalli. Dagli accertamenti è emersa l’esistenza di un cartello composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione ed altri reati. Sono 11 i funzionari pubblici coinvolti. Tra loro anche un funzionario dell’Anas in servizio a Reggio Calabria e tecnici dei comuni di Rosarno e Gioia Tauro. I finanzieri di Reggio Calabria e dello Scico, hanno portato alla luce altre ipotesi di reato di frode in pubbliche forniture, portate a termine grazie anche a funzionari pubblici infedeli.

EMESSO OGGI IL FRANCOBOLLO PER BRUNO IELO: UCCISO NEL 2017 DALLA ‘NDRANGHETA

E’ stato diffuso il francobollo, valido per la posta ordinaria, dedicato all’anniversario dell’uccisione di Bruno Ielo, il tabaccaio ed ex carabiniere, trucidato dalla ‘ndrangheta il 25 maggio 2017 a Reggio Calabria. Il valore postale reca un ritratto di Bruno Ielo, sullo sfondo compaiono alcuni francobolli italiani in cui spiccano quattro emissioni dedicate a vittime della mafia, in alto a sinistra l’insegna delle rivendite dei Tabaccai contrassegnata dal n.92 che contraddistingueva la tabaccheria di Ielo e in basso a destra è riprodotta la bandiera italiana. Il testo del bollettino illustrativo dell’emissione e’ firmato dalla figlia Daniela e dalla famiglia: ”Bruno per la sua grande onestà e per il suo continuo combattere per i valori in cui aveva sempre creduto, si legge, non ha voluto abbassare la testa. Uomo disponibile verso tutti, grande lavoratore con un grande cuore, capace di dimostrare il suo amore.

‘NDRANGHETA. CONFISCATI BENI PER 8 MILIONI DI EURO AD IMPRENDITORE

La Guardia di Finanza di Roma con il coordinamento della Procura di Reggio Calabria  ha confiscato beni mobili e immobili per otto milioni di euro  ad un imprenditore di 50 anni, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, ritenuto contiguo alle cosche di ‘ndrangheta degli Iamonte di Melito Porto Salvo e Piromalli di Gioia Tauro. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale reggino. Dalle indagini è emerso che l’imprenditore era da tempo in affari con la ‘ndrangheta, avendo avviato e accresciuto le proprie attività grazie alla contiguità funzionale e agli appoggi delle cosche. La confisca di beni ha riguardato il compendio aziendale di diverse imprese, quote societarie, immobili, autoveicoli e rapporti finanziari.

REGGIO CALABRIA: COLPI D’ARMA DA FUOCO CONTRO NEGOZIO

A Reggio Calabria sono stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco contro la saracinesca di un esercizio commerciale nella zona centrale della città. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti della Polizia di Stato che hanno effettuato i rilievi. Sono in corso indagini per risalire agli autori del gesto.

Le più belle foto della Calabria

Isole Eolie viste dal belvedere di Nicotera
Pentedattilo
Reggio Calabria vista dalla collina Pentimele
Castello di Scilla
vista aerea Spiaggia Le Roccette Tropea
Panorama di Palmi visto da Monte Sant'Elia
Scilla
Zambrone Scoglio del leone
Spiaggia di Capo Vaticano
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Tropea protagonista a Masterchef
copertina per Tropea
Tramonto sullo Stromboli visto da Tropea
Capo Vaticano
Castello di Vibo Valentia
Monte Mancuso
Spiaggia di Michelino,Parghelia
Spiaggia di Michelino, Parghelia
Parghelia
Parghelia
Grotta del Palombaro, Tropea
Capo Vaticano vista dal belvedere
Tropea vista aerea
Reggio Calabria e la costa messinese

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