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CORRUZIONE E TURBATIVA D'ASTA: TORNANO IN LIBERTA' VERTICI DELLA 'CARONTE&TOURIST'

Tornano in libertà, "per affievolimento delle esigenze cautelari", il presidente e l'amministratore delegato della "Tourist&Caronte spa", la società privata che gestisce il servizio di traghettamento nello Stretto di Messina. Antonino Repaci, di 78 anni, e Calogero Fimiani, di 54, erano stati arrestati e posti ai domiciliari il 18 dicembre scorso nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria con l'accusa di corruzione, turbativa d'asta, falso in atto pubblico, truffa aggravata e peculato. Tra gli 11 arrestati, all'epoca, anche il sindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, tornato in libertà anche lui il 10 gennaio. A carico di Repaci e Fimiani, come misura alternativa alla custodia cautelare, il Gip di Reggio Calabria, Valentina Fabiani, ha disposto il divieto di dimora nel comune di Villa San Giovanni.

REGGIO CALABRIA. ARRESTATI CAPI E AFFILIATI ALLA COSCA LABATE 'TI MANGIU': PER LA PRIMA VOLTA COLLABORANO IMPRENDITORI

Una vasta operazione della Polizia denominata "Helianthus", coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, ha portato all’arresto di 14 persone tra capi, luogotenenti ed affiliati alla pericolosa cosca di ‘ndrangheta Labate detta anche 'Ti mangiu' che controlla il quartiere Gebbione della città. L'inchiesta ha consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche criminali del clan facendo luce sugli affari economici, in particolare nei settori delle scommesse on line, delle slot machine e dello sfruttamento delle corse clandestine di cavalli ma anche imponendo il pizzo agli imprenditori, specialmente quelli impegnati nell'esecuzione di appalti nel settore dell'edilizia privata nell'area ricadente sotto il dominio della consorteria mafiosa. Ad alcuni imprenditori veniva anche imposto con la forza dell'intimidazione l'acquisto di prodotti da aziende nella disponibilità del clan. Ad un commerciante è stato impedito di aprire una pescheria nel quartiere perché dava fastidio al titolare di un analogo esercizio commerciale, affiliato alla cosca. Le indagini da cui scaturisce l'operazione Helianthus, iniziate nel 2012, portarono, a distanza di oltre un anno, il 12 luglio 2013, alla cattura del latitante Pietro Labate, leader carismatico e capo storico della cosca che porta il suo nome. L'uomo, nell'aprile 2011, era sfuggito all'esecuzione del fermo emesso dalla Dda ed eseguito dalla Squadra mobile nei confronti di capi e gregari delle cosche Tegano e Labate nell'ambito dell'operazione "Archi". Al culmine di un'intensa e attività investigativa supportata da intercettazioni telefoniche e ambientali e da sistemi di video sorveglianza, nell'estate del 2013 gli investigatori della Squadra mobile localizzarono e catturarono il boss latitante mentre si muoveva a bordo di uno scooter vicino al torrente S. Agata. Nel covo in cui aveva trovato rifugio, non distante dal luogo in cui era stato localizzato, vennero scoperte alcune agende sulle quali il boss aveva annotato nomi di persone, importi e denominazioni di ditte rivelatesi determinanti ai fini dell'accertamento della penetrazione dei Labate nel tessuto di alcune attività economiche e commerciali locali. Sequestrate anche aziende del valore di circa 1 milione di euro operanti nel settore alimentare e della distribuzione di carburanti tra Reggio, Roma, e Cosenza. Per la prima volta affermati imprenditori reggini del settore edile e immobiliare, dopo un'iniziale ritrosia per il timore di subire rappresaglie, hanno collaborato con i magistrati della Dda di Reggio Calabria. Tra gli arrestati figurano il boss Pietro Labate a cui il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere essendo detenuto per altra causa, al fratello Antonino reggente della cosca durante il periodo di latitanza di Pietro, al cognato Rocco Cassone e ad altre nuove leve della consorteria.

REGGIO CALABRIA. DIPENDENTI ASP GIOCAVANO A SLOT IN ORARIO DI LAVORO

Si allontanavano dal luogo di lavoro per giocare alle slot-machine, per fare la spesa e per leggere i quotidiani. La Guardia di finanza di Palmi, nell'ambito dell'operazione "Polo sanitario", ha notificato un provvedimento di presentazione alla polizia giudiziaria emesso dal Gip su richiesta della Procura, nei confronti di 13 dipendenti dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, in servizio presso il polo sanitario di Taurianova. Dalle indagini è emerso che gli indagati, approfittando della mancanza di controllo da parte dei dirigenti, dopo aver timbrato il badge si allontanavano dal luogo di lavoro per dedicarsi ad attività private di ogni genere. Inoltre è stata rilevata anche l'inattività quotidiana di buona parte dei dipendenti che dopo aver timbrato, stazionavano per ore nell’atrio esterno del plesso dell'Asp. Secondo quanto accertato dai finanzieri, gli indagati, oltre a non effettuare le ore previste, arrivavano ad attestare falsamente lo straordinario, fino ad oltre 30 ore mensili. 25 le persone indagate.

CITTANOVA. SCOPERTA DISCARICA ABUSIVA CON 7.000 MC DI INERTI: 4 DENUNCE

A Cittanova, nel reggino, i carabinieri forestale hanno scoperto una vasta area agricola trasformata in una discarica di materiale inerti, per un volume accumulato di oltre 7.000 metri cubi. Quattro le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria: il proprietario dell’area agricola di 22 anni, il suo tecnico incaricato dei lavori, l’amministratore unico della società che materialmente ha movimentato il materiale di risulta di 38 anni ed un tecnico del comune di Cittanova di 39 anni. I reati contestati vanno dall’abuso edilizio alla falsità ideologica e materiale. L’area agricola dal valore stimato in circa 20.000 euro è stata sequestrata.

REGGIO CALABRIA: FUCILE E CARTUCCE NASCOSTI ALL’INTERNO DI UN TUBO. SEQUESTRATI DAI CARABINIERI

I Carabinieri della stazione di Valanidi, assieme ai colleghi dello squadrone eliportato cacciatori di Vibo, hanno trovato, nascosti all’interno di un tubo in gomma occultato in un muro, due fucili da caccia e numerose munizioni. Ancora un rinvenimento di armi da parte dei Carabinieri del città reggina. Questa volta siamo a Rosario Valanidi, in località Paterriti-Amendolea, dove i carabinieri della Stazione e i Cacciatori di Calabria, nel corso di servizi congiunti, hanno trovato, nascosto tra un muro, un tubo in gomma con all’interno due fucili da caccia monocanna clandestini, oltre 50 cartucce dello stesso calibro e un caricatore per pistola. Le armi, perfettamente funzionanti sono state sequestrate dai militari dell’Arma, i quali hanno avviato ulteriori accertamenti per capire chi avesse la disponibilità del fucile. Il sequestro in questione non può dirsi un caso isolato. Al contrario, si inserisce in una precisa strategia del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con l’obiettivo di reprimere il possesso – ma anche l’utilizzo – di armi clandestine. Decisivo, ancora una volta, il contributo dei Cacciatori di Calabria. Sono militari che conoscono le aree rurali e più impervie dell’Aspromonte, con l’abilità e l’intuito di scovare, nei nascondigli naturali più impensabili, armi, munizioni e sostanze stupefacenti. I controlli dei Carabinieri continueranno in tutta l’area aspromontana.

MONASTERACE. CEDEVA STUPEFACENTE A MINORI TRAMITE WHATSAPP: IN MANETTE PUSHER

I Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, un 19enne di Monasterace, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante della cessione a minori. Nel corso di controlli i militari hanno trovato tre minorenni in possesso di oltre 8 grammi di marijuana. A seguito di ispezione dei rispettivi telefoni cellulari, è risultato che la sostanza stupefacente era stata acquistata da un 20enne, attraverso accordi su Whatsapp. Eseguita una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del giovane, i carabinieri hanno trovato oltre 100 grammi di marijuana, in parte già suddivisa in dosi, un bilancino di precisione e materiale di confezionamento. Il pusher è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Locri. Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro.

Le più belle foto della Calabria

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Reggio Calabria vista dalla collina Pentimele
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vista aerea Spiaggia Le Roccette Tropea
Panorama di Palmi visto da Monte Sant'Elia
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Spiaggia di Michelino, Parghelia
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Grotta del Palombaro, Tropea
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Tropea vista aerea
Reggio Calabria e la costa messinese

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