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Zambrone. Appuntamento culturale per la presentazione del libro di Saverio Zavettieri e Francesco Kostner, "Battaglie di Libertà"

Sabato prossimo, 29 marzo, alle ore 17, si terrà al Centro Servizi Sociali di Zambrone, la presentazione del libro-intervista di Saverio Zavettieri e Francesco Kostner, "Battaglie di Libertà" - Tra politica, istituzioni e lotte sociali. "Il libro-intervista di Saverio Zavettieri attraversa una significativa porzione della storia repubblicana, intrecciando memorie personali, riflessioni e analisi. La sua esperienza politica e sindacale si fonde con le vicende pubbliche, dando vita a un racconto che spazia dall'ingresso nel PSI alla lunga militanza nella CGIL, dalla direzione della Commissione per la Calabria presso il Ministero del Mezzogiorno all'attività parlamentare, alle battaglie garantiste, dall'esperienza nel Nuovo PSI a quella di sindaco di Bova Marina.  Il volume ripercorre i principali episodi chiave della sua carriera, dalle vittorie alle sconfitte, dagli affetti alle delusioni. Alcuni momenti sono solo accennati, mentre altri vengono approfonditi con intensità, restituendo il ritratto di un uomo dalla tempra inesauribile e dal coraggio leonino. Nel susseguirsi di eventi e sfide emerge un filo conduttore: la determinazione a difendere la libertà senza compromessi, con uno spirito innovatore e coerente. Zavettieri ha incarnato una politica di impegno costante, opponendosi a convenienze e opportunismi, scegliendo di agire là dove altri preferivano l'inazione. Ma anche la volontà di difendere la verità, specie con riferimento alla storia socialista. Per farlo, usa una forza ideale e morale che richiama le radici della cultura grecanica, tra il coraggio prometeico e la volontà di superare i limiti imposti dalle piccolezze umane. Questo suo modo di essere, unito a un carattere forte e combattivo, lo ha reso bersaglio di critiche e ostilità, ma anche artefice di amicizie sincere, di stima istituzionale e di un affetto profondo all'interno della galassia socialista calabrese. Definito "l'ultimo sacerdote laico della politica", la definizione diventa ancora più calzante se accompagnata dal termine "socialista": socialista nel pensiero e nell'azione. Dall’intervista, emerge chiaramente come Saverio Zavettieri abbia sempre difeso la bandiera socialista, anche nelle situazioni più scomode e critiche. Una difesa coriacea, reale e culturale, spesso intrecciata col suo meridionalismo moderno e avveduto.  Zavettieri ha onorato le istituzioni in ogni ruolo ricoperto, lasciando ovunque un'impronta tangibile del suo operato. Le sue battaglie sociali sono state guidate da una visione chiara: contribuire all'emancipazione di uomini e donne rimasti ai margini della storia, ampliando così i confini della libertà per tutti. Il libro restituisce il ritratto di un uomo imprevedibile e appassionato, dotato di intelligenza e anticonformismo, capace di coniugare fermezza e sensibilità. Lo testimonia l'approfondita disamina sulla fine del PSI calabrese, la nobile vicinanza a Bettino Craxi nel celebre discorso parlamentare del 3 luglio 1992 e la lucida analisi delle vicende calabresi dagli anni Settanta agli anni Novanta, che hanno segnato profondamente la storia della regione. Diretto e senza edulcorazioni risulta anche l'esame dell'esperienza di governo regionale dal 2000 al 2005, come assessore alla Pubblica Istruzione, Cultura e Beni Culturali della Regione Calabria; periodo che include il subito attentato di matrice politico-mafiosa ben documentato nella sua lettura. Tra le molte riflessioni proposte, emerge una consapevolezza essenziale: la libertà non è mai una conquista definitiva, ma un obiettivo da difendere continuamente. Oggi, più che mai, la politica ha bisogno di interpreti capaci di difendere la democrazia con idee e impegno concreto. La storia di Zavettieri e le sue Battaglie di libertà offrono un percorso chiaro, tangibile ed efficace, lasciando un'eredità di speranza e azione."  Cosi il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Corrado Antonio L'Andolina, tra i relatori, nella sua recensione.  

 

 

Beneficiavano di contributi come imprenditori agricoli ma risultavano studenti, interviene Corte dei Conti

La Procura regionale della Corte dei conti ha emesso tre atti di citazione a giudizio nei confronti di altrettanti imprenditori agricoli calabresi, a cui viene contestato un danno erariale di oltre mezzo milione di euro. Dalle indagini è emerso che hanno beneficiato di contributi europei destinati all'agricoltura senza essere imprenditori attivi ma studenti. Gli accertamenti, eseguiti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria Catanzaro, coordinati dal procuratore regionale per la Corte dei conti Romeo Ermenegildo Palma e seguiti dal sostituto procuratore Gianpiero Madeo, avrebbero permesso di ricostruire la responsabilità erariale dei tre. In particolare, gli approfondimenti delle Fiamme Gialle hanno portato alla luce irregolarità nell'assegnazione di fondi destinati al Programma di Sviluppo rurale e alla politica agricola comune, erogati dalla Regione Calabria, in danno del bilancio dell'Unione europea. Le risorse, finalizzate al sostegno di giovani agricoltori per l'avvio delle attività agricole e al ricambio generazionale nello specifico settore, erano state destinate ai tre che sarebbero risultati privi dei requisiti previsti, in quanto, in realtà, non erano agricoltori attivi ma studenti universitari fuori sede, peraltro in località distanti da quelle di ubicazione dei terreni, nel catanzarese. Sulla base degli elementi raccolti, la Corte dei conti - Procura regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Calabria, ha contestato loro un danno erariale pari a oltre 526.000 euro, oltre agli accessori di legge e alle spese di giustizia.

Maltempo. Allerta arancione domani in Calabria: scuole chiuse a Catanzaro, Lamezia, Crotone, Vibo Valentia e Pizzo

La Protezione civile regionale ha diffuso un messaggio di Allerta Arancione per la giornata di domani per condizioni di spiccato maltempo. Alla luce dell’allerta, il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce,  il sindaco di Lamezia Paolo Mascaro, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo ed il sindaco di Pizzo Sergio Pititto hanno disposto la chiusura delle scuole per la giornata di domani giovedì 27 marzo. “𝐿’𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑎 - 𝑟𝑖𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎 𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑒 𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑑𝑜, 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖, 𝑖𝑣𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖 𝑖 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑖𝑛𝑓𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑓𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑖, 𝑎𝑠𝑖𝑙𝑖 𝑛𝑖𝑑𝑜 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑒 𝑙𝑢𝑑𝑜𝑡𝑒𝑐ℎ𝑒, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒 𝑙𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑠𝑐𝑜𝑙𝑎𝑠𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑑 𝑒𝑥𝑡𝑟𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑎𝑠𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒. 𝑆𝑖 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒, 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑝𝑟𝑢𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖”.

 

Catanzaro. Danneggiata sede della società a2a

La notte scorsa ignoti hanno danneggiato la sede di Catanzaro della A2a, società multiservizi che opera nei settori ambiente, energia, calore, reti e tecnologie per le città intelligenti. Rubate anche alcune strumentazioni come computer portatili il cui danno è in via di quantificazione. A scoprire quanto accaduto sono stati i dipendenti che questa mattina hanno aperto la sede. Gli uffici sono stati messi a soqquadro, alcune suppellettili danneggiate e sono sparite alcune attrezzature. Il personale della società ha avvertito i carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire agli autori del raid.

Inchiesta ‘Tempio di Hera’: assolto vicepresidente della giunta regionale

Il vicepresidente della giunta regionale della Calabria Filippo Pietropaolo è stato assolto dall’accusa di ricettazione perché il fatto non costituisce reato. Lo ha stabilito il collegio penale del Tribunale di Crotone, presieduto da Edoardo D’Ambrosio, a conclusione del processo scaturito dall’operazione “Tempio di Hera”. Si tratta di una indagine con la quale, nel gennaio 2017, carabinieri del Nucleo Tutela del patrimonio culturale di Cosenza hanno messo in luce un’organizzazione dedita allo smercio di reperti archeologici scavati illegalmente che portò ad indagare 52 persone. Pietropaolo era stato rinviato a giudizio per aver accettato una “moneta dei bretti”. La sentenza ha invece inflitto condanne ai tombaroli per il reato di associazione a delinquere finalizzata allo scavo illecito di reperti archeologici. Il Tribunale di Crotone ha condannato a cinque anni di reclusione Vincenzo Godano; tre anni per Francesco Salvatore Filoramo, Luca Filoramo, Vittoria Villirillo e Carmine Francesco Verterame; due anni sono stati inflitti a Francesco Arena. Assolti per non aver commesso il fatto Pasquale Antonio Fabiano, Salvatore Rocca, Carmelo Marino, Pasquale De Tursi; assolti perché il fatto non sussiste: Yvonne Maria Gallo, Luigi Lacroce, Leonardo Lecce, Michele Bisceglie, Mario Raso, Annibale Chiaravaloti. La sentenza è arrivata ad otto anni di distanza dall’operazione, periodo durante il quale alcuni dei principali indagati sono deceduti e quindi non sono più perseguibili.

Blizzard-Folgore. Società “serbatoio” della cosca gestite da imprenditore di Isola Capo Rizzuto trasferito a Bolzano

Una vasta operazione anti ‘ndrangheta condotta dai carabinieri del ROS – con il supporto di stazioni e Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria” – denominata Blizzard – Folgore, ha portato all’arresto 17 persone tra Bolzano, Bologna, Crotone, Milano, Roma, Foggia, Salerno, L’Aquila ed in Svizzera. Sono accusate di associazione a delinquere di tipo ‘ndranghetista e altri reati, tutti con l’aggravante mafiosa. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le indagini sono partite da un approfondimento della Procura di Trento su un imprenditore di 44 anni originario di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese, che si era trasferito per un periodo nella provincia di Bolzano. L’uomo, si legge in una nota delle Procure di Catanzaro e Trento “ha fatto da collante per gli interessi della cosca di Isola Capo Rizzuto, avviando una serie di progetti imprenditoriali di natura criminale, basati prevalentemente sulla commissione di reati di natura economico/finanziaria“. Le attività investigative, condotte dai militari del Ros in collaborazione con il Centro operativo della Dia di Padova, hanno consentito di “accertare come, mediante strumenti di schermatura societaria, siano state gestite occultamente, attraverso prestanomi societari e figure professionali a ciò deputate, diverse società che hanno permesso di drenare denaro dell’economia reale verso le casse dell’organizzazione criminale di stampo ‘ndranghestistico. Nello specifico gli indagati dotavano le loro società di crediti fiscali artatamente creati con lo scopo di trarne profitto dalla vendita diretta o dal loro utilizzo nel sistema delle compensazioni d’imposta. Le realtà economiche venivano concepite prevalentemente per essere assorbite in tutto o in parte da imprese con debiti erariali a cui si sottraevano mediante le indebite compensazioni dei crediti fittizi“. Il sistema impiegato era quello di “fusione per incorporazione”, ovvero per il tramite delle cosiddette “società serbatoio” che, puntualmente dotate di ingenti volumi di crediti d’imposta inesistenti, consentivano all’organizzazione di aggiudicarsi contratti di appalto a prezzi nettamente inferiori rispetto ai parametri di mercato. Nell’operazione sono stati sequestrati beni del valore di circa 50 milioni di euro. La consorteria, da quanto emerso, era retta secondo le tradizionali regole di ‘ndrangheta, con l’utilizzo di imprese legate al sodalizio quale strumento per favorire l’organizzazione e gli associati detenuti, il mantenimento dei contatti finalizzati alla trasmissione delle direttive operative da parte di uno degli esponenti di vertice mediante i colloqui carcerari e l’uso di strumenti di comunicazione introdotti all’interno della casa circondariale in cui era detenuto. L’elaborazione dei diversi esiti investigativi acquisti anche dalle Dda di Trento e di Venezia, svolto con il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, e le indagini dirette dalla Dda catanzarese hanno portato a ricostruire i legami associativo-mafiosi dell’imprenditore ipotizzando l’appartenenza al locale di ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto. Dalle indagini sono emersi anche casi di estorsioni e usura, oltre alla disponibilità della cosca di armi da guerra e comuni, alcune sequestrate durante le indagini. Oltre agli arrestati, 13 persone sono indagate in stato di libertà.


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