Dopo la pausa estiva, sono ripresi gli incontri mensili della Consulta delle Associazioni, occasioni di confronto tra le realtà che ne fanno parte, per condividere i risultati raggiunti e delineare nuove prospettive di impegno. A guidare l’organismo la professoressa Maria Domenica Ruffa, sede degli incontri l’Antico Sedile dei Nobili, in Piazza Ercole, luogo simbolico della vita cittadina. Nata nel 1992 per iniziativa di esponenti del mondo associativo locale, la Consulta è un organismo di partecipazione che promuove il dialogo e la collaborazione tra le associazioni, favorendo il rapporto tra i cittadini e le istituzioni. Nel rispetto dell’autonomia di ciascuna realtà, la Consulta vuole costruire uno spazio comune in cui leggere i bisogni del territorio, sostenere progetti condivisi, sollecitare l’attenzione delle istituzioni sulle questioni più urgenti e tutelare il ruolo dell’associazionismo nella vita pubblica. Dal resoconto delle attività è emerso il ritratto di una comunità associativa vivace, plurale e attenta, capace di tradurre sensibilità e competenze diverse in iniziative che arricchiscono la vita cittadina. Dalla musica classica, che richiama un pubblico ampio e in larga parte straniero, ai percorsi dedicati alla parità di genere, alle pari opportunità e alla dignità della persona; dall’impegno per la tutela dell’ambiente e l’amore per il mare alle proposte sociali, letterarie e filosofiche: ogni esperienza contribuisce a comporre un mosaico di energie e valori che custodisce e rivitalizza l’identità di Tropea. I contributi emersi durante l’incontro lasciano intravedere un ultimo scorcio d’anno denso di appuntamenti, destinati ad arricchire l’offerta culturale e sociale della città e a renderla ancora più accogliente e suggestiva. Un patrimonio di iniziative rivolto tanto a chi Tropea la vive ogni giorno quanto ai viaggiatori che, sempre più numerosi, la scelgono anche in autunno e in inverno, per un soggiorno capace di regalare emozioni. La Consulta delle Associazioni conferma così la sua vocazione originaria: essere espressione di cittadinanza attiva, luogo di incontro tra esperienze diverse e motore di crescita culturale, artistica e sociale. Perché una città non vive soltanto dei suoi monumenti e delle sue bellezze, ma anche delle persone che, attraverso l’impegno volontario, scelgono di prendersene cura.