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‘Ndrangheta. San Giovanni in Fiore: sequestrati beni per 50 mln euro agli Spadafora

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La Guardia di finanza di Cosenza ha sequestrato beni per oltre 50 milioni di euro ad un imprenditore di San Giovanni in Fiore, Luigi Spadafora, di 70 anni, e ai figli Pasquale, Rosario e Antonio, ritenuti affiliati di spicco della cosca di ‘ndrangheta crotonese Farao-Marincola.

La famiglia, come è emerso nel processo “Stige” della Dda di Catanzaro attraverso tre imprese governava, in regime di monopolio ‘ndranghetistico, l’offerta di legname e derivanti dai tagli boschivi operati nel territorio silano”.

Inoltre, proprio grazie alla gestione dei boschi della Sila, gli Spadafora erano stati utilizzati per garantire, negli anni, la latitanza di elementi di spicco della cosca Farao-Marincola.

Per tali accuse a febbraio scorso sono stati condannati dal Tribunale di Crotone, a più di 60 anni di carcere.

Al sequestro si è giunti grazie agli accertamenti patrimoniali svolti esaminando e le loro variazioni patrimoniali nell’arco temporale dal 2005 al 2017.

Cosenza. ‘Piazza pulita’: rinviati a giudizio anche Occhiuto e Barbieri

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Sono 13 gli imputati rinviati a giudizio nell’ambito del procedimento scaturito dall’inchiesta “Piazza Sicura” relativa alla realizzazione di Piazza Bilotti a Cosenza. Il gup del Tribunale di Catanzaro Teresa Guerrieri ha accolto la richiesta del pm Veronica Calcagno.

L’operazione ha coinvolto pubblici amministratori, imprenditori, professionisti e pubblici dirigenti, indagati per svariati reati di falso finalizzati ai finanziamenti per lavori complementari e per il rilascio del certificato di collaudo della piazza.

Il rinvio a giudizio è stato disposto, tra gli altri, nei confronti del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e dell’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri.

Cosenza. Morra a Serra Spiga per la campagna vaccinale: è polemica

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Sta scatenando un fuoco di polemiche la visita ispettiva di sabato scorso del senatore Nicola Morra, presidente della commissione antimafia, negli uffici del Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Cosenza a Serra Spiga. Secondo quanto dichiarato dal Commissario dell’Asp Vincenzo La Regina in una nota, il capo della task Force anti covid, il dottor. Mario Marino e il senatore avrebbero avuto uno scambio di vedute al termine del quale il medico ha avvertito un malessere ed ha preso dei giorni di malattia delegando un suo sostituto. Numerose le richieste di dimissioni.

Il senatore Morra ha diffuso un video messaggio sulla sua pagina facebook per difendersi dalle accuse di chi lo accusava di essere lì per  le vaccinazioni dei suoceri o dei genitori. “Purtroppo sia i miei genitori che mio suocero sono venuti a mancare tempo fa. Mentre mia suocera si è già vaccinata circa quindici giorni fa poiché rientrante per ragioni anagrafiche nelle categorie a rischio – ha chiarito Morra”.

Morra spiega anche di aver incontrato il Dott. Marino responsabile della centrale operativa territoriale di averlo messo telefonicamente in contatto con il Sottosegretario Pierpaolo Sileri, con il Dott. Giuseppe Longo Commissario alla sanità per la regione Calabria e con il Dott. Vincenzo La Regina Commissario dell’ASP cosentina al fine di migliorare il servizio prenotazione e tutto quanto riguardi la somministrazione vaccinale in Calabria.

“Questa ispezione – scrive il senatore M5S – è avvenuta a seguito di segnalazioni di cittadini che mi chiedevano d’intervenire vista la scarsità di vaccini ricevuti dai calabresi e, quindi, anche in provincia di Cosenza. Non vedo nulla di strano se il Presidente della Commissione parlamentare antimafia, parlamentare eletto in Calabria, si interessa ed interviene per cercare di aiutare il sistema delle vaccinazioni che in Calabria fa acqua da tutte le parti -lo dicono i numeri.

Nonostante ad oggi la macchina di somministrazione del vaccino funzioni poco e male, questi scarsi risultati non hanno in alcun modo scalfito le retribuzioni dei dirigenti che dovrebbero garantirci ben altri numeri per le vaccinazioni e ben altri livelli d’assistenza sanitaria in un’azienda sanitaria provinciale con circa 1 MLD di debiti!

L’ispezione eseguita sabato è una prerogativa di un parlamentare e penso sia dovere di qualunque rappresentante delle Istituzioni provvedere affinché il diritto alla salute venga rispettato anche in Calabria, anche in provincia di Cosenza”.

Omicidio a Mongrassano. Investe fratello con la sua auto: fermato 43enne

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Ha ucciso il fratello travolgendolo con la sua auto. A Mongrassano, in Provincia di Cosenza, i carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano hanno sottoposto a fermo un 43enne Giuseppe Marino che questa mattina, alla guida di una Bmw scura e con targa straniera ha investito il fratello 45enne passando sul corpo più volte, per poi, subito dopo sfrecciare via abbandonando il luogo dell’omicidio.

La vittima, è morta sul colpo. Ad assistere alla scena alcuni passanti che hanno allertato i carabinieri che hanno rintracciato il fuggiasco poco dopo.

All’origine dell’omicidio vi sarebbero state continue liti tra i due fratelli che avrebbero coinvolto anche la figlia dell’uomo fermato.

Don Maurizio Aloise è il nuovo arcivescovo di Rossano-Cariati

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Il Papa ha nominato arcivescovo di Rossano-Cariati don Maurizio Aloise, del clero dell’arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace. Il nuovo arcivescovo ha 52 anni.

Nella parrocchia di Gaiato nel 1997 ha coordinato l’accoglienza di quasi 200 donne e bambini curdi sbarcati sulle coste di Soverato.

Attualmente è parroco di “Santa Domenica V. M.” e Rettore del Santuario diocesano Santa Maria delle Grazie in Torre di Ruggiero e membro del CdA del Santuario.

Da un anno è presidente del CdA della fondazione Betania Onlus di Catanzaro e da 2011 Pro vicario generale dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace e membro di diversi organismi diocesani.

Emergenza Covid. A Cosenza e provincia occupati tutti posti letto

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Sono praticamente tutti occupati i posti letto per pazienti Covid in area medica di Cosenza e in provincia. Per quanto riguarda quelli gestiti dall’Azienda sanitaria provinciale, su 50 posti suddivisi tra Rossano, Cetraro e Acri, 48 sono già occupati. Per questo motivo l’Asp sta accelerando l’attivazione a Rossano di ulteriori 22 posti che non saranno però disponibili prima della prossima settimana. L’Azienda ospedaliera di Cosenza, invece, attualmente dispone di 50 posti in reparto (tutti occupati) e 13 in terapia intensiva, 11 dei quali occupati.

Ci sono sei persone positive al coronavirus in Pronto soccorso in attesa di essere allocate in reparto. Non sono ancora operativi i nuovi 12 posti letto di terapia intensiva nell’ospedale dell’Annunziata annunciati da qualche giorno, a causa di una carenza di personale medico e infermieristico. A dare sollievo alla situazione di emergenza potrebbe essere la struttura ospedaliera di Rogliano dove ci sono 16 posti letto pronti ma inutilizzati proprio a causa della mancanza di personale sanitario e OSS.