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Emergenza abitativa,”Prendocasa” occupa sala Comune Cosenza – Protesta mancato ottenimento contributo, “stanchi giochi potere”

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Una decina di persone, appartenenti al movimento “Prendocasa“, hanno occupato il salone di rappresentanza del Comune di Cosenza e chiedono di incontrare i rappresentanti della Regione Calabria.

 

Alla base della protesta il rischio per una quarantina di famiglie di trovarsi presto in mezzo ad una strada, perché non ricevono il contributo per l’emergenza abitativa da oltre un anno e allo stato non riescono a far fronte al pagamento degli affitti. Inoltre, secondo quanto si apprende, i commissari per risanare il bilancio comunale hanno deciso di eliminare la voce “affitti passivi” e di rescindere i contratti di affitto con privati per stabili che ospitano famiglie indigenti.

Nei prossimi mesi, dunque, il problema dell’emergenza abitativa riguarderà almeno altre 150 persone. Infine, in questi giorni – segnalano gli attivisti del gruppo Prendocasa – sull’albo pretorio del Comune sono state pubblicate delle assegnazioni o regolarizzazioni di alloggi.  “Tutto ciò – ha precisato Ferdinando Gentile, rappresentante del movimento – senza alcun criterio e in piena campagna elettorale. Siamo stanchi di questi giochi di potere. Le risorse economiche destinate al welfare in questi anni sono diminuite  gradualmente e ora a causa del dissesto rischiano di scomparire definitivamente. Abbiamo avuto diverse interlocuzioni con l’amministrazione comunale, ma non è cambiato nulla. Dunque, oggi ci siamo ritrovati nuovamente qui e rimarremo fintanto che non ci prospettano una soluzione definitiva”.

COVID. 15 NUOVI CONTAGI DA CONFERMARE: SINDACO CHIUDE SCUOLA DEL CENTRO STORICO

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A Fuscaldo desta preoccupazione la situazione dei contagi da coronavirus.

IL POST DEL SINDACO GIANFRANCO RAMUNDO
Siamo ancora in Municipio per definire il quadro della situazione che risulta preoccupante. Al momento, abbiamo un dato che ci parla di almeno 15 NUOVI POSITIVI (i test sono stati effettuati in laboratorio privato e, mentre vi scrivo, siamo in attesa di comunicazioni ufficiali da parte dell’Asp).
Stiamo ora lavorando sul tracciamento e sulle quarantene.
➡️ CHIUSE LE SCUOLE DEL CENTRO STORICO | Vi comunico, che ho comunque predisposto la chiusura del plesso scolastico del centro storico, per motivi precauzionali, legati alla presenza di 2 positivi al SARS-CoV2.
➡️ CHIUSURA PIAZZETTA DEL PESCATORE | Sto inoltre predisponendo la chiusura dell’area meglio conosciuta come “Piazzetta del Pescatore”, in quanto luogo privilegiato dai giovani, che, in questo momento, risultano essere particolarmente interessati al contagio.
🔺 È OPPORTUNO RICORDARE che, chiunque creda di essere entrato in contatto con un positivo, deve prestare la massima attenzione, anche se ha effettuato un test con esito negativo, considerato che il virus prevede un periodo di incubazione che va dalle 72 ore ai 5 giorni dall’ultimo contatto ritenuto a rischio.
🔺 SIA BEN CHIARO, che, se la situazione, nelle prossime ore, dovesse inasprirsi, non esiterò a prendere ulteriori provvedimenti restrittivi.
Conto sulla vostra comprensione, con l’auspicio, che il buon senso prevalga!

CETRARO. FRASI OFFENSIVE SU TWITTER: GIUNTA COMUNALE DENUNCIA

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Il Sindaco di Cetraro Ermanno Cennamo, il vice sindaco Barbara Falbo e gli assessori Lanza, Quercia, Spaccarotella e Cesareo hanno sporto formale querela alla stazione Carabinieri nei confronti di ignoti per il reato di diffamazione per le esternazioni pubblicate su Twitter, sopratutto a seguito del grave gesto intimidatorio al maresciallo dell’Arma Orlando D’Ambrosio. La giunta comunale condanna fermamente quanto accaduto – si legge in un post - poiché offende gravemente la reputazione dell’Istituzione Comunale fortemente impegnata a fronteggiare senza indugio la lotta all’illegalità e ad ogni forma di violenza.

Covid. A Longobucco rientra l’allarme ma rimane ‘zona rossa’

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Rientra, in parte, l’allarme contagi nel comune di Longobucco, nel cosentino. Tutte le 43 persone risultate positive al covid 19, riscontrate giovedì tramite tamponi rapidi, dopo la ripetizione del tampone rapido, sono risultate negative. Ad annunciarlo, con un post sulla pagina facebook ufficiale del Comune, è stato il sindaco Giovanni Pirillo, il quale ha tenuto a sottolineare che l’ordinanza sindacale con cui è stata istituita la ‘zona rossa’ resterà in vigore fino a quando l’Asp non comunicherà i risultati dei tamponi molecolari.

“Il caos dei tamponi di ieri – ha affermato Pirillo – è dovuto a un lotto di tamponi difettosi, che già è stato posto all’attenzione dell’azienda madre. Ho chiesto all’Asp che i tamponi molecolari, vista la situazione ‘eccezionale’ venutasi a creare, vengano effettuati il prima possibile”.

“Questo significa – ha sottolineato il primo cittadino – che la certezza della negatività al Covid-19, sarà ufficiale solo quando l’Asp comunicherà i risultati dei test molecolari. Fino ad allora, non possiamo dare numeri esatti e ritenerci fuori pericolo. Pertanto, l’ordinanza della zona rossa avrà valore fino a comunicazione ufficiale da parte dell’Asp. Non possiamo, in nessun modo, permetterci di rischiare. La salute viene prima di tutto”.

“So bene – ha aggiunto ancora il sindaco di Longobucco – che stiamo imponendo sacrifici enormi, soprattutto alle attività e agli esercizi commerciali, nonché agli artigiani e a ciascun singolo cittadino che in questo momento può sentirsi privato della propria libertà, ma la mia morale di sindaco e medico non può che farmi optare per questa scelta, in accordo con l’amministrazione, il consiglio comunale tutto e in accordo soprattutto con il parere dei responsabili Asp“.

Cosenza. Blocco lotto AstraZeneca: sospesa vaccinazione degli insegnanti

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Nel centro vaccinale gestito dall’Esercito a Cosenza è stata sospesa la somministrazione dopo la comunicazione dell’Aifa che ha vietato l’utilizzo di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca. Sarebbero 173 i pazienti ai quali è stato somministrato il vaccino appartenente al lotto bloccato che ora verranno seguiti tramite farmacovigilanza dall’Asp di Cosenza.

Il dottor Martino Rizzo, direttore sanitario dell’Asp di Cosenza, conferma che i pazienti sono sotto osservazione e segnaleranno l’insorgenza di qualunque effetto collaterale. “Vorrei precisare – ha detto – che si tratta di un ritiro cautelativo perché c’è una correlazione tra la somministrazione del vaccino e un evento negativo, ma non c’è la certezza che il vaccino somministrato abbia scatenato l’evento negativo“.

L’Azienda sanitaria sta già provvedendo alla sostituzione delle dosi di vaccino in maniera tale da non bloccare la campagna vaccinale. Le dosi di vaccino AstraZeneca appartenenti al lotto bloccato erano state consegnate esclusivamente centro gestito dall’Esercito italiano.

Decine di telefonate all’hub vaccinale della Calabria, a Catanzaro, dopo la notizia della partita di Cosenza. Alcuni medici spiegano che a chiamare sono soprattutto pazienti fragili, che chiedono di essere rassicurati sulla somministrazione del vaccino Pfizer, oltre a varie richieste di annullamento. “Non sappiamo quanta gente domani si presenterà per le inoculazioni”, spiegano i medici dell’hub.