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Vaccini: iniziata a Cosenza somministrazione personale scuola. Trecento le dosi previste per oggi in ospedale Esercito

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“Sono felice di essermi vaccinato. Credo sia fondamentale mettere in sicurezza il mondo scolastico per ritornare alla normalità”. Adirlo un docente dell’istituto professionale Da Vinci – Nitti di Cosenza, che oggi ha ricevuto la prima dose di vaccino anti covid AstraZeneca nel centro vaccinale gestito dall’Esercito a Vaglio Lise nell’avvio della campagna a Cosenza.

 

“Gestisco un istituto che conta oltre mille studenti e 150 docenti – ha commentato il dirigente scolastico Damiano De Paola – abbiamo lavorato incessantemente, la dad ha dato buoni risultati ma la scuola è anche socialità ed è fondamentale tornare in classe“. Sono circa trecento le persone appartenenti al mondo scolastico, tra docenti e personale Ata, che oggi saranno vaccinate a Cosenza nel solo punto vaccinale dell’Esercito.

‘Ndrangheta. Fiumi di droga ed estorsioni sotto l’egida dei Muto: 18 arresti

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18 arresti (10 in carcere, 8 ai domiciliari) e 15 obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria a soggetti residenti nei comuni della costa tirrenica cosentina, nella Locride e a Ivrea nel torinese. E’ questo il bilancio dell’operazione denominata “Katarion” (nome ebraico con il quale veniva indicato il promontorio di Cetraro) condotta con il coordinamento della Dda di Catanzaro che ha colpito un’organizzazione dedita al traffico di droga operante in una fascia compresa tra Guardia Piemontese a Scalea, sotto l’egida della storica cosca di ‘ndrangheta Muto di Cetraro, mentre le piazze di spaccio sono state individuate e smantellate a Scalea, Santa Maria del Cedro, Belvedere Marittimo, Diamante e Buonvicino.

I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza che hanno eseguito le misure hanno anche scoperto un bunker in fase di ultimazione a Cetraro,  in casa di uno degli indagati. I militari inoltre hanno trovato e sequestrato 700 grammi di cocaina e due chili di hascisc. Il sodalizio, secondo gli investigatori, si approvvigionava di cocaina dalla Locride grazie ad un broker locale mentre la produzione di marijuana avveniva in maniera autonoma.

“L’indagine – ha spiegato il col. Piero Sutera comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza – parte da una nonna disperata che ha tentato di salvare il nipote. A questa si aggiungono la denuncia di un imprenditore che ha deciso di opporsi alle pretese degli emissari della cosca Muto e affidarsi alla tutela dello Stato.

All’indomani dell’operazione Frontiera, dal 2016 è stata evidenziata la riorganizzazione del sodalizio della storica consorteria mafiosa ‘Muto’ di Cetraro, che è egemone sulla zona del Tirreno cosentino. Le indagini hanno documentato che gli assetti puntavano nuovamente sul core business dei Muto, che è proprio lo spaccio di droga“.

“Siamo qui ancora a parlare dei Muto – ha spiegato il procuratore capo della Dda catanzarese Nicola Gratteri – un’organizzazione a delinquere, finalizzata al traffico di stupefacenti che serviva a finanziare l’organizzazione e mantenere i detenuti in carcere.

Questo dimostra la difficoltà di sterilizzare il carcere rispetto ai mafiosi che sono all’esterno. Ogni volta che si fa un’operazione è ovvio che non si riesce a dimostrare la penale responsabilità di tutti gli associati.

Anche oggi ne abbiamo arrestati tanti, ma dieci sono rimasti fuori e cercheranno di organizzarsi per occupare gli spazi lasciati liberi dagli arrestati di questa notte. Quindi, sta alla cosiddetta società civile rioccupare gli spazi che siamo riusciti a liberare“.

UNPLI Cosenza e UNPLI Calabria: successo per il contest fotografico “accarezziamola con un fiore 2021”

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Grande successo per il contest fotografico “ACCAREZZIAMOLA CON UN FIORE 2021”, ideato e promosso dall’Unpli Cosenza, con il patrocinio dell’Unpli regionale. Oltre cinquecento le foto pervenute dalle diverse pro loco di tutta la Calabria che hanno colorato di giallo i loro borghi per “La Giornata internazionale dei diritti della donna”.

 

Una manifestazione che racchiude e mostra l’impegno sociale del mondo delle Pro Loco. Un messaggio che s’unisce ai tanti che vede l’8 marzo come commemorazione delle conquiste sociali e politiche ottenuto con il sacrificio e l’esempio di molte donne ma negli ultimi anni si lega in maniera imprescindibile anche alla lotta contro la violenza di genere.  Ed ecco che se il drappo giallo vuole esaltare la donna nella sua interezza, per quel valore aggiunto che ella rappresenta in ogni contesto, il claim scelto “Accarezziamola con un fiore”, è un chiaro messaggio contro quel fenomeno che viene definito Femminicidio e che ha raggiunto numeri raccapriccianti ma anche contro ogni tipo di violenza e di disparità di genere.

“Negli ultimi due secoli, le democrazie rappresentative non sono riuscite a tradurre in fatto politico concreto l’uguaglianza dei due sessi, nonostante le rivoluzioni politiche, sociali, culturali ed economiche. Ciò malgrado agli inizi del terzo millennio, le profonde modificazioni culturali, economiche, strutturali della società e l’esperienza dell’autonomia provocano un determinato ottimismo nei confronti della condizione della donna, come se tutto fosse compiuto o quasi, con il risultato di determinare un’ondata reazionaria nei confronti di una legislazione capace di tradurre il principio nella realtà. Quest’azione concreta è tangibile nella nostra realtà di Unpli e Pro Loco dove tutte le donne garantiscono qualità, equilibrio e professionalità”, questo il messaggio del presidente provinciale nonché consigliere nazionale Antonello Grosso La Valle. A cui fa eco Filippo Capellupo, presidente Unpli Calabria che nel ringraziare per l’impegno profuso ha sottolineato come l’organismo che rappresenta: “Non si è mai voltato dall’altra parte e ha sempre manifestato di essere non soltanto espressione delle comunità dove le Pro loco sono presenti ma ha anche assunto un ruolo primario nel volontariato e quindi nella difesa e tutela dei diritti quanto delle difficoltà e situazioni al limite presenti nei nostri territori. Lo abbiamo dimostrato dall’inizio della pandemia e continuiamo a farlo con lo stesso impegno anche ora e lo avvaloriamo con eventi di questo tipo che anche se virtuali riescono a coinvolgere e a trasmettere messaggi positivi e di condivisione”. Soddisfazione è stata espressa anche da Manuela Filice, responsabile Eventi Unpli Cosenza, e dal consigliere Piero Sciammarella. “Essere volontari, soprattutto in questo periodo di restrizioni, vuol dire essere un cittadino attivo. E se a causa delle restrizioni per il contenimento del contagio da COVID-19, non è possibile organizzare eventi in presenza, usiamo la tecnologia. Il web e i social come strumenti d’interazione e condivisione che poi è la filosofia delle proloco”. “È stato un momento che ha visto una proficua collaborazione tra il mondo del volontariato e delle istituzioni. Un evento sposato e condiviso da molte amministrazioni comunali, sindaci e rappresentanti regionali, nonché esponenti del mondo dello spettacolo, della moda e medico-scientifico, in nome di quella partecipazione e sinergia d’intenti di tutti gli attori di un territorio. Un passo importante per i nostri territori che sotto il colore giallo accende una luce di speranza volta alla ripartenza e alla crescita della nostra terra di Calabria”, conclude Filice.

Il Presidente Grosso La Valle nel ringraziare quanti hanno partecipato, inoltre, evidenzia la necessità di rafforzare i diversi settori al fine di definire alleanze necessarie per il superamento delle criticità e perciò creare quella logica legata alla co-progettazione tra Enti del Terzo Settore come l’UNPLI e gli Enti pubblici.

( fonte: Fabrizia Arcuri – Responsabile comunicazione 𝚄𝙵𝙵𝙸𝙲𝙸𝙾 𝚂𝚃𝙰𝙼𝙿𝙰 𝚄𝙽𝙿𝙻𝙸 𝙲𝙾𝚂𝙴𝙽𝚉𝙰)

Cosenza: duro intervento sulla riapertura delle scuole del preside Iaconianni del liceo classico Telesio

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Dopo la decisione del TAR che ha imposto la immediata riapertura delle scuole in Calabria, interviene con una nota l’ing. Antonio Iaconianni, Dirigente del Liceo Classico ‘Telesio’ di Cosenza, scuola innovativa sul piano nazionale, con numeri di iscrizioni in crescita negli ultimi otto anni a livelli esponenziali, con una popolazione di circa 1200 studenti, con circa 130 docenti e 50 tra personale di segreteria e collaboratori, nonché scuola capofila della Rete Nazionale Scuole Smart (RNSS).

 

Il Dirigente ha dichiarato: «Pieno rispetto ovviamente per la decisione del TAR (la nostra scuola è stata infatti aperta dopo poche ore dalla pronuncia), ma esprimo tutta la mia amarezza ed il mio rammarico per questa ennesima decisione che, non tenendo conto della gravissima situazione pandemica che sta investendo tutto il Paese (siamo nel pieno della terza ondata, la più grave e preoccupante a detta degli scienziati), mette a repentaglio la salute non solo di chi vive il mondo della scuola, ma di tutte le nostre piccole grandi comunità. E’ inaccettabile questo balletto di aperture e chiusure. Questa volta ho ricevuto, nel caos più totale ed in una situazione di generale confusione, istanze di genitori, di studenti, di docenti, di personale ata e di tantissimi colleghi dirigenti (ne cito una per tutti, il dirigente del Liceo Scientifico Pitagora di Rende, dott.ssa Alisia Rosa Arturi) tese ad affermare di volere la scuola in presenza ma con tutto il personale vaccinato. Si sarebbe dovuto iniziare oggi 10 marzo, ma ad oggi non si sa ancora nulla ! Siamo abbandonati ed in tema di vaccinazioni la scuola calabrese è ferma. Non meritiamo questa ennesima umiliazione! Lo scorso anno con una situazione diversa eravamo già in lockdown, mentre oggi che è tutto più grave…? E questa volta, poi – ha aggiunto il Preside – voglio essere chiaro e non accetto polemiche sterili: io, come tutti quelli che vivono con serietà e senso di responsabilità la scuola, sono per una didattica in presenza, ma oggi non ci sono le condizioni! Se ben sei milioni di studenti sono stati messi dai presidenti di Regione in Dad, vuol dire che qualcosa di serio sta accadendo. Senza la tutela del diritto alla salute non può esserci diritto all’istruzione, mi sembra un assunto talmente ovvio che chi lo nega questa volta se ne assumerà le proprie responsabilità! In una Regione dove non sono stati vaccinati gli insegnanti (una tabella del Sole 24 ore riportava solo pochi giorni fa lo 0% di vaccinati tra docenti, ultima regione in Italia); dove tanto personale ha più di 60 anni; chi si assume oggi la responsabilità di quanti si ammaleranno e di quanti moriranno? E’ inaccettabile tutto questo! Si proceda immediatamente con una campagna vaccinale a tappeto. Auspico – ha concluso Iaconianni – che qualcuno, nel più breve tempo possibile, possa risolvere questa situazione che indigna e che non è più sostenibile: aperture e chiusure continue sulla pelle di una popolazione già duramente provata. In queste condizioni è impossibile organizzare un corretto servizio scolastico e garantire sicurezza tout court. Il personale tutto, i nostri giovani e le nostre famiglie hanno bisogno di serenità e di ripartire il prima possibile in sicurezza, così invece stiamo andando ad impattare contro un muro e questo è inaccettabile!»

‘Ndrangheta: arresti traffico di droga, scoperto bunker in casa di un indagato

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Un bunker in fase di ultimazione è stato scoperto a Cetraro dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza nell’abitazione degli indagati dell’operazione “Katarion” condotta con il coordinamento della Dda di Catanzaro e che ha portato all’esecuzione di 33 misure cautelari nella zona dell’alto Tirreno cosentino.

 

La scoperta è stata fatta nel corso di una perquisizione domiciliare nei confronti di uno degli esponenti di spicco del sodalizio dedito al traffico di droga, che operava sotto l’egida della cosca “Muto”. I militari inoltre hanno trovato e sequestrato 700 grammi di cocaina e due chili di hascisc. L’operazione ha colpito un’organizzazione operante in una fascia compresa tra Guardia Piemontese a Scalea, con al centro Cetraro, mentre le piazze di spaccio sono state individuate e smantellate a Scalea, Santa Maria del Cedro, Belvedere Marittimo, Diamante e Buonvicino.
Le 33 misure cautelari eseguite (10 in carcere, 8 ai domiciliari e 15 obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria) hanno riguardato soggetti residenti nei comuni della costa tirrenica cosentina, nella Locride e a Ivrea nel torinese. “Le indagini iniziate nel giugno 2016 – ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri di Cosenza, colonnello Piero Sutera – all’indomani dell’operazione Frontiera e hanno evidenziato la riorganizzazione del sodalizio della storica consorteria mafiosa ‘Muto’ di Cetraro, che è egemone sulla zona del Tirreno cosentino. Le indagini hanno documentato che gli assetti puntavano nuovamente sul core business dei Muto, che è proprio lo spaccio di droga”.
Il sodalizio, secondo gli investigatori, ha puntato soprattutto sul traffico di stupefacenti, ed è stata accertata una continua capacità di far fronte alle esigenze di droga grazie ad un broker operante nell’area della Locride da dove arrivava la cocaina, la produzione di marijuana, invece, avveniva in maniera autonoma.

Tortora: Abbattuti 6 grandi e bellissimi Tigli lungo il marciapiede in località Falconara

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Questa mattina Italia Nostra si apprestava ad esprimere tutto il suo apprezzamento per la giornata che l’Amministrazione Comunale di Tortora ha dedicato ieri sabato alla rimozione della plastica in un tratto di spiaggia all’inizio del Lungomare.

 

Avrebbe elogiato l’impegno diretto degli amministratori presenti in prima fila, ma avremmo anche aggiunto che la rimozione della plastica e la pulizia delle spiagge , purtroppo non può risolversi con delle pur lodevoli iniziative di cittadini volontari che solo occasionalmente  possono dedicarsi a ciò. Resta comunque importante il messaggio di sensibilizzazione che da tali iniziative parte. Pulire chilometri e chilometri di spiaggia necessita di interventi molto più consistenti che non possono non chiamare in causa le istituzioni locali.

Se non che siamo rimasti veramente colpiti dalle segnalazioni che alcuni nostri volontari ci hanno fatto pervenire circa il taglio improvviso ed immotivato di sei grandi bellissimi Tigli in località Falconara presenti lungo il marciapiede che costeggia le abitazioni lungo la strada provinciale.

Se non si ha rispetto delle piante, non si ha rispetto dell’ambiente.

Italia Nostra chiederà spiegazioni di ciò alla Provincia di Cosenza, all’Amministrazione Comunale di Tortora che, da quello che si vede accumulato al lato della strada, ha intenzione di rifare il marciapiede con i materiali recuperati da lavori sul Lungomare.

Non può essere questa la ragione che ha portato a questo per noi inspiegabile scempio: i tigli avrebbero solo potuto abbellire ed impreziosire questo tratto di area urbana che ora appare spoglia e immiserita.

(fonte: Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino)